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15 espressioni legate al cibo per comprendersi a tavola

Gli esperti di Babbel invitano a riflettere sui modi di dire e sulle parole legate al mondo culinario.
Courtesy of Babbel

Il cibo unisce le persone, soprattutto durante un mese ricco di festeggiamenti come dicembre. Per chi resta in Italia l’atmosfera e le dinamiche degli incontri con parenti, amici e colleghi favoriscono il desiderio di aggregazione e socializzazione, mentre chi si reca all’estero per le vacanze si troverà predisposto a fare nuovi incontri e conoscenze.

Riflettere sulle espressioni relative alla tradizioni offre una prospettiva inedita sulla cultura e sulla storia di un Paese. In occasione del periodo delle festività, gli esperti di Babbel, azienda leader per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live, hanno dunque analizzato alcuni dei modi di dire legati al cibo riscontrabili nelle varie lingue del mondo e messo a punto un breve vademecum, utile ad evitare fraintendimenti e favorire la comprensione reciproca – o quantomeno ad avere qualche aneddoto da raccontare a tavola durante i pranzi o il Cenone.

 

“Tramandati da una generazione all’altra, le espressioni idiomatiche e i proverbi rappresentano un interessante oggetto di studio per chi si occupa di sociolinguistica o di storia della lingua”, commenta Gianluca Pedrotti, Principal Learning Content Editor di Babbel. “Ma non solo: anche per chi sta apprendendo un nuovo idioma, conoscere i detti popolari locali permette di cogliere sfumature linguistiche e culturali altrimenti difficilmente apprezzabili. Per questo, per noi di Babbel è importante fare luce anche su termini e modi di dire caratteristici, assicurandoci che i nostri studenti siano in grado di distinguerli e riconoscerli in situazioni di vita quotidiana”.

  • Se achar o último biscoito no pacote: durante le Feste, ci si sente tutti un po’ più speciali. Per esprimere questa questa sensazione, e in particolare in relazione a chi è particolarmente fiero di sé, in portoghese brasiliano si utilizza l’espressione “se achar o último biscoito no pacote” ovvero, letteralmente, “sentirsi come l’ultimo biscotto della confezione”.
  • Casser du sucre sur le dos de quelqu’un: letteralmente “rompere lo zucchero sulla schiena di qualcuno”, non si tratta di un rito scaramantico per scongiurare la iella, come nel caso del sale, bensì in francese significa parlare male alle spalle –  “dire peste e corna” – di qualcuno.
  • To have a sweet tooth: le Feste rappresentano  un momento particolarmente gioioso per chi – come si dice in inglese – “ha un dente dolce”. L’espressione indica, infatti, qualcuno che ama mangiare i dolci.
  • Pedirle peras a los olmo: “chiedere pere all’olmo”, in spagnolo, significa fare una richiesta un po’ troppo pretenziosa, oppure chiedere l’impossibile a qualcuno.
  • Tener mala leche: letteralmente “avere latte cattivo”, in spagnolo, non significa che il latte è scaduto, ma che qualcuno è di cattivo umore.
  • O cão chupando manga: è un’espressione portoghese che richiama l’immagine di “un cane che succhia un mango” e indica qualcosa di molto brutto e spiacevole alla vista. Si spera non un regalo non gradito!
  • Żyć jak pączek w maśle: anche se in un periodo dell’anno differente, l’espressione “essere felice come una Pasqua” è particolarmente pertinente anche per il Natale. Il modo di dire polacco, che letteralmente si traduce con “vivere come una ciambella nel burro”, vuol dire proprio questo.
  • Have bigger fish to fry: “avere pesci più grandi da friggere” non indica un appuntamento con i preparativi per pranzi e cene. Dall’inglese, si può parafrasare come  “avere cose più importanti da fare”, non necessariamente in cucina!
  • Tomaten auf den Augen haben: esattamente come il modo di dire italiano “avere il prosciutto sugli occhi”, in tedesco “avere i pomodori sugli occhi” significa non accorgersi di una cosa palese.
  • Ergens geen kaas van gegeten hebben: se a tavola si sente questa espressione olandese, ovvero “non essere riusciti a mangiare il formaggio”, non occorre passare le ultime scaglie avanzate, poiché ciò che realmente vuol dire è “non avere la più pallida idea di qualcosa”. Piuttosto, potrebbe essere necessario dare qualche delucidazione in merito alla conversazione!
  • Raconter des salades: “raccontare dell’insalata”, in Francia, non significa parlare di verdure, bensì “raccontare bugie”.
  • To go bananas: il periodo tra dicembre e gennaio è un momento ideale per lasciarsi andare e festeggiare a più non posso. In inglese “to go bananas” – letteralmente “diventare banane” – significa proprio essere senza freni, prendere la testa, ma anche in senso positivo!
  • Nu blir det andra bullar: se si decide di passare le vacanze invernali in Svezia, è bene tenere a mente che questa espressione non è di buon auspicio. Nonostante letteralmente si traduca con “ora le pagnotte cambiano”, chi la pronuncia non si riferisce realmente alle pagnotte, bensì sta comunicando che da quel momento in poi “smetterà di usare le buone maniere”.
  • 花よりだんご。(hana yori dango): letteralmente “meglio i ravioli che i fiori”, ma non nel piatto! In giapponese significa che le cose pratiche sono più utili degli ornamenti.
  • Piece of cake: questo modo di dire inglese può, effettivamente, designare  un “pezzo di una , ma in gergo colloquiale indica qualcosa che è semplice e facile da fare. Occhio al malinteso!

 

Per chi volesse approfondire le tradizioni culinarie dei diversi Paesi, i docenti di Babbel Live, piattaforma che offre lezioni dal vivo tenute da insegnanti certificati, hanno messo a disposizione una serie di unità di apprendimento progettate ad hoc e dedicate interamente al tema del cibo: tra le altre, la lezione intitolata “Talk about international food” che invita gli studenti a discutere delle consuetudini e dei piatti tipici di tutto il mondo.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: BPRESS

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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