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Al via il 16 luglio ARTE&VINO 2022. Monteverro accoglie l’opera inedita di Andrea Polichetti

In ferro battuto, verniciata a fuoco, sarà installata nella vigna di Cabernet Sauvignon, la più antica della Tenuta L’artista firma anche un dittico con la tecnica della cianotipia per celebrare i 10 anni del Terra di Monteverro
Photo credits: fonte ufficio stampa ZEDCOMM

Arte e vino continuano a coltivare la loro liaison, fatta di citazioni e punti di contatto semantici, di condivisione di un lessico con un duplice livello di lettura: due mondi che puntano all’eccellenza espressiva e che dialogano con il pubblico per raccontare “cosa sta dietro”, a un vino appunto o un’ispirazione artistica. A questo dialogo crede fermamente Monteverro – cantina gioiello sulla costa d’Argento, da sempre aperta alle contaminazioni tra ambiti, una predisposizione frutto anche dell’influenza della vicina Capalbio, la “piccola Atene”, con il suo importante passato storico e artistico – che anche quest’anno partecipa alla kermesse che vede le realtà enoiche capalbiesi ospitare al proprio interno l’opera di un artista, creando un percorso eno-artistico per promuovere il territorio.

Quest’anno a Monteverro è la volta di un’opera di Andrea Polichetti – romano, classe 1989 – che ha scelto un’installazione in ferro battuto verniciato a fuoco (“Senza Titolo” anno 2021). Un’opera inedita, mai utilizzata in altre manifestazioni che si staglierà tra le vigne di Cabernet Sauvignon, le più antiche della Tenuta. “Si tratta di una figura antropomorfa realizzata con tondini di ferro”, spiega l’artista stesso. “L’idea è di lasciare intravedere lo spazio dietro, quindi la figura si staglia nel contesto naturale integrandosi tra vigna e cielo, mettendo in relazione lo spazio ed il disegno nella sua forma scultorea”. Il progetto è di un’opera che sappia armonizzarsi con il territorio che la ospita, esaltandone le caratteristiche che si possono scorgere tra la trama di ferro.

La scultura fa parte di una più vasta serie in ferro battuto. “Questi lavori affondano le radici in disegni realizzati nel 2018 attraverso l’uso del disegno automatico”, racconta Polichetti. “Ho elaborato un alfabeto segnico attraverso il quale ho composto delle figure antropomorfe ed architettoniche”. L’uso del ferro battuto è interpretato come estensione scultorea del disegno, “in cui tridimensionalità e bidimensionalità coesistono all’interno dello spazio”, conclude.

Il 16 Luglio alle ore 17.30 – presso la tenuta – l’opera verrà svelata, alla presenza di Davide Sarchioni – curatore di Arte&vino – progetto ideato da Maria Concetta Monaci e realizzato dall’Associazione culturale Il Frantoio in collaborazione con l’associazione Capalbioèvino nel 2014 – che racconterà l’opera e l’artista agli ospiti in anteprima assoluta. Seguirà poi una breve visita in cantina e un rinfresco per inaugurare l’iniziativa.

Ma non è tutto! Un’opera di Andrea renderà omaggio anche ai 10 anni del Terra di Monteverro. “Ci sono legami, storie ed emozioni che per essere raccontati hanno bisogno di più delle semplici parole”, spiega il team Monteverro che segue questi progetti. E in questa richiesta di un linguaggio immediato, entra in gioco Polichetti. “Gli abbiamo chiesto di narrare, attraverso la sua arte, l’evoluzione decennale del nostro Terra di Monteverro, e anche la nostra”. Da questa richiesta è nato un dittico realizzato con la cianotipia -tecnica di stampa a contatto, mediante raggi UV, che richiede un negativo della stessa dimensione dell’immagine finale. – “Polichetti ha utilizzato per realizzarla solo reagenti naturali, in linea con la nostra filosofia super sostenibile”, spiegano da Monteverro. “Ha usato la terra e altri elementi organici di origine vegetale prelevati direttamente nei nostri vigneti, ottenendo un’opera d’arte unica, costruita con la materia dei nostri luoghi”. Nel dettaglio, l’immagine è stata creata tramite l’impressione di due ceppi di vite, le loro radici e terra su due tavole di legno con l’aggiunta di sali di ferro che reagiscono ai raggi solari. “Fondamentale per la resa espressiva dell’opera anche la scelta cromatica”, spiega il gruppo di lavoro di Monteverro che si è interfacciato con l’artista. “La colorazione gioca con le tonalità degli azzurri e dei verdi, colori che citano inequivocabilmente il mare e la macchia mediterranea, elementi che fanno da contorno alla tenuta”.

L’ utilizzo di una tecnica e di materiali che mirano ad esaltare il dialogo tra natura e uomo; luce, radici e terra. “È un contatto simbiotico non solo mentale ma anche fisico”, aggiunge l’artista. Il dittico sarà stampato – in edizione limitata – “creando un “fil rouge”, tra noi ed i nostri amici e sostenitori per celebrare questi dieci anni di strada percorsa insieme”, concludono dalla cantina.

Alcuni cenni su Monteverro

Nasce agli inizi degli anni 2000 da un’idea visionaria del proprietario Georg Weber, alla ricerca del luogo ideale dove dar vita al suo progetto di produrre vini di eccellenza. La scelta è pressoché già scritta: un amore incondizionato lega Georg alla , ma la vera intuizione è aver eletto a sua nuova dimora un territorio un po’ al di fuori dei circuiti vinicoli tradizionali. Una terra autentica e naturale, ricca di tradizioni e genuinità. Un grande lavoro in vigna e scelte attente in cantina si ripetono da 13 vendemmie per dare vita alle 6 eccellenze di Monteverro: il capofila taglio bordolese Monteverro, il fratello minore Terra di Monteverro, uno Chardonnay in purezza e un intrigante Syrah

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Per maggiori informazioni visitare il sito:

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Testo inviato da: Mariella Belloni

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