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Allevamento contadino e giustizia climatica: la convergenza delle lotte verso un paradigma e strategie comuni

Associazione Rurale Italiana per la crescita della società civile, un’agricoltura contadina socialmente giusta ed un corretto utilizzo di tutte le risorse naturali rispettoso della biodiversità, attento ad una produzione ecologicamente durevole per la Sovranità Alimentare
Photo credits: fonte segreteria Asso Rurale

Sabato 21 gennaio presso la sala dell’agriturismo della cooperativa Valli unite di Costa Vescovato si è tenuto un incontro pubblico dal titolo “La Sfida dell’allevamento. L’agroecologia nell’allevamento contadino: come e perché”.

L’incontro, promosso e organizzato da Associazione Rurale Italiana (ARI) in collaborazione con la Cooperativa Valli Unite, era rivolto a quanti volessero approfondire con noi la situazione degli allevamenti di piccola scala presenti in Italia, quali sono le difficoltà in cui versano, le opportunità che questo tipo di gestione degli animali ha per tutta la collettività. La partecipazione all’evento è stata estremamente significativa, superando le cento persone, e ha confermato il grande interesse attorno a questo tema di attualità.

Per poter sviluppare delle riflessioni in maniera più completa, all’incontro sono stati invitati allevatori ed allevatrici del territorio, agricoltori e agricoltrici di tutta Italia ed esponenti dei movimenti per la giustizia climatica quali Fridays For Future ed Ecologia Politica, collettivo di riflessione sull’ecologia e il capitalismo.

L’incontro è stato introdotto da una serie di interventi che hanno illustrato le posizioni dei movimenti contadini italiani ed europei sul tema della difesa e promozione dell’allevamento contadino e contributi di esponenti del mondo ambientalista, il tutto coadiuvato dalla presenza del professor Cavallero della facoltà di agraria dell’Università di .

Il dibattito è proseguito con interventi molto appassionati e pertinenti dalla platea, che hanno sottolineato il paradosso che vede gli allevatori che operano nelle zone marginali equiparati nella narrazione ad allevatori industriali di zone più vocate e ben foraggiati dai denari pubblici. Gli allevatori di piccola scala, oltre a soffrire di un progressivo impoverimento economico, vedono il proprio pesante lavoro di custodi dei sistemi agrosilvopastorali accusato di mancanza di sostenibilità ambientale. Al contrario, secondo i dati di EUROSTAT in Italia ci sono solo meno di 4.000 stalle di bovini e 2.500 allevamenti di maiali che hanno una produzione superiore ai 500.000 euro/anno. Le stalle che hanno una produzione superiore ai 500.000 euro/anno, con oltre 100 capi ed in aziende con oltre 100 ettari sono solo 1.300 (2016) ed danno lavoro a pochissime persone. Il loro impatto negativo sull’ambiente è conosciuto e ben documentato.

Per saperne di più sulla questione degli allevamenti in Italia e in Europa, vi invitiamo a leggere questo documento di approfondimento, prodotto proprio in vista dell’evento di sabato scorso.

Questo tema è stato raccolto in maniera approfondita dai e dalle attivisti/e per la giustizia climatica presenti, che hanno rimarcato quanto sia urgente costruire alleanze per accelerare una imprescindibile transizione dal modello agricolo industriale.

Il dialogo e il confronto hanno potuto spazzare via fraintendimenti e mistificazioni che da tempo riguardano anche la piccola produzione animale, ridefinendo così un piano di impegno comune contro la deriva industrialista delle politiche agricole che sta riproponendo anche l’attuale governo, in continuità con il passato. Riaffermata la necessità di dare priorità alla transizione verso un allevamento agroecologico anche per chi, per tanti motivi, ha fatto in passato diverse scelte produttive.

E’ stato ribadito quanto sia importante continuare a difendere modelli agricoli basati sul lavoro e la sostenibilità ecologica come l’allevamento contadino. In questo senso, la chiusura sistematica di centinaia di migliaia di piccole stalle che forniscono cibo di qualità per il nostro paese è un grave rischio per le aree e le comunità rurali, perché assieme ad esse scompare un equilibrato sistema di gestione del territorio, che riducendo l’abbandono e lottando contro lo spopolamento contribuisce a preservare la biodiversità e a mitigare gli squilibri faunistici e idrogeologici del territorio stesso.

Vogliamo rafforzare i contatti e le elaborazioni di strategie comuni di lotta, a fianco dei e delle giovani che vogliono arrestare i disastri dovuti ai cambiamenti climatici e al sistema economico estrattivista per un’effettiva svolta agroecologica che è alla base della piattaforma di lotte per la sovranità alimentare de La Via Campesina, di cui ARI fa parte.

Corte Palù della Pesenata, 5 Colà di Lazise 37017 (VR) www.assorurale.it info@assorurale.it

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Grafico pubblicitario dal 1991, cuoco per passione, innamorato del mangiare e del bere bene da sempre.
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