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Cento anni per il miglioramento della coltivazione della vite e della produzione del vino con una celebrazione a Firenze

Nel centenario di Oiv, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino ha promosso l’unico evento in Italia per celebrare l’Ente Internazionale.
Photo credits: Sandro Boscaini premiato in occasione del Centenario di OIV – fonte ufficio stampa Close to Media

L'Oiv è una delle organizzazioni intergovernative più rappresentative al mondo con 50 Stati membri in rappresentanza dell'87% della produzione mondiale del vino e oltre il 70% del consumo

«Aumento incontrollato della produzione e del commercio di bevande adulterate che venivano chiamate vino, mancanza di una definizione comune di vino che consentisse un contrasto unificato delle frodi, colpevolizzazione del vino durante il decennio del proibizionismo e mancanza di un organismo di confronto e di studio delle varie problematiche tecnico-scientifiche della filiera vitivinicola».

Sono questi gli argomenti che cento anni fa spinsero Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia a far nascere l'Organizzazione internazionale della vite e del vino (Oiv).

Lo ha ricordato martedì 23 aprile, Luigi Moio, presidente dell'Oiv, all'incontro, unico momento in Italia, che l'Accademia italiana della Vite e del Vino (Aivv) ha promosso in sinergia con l'Accademia dei Georgofili a . Il presidente Moio ha poi ricordato sottolineandolo che Oiv «è una organizzazione intergovernativa a carattere tecnico-scientifico che comprende ben 50 Stati membri e rappresenta l'87% della produzione mondiale di vino e il 71% del consumo mondiale».

Nel 1924, alla base della nascita dell'Organizzazione c'era la voglia di «stimolare gli studi scientifici finalizzati a far conoscere ed apprezzare il valore positivo di un consumo moderato del vino» oltre a «esaminare le normative adottate nei vari Paesi, allo scopo di predisporre una definizione comune di vino, tutt'oggi valida, ed incoraggiare lo sviluppo e l'adozione di procedure analitiche rivolte a garantire la purezza, la genuinità e l'integrità del vino». E infine «istituire un Ufficio Internazionale del Vino per concepire raccomandazioni su basi scientifiche agli Stati membri allo scopo di facilitare un'armonizzazione delle loro politiche vitivinicole per agevolare gli scambi internazionali» ha rimarcato Moio.

Nel porgere i saluti di benvenuto ai partecipanti, il Presidente dei Georgofili Massimo Vincenzini ha sottolineato come non ci sia luogo più adatto dell'Accademia dei Georgofili per celebrare i cento anni dell'OIV: “I Georgofili esistono da oltre 270 anni e si sono sempre interessati alla viticoltura e alla trasformazione dell'uva in vino, fin dalla loro fondazione, come è testimoniato da vari documenti custoditi nel nostro archivio storico. Siamo dunque molto lieti di ospitare l'OIV per celebrare insieme il compleanno di questa importante organizzazione, che tanto ha fatto per il progresso scientifico di viticoltura ed enologia”.

Durante la mattinata sono stati consegnati dal Presidente di Oiv, Luigi Moio, il bicchiere, la bottiglia e la spilla celebrativa del centenario di Oiv al Presidente dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, al Presidente dell'Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini e al Presidente di Masi, Sandro Boscaini, in qualità di Accademico di Aivv e sostenitore di Oiv per il programma di borse di studio per la formazione dei giovani professionisti del settore.

“Un onore poter ricevere questo riconoscimento che premia lo sforzo e il lavoro anche dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino in questo sessanta anni di storia che ricorrono proprio nel 2024 – ha commentato il Presidente di Aivv, Rosario Di Lorenzo – questa giornata rappresenta l'importanza oggi più che mai di fare sistema nel mondo del vino italiano e mondiale”.

“Sono estremamente onorato di essere presente alla celebrazione per i 100 anni di Oiv in veste di accademico e in qualità di Presidente della sesta azienda membro del suo ‘Consortium', composto da importanti realtà vitivinicole che sostengono l'organizzazione in materia di Ricerca e Sviluppo. Masi è infatti l'unica a rappresentare l'Italia in questo prestigioso gruppo. Il riconoscimento ricevuto oggi è un tributo alla nostra azienda e all'impegno di oltre quattro decenni del nostro Gruppo Tecnico che, attraverso la presenza consolidata nei più importanti contesti scientifici internazionali e il suo storico Seminario in occasione di Vinitaly, porta un contributo costante alla conoscenza del mondo del vino, delle uve autoctone e delle espressioni enologiche del nostro Paese” ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola.

Nella giornata poi hanno preso la parola alcuni tra i più luminari esperti del settore. Tra questi anche Mario Fregoni, presidente onorario Oiv, che ha tenuto a precisare come «all'inizio del 1900 esistessero 10 milioni di ettari di vite, diffusi soprattutto in Europa. Spagna, Italia e Francia erano i tre grandi Paesi viticoli». Ma in quegli anni, oltre ai problemi, anche sociali, causati della Prima guerra mondiale, la viticoltura dovette fare i conti con «l'arrivo della fillossera dall'America settentrionale, che distrusse quasi 3 milioni di ettari dei vigneti europei. Sempre nella seconda metà del 1800 giunsero in Europa dall'America altri due flagelli fungini, l'oidio e la peronospora» ha ricordato Fregoni.

All'incontro che si è tenuto presso l'Accademia dei Georgofili, Enrico Battiston, capo Unità Viticoltura di Oiv, ha messo in luce il lavoro fatto dall'Organizzazione per l'impatto del cambiamento climatico sulla vitivinicoltura internazionale e lo sviluppo sostenibile del sistema vitivinicoli. In particolare, ha detto Battiston, «più di vent'anni fa, l'Oiv avviò un percorso di riflessione che ha portato all'elaborazione di diverse risoluzioni, a partire dalla definizione di sostenibilità fino all'analisi degli aspetti ambientali, sociali, economici e culturali associati ai principi generali della sostenibilità». Ha portato avanti «un percorso normativo e di armonizzazione realizzato anche grazie alla creazione di un gruppo di esperti dedicato, il gruppo Clima poi divenuto Enviro ed infine Sustain». E questo gruppo ha in discussione «tre bozze di risoluzione riguardanti la definizione della viticoltura di montagna e in forte pendenza, la definizione dei principi dell'agroecologia e la più complessa definizione di resilienza per il settore vitivinicolo».

Sempre per quanto riguarda il ruolo dell'Oiv, Vittorino Novello vicepresidente della Commissione Viticoltura Oiv, ha detto che negli anni «con il progredire delle conoscenze e l'incremento delle problematiche vitivinicole, si è reso necessario affrontare i problemi in modalità maggiormente interdisciplinare e trasversale» e «La Commissione viticoltura ha approvato 171 risoluzioni, di cui 57 sulle tecniche viticole, 42 su argomenti ambientali, 32 su prodotti non fermentati e 40 sulle varietà di vite».

Oiv, tuttavia, non si occupa oggi soltanto di pratiche, ma fornisce anche contributi fondamentali di Economia e Diritto grazie al lavoro della Commissione III. E questo lo ha fatto presente Antonio Seccia segretario scientifico. «La Commissione Economia e Diritto è articolata in 5 gruppi di esperti. Si tratta di Diritto e informazioni ai consumatori, Analisi economica, mercati e consumo, bevande spiritose vitivinicole, Cultura, formazione e patrimonio e statistica». E, dal «1928 al 2023 la Commissione ha adottato 263 risoluzioni, riferite in particolare a tematiche quali l'etichettatura dei vini e delle bevande a base di vino, la protezione del consumatore, il consumo responsabile, la tracciabilità dei prodotti, gli aspetti normativi della dealcolazione, la definizione delle bevande spiritose di origine vitivinicola, l'armonizzazione dei programmi di formazione nel settore vitivinicolo».

Il contributo dell'Italia alla crescita dell'Oiv è stato importante in quanto, ha evidenziato Damiano Li Vecchi capo delegazione italiana Oiv, direzione generale del Masaf, «ha consentito di contribuire in modo incisivo allo sviluppo lavori importanti, alcuni fondamentali, per il perseguimento degli stessi obiettivi dell'Oiv e che, nel futuro, contribuiranno al raggiungimento delle ulteriori sfide che la attendono».

Il Presidente di Masi ha ricevuto il riconoscimento all'evento promosso da Accademia Italiana della Vite e del Vino per celebrare l'ente internazionale

Sandro Boscaini è stato premiato all'evento per il centenario di OIV – tra le organizzazioni intergovernative più rappresentative al mondo con 50 Stati membri – organizzato dall'Accademia Italiana della Vite e del Vino (Aivv) a Firenze presso l'Accademia dei Georgofili.

Il Presidente di Masi ha ricevuto il riconoscimento da Luigi Moio, Presidente di OIV, in qualità di Accademico di AIVV e sostenitore di OIV per il programma di borse di studio per la formazione dei giovani professionisti del settore. Insieme a lui, a ricevere il bicchiere, la bottiglia e la spilla celebrativa dell'anniversario Rosario Di Lorenzo, Presidente dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Massimo Vincenzini, Presidente dell'Accademia dei Georgofili.

“Sono estremamente onorato di essere presente alla celebrazione per i 100 anni di OIV in veste di accademico e in qualità di Presidente della sesta azienda membro del suo ‘Consortium', composto da importanti realtà vitivinicole che sostengono l'organizzazione in materia di Ricerca e Sviluppo. Dal 2023 Masi è infatti l'unica a rappresentare l'Italia in questo prestigioso gruppo. Il riconoscimento ricevuto oggi è un tributo alla nostra azienda e all'impegno di oltre quattro decenni del nostro Gruppo Tecnico che, attraverso la presenza consolidata nei più importanti contesti scientifici internazionali e il suo storico Seminario in occasione di Vinitaly, porta un contributo costante alla conoscenza del mondo del vino, delle uve autoctone e delle espressioni enologiche del nostro Paese” ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola.

MASI AGRICOLA

Masi è produttore leader di Amarone e da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie. Nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Masi ha un expertise riconosciuta nella tecnica dell'Appassimento, praticata sin dai tempi degli antichi Romani, per concentrare colore, zuccheri, aromi e tannini nel vino, ed è uno degli interpreti storici dell'Amarone: il suo presidente, Sandro Boscaini, rappresenta la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con questo vino un'eccellenza italiana. Oggi Masi produce cinque diversi Amaroni, la gamma più ampia e qualificata proposta al mercato internazionale. Da quasi cinquant'anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, e con i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina con vigneti in Rovereto, a cui si aggiunge lo storico château nel cuore di di Canevel Spumanti, cantina rinomata per i suoi spumanti premium e parte del gruppo Masi da fine 2016. Nel 2023 Masi ha acquisito Tenuta “Casa Re” nell'Oltrepò Pavese, territorio vocato per la produzione di uve Pinot Nero per base spumante. Masi fonda la propria attività su valori sociali, etici e ambientali e ha un'importante produzione di vini biologici, sia nelle Venezie che nelle tenute Poderi del Bello Ovile in e Masi Tupungato in Argentina. In linea con il proprio heritage, Masi ha approvato a marzo 2024 il progetto di sostenibilità “Masi Green Governance” che vede l'adozione dello status di Società Benefit e l'integrazione nell'oggetto sociale di ulteriori attività con finalità di beneficio comune, legate alla crescita sociale, alla promozione e valorizzazione della cultura delle Venezie, delle persone, del territorio e dell'ambiente.

Masi: FB – IG – Twitter – YouTube @MasiWines – LinkedIn @Masi Agricola Spa – We Chat/Little Red Book – HASHTAG #masiwines

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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