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Cognac, Armagnac & dintorni di Pino De Luca

Il libro, edito da Il Raggio Verde, apre la collana “Bevande Spiritose” curata dallo stesso autore. In copertina, l’opera “Moments” dell’artista Michele D’Avenia sancisce la collaborazione con la curatrice d’arte Angela Ghezzi.
Photo credits: Michele D’Avenia, Moments, olio su tela, credit photo Vincenzo Nocita (collezione privata)

Cognac, Armagnac & Dintorni è il primo libro di Pino De Luca che apre la collana Bevande Spiritose edita da Il Raggio Verde edizioni.

Il libro è impreziosito in copertina dall'opera, Moments, dell'artista Michele D'Avenia (credit photo Vincenzo Nocita) grazie alla collaborazione con Angela Ghezzi, curatrice d'arte di origini leccesi ma parigina d'adozione. E si vola in Francia, dunque, tra i vigneti della regione del Cognac, e non solo, per parlare di uno dei distillati più apprezzati per scoprirne la storia e l'essenza, le caratteristiche organolettiche e modalità di produzione, partendo dall'antica arte della distillazione già conosciuta dagli antichi Egizi ma poi perfezionatasi nel Medio Evo fino ad arrivare ai giorni nostri, con un intento che sottende al libro e alla stessa collana: bere consapevole in primo luogo che poi coincide anche con il saper bere – ovviamente sempre con moderazione – ma soprattutto sapendo riconoscere la qualità del prodotto. Il libro si apre infatti con l'illustrazione delle norme per meglio immergersi in questo universo di profumi e di sapori che costituiscono le bevande spiritose.

Una piccola collana di volumi tascabili, Bevande Spiritose, dove – spiega l'autore e curatore Pino De Luca «proveremo a descrivere le principali sostanze che passano, in ragione delle epoche, dal divino al satanico e viceversa. Nessuna ambizione enciclopedica, nessun tentativo di classificare e, ci sia concesso, di pontificare. Solo un po' di conoscenza semplice ma non banale su ciò che non cambia la vita ma può renderla, in alcuni momenti, meno ruvida. Ci guida Paracelso (“sola dosis venenum facit”), l'idea che la consapevolezza rende liberi e che la vita comincia con un pianto mentre tutti ridono e finisce con il silenzio mentre tutti piangono. Forse. Di sicuro cominciamo con il Principe dei Distillati».

104 pagine per parlare del Cognac, che fa la sua scena nel 1643 nell'omonima regione, di cui l'autore ricostruisce la storia e le fasi di produzione, dal vigneto alla distillazione, all'imbottigliamento, al calice per una degustazione esperienziale che coinvolge i sensi della vista, dell'olfatto e della bocca dove le note floreali si trasformano in sapori.

Così come avviene per l'Armagnac la più antica acquavite di Francia e le Pineau de Charentes, il liquore di famiglia, che merita una sezione a parte. Completano il libro, schemi e preziose tabelle. Insomma “Cognac, armagnac & dintorni” è un breve ma sostanzioso compendio per gli appassionati di distillati e per chi vuole avvicinarsi al mondo delle bevande spiritose.

Cenni biografici di Pino De Luca

Quasi sessantasei primavere, una moglie e due figlie, ricordi sulle spalle e progetti sulla pancia.

Docente (agli sgoccioli) di Informatica all'Itis “E Fermi” di , una carriera per metà di attore di cose e per l'altra di narratore, ma non delle medesime.

“Regole e Diritti per essere cittadini” ed. Sapere 2000 (2005), tanta roba on line e in collaborazione con amici bravi, Per Canti e Cantine – viaggio enofonico nel Salento (Kurumuny), molti anni di collaborazione con Nuovo Quotidiano di , attualmente collabora con Vinoway e con Amazing Puglia.

Avventura con Il Raggio Verde che si articola in molti modi, ormai nodi inestricabili, i principali sono la Tetralogia (zoppa) delle avventure di Santino Ursini (il quarto libro uscirà presto) e le invasioni sugli ulivi e sul miele.

Della vita precedente conserva il motto “Nec Spe Nec Metu” continuando a pensare che ogni giorno che arriva è uguale a quello precedente e tocca a ciascuno renderlo migliore, quando il giorno non arriverà più il mondo andrà avanti ugualmente.

Della vita attuale “Non possiamo bere tutto il vino del mondo ma è nostro irrinunciabile dovere provarci”.

Fra le cose più importanti: i premi vinti e le citazioni (cose delle quali ricorda poco o nulla), le amicizie vere e false (delle quali ricorda ogni particolare).

Punti d'onore: cucinare i pomodori scattarisciati, forare i palloni gonfiati, essere felice solo quando intorno ha persone felici.

Riesce a sopravvivere senza il bisogno di una divinità, nemmeno di quella più adorata di questi tempi votati alla “auri sacra fames”.

Complimento più apprezzato “mi hai fatto ridere”, meno apprezzato “quanto sei bravo!”

Insulto più apprezzato: qualunque purché poi si abbia la pazienza di ascoltare la risposta.

Una passione smodata per le persone per bene (spesso trovate cercando persone per bere) senza distinzione di censo, razza, sesso o religione, ama fanaticamente la propria terra e non vede l'ora d'esser nonno.

Da ultimo, la presenza nel libro fotografico di Riccardo Abbondanza: I figli del Salento. Con foto dell'autore e il seguente aforisma: Nascere in Salento è un privilegio che bisogna esser disposti a pagare!

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Antonietta Fulvio

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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