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Dai broccoli e cavoli un potente gene anticancro e una molecola importante per la lotta contro i tumori

Alcuni composti presenti nelle verdure crucifere possono aiutare a sopprimere il cancro. Nuove ricerche hanno infatti collegato una speciale molecola trovata nei cavoletti di Bruxelles, nei broccoli e in altre verdure della stessa specie a uno dei geni più potenti capaci di bloccare un tumore.

Appartengono alla famiglia delle crocifere: il cavolo, il cavolfiore, la verza, il broccolo, il radicchio, la rapa, i broccoletti, il crescione, la rucola. Si chiamano crocifere perché i loro fiori hanno quattro petali disposti a croce greca. Sono una delle famiglie vegetali più studiate e la loro importanza deriva dal fatto che contengono quantità elevate di glucosinati, una classe di composti che sono inerti, ma che vengono trasformati durante la masticazione in potenti molecole antitumorali (gli isocianati e indoli).

Una molecola chiamata indolo-3-carbinolo (I3C) – presente nelle crocifere, sarebbe in grado di ripristinare l'attività di un gene che contrasta la crescita del tumore.

“Si tratta di PTEN (Phosphatase and tensin homolog), uno dei geni oncosoppressori più potenti nella storia della genetica del cancro” spiega Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, negli Stati Uniti, coordinatore di uno studio i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Science.

Il gene PTEN, come il più noto BRCA1 e diversi altri, è oggetto di grandi attenzioni da parte della ricerca in oncologia in virtù delle funzioni che ricopre nella regolazione dei cicli cellulari. PTEN, BRCA1, TP53 e APC – per citare i più conosciuti – vengono infatti definiti “oncosoppressori”: si tratta cioè di geni la cui attività è in grado di controllare i meccanismi di riproduzione delle cellule, impedendo quella proliferazione incontrollata da cui solitamente ha origine il tumore.

Le proteine codificate dagli oncosoppressori hanno quindi il potere di interrompere il ciclo cellulare nel caso in cui il DNA risulti danneggiato, causare la morte di una cellula potenzialmente nociva e persino impedire alle eventuali particelle tumorali di diffondersi nell'organismo dando luogo alle cosiddette metastasi.

Come ricordano i ricercatori, forme mutate o comunque malfunzionanti di PTEN possono far sì che il tumore si sviluppi e riesca a crescere, e per questa ragione sono già state elaborate terapie che vanno ad agire proprio su quel gene. Lavorando con cellule umane in coltura e animali di laboratorio, Pandolfi e colleghi hanno identificato un enzima chiamato WWP1 che interferirebbe con l'attività anticancro di PTEN.

In seguito, attraverso complesse analisi di simulazione al computer e basate sulla struttura fisica dell'enzima, è stato possibile individuare una molecola capace di legare e bloccare WWP1. Questa molecola è proprio I3C che, in esperimenti condotti dal gruppo di Pandolfi con animali di laboratorio, ha permesso di “risvegliare” PTEN. “Questi risultati aprono la strada allo sviluppo di nuove terapie che agiscano sul gene passando attraverso I3C e l'enzima WWP1” affermano gli autori, ricordando che PTEN è coinvolto anche in altre patologie oltre al cancro, come per esempio disturbi dello sviluppo e problemi metabolici.

Anche se i risultati sono incoraggianti, i ricercatori spiegano che non è il caso di puntare su scorpacciate di crocifere per ricreare l'effetto antitumorale osservato in laboratorio: le dosi che si sono rivelate efficaci nello studio non sono infatti raggiungibili con l'alimentazione. Bisognerà quindi aspettare che la molecola venga eventualmente sintetizzata e approvata come farmaco dalle autorità regolatorie, solo se si rivelerà promettente come sembra anche nelle fasi successive della sperimentazione preclinica e clinica.

Anche il SULFORANO, sostanza contenuta in broccoli, cavoli, broccoletti di Bruxelles, verza, possiede un' azione diretta sullo sviluppo delle cellule tumorali provocando l'inibizione della divisione cellulare e favorendo l'apoptosi, cioè la loro morte. In alcune sperimentazioni in vitro e su animali è stato in grado di ridurre il peso ed il volume dei tumori. Inoltre, inibisce l'angiogenesi e la diffusione metastatica.

In particolare, studi in vitro hanno mostrato che il sulforafano inibisce la divisione di cellule tumorali umane del colon, sangue, polmoni, cute e provoca apoptosi in quelle della vescica e prostata. L'azione d'inibizione della divisione cellulare e quella apoptotica è stata anche dimostrata in alcuni volontari sani, dopo una singola dose di circa 100 mg di sulforafano. La prima osservazione dell'effetto anticancerogeno del sulforafano è stata fatta in Cina, dove si registra un' alta incidenza di cancro del fegato dovuta ad un eccessivo consumo di aflatossine alimentari e all'epatite B. Uno studio in doppio cieco, con placebo, ha mostrato che l'assunzione di una bevanda a base di estratto di broccoli per due settimane riduceva significativamente l'escrezione urinaria di alcuni indicatori di danno del DNA. Nel corso di una serie di studi sulla capacità delle sostanze di origine naturale di indurre la morte delle cellule isolate di un tumore cerebrale infantile, il neuroblastoma, è stato osservato che il sulforafano è l'unica molecola di origine naturale in grado di indurre la morte di queste cellule.

Uno studio americano pubblicato su ‘Clinical Cancer Research' e condotto dall'equipe di Duxin Sun del Comprehensive Cancer Centre del Michigan ha evidenziato che il sulforafano sarebbe in grado di uccidere le staminali del cancro al seno e di prevenire la crescita di nuove neoplasie. Questo studio ha valutato l'effetto di diverse dosi di sulforafano estratto dai broccoli su cellule di cancro al seno prelevate da topi malati. Le staminali del cancro sono le cellule-serbatoio che alimentano un tumore e che i tradizionali farmaci chemioterapici non sono capaci di colpire. Si è osservata una netta riduzione delle staminali tumorali dopo il trattamento con questa sostanza ed è anche stato rilevato che le cellule neoplastiche trattate non erano in grado di generare nuovi tumori. Il sulforafano è stato anche testato su cellule umane di cancro al seno in coltura, confermando anche in questo caso l'effetto dell'estratto di broccolo sulle staminali tumorali.

Un più recente studio, pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition and Research, inoltre illustra come questo composto fitochimico sia in grado di selezionare le cellule tumorali e distruggerle, lasciando intatte quelle sane. I vegetali in questione, contengono nei loro tessuti livelli elevati di elementi chimici chiamati glucosinolati (successivamente metabolizzati dal corpo in isotiocianati, tra cui proprio il sulforafano) che sono ritenuti essere importanti agenti anti-cancerogeni.

La rilevanza in questo senso del sulforafano è già ben documentata, così come la sua azione sulle cellule cancerogene tramite diversi meccanismi chemio preventivi. Risale solo all'anno scorso una ricerca pubblicata su Molecular cancer dai ricercatori inglesi dell'Institute of Food Research del Norwich Research Park, che spiegava come la sostanza fosse in grado di inibire lo sviluppo del tumore alla prostata, favorendo l'attivazione del gene Pten, che svolge un ruolo di primaria importanza nella protezione, tra gli altri, proprio dal carcinoma prostatico, impedendo a cellule sane di divenire tumorali.

L'importanza della su citata ricerca è di essere la prima in cui si mostra l'azione diretta del sulforafano sulle cellule, cancerose o meno che siano .La dottoressa Emily Ho dell'Università dell'Oregon, a capo del progetto, e il suo staff di ricerca si sono accertati della sicurezza della sostanza e della sua efficacia come cura per il cancro. Così facendo, hanno avuto la conferma che il fitochimico non solo attacca le cellule tumorali e quelle affette da iperplasia benigna, ma non ha nessuna conseguenza negativa per le cellule in salute, indipendentemente dal livello assunto.

Insomma, più vegetali cruciferi, in particolare broccoli, si mangiano, più è possibile ottenere un effetto benefico, e senza controindicazioni .Lo studio ha inoltre evidenziato come il sulforafano agisca attivamente nell'inibire enzimi istone deacetilasi (HDAC), un gruppo di enzimi che svolgono un ruolo importante nell'espressione di alcuni geni del DNA, inclusi i geni coinvolti nella soppressione del tumore, come il gene Pten.

Viene quindi ribadita anche l'attività preventiva della sostanza, insieme all'importanza del suo inserimento nella , tramite i vegetali in cui è presente. I ricercatori sottolineano come gli inibitori di HDAC rappresentino uno dei campi più promettenti per il trattamento e la cura del cancro, e come quella dell'alimentazione sia una via preferenziale per fare in modo da renderli disponibili e utilizzabili da tutti i consumatori. Un motivo ulteriore per mantenere un regime alimentare sano e informato, ed assicurarsi il consumo di vegetali cruciferi, e in particolare dei broccoli, le cui proprietà antitumorali continuano ad essere confermate. Tanti altri tipi di patologie potrebbero essere combattuti attraverso la” prevenzione alimentare“.

LEUCEMIA

Una ricerca realizzata dagli studiosi del Baylor College of Medicine, pubblicata sulla rivista scientifica “PLoS One”, stabilisce che questa sostanza sarebbe in grado di uccidere le cellule della leucemia linfoblastica acuta, tumore del sangue molto diffuso in età pediatrica. I ricercatori hanno lavorato su cellule leucemiche prelevate dai pazienti, osservando come il sulforafano attivasse i meccanismi che determinano la morte cellulare programmata e inibisse la sopravvivenza delle cellule cancerose.

L'estratto di broccoli è stato utilizzato per trattare sia cellule leucemiche prelevate da pazienti pediatrici, sia linfoblasti, cellule dalle caratteristiche non tumorali. Solo le cellule tumorali sono morte. In particolare, i ricercatori hanno osservato l'arresto del ciclo cellulare, l'attivazione dei meccanismi che portano alla morte cellulare programmata e l'inibizione delle vie che consentono la sopravvivenza delle cellule tumorali.

MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Per via della sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, il sulforafano ha anche un'azione cardiovasculoprotettiva: riduzione dello stress ossidativo, miglioramento del profilo lipidico, riduzione della pressione arteriosa. In un gruppo di fumatori, il consumo di 100g di broccoli freschi per una settimana ha migliorato sensibilmente i valori del colesterolo totale e delle LDL e dei marcatori dello stress. Nelle donne si è registrato anche un aumento delle HDL. Questi risultati sono stati confermati anche da diversi studi sugli animali.

Inoltre, questa sostanza è efficace nel favorire il benessere cardio-vascolare, prevenendo l'insorgenza di ictus e infarto. Una ricerca pubblicata su Journal of Diabetes ha evidenziato come la presenza di broccoli nella dieta consentisse al nostro organismo, grazie all'azione del sulforafano, di incrementare la produzione di una proteina che protegge le arterie dalle placche responsabili dell'arteriosclerosi.

ARTRITE

Uno studio pubblicato su Arthritis & Rheumatism, è stato condotto dai ricercatori dell'University of East Anglia. Questa ricerca, spiegano i ricercatori, è la prima a dimostrare gli effetti del sulforafano sulla salute delle articolazioni. Una parte dello studio, condotta in laboratorio su campioni di cartilagine umana e di mucca, mostra che il sulforafano è in grado di rallentare l'usura della cartilagine associata all'osteoartrite. I ricercatori hanno poi somministrato a un gruppo di topi una dieta ricca di sulforafano scoprendo che manifestavano significativamente meno danni alla cartilagine rispetto ai topi alimentati con una dieta normale. In particolare gli studiosi sembrano avere scoperto che il sulforafano blocca gli enzimi che causano il logoramento delle articolazioni.

DEGENERAZIONE MACULARE

E' causata da processi ossidativi a livello della retina. Studi in vitro e su modelli animali hanno mostrato che il sulforafano protegge le cellule della retina dal danno foto-ossidativo

INFEZIONE DA HELICOBACTER PILORI (HP).

Studi sui topi hanno mostrato che il glucorafano ha proprietà antibatteriche contro l'HP ed è in grado di eradicarlo. E' stata impiegata una dose giornaliera di estratto di broccoli di 1,33 mg, che equivale a 100mg al giorno nell'uomo. In uno studio umano la somministrazione giornaliera di un estratto di broccoli per 8 settimane ha ridotto i livelli di numerosi marcatori di colonizzazione e di infiammazione gastrica. Questo studio ha dimostrato che i broccoli riducono l'infezione da HP e il rischio di tumore indotto da HP. Altri studi simili hanno confermato questo effetto.

MALATTIE NEUROLOGICHE

Studi in vitro e su modelli animali mostrano che il sulforafano protegge diverse linee cellulari cerebrali (neuroni corticali, astrociti, ecc.) dal danno dovuto a stress ossidativo e infiammazione. Questi risultati fanno pensare che il suslforafano possa essere utile in malattie come il Morbo di Alzheimer e il Parkinson.

INFIAMMAZIONI DELLE ALTE VIE RESPIRATORIE

Il particolato proveniente dalla combustione del diesel peggiora le patologie cardiovascolari e polmonari, attraverso un aumento dello stress ossidativo. Alcuni studio mostrano che il sulforafano inibisce i processi di infiammazione e di ossidazione causati da esposizione al diesel.

TOSSINE

Più in generale, il sulforafano sembrerebbe aiutare le cellule a ripulirsi dalle tossine. Lo studio è stato condotto dagli scienziati su 300 abitanti della comunità agricola di Jiangsu, una delle zone più inquinate della Cina, dove vi sono numerosi casi di tumori e gravi malattie respiratorie, legati proprio alla massiccia quantità di inquinamento. Esso consisteva nel far bere loro, tutti i giorni, una bibita a base di acqua, succo di ananas, succo di limone, ed estratto di broccoli. Già dopo il primo giorno, gli esami del sangue hanno rivelato che la quantità di sostanze tossiche nel corpo, derivanti dallo smog, era significativamente diminuita. Più precisamente, il livello di benzene nel sangue era sceso del 61%, e quello dell'acroleina del 23%.

Il sulforafano si è rivelato utile anche per la prevenzione degli effetti nefasti causati dal fumo di sigaretta sui polmoni. Uno studio americano, pubblicato sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, ha dimostrato che i broccoli possono giovare ai pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva, in quanto il sulforafano aumenta l'attività di un gene che protegge le cellule polmonari dagli attacchi delle tossine.

EFFETTI COLLATERALI

Sono stati condotti diversi studi per valutare la tossicità della glucorafanina e del sulforafano e tutti hanno dato esisto negativo. Pertanto l'integrazione di questo prodotto nella dieta sembra avere un ottimo profilo di sicurezza.

Fonti:

• https://www.airc.it/news/
• https://www.centrodibiotecnologie.org/

BIBLIOGRAFIA:

1. Lee YR, Chen M, Pandolfi PP et Al. – Reactivation of PTEN tumor suppressor for cancer treatment through inhibition of a MYC-WWP1 inhibitory pathway – Science (2019 May)
2. Promotore della demetilazione della ciclina D2 da parte del sulforafano nelle cellule tumorali della prostata (https://clinicalepigeneticsjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/1868-7083-3-3)
3. Il sulforafano come molecola promettente per combattere il cancro (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24114482/)
4. Sulforafano: una revisione dei suoi potenziali terapeutici, progressi nella nanoconsegna, recenti brevetti e studi clinici (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34184327/)
5. Efficacia del sulforafano nelle malattie neurodegenerative (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33207780/)
6. Sulforafano come potenziale rimedio contro il cancro: revisione meccanicistica completa (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34350614/)
7. Broccoli o sulforafano: è la fonte o la dose che conta? (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31590459/)
8. Il sulforafano previene la disfunzione cardiaca e muscolare associata all'età attraverso la segnalazione Nrf2 (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33067900/)

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Gentilin Maria Cristina

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
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