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Denis Lovatel raddoppia a Milano. La nuova apertura in Porta Venezia

Stesso “Denis”, ma con alcune differenze rispetto a Moscova: una selezione di vini naturali dedicata ad un pubblico più giovane, un banco da degustazione di fronte alla cucina a vista e pizze dedicate al quartiere.
Photo credits: fonte ufficio stampa Aromi.Group

È ufficiale: Denis Lovatel raddoppia a . Il pizzaiolo di montagna, che inizia la sua attività proseguendo quella del padre nella pizzeria Da Ezio in provincia di , è sbarcato a Milano, in zona Moscova, a giugno 2022. Ora, decide di raddoppiare e inaugura ufficialmente il suo nuovo “Denis” in zona Porta , precisamente in via Melzo 18.

Anche qui protagonista la sua pizza croccante, una pizza prima di tutto leggera, che ben si sposa alle più attuali attenzioni prima di tutto alla salute in tavola.

DENIS PORTA VENEZIA, TRA CONSUETUDINI E DIFFERENZE

La volontà di Lovatel non è quella di “aprire più punti vendita”, come lo stesso locale fosse dislocato in diversi punti della grande metropoli lombarda. “Ogni Denis che apriamo o che andremo ad aprire racconta sì della pizza croccante di montagna, della mia filosofia, della mia attenzione alla sostenibilità in cucina e nel lavoro, ma allo stesso tempo si differenzia, ha un'anima sua, una propria individualità”.

Ecco infatti che, se Moscova, luogo prediletto per incontri d'affari e business, accoglie i suoi clienti con un menù ad hoc e una carta di Champagne, Porta Venezia si presenta sotto tutt'altra veste. A cominciare proprio dalla cantina: una carta dedicata ai vini naturali, più conforme ai gusti del quartiere, più giovanile e vivo.

A questa particolare selezione, si aggiunge il banco degustazione. Qui l'ospite può degustare le pizze di Denis con di fronte la “cucina a vista”, dalla quale poter godere di tutta la preparazione della famosa pizza croccante di montagna. Posto ideale per abbinare alle pizze di Lovatel anche alcune delle referenze proposte dalla carta vini.

LE PIZZE DI QUARTIERE

Last but not least, un menù differente rispetto a quello di Moscova, all'interno del quale spiccano quattro pizze dedicate al quartiere.

Winter Rainbow

Dedicata al movimento LGBTQ, assolutamente vivo in questa zona della metropoli lombarda, è realizzata a base bianca con i colori della natura invernale: una parte verde data dal cavolo nero, il rosso dato dal Radicchio di , l'arancione dalla zucca al forno, il blu-viola data dal broccolo. Si aggiunge una parte croccante data dal melograno, una polvere di olive e una fonduta di pecorino, per unire i diversi “colori”.

La Verticale di Broccolo

Fondamentale per raccontare a gran voce la filosofia di Denis sull'anti-spreco: fiordilatte, acciughe, broccolo al forno con le sue foglie croccanti, gambo del broccolo grattugiato: “Utilizziamo il cuore del broccolo, il fiore, poi la foglia e il gambo, due parti dell'ortaggio che solitamente vengono scartate”.

Fondue

Una pizza con protagonista la patata di montagna al forno. La base è una margherita (pomodoro e fiordilatte) con cipolla caramellata e fonduta di pecorino. Una pizza classica ma vegetariana, attenta alle esigenze di tutti gli ospiti.

Spicy

Per un quartiere eterogeneo, multietnico: fiordilatte, broccolo, salsiccia abbrustolita e salsa chimichurri, tipica argentina.

“Ogni locale deve riflettere non solo Denis, ma anche l'anima del quartiere in cui nasce. Il modo migliore per farlo? Proprio con la pizza”.

IL FORMAT, PER COMUNICARE UN NUOVO MODO DI FAR CUCINA

L'apertura di un secondo Denis a Milano ed eventuali nuove aperture del maestro pizzaiolo hanno un duplice scopo. Quello sì, di raccontare la pizza croccante, come prima bandiera di Lovatel dal alla , ma anche quello di presentare al pubblico un modo nuovo – rivoluzionario – di fare cucina.

Per Denis, infatti, è importante che proprio la pizzeria, il luogo che diversamente dal fine dining rimane accessibile ai più, si faccia portavoce di una nuova interpretazione di rispetto nei confronti del cibo. “Tramite la pizza possiamo rivolgerci davvero ad un pubblico ampio, per insegnare qual è il giusto modo in cucina di trattare l'ingrediente, qual è la filiera corretta per portarlo dal produttore alla tavola, quale è la dignità che bisogna offrire a chi lavora, affinché sia valorizzato e tutelato”.

È figlio di questo pensiero il concetto dei micro-hub, laboratori che permettono la lavorazione dell'ingrediente in loco, riducendo così una buona dose di inquinamento, dato dal trasporto della materia prima. E ancora, il micro-hub consente la valorizzazione dei singoli territori, legati ai singoli produttori, dando importanza a concetti come stagionalità e rispetto dei ritmi della natura.

Ultimo, ma non meno importante, il rispetto del lavoro: “Do ai miei ragazzi l'occasione di specializzarsi, focalizzarsi sui prodotti su cui sono più ferrati. Così facendo promuoviamo la qualità piuttosto che la quantità, anche nello stesso stile di vita dei miei dipendenti, che infatti lavorano 5 giorni a settimana con 2 di riposo”.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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