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‘Dolce Passione’ il cocomero a buccia nera, senza semi, tutto made in Italy guarda al mercato estero, in primis Germania e Francia e altri Paesi Nord Europei

Superfici a 320 ettari per una produzione di 18-20mila tonnellate su cinque mesi. Partita in questi giorni la campagna commerciale
Photo credits: fonte ufficio stampa

Superfici in tripla cifra, produzione che cresce, presenza nel mercato per oltre cinque mesi, la scommessa dell'estero. Questi gli obiettivi del Consorzio Dolce Passione che a Macfrut ha presentato le sfide dei mesi a venire con il lancio della nuova campagna di commercializzazione del prodotto partita in questi giorni.

Buccia nera sottile, polpa di colore rosso intenso, pezzatura nel segmento midi (3-6 kg). Questa la carta di identità del cocomero ‘Dolce Passione', l'unico tutto made in Italy. Il progetto ‘Dolce Passione', nato tre anni fa e divenuto Consorzio nel 2023, oggi registra una crescita delle superfici del 400%, passate dai 60 ettari iniziali ai 320 di questa campagna. Un deciso cambio di passo che ha portato la produzione delle iniziali 3mila tonnellate alle stimate 18-20mila tonnellate di quest'anno da immettere nel mercato ed estero.

E proprio alla sfida del mercato estero guarda il Consorzio che conta cinque soci del settore. Quattro di questi – Alma Seges, Cico-MazzoniSrl, Lorenzini Naturamica e Ortofrutta Castello – si dedicano alla produzione ed alla commercializzazione del cocomero, mentre il quinto, Lamboseeds, produce il seme della varietà Giotto che ha dato origine al sodalizio.

“Perché abbiamo costituito un consorzio per presentare questo prodotto? – si è chiesto Roberto Castello presidente del Consorzio, nel corso della presentazione a Macfrut – Perché l'aggregazione di più aziende riesce più facilmente a imporsi nel mercato. Siamo stati gli artefici dello sviluppo di questo cocomero con buccia nera, abbiamo creduto in questo prodotto, e il risultato raggiunto è eccezionale”.

Per affrontare la sfida commerciale del mercato estero, il gruppo di imprese ha predisposto una programmazione della produzione in grado di coprire un ampio arco temporale che ha preso il via in questi giorni con i primi cocomeri commercializzati per giungere fino alla fine di settembre. Dunque cocomeri Dolce Passione a disposizione dei consumatori per un periodo di oltre 5 mesi, dell'esclusiva cultivar Giotto. Questo è possibile grazie all'attività di miglioramento genetico realizzata in Italia, coltivata solo sul territorio nazionale, con tecniche diversificate (serra, piccolo tunnel, pieno campo, poi ancora serra) che garantiscono il lungo periodo di commercializzazione. Pensiamo che la riuscita del progetto sia dovuta anche alla attenta programmazione effettuata da uno staff tecnico qualificato che ha permesso di rispettare i tempi come da programma, in linea con quanto concordato con gli uffici commerciali di ogni singola imprese.

“Abbiamo un prodotto che è di qualità elevata – ha detto Luciano Trentini direttore del Consorzio Dolce Passione –, il nostro cocomero ha una buccia sottile, una polpa croccante di colore rosso, la buccia nera ed un elevato grado brix che con l'avanzare della stagione migliora”.

“Per noi la creazione del valore passa dalla qualità – prosegue Sandro Colombi di Lamboseeds -. Abbiamo pensato a un seedless con buccia nera perché originariamente il cocomero in Italia è arrivato così, quindi era doveroso sviluppare un progetto simile per le imprese italiane. Stiamo cercando di realizzare innovazioni sia di forma del frutto sia di colore della polpa. La novità assoluta che vogliamo raggiungere è il cambio di colore della polpa. Stiamo lavorando per creare polpa di colore diverso garantendo standard qualitativi molto alti”.

Come si diceva, il programma 2024 ha previsto la messa a dimora di circa 320 ettari di cocomeri, e ad oggi il calendario degli investimenti è perfettamente rispettato. I quantitativi che si prevedono di ottenere sono stimati in circa 18-20.000 tonnellate, il doppio rispetto ai quantitativi commercializzati nel 2023. L'anguria Dolce Passione, sul mercato già dai primi di maggio, proviene dalle coltivazioni in serra fredda della regione . Le raccolte proseguiranno poi con le produzioni della , , , , , Emilia-Romagna .

“Siamo un'azienda che da sempre crede nell'economia circolare e nella difesa dell'ambiente – ha detto Stefano Rossi di Lorenzini Naturamica – siamo molto selettivi nel scegliere il progetto e i compagni di viaggio e siamo contenti di essere entrati in questo progetto del cocomero a buccia nera che si è dimostrato vincente”.

“Lavoriamo 365 giorni all'anno e quando è nato il progetto delle angurie – prosegue Carmine Alfano di Alma Seges – per puro caso abbiamo visto che era un business e portava ad ottimi risultati. A noi interessa realizzare un prodotto che soddisfi tutti. Ce l'abbiamo fatta”.

Il Consorzio che da qualche giorno ha avviato le raccolte, come ricordato precedentemente, punterà non solo al mercato italiano della GDO e dei mercati all'ingrosso, ma guarderà soprattutto all'export, indirizzando la propria produzione verso mercati importanti, in primis quello tedesco, francese e nord europeo. Inoltre, le numerose richieste di incontri B2B ricevute da diversi paesi esteri, in occasione di questo Macfrut 2024, confermano che la strada intrapresa dal Consorzio “Dolce Passione” è quella giusta.

“Abbiamo più di 65 anni di storia nell'ortofrutta – aggiunge Matteo Mazzoni di Cico Mazzoni srl -, per noi la strategia è trovare dei prodotti che siano buoni e freschi da mangiare come richiede il consumatore”.

“L'estero – conclude Roberto Castello presidente di Ortofrutta Castello – ci permette di ampliare al meglio le nostre potenzialità. L'obiettivo è proprio quello di arrivare a conquistare il mercato oltreconfine”.

Si ricorda che questo cocomero si presenta come un prodotto a tutto pasto come conferma lo Mauro Spadoni che a Macfrut ha realizzato una serie di ricette ad hoc con il prodotto. Le ricette dello chef sono disponibili sul sito del Consorzio, on line proprio in questi giorni, dove è possibile essere aggiornati sulle novità e sull'attività del Consorzio.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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