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Dove si coltiva la frutta secca in Italia e come possiamo coltivarla in giardino

La frutta secca riveste da sempre un ruolo importante nella cucina italiana, specialmente nelle ricette tradizionali tipiche delle diverse regioni del paese. Sono davvero numerosi i piatti regionali, soprattutto dolci, che includono l’uso di svariati tipi di frutta secca: il panforte senese, la pasta di mandorle siciliana, il torrone, il croccante, i mustaccioli napoletani ed i pan dei morti milanesi sono solo alcuni esempi tra i tanti.
Photo credits: https://it.freepik.com/

Sebbene i volumi prodotti nel nostro paese non siano paragonabili a quelli dei principali produttori a livello mondiale, come Stati Uniti, Cina e Turchia, e di conseguenza non sempre siano sufficienti a coprire integralmente la domanda del mercato italiano, le materie prime coltivate nella penisola si contraddistinguono per gli elevati standard qualitativi e le varie certificazioni di origine e qualità ottenute.

Le nocciole del , le mandorle siciliane e le noci toscane sono solo alcuni esempi di frutta secca di eccellente fattura, prodotta seguendo rigorosi disciplinari di produzione e garantita da certificazioni riconosciute a livello europeo.

Benefici della frutta secca per la salute

La frutta secca è una delle scelte alimentari più sane grazie all'elevato contenuto di nutrienti. È una fonte di vitamine, minerali e antiossidanti essenziali per il benessere dell'organismo.

Gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi contrastano il colesterolo LDL, riducendo il rischio cardiovascolare. Le noci contengono inoltre acidi grassi omega-3 ottimi per cuore e circolazione.

Nonostante l'apporto calorico, la frutta secca supporta il controllo del peso grazie alla sensazione di sazietà. Noci e mandorle aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, risultando utili per chi soffre di diabete.

Gli antiossidanti migliorano le funzioni cognitive e rallentano l'invecchiamento cerebrale. Sono fonte di antiossidanti che combattono lo stress ossidativo preservando le cellule. La presenza di fibre favorisce la motilità intestinale e un'equilibrata flora batterica.

Alcune varietà, come le noci brasiliane, contengono selenio essenziale per la salute delle ossa e dello scheletro.

La produzione di frutta secca in Italia

Secondo l'Inc, nel periodo 2015/2016 la produzione mondiale di frutta secca a guscio è stata di 4,2 milioni di tonnellate, in aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Il prodotto più coltivato è stata la mandorla con 1,18 milioni di tonnellate, seguito da noce, pistacchio, anacardi e nocciole.

Gli USA guidano la classifica con il 42% della produzione totale, seguiti da Cina, Turchia, Iran e India. In Italia si raccolgono circa 300mila tonnellate di frutta in guscio ogni anno. Il nostro Paese spicca soprattutto per noci e nocciole, coltivate principalmente in Piemonte, , , , Emilia-Romagna e .

Solo i noccioleti hanno registrato un incremento del 6,5% negli ultimi 12 mesi, attestandosi ora su quasi 80mila ettari. Particolarmente diffuse nel Meridione sono invece mandorle e pistacchi, concentrati in Puglia, Calabria e Sicilia. I pinoli crescono lungo le coste e in montagna.

L'aumento della domanda sta portando ad ampliare le coltivazioni di nocciole e mandorle del 30% nei prossimi 10 anni, sebbene permanga un'ingente importazione.

Pistacchio Siciliano

Il Pistacchio di Bronte è universalmente riconosciuto come il più pregiato d'Italia. Il centro principale della sua coltivazione è Bronte, piccolo comune siciliano di circa 19.000 abitanti situato in provincia di Catania. Qui il pistacchio ha assunto un ruolo economico di primo piano, tanto da essere definito l'”Oro Verde” del territorio.

Indipendentemente dalle certificazioni ottenute, sono diverse le zone della Penisola particolarmente vocate per specifiche varietà di frutta secca. La coltivazione in tali aree consente ai prodotti di maturare acquisendo caratteristiche uniche legate al particolare microclima, al terreno fertile e alle tecniche di lavorazione impiegate localmente.

Ad esempio, le nocciole del Piemonte, le mandorle della Sicilia ed i pistacchi di Bronte assumono gusti ed aromi propri grazie al particolare ambiente che le ospita, sviluppando profumi e sapidità ineguagliabili che ne determinano il successo sui mercati internazionali.

Nocciole e noci di produzione Italiana

La Campania è una delle principali regioni produttrici di noci in Italia. Il prodotto più rinomato è la Noce di Sorrento IGP, cultivar locale evolutasi in penisola sorrentina e tuttora principalmente coltivata in quest'area. Negli ultimi anni tuttavia anche Veneto ed Emilia-Romagna hanno incrementato le piantagioni di noci, fra cui spicca la varietà Chandler Italia particolarmente apprezzata per le sue qualità organolettiche.

Anche per le nocciole la Campania riveste un ruolo fondamentale, affiancata dal Lazio. Di fama è la Nocciola Tonda Gentile Romana DOP, diffusa varietà coltivata sia per il consumo fresco che nell'industria di trasformazione. Altri prodotti tipici dell'areale laziale sono il Nocchione ed il cosiddetto “oro verde” piemontese, la Nocciola Piemonte IGP.

Nell'avellinese si distingue invece la Tonda di Giffoni. Queste, insieme alla Nocciola di Giffoni IGP ed altre eccellenze territoriali, contribuiscono a rendere l'Italia una mondiale anche per questo importante settore della frutticoltura.

Mandorle e pinoli italiani

La coltivazione della mandorla è diffusa principalmente in Puglia e Sicilia. In Puglia spicca la varietà Tuono, dolce e saporita, ma coltivata anche in Sicilia. Nella regione pugliese si trovano inoltre cultivar come Occhiorosso, Rachele e Genco. In Sicilia le mandorle di Avola includono in realtà tre diversi tipi.

I pinoli italiani, seme del pino domestico, hanno una diffusione capillare nella Penisola ma anche una produzione peculiare. Specie simbolo di Liguria, , Campania, Sicilia e , il pino cresce pure in Lazio ed Emilia-Romagna. Ciascun albero dà solo 1 kg di pinoli a stagione dopo 15 anni, ecco perché il loro prezzo è elevato.

Alcune aziende stanno valorizzando nuove specie adatte al clima italiano. È il caso della noce pecan in Puglia presso l'azienda Sirgole, pioniera nel 1998. Originaria del Nord America, si distingue per delicatezza, cremosità e minore astringenza rispetto alla noce comune.

Anche il mango e l'avocado stanno trovando terreno fertile nel Meridione, grazie a terreni fertili e soleggiamento ideale per maturazione ottimale. Questa diversificazione arricchisce l'offerta e la qualità dei prodotti, ampliando il ventaglio di opportunità di business nel settore.

Possiamo coltivare in giardino la frutta secca?

Molti si chiedono se sia possibile piantare alberi da frutta secca direttamente nel proprio giardino o orto domestico. La risposta è sì, a patto di scegliere le varietà più adatte alle proprie esigenze di spazio e clima.

Specie come le nocciole, le mandorle e le noci possono trovare l'ambiente ideale in molte zone d'Italia e non richiedono terreni estesi per crescere rigogliose. Bisogna assicurare al suolo un PH neutro e fertilità con concime organico, selezionando preferibilmente varietà nane e poco esigenti.

Alcune tipologie si adattano anche a vasi e giardini pensili, come gli alberi di pistacchio o le Mandorle di Sicilia nana. Altro prodotto adatto all'orto domestico è il mirtillo americano, che produce bacche deliziose di settembre.

Con le cure opportune, nel giro di 3-4 anni si comincerà a raccogliere i primi frutti, godendo così dei benefici della frutta secca direttamente a km zero. Sono investimenti che valorizzano il giardino e l'autonomia alimentare, oltre a regalare soddisfazioni durature.

Articolo scritto con il contributo di Tullio Fiore della redazione di https://quandosipianta.it

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Fiore Tullio
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Redazione

Grafico pubblicitario dal 1991, cuoco per passione, innamorato del mangiare e del bere bene da sempre.
a.grazi@fooday.it

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