Close

Login

Close

Register

Close

Lost Password

Endometriosi: pesce azzurro, carni bianche e verdura sono alleati ideali a tavola

Per i milioni di donne che ne soffrono, l’endometriosi non è solo una patologia da curare, ma è anche causa di un dolore e una sofferenza profondi, che finiscono per invalidare la vita quotidiana.

L'endometriosi è una malattia che colpisce circa il 10% delle donne: consiste in alcune cellule della parete dell'utero (l'endometrio) che crescono su altri organi della cavità addominale, come le ovaie o l'intestino. La diagnosi di endometriosi è spesso tardiva. Anche se il disturbo può comparire già alla prima mestruazione, di solito viene riconosciuto solo molti anni dopo. Le conseguenze sono infiammazioni, dolori e sterilità.

L'endometriosi si può contrastare significativamente partendo dalle scelte alimentari. Seguendo una antinfiammatoria si possono drasticamente ridurre i dolori e i sintomi, con un importante miglioramento della vita.

Gli OMEGA 3 possono essere utili nel trattamento dell'endometriosi grazie alla loro capacità di ridurre la sopravvivenza delle cellule dell'endometrio. Questi acidi grassi possono altresì aiutare a ridurre l'infiammazione associata a questa malattia grazie alla regolazione della funzione delle citochine, molecole coinvolte nei processi infiammatori. Gli esperti del dipartimento di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Aberdeen (Regno Unito) dimostrano le potenzialità di questi nutrienti nella cura di questo disturbo attraverso una ricerca pubblicata su Fertility and Sterility (1).

Le più recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato come la dieta e, a più larga visione, lo stile di vita influiscono sulla regolazione degli estrogeni e di conseguenza sul ciclo mestruale. Alcuni studi correlano endometriosi e dismenorrea, (presenza di acuti dolori uterini durante ciclo mestruale) soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove l'incidenza della dismenorrea varia dal 45% al 90% e la quale si rileva più frequentemente nelle donne che soffrono di endometriosi.

Una delle casualità della dismenorrea è la presenza nella circolazione di alti livelli di omega-6, derivanti dalla dieta, sono precursori dei mediatori della risposta infiammatoria: le prostaglandine. La famiglia delle prostaglandine, però, comprende anche molecole anti-infiammatorie (PGE3 e la PGE3a), prodotte principalmente da acidi grassi omega-3, i quali sono correlati con una riduzione dei livelli di infiammazione e quindi una diminuzione del dolore pelvico.

Uno studio pubblicato sulla rivista Human Reproduction ha dimostrato che il rischio di endometriosi può essere ridotto con un'alimentazione ricca di Omega-3 (2). La ricerca condotta all'Ospedale di Aberdeen si è concentrata sul ruolo di questi e di altri acidi grassi di origine alimentare (gli Omega-6) nella crescita delle cellule dell'endometrio. Lo studio ha previsto di trattare in laboratorio delle cellule prelevate da donne che si sono rivolte ad un centro per l'infertilità. Ne è emerso che un rapporto fra Omega-3 e Omega-6 elevato, corrispondente a livelli maggiori dei primi, riduce la sopravvivenza delle cellule dell'endometrio.

L'effetto degli Omega-3 è superiore sia quando gli Omega-3 e Omega-6 sono presenti in pari quantità, sia quando i secondi sono più abbondanti dei primi. Non solo: nel caso delle donne che soffrono di endometriosi, le cellule (che già di per sé producono maggiori quantità della citochina IL-8) ne producono ancora di più in presenza di elevati rapporti Omega-3/Omega-6.

Pubblicazioni scientifiche dimostrano gli effetti benefici degli omega-3 sulle lesioni endometriosiche in modelli animali, e la diminuzione del rischio di endometriosi tra quelle donne con un'elevata assunzione di omega-3.

Infatti, la possibilità dell'integrazione alimentare di omega-3 per il trattamento dell'endometriosi è stata valutata sin dall'inizio di questo secolo, con una predilezione per quegli alimenti ricchi di omega-3 rispetto a quelli ricchi di omega-6. Il rapporto ideale tra omega 6 e omega 3 nella nostra dieta è di 3:1 tuttavia nella maggioranza della popolazione tale rapporto è di 13:1, segno di un'alimentazione troppo sbilanciata verso gli omega-6. Per ovviare a questo problema, a fare supporto alla nostra dieta, si ricorda che l'integrazione alimentare non è sicuramente scoraggiata, ed il mercato relativo è pieno di tante formulazioni sicure e appropriate per lo scopo, di qualità e certificate.

Senza ogni dubbio la fonte di omega-3 più ricca in natura è il pesce pescato. Infatti, il primo gradino della catena alimentare marina è rappresentato dalle alghe e dal plancton. Proprio da queste alghe e dal grasso del pesce vengono estratti gli oli e le varie frazioni degli acidi grassi da cui si ricavano gli omega-3. Aringhe, sardine, sgombro, salmone, tonno, cefalo, ma anche trota, carpa sono ricchi di omega-3.

Un altro alleato per un aumentato livello di omega-3 è la frutta secca, come le noci, i semi di lino e olio di soia.

Cerchiamo di ridurre in contemporanea tutti quegli alimenti che innescherebbero invece le prostaglandine pro-infiammatorie, come ad esempio i prodotti da forno e quelli preconfezionati.

Inoltre, anche la qualità delle proteine che scegliamo di portare in tavola deve essere controllata, escludendo quelle fonti derivanti da allevamenti intensivi, che hanno un elevato contenuto di omega-6, ma prediligiamo quelle carni o latticini provenienti da allevamento da pascolo, poiché numerosi studi hanno confermato una maggiore presenza di omega-3.

Dunque, la dieta è sicuramente un fattore importante di rischio modificabile contro l'endometriosi, e il rapporto tra omega-3 e omega-6 a favore dei primi è preferibile e più che gestibile!

POTENZIALI EFFETTI DI ALTRI INTEGRATORI SU SINTOMI E PREVENZIONE

Esistono componenti essenziali nei cibi che aiutano notevolmente la riduzione della malattia. Questi componenti sono talvolta difficili da trovare in alta concentrazione nell'alimentazione. Esistono tuttavia integratori contenenti componenti utili, facilmente utilizzabili.

Una review pubblicata da Acta Biomedica (6) ha riassunto le principali informazioni sulla base dei risultati di studi in vitro e su animali e su umani, di alcuni integratori noti. Sono stati evidenziati sia effetti positivi sulla sintomatologia, sia in chiave di prevenzione della malattia sebbene i risultati necessitino di ulteriori approfondimenti. I risultati più incoraggianti sono a carico di vitamina D, curcumina e vitamina E che potrebbero avere un ruolo preventivo; mentre omega 3 e acido alfa-lipoico sul dolore. Vediamone alcuni in particolare.

VITAMINA D E VITAMINA E

La vitamina D ha un effetto immunomodulatorio sulla differenziazione e proliferazione di tutti i tipi di cellule. Aumenta le citochine antinfiammatorie e diminuisce le citochine pro-infiammatorie, suggerendo che possa aiutare a migliorare le malattie infiammatorie croniche e autoimmuni. Una recente metanalisi ha dimostrato che le donne con endometriosi avevano livelli di vitamina D più bassi rispetto ai controlli ed è stata osservata una relazione negativa tra i livelli di vitamina D e la gravità della malattia (sebbene lo studio fosse maggiormente concentrato sullo stato della vitamina D e non sugli effetti dell'integrazione di vitamina D). La vitamina E (tocoferoli e tocotrienoli) ha un effetto antiossidante, soprattutto sulla perossidazione lipidica. Studi in vivo hanno registrato livelli di vitamina E più bassi nelle pazienti con endometriosi. In associazione con vitamina C, potrebbe essere indicata soprattutto per la gestione del dolore.

CURCUMINA E QUERCETINA

La curcumina, principale polifenolo isolato dalla curcuma ha effetti anti-infiammatori, anti-metastatici, antiossidanti. Le sue proprietà regolatrici sui livelli ormonali sono state descritte da numerosi studi in vitro e vivo. Gli studi in umano sugli effetti della supplementazione hanno riportato una sottoregolazione della via di segnalazione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e una diminuzione dei livelli sierici di CA 125 e di prostaglandina E2 (PGE2), facendo ipotizzare che possa giocare un ruolo potenzialmente benefico come parte del trattamento dell'endometriosi. La quercetina è un flavonolo che inibisce la proliferazione e induce l'arresto del ciclo cellulare nelle cellule endometriosiche. Gli studi su animali o hanno messo in evidenza effetti anti-estrogenici e progestinici, motivo per cui si ipotizza un ruolo nella terapia per migliorare e trattare la malattia.

N-ACETILCISTEINA

La N-acetilcisteina (NAC), la forma acetilata dell'aminoacido cisteina, mostra una marcata azione antiproliferativa in vitro sulle cellule tumorali di origine epiteliale – che è anche l'origine delle cellule endometriali. Studi in vivo hanno evidenziato una riduzione delle dimensioni dell'endometrioma in seguito ad integrazione con NAC: potrebbe quindi aiutare efficacemente il trattamento medico dell'endometriosi ovarica e prevenire le recidive.

EPIGALLOCATECHIN-3-GALLATO

EGCG è un costituente del tè verde. In vitro ha dimostrato un'azione di soppressione dell'attivazione degli estrogeni, della proliferazione e dell'espressione del VEGF, il fattore di crescita vascolare endoteliale (proteina necessaria alla crescita dei vasi) delle cellule endometriali. Ha anche ridotto significativamente il numero medio e il volume degli impianti endometriosici, inibito la proliferazione cellulare, ridotto la vascolarizzazione e aumentato l'apoptosi. Non ci sono invece studi in umano sugli effetti di EGCG sull'endometriosi.

ACIDO LIPOICO

L'acido lipoico, che naturalmente si trova in spinaci, broccoli e pomodori ha una forte azione riducente e antiossidante. Studi in vivo hanno dimostrato che l'uso regolare di á-LA provoca un significativo miglioramento dei sintomi del dolore associati alla malattia. Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 (PUFA) sono probabilmente l'integratore più ampiamente studiato sulla patogenesi, sui sintomi e sugli esiti dell'endometriosi.

BIBLIOGRAFIA

1. Gazvani MR, Smith L, Haggarty P, Fowler PA, Templeton A, “High omega-3:omega-6 fatty acid ratios in culture medium reduce endometrial-cell survival in combined endometrial gland and stromal cell cultures from women with and without endometriosis”, Fertil Steril. 2001 Oct;76(4):717-22.

2. Missmer SA, Chavarro JE, Malspeis S, Bertone-Johnson ER, Hornstein MD, Spiegelman D, Barbieri RL, Willett WC, Hankinson SE, “A prospective study of dietary fat consumption and endometriosis risk”, Hum Reprod. 2010 Jun;25(6):1528-35. Epub 2010 Mar 23.

3. Kim TH et al. J Obstet Gynaecol. 2013.

4. Signorile PG et al. J Cell Physiol. 2017.

5. Halpern G, Rev Assoc .Med .Bras. 2015.

6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35315418/ (Acta Biomed. 2022 Mar 14;93(1):e2022159. doi: 10.23750/abm.v93i1.11237).

7. Netsu S, Konno R, Odagiri K, Soma M, Fujiwara H, Suzuki M, “Oral eicosapentaenoic acid supplementation as possible therapy for endometriosis”, Fertil Steril. 2008 Oct;90(4 Suppl):1496-502. Epub 2007 Dec 3

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Gentilin Maria Cristina

Licenza di distribuzione:

Condividi

Ti piace?

0

Potrebbe interessarti anche...

Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

RUBRICHE

Pubblica con noi