La commissione di qualità di “Umbria del Vino” – composta da enologi, sommelier e giornalisti enogastronomici guidati da Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi – ha assaggiato alla cieca 166 vini di 61 aziende vitivinicole umbre, espressione di tutto il territorio regionale. Complessivamente, sono 21 i vini premiati di altrettante cantine, con ogni azienda che da regolamento non poteva ricevere più di un riconoscimento.
“Come spiega il nome, Exubera è un vino rock dirompente, vibrante, imperioso, com’è tipico del Sagrantino, ma allo stesso tempo ampio, elegante, avvolgente. E per questo abbiamo pensato di vestirlo con una nuova etichetta ispirata alla giacca iconica dei rocker, il classico “chiodo” di cuoio. Un vino dalla grande tecnica, espressione autentica del suo territorio e della sua tradizione ma capace di tradurla in uno stile contemporaneo, fruibile da tutti, fatto di equilibrio e bevibilità”. A parlare è Giampaolo Farchioni, owner e manager di Terre de la Custodia. Che aggiunge: “Nella denominazione di Montefalco, che da sempre è conosciuta per esprimere vini austeri e dal lunghissimo invecchiamento in legno, il nostro cru di Sagrantino vuole innovare la tradizione scegliendo la strada dell’equilibrio e della bevibilità”.
Il cru di Terre de la Custodia è frutto di un grande lavoro nella vigna La Palombara, posta a 550 metri s.l.m. Dopo la rigorosa selezione manuale dei grappoli, la vinificazione avviene in tini di acciaio, l’affinamento si svolge in barrique e tonneaux per 18 mesi e un anno in bottiglia. Il ventaglio aromatico comprende i frutti di bosco, mora e mirtillo, humus e caffè, cacao e spezie delicate, note balsamiche e agrumate. Colpiscono la tensione e la compostezza dei tannini, comunque presenti, la vibrante acidità e il finale di liquirizia e agrume.
Un vino che si ascolta e si fa ascoltare. “Per noi – conclude Giampaolo Farchioni, appassionato di musica rock e da tempo ispirato dalla cultura dei Rocker americani – l’Exubera è un vino rock, e, se vogliamo, un modello di rottura. Un Sagrantino, pensato, progettato e voluto, che non nega la propria identità ma rinuncia agli eccessi di severità per diventare fruibile da tutti”.



