Close

Login

Close

Register

Close

Lost Password

Insetti produttori di melata: dall’urina di afide al miele delle api

Possiamo descrivere gli afidi come le “zanzare” delle piante: questi insetti infatti si cibano della linfa delle piante e proprio per questo sono molto temuti in agricoltura. Ma non tutti sanno che possono dar vita, grazie ad un gioco di squadra con le api, a un ottimo miele molto conosciuto e commercializzato che prende il nome di melata.

Una fonte alimentare per molti insetti utili nonché, importante materia prima per la produzione di miele, è rappresentata da una sostanza ricca di zuccheri nota come melata. Molte piante, in particolari condizioni climatiche, possono produrre melata fisiologica; ma ben più abbondante è quella che deriva dall'attività trofica e di escrezione di numerose specie di insetti fitomizi, dotate sia di apparati boccali atti a pungere i tessuti vegetali e a succhiarne gli umori, sia di strutture intestinali che collegano il primo (stomodeo) e l'ultimo (proctodeo) tratto del tubo digerente.

La quantità di melata prodotta è molto variabile in rapporto alla specie di fitomizo e alla sua densità di popolazione. Su tale substrato zuccherino si insediano diverse specie fungine saprofitarie (Capnodium spp., Alternaria spp., ecc) che, sulla pianta, formano una patina nerastra (fumaggine) e le cui spore sono presenti nel sedimento dei mieli di melata.

Nella stragrande maggioranza degli Afidi e di altri insetti fitomizi, fra i quali la Metcalfa, la linfa succhiata con l'apparato boccale, percorre tutto il tubo digerente nel quale gran parte degli zuccheri vengono assorbiti e modificati.

In altri insetti fitomizi, sempre dell'ordine dei Rincoti, una porzione anteriore e una posteriore dell'intestino medio (mesentero) sono in stretto contatto tra loro. Questa struttura, detta “camera filtrante”, ben sviluppata in molte specie di Psille, Aleirodi, e Cocciniglie che si nutrono di liquidi floematici, permette il passaggio rapido e diretto dell'acqua in eccesso, nonché di molecole relativamente piccole, quali gli zuccheri semplici, dall'intestino anteriore a quello posteriore “bypassando” così la maggior parte del tratto assorbente del mesentero.

Alcune specie di Psillidi producono abbondante melata a elevata concentrazione zuccherina; quella escreta dalle psille del fico Homotoma ficus e H. viridis viene prelevata da varie specie di insetti glicifagi comprese le api mellifere, al pari di quella prodotta dalla psilla dell'albero di Giuda (Cacopsilla pulchella). Scarsamente visitati dalle api sono gli olivi infestati dalla psilla Euphyllura olivina o gli eucalipti attacati da Glycaspis brimblecombei i cui stadi giovanili si ricoprono di caratteristici follicoli di colore bianco, costituiti da cera e melata cristallizzata.

Negli Aleirodi, e in molte Cocciniglie, la linfa, che viene filtrata in apposite “camere” e dall'esofago, viene avviata direttamente nell'intestino posteriore, evitando così che una parte di essa attraversi l'intestino medio, nel quale vengono trattenute e digerite le grandi molecole proteiche.

Le api sono all'apice dell'evoluzione nella classe degli insetti: sono animali eusociali, organizzatissimi ed estremamente intelligenti, comunicano con la danza e sono fondamentali per l'impollinazione di moltissime specie vegetali. Come ben sappiamo una delle capacità più affascinanti delle api è quella di trasformare il nettare dei fiori in miele, ingurgitandolo, trasformandolo grazie alla saliva e poi rigurgitandolo nei favi (le cellette in cera). Le api, però, possono trasformare anche altre fonti zuccherine… compresa l'urina degli afidi!

Quando l'ape ingurgita la melata degli afidi e la trasforma, quello che otteniamo è il miele di melata. Noto anche come miele di bosco, è meno dolce rispetto al miele “classico” e può avere un colore più scuro che vira dal caramello al marrone scuro. Ricco di sali minerali ed oligoelementi, è commercializzato e molto apprezzato in tutto il mondo.

Una piccola curiosità: un'urina così dolce, però, non attira solo le api. Anche alcuni funghi possono sfruttare questa risorsa causando un'infezione fungina sulla foglia che prende il nome di fumaggine. I mieli di melata, dal caratteristico colore scuro (fino al nero), apprezzati soprattutto in Nord Europa, sono dotati di un debole potere dolcificante, di sapore deciso a lungo persistente sul palato. Lo spettro zuccherino è caratterizzato da un basso contenuto in monosaccaridi (fruttosio e glucosio) e da un'elevata presenza di di- e tri-saccaridi.

I trattamenti insetticidi effettuati contro le specie produttrici di melata, che infestano piante ornamentali o di interesse agrario, oltre a causare gravi apicidi come è recentemente successo in agrumeti siciliani per i trattamenti effettuati contro la cocciniglia Protopulvinaria pyriformis, eliminano un gran numero di minuscoli adulti di parassitoidi utili per la lotta biologica naturale.

Dal punto di vista ecologico i fitomizi sono una importante componente delle biocenosi in quanto produttori di sostanze zuccherine necessarie per la sopravvivenza di molti entomofagi parassitoidi di insetti nocivi e per l'apicoltura ed è pertanto necessario tener conto di tale ruolo per salvaguardare e valorizzare la loro presenza negli ecosistemi.

Purtroppo l'aumento dell'uso di pesticidi è una delle principali cause della riduzione della salute delle api, della biodiversità degli insetti e minaccia l'impollinazione negli ecosistemi naturali e agricoli.

La FAO, durante la celebrazione della Giornata Mondiale delle Api, ha dichiarato che il declino globale della popolazione di api rappresenta una minaccia grave per un ampio numero di piante necessarie al sostentamento e al benessere dell'uomo. I paesi dovrebbero fare di più per tutelare queste preziose alleate nella lotta contro la fame e la malnutrizione.

Le api sono gravemente minacciate dagli effetti combinati dei cambiamenti climatici, dall'agricoltura intensiva, dall'uso di fitofarmaci, dalla perdita di biodiversità e dall'inquinamento. Le api sono proverbiali grandi lavoratrici e, tramite l'impollinazione, forniscono un servizio ecosistemico fondamentale per la riproduzione di molte piante coltivate e selvatiche, che sono fondamentali per la produzione alimentare, per i mezzi di sussistenza umana e per la biodiversità.

Le api e gli altri impollinatori, come uccelli e pipistrelli, influenzano la produzione del 35% delle coltivazioni mondiali, incidendo positivamente sulla produzione di 87 delle colture più importanti, oltre a quella di diversi derivati medici.

Circa due terzi delle piante che sfamano il mondo dipendono dall'impollinazione da parte di insetti o altri animali per produrre frutti sani o semi per il consumo umano. L'impollinazione beneficia la nutrizione umana, permettendo non solo una maggiore produzione, ma anche una maggiore varietà e qualità di frutti, noci e semi. Il recente rapporto FAO Stato della Biodiversità per l'Alimentazione e l'Agricoltura sottolinea che diverse specie associate con la biodiversità, come le api, sono gravemente minacciate, e si appella ai governi e alla comunità perché si fatto di più per affrontare i fattori che favoriscono la perdita della biodiversità. (Fonte: Comunicato Stampa FAO, 20/5/2019).

“Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita”: senza l'impollinazione, i vegetali, gli animali e gli uomini si ritroverebbero davanti all'estinzione.

Fonti:

Santi Longo in https://www.georgofili.info/contenuti/insetti-produttori-di-melata-e-insetti-utili/1801
https://www.geopop.it/

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Gentilin Maria Cristina

Licenza di distribuzione:

Condividi

Ti piace?

0

Potrebbe interessarti anche...

Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

RUBRICHE

Pubblica con noi