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Intolleranze alimentari e supplementazione enzimatica erboristica

Sempre più persone lamentano malesseri provocati dalle intolleranze alimentari: esse si manifestano quando l’organismo non riesce a digerire correttamente un alimento o un suo componente e provoca fastidi per lo più limitati al tratto digerente come nausea, diarrea e crampi all’addome.

Le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo: si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, quando la reazione è dose dipendente, dovuta a liberazione di quantità di istamina che non mettono a rischio la vita oppure a carenze enzimatiche (lattosio) o a tossicità diretta della sostanza sulla mucosa intestinale (glutine).

I sintomi possono essere tanti e di diversa natura e spesso evocano un malessere difficilmente identificato.

Le intolleranze alimentari possono avere diverse cause che permettono di classificarle come segue:

• INTOLLERANZA ENZIMATICA, determinata dall'incapacità dell'organismo di digerire determinati nutrienti per assenza, diminuzione o ridotta attività dell'enzima (molecola che facilita e velocizza le reazioni chimiche del corpo) responsabile della loro trasformazione (metabolizzazione). Questo tipo di intolleranza, generalmente causata da un difetto dell'enzima già presente alla nascita (congenito), comporta lo sviluppo di disturbi (sintomi) legati alla trasformazione di nutrienti come carboidrati o proteine. In alcuni casi, l'alterazione enzimatica compare con il tempo o si sviluppa in seguito a malattie. L'intolleranza enzimatica più frequente è l'intolleranza al lattosio, lo zucchero presente nel latte di tutti i mammiferi (mucca, pecora, capra, asina, oltre al latte materno). Si sviluppa in seguito alla perdita progressiva dell'enzima chiamato lattasi, una proteina localizzata sulla mucosa intestinale, in grado di dividere il lattosio nelle sue due componenti: glucosio e galattosio. In assenza dell'enzima lattasi, l'organismo non è in grado di digerire il lattosio che, di conseguenza, arriva nel tratto di intestino chiamato colon in quantità superiore alla capacità di assorbimento della parete intestinale. Il lattosio che rimane all'interno dell'intestino fermenta, con conseguente produzione di gas e comparsa di gonfiore (meteorismo) e diarrea, disturbi (sintomi) che contraddistinguono la persona con l'intolleranza a questo specifico zucchero.

• INTOLLERANZA FARMACOLOGICA, dovuta alla presenza nel cibo mangiato di componenti farmacologicamente attivi. Ne sono un esempio le cosiddette ammine vasoattive (tiramina, istamina e caffeina) contenute in pesce, cioccolato e prodotti fermentati, oppure le sostanze aggiunte agli alimenti (additivi alimentari) come coloranti, esaltatori di sapore, conservanti, aromi naturali e artificiali.

• INTOLLERANZA ALIMENTARE CON CAUSA INDEFINITA, dovuta ad una risposta dell'organismo su base psicologica e psicosomatica. Ne sono un esempio gli effetti dovuti all'autosuggestione che si verificano quando si mangia un alimento o una sostanza verso cui si prova avversione o repulsione ( adversion).

• INTOLLERANZA ALIMENTARE SECONDARIA, vale a dire conseguente a malattie. In genere coinvolge il tratto gastrointestinale, come accade nelle persone che soffrono di malattie infiammatorie dell'intestino (IBD), gastrite, reflusso gastroesofageo, calcoli della colecisti.

RICONOSCERE I SINTOMI DELLE INTOLLERANZA ALIMENTARI

Le intolleranze alimentari si possono riconoscere mediante determinati sintomi.

Vediamo quali sono i più comuni e i più ricorrenti:

• CATTIVA DIGESTIONE

Le intolleranze alimentari si manifestano con dispepsia, che comprende alcuni sintomi in particolare, come bruciori di stomaco, rigurgiti, alitosi e dolore localizzato nella parte alta dell'addome.

• CRAMPI ALLO STOMACO

Le intolleranze alimentari si possono manifestare con crampi addominali, con la comparsa di una sensazione dolorosa, che sembra “stringere” la parte superiore dell'addome. Questo sintomo compare all'improvviso, poi scompare e infine si ripresenta dopo alcuni istanti.

• DIARREA

Un altro sintomo caratteristico delle intolleranze alimentari consiste nell'emissione di feci acquose o liquide. Si tratta della diarrea, che generalmente si presenta in forma acuta. Altre volte può protrarsi nel tempo e diventare cronica. Si può accompagnare all'espulsione di gas.

• FLAUTULENZA

Un'intolleranza può causare anche un'eccessiva presenza di gas nello stomaco e nell'intestino. Tutto ciò può comportare l'emissione abnorme dei gas dal retto.

• NAUSEA

Spesso si può incorrere in una spiacevole sensazione di malessere, che è accompagnata dalla tendenza a vomitare. Il sintomo è associato molte volte a disgusto nei confronti del cibo o verso alcuni odori e ad un fastidio a livello dello stomaco. Altre manifestazioni che accompagnano la nausea sono il pallore, le vertigini e la sudorazione.

• PRURITO

Un altro sintomo tipico delle intolleranze alimentari è il prurito, che a volte può essere anche intenso e comporta il desiderio di grattarsi. Il prurito può essere associato anche a manifestazioni cutanee.

• GONFIORE

Chi soffre di intolleranze alimentari può presentare anche un caratteristico gonfiore addominale, una sensazione di tensione aumentata a livello dell'addome. Il gonfiore è causato dall'accumulo di gas nello stomaco e nell'intestino. E' accompagnato spesso da altri sintomi gastrointestinali, come il meteorismo.

• RIGURGITO

Le intolleranze alimentari si presentano anche attraverso la risalita di un rigurgito acido. Si tratta del contenuto dello stomaco che risale nell'esofago. Tutto ciò può essere accompagnato da una salivazione eccessiva.

• COLITE

A volte il mal di stomaco diventa particolarmente acuto e si possono avere delle coliche, delle violente contrazioni della muscolatura dell'intestino. La loro insorgenza è improvvisa ed è preceduta da un malessere generale, dalla nausea e dal vomito.

• MAL DI TESTA

Le intolleranze alimentari possono comportare anche il mal di testa, che può manifestarsi in maniera continua o intermittente e può essere di lieve entità o particolarmente forte, localizzato in un determinato punto o generalizzato.

A differenza di quanto avviene nelle allergie alimentari, tali reazioni non dipendono dall'attivazione anomala del sistema immunitario ma sono determinate dall'incapacità degli enzimi prodotti dal pancreas, di metabolizzare alcune componenti degli alimenti.

INTOLLERANZA AL LATTOSIO

La più comune intolleranza enzimatica è quella al lattosio, generalmente ereditaria e molto diffusa in Asia e in alcune regioni dell'America. In Europa, è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l'Italia e meno nel Nord. Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Prima di essere assorbito e utilizzato dall'organismo il lattosio deve essere scomposto nelle sue componenti, il glucosio e il galattosio. Per effettuare questa operazione è necessario un enzima chiamato lattasi. Se non vengono prodotte sufficienti quantità di lattasi una parte del lattosio può non essere digerito.

Una scarsa produzione di lattasi non implica necessariamente l'intolleranza al lattosio. Pertanto, questa intolleranza può essere ridotta attraverso la graduale reintroduzione nella dei cibi contenti lattosio.

La sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali.

In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono, a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l'intolleranza è lieve possibile controllare i sintomi bevendo il latte durante i pasti, sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati, bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, emmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l'intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti.

La cura (terapia) ufficiale delle varie forme di intolleranza alimentare prevede l'esclusione dalla dieta delle sostanze o degli alimenti coinvolti. Ciononostante, numerose società italiane di nutrizione, concordano nel sostenere che il trattamento non possa, e non debba, basarsi sulla semplice eliminazione di alimenti ma che, grazie al supporto di figure professionali, sia necessario puntare alla loro sostituzione nella dieta quotidiana.

Si crede, infatti, che la dieta di esclusione possa avere non solo un significativo impatto negativo sulla qualità di vita, anche da un punto di vista sociale e psicologico, ma possa anche determinare una condizione di rischio nutrizionale a causa della carenza di nutrienti che potrebbe comportare. In presenza di una intolleranza alimentare, la consulenza di un professionista sanitario qualificato risulta di fondamentale importanza per gestirla correttamente e in modo efficace nel lungo periodo su tutti i fronti: sociale, nutrizionale, psicologico.

Lo stato di salute intestinale è strettamente associato con la tolleranza agli alimenti e la buona digestione. Dalle ultime ricerche emerge che il microbiota intestinale, ossia l'insieme dei batteri che vivono nell'intestino, gioca un ruolo molto importante nel regolare la tolleranza, immunologica e non, verso le sostanze ingerite.

Una alterazione dell'equilibrio della flora batterica, detta disbiosi, spesso legata a una cattiva alimentazione, potrebbe essere la causa dell'aumento dell'infiammazione della mucosa intestinale e della ridotta tolleranza alle sostanze che vi passano. Nella vita quotidiana, seguire una dieta equilibrata e completa di tutti i micro e macronutrienti, come indicato nella dieta mediterranea, favorisce la crescita e il mantenimento del microbiota intestinale. In taluni casi, su indicazione del proprio medico, può essere utile l'assunzione di probiotici attraverso la dieta (yogurt, kefir, miso, formaggi fermentati), o di integratori, per favorire lo sviluppo di un ambiente favorevole alla digestione riequilibrando la flora intestinale e contribuendo alla prevenzione di intolleranze.

INTOLLERANZA AL FRUTTOSIO

L'intestino di chi soffre di intolleranza al fruttosio non è in grado di assorbire, o solo limitatamente, gli zuccheri della frutta, a causa di un difetto nel loro trasporto. Il fruttosio in eccesso finisce, quindi, nell'intestino crasso, dove viene scomposto dai batteri della flora intestinale, e questo può causare disturbi più o meno gravi a seconda della persona.

SINTOMI TIPICI DELL'INTOLLERANZA AL FRUTTOSIO

Di solito, l'intolleranza al fruttosio si manifesta con disturbi digestivi, tra cui sensazione di sazietà, flatulenza e diarrea. Inoltre, questa intolleranza può causare o essere accompagnata da vari problemi di salute, tra cui depressione o carenze vitaminiche.

POSSIBILI ALIMENTI PROBLEMATICI:

Gli zuccheri della frutta sono presenti in frutta e verdura in concentrazioni diverse. Inoltre, sono sempre più usati nell'industria alimentare. Anche il sorbitolo, un succedaneo dello zucchero, va consumato con prudenza da chi è intollerante al fruttosio, poiché danneggia l'assorbimento del fruttosio nell'intestino, acutizzando ulteriormente i disturbi legati all'intolleranza del fruttosio.

OCCORRE PRESTARE ATTENZIONE A:

  1. • Diversi tipi di frutta come ad es. mele, pere, angurie, uva
  2. • Alcuni tipi di verdura, come ad es. zucche, cavoli, cipolle
  3. • Succhi di frutta, smotthies, sciroppi alla frutta, limonate
  4. • Marmellate, mousse di frutta o composte, miele
  5. • Frutta secca come uvetta, prugne secche, datteri
  6. • Prodotti dietetici e per diabetici contenenti fruttosio e/o sorbitolo
  7. • Dolci che contengono gli zuccheri della frutta
  8. • Alimenti lavorati che nascondono gli zuccheri della frutta come sughi,
  9. • ketchup o

INTOLLERANZA ALL'ISTAMINA

Mentre le persone sane possono consumare senza problemi alimenti ricchi di istamina, chi è intollerante presenta nell'intestino una carenza dell'enzima DAO (diaminossidasi), responsabile dell'eliminazione dell'istamina. Se le persone colpite assumono quantità elevate di istamina, il loro sistema di scissione all'interno dell'intestino viene sovraccaricato e, di conseguenza, l'eccesso di questa sostanza finisce nel corpo, causando reazioni di intolleranza. I medici e gli scienziati ritengono che l'intolleranza all'istamina sia solitamente acquisita durante la vita. Il disturbo da degradazione congenita è molto raro.

TIPICI SINTOMI DELL'INTOLLERANZA ALL'ISTAMINA

Diversamente da altre intolleranze alimentari, i soggetti con intolleranza all'istamina non reagiscono solo con disturbi digestivi. I sintomi più comuni sono prurito, battito cardiaco accelerato, cefalea, asma, congestione nasale, arrossamento cutaneo e orticaria.

POSSIBILI ALIMENTI PROBLEMATICI:

L'istamina è presente in quasi tutti gli alimenti in concentrazioni diverse. Tra gli alimenti particolarmente ricchi di istamina ci sono quelli stagionati, fermentati, andati a male o preparati microbici. Inoltre, una serie di alimenti agiscono come cosiddetti liberatori di istamina, ovvero rilasciano ulteriore istamina nell'intestino.

CHI SOFFRE DI INTOLLERANZA ALL'ISTAMINA DOVREBBE CONSUMARE CON PRUDENZA:

• Formaggi (più sono stagionati, maggiore è la concentrazione di istamina)

• Carne e insaccati, come salumi e speck

• Pesce, in particolare conserve e frutti di mare

• Determinate varietà di frutta come fragole e agrumi

• Determinate varietà di verdura come pomodori e spinaci

• Crauti

• Frutta a guscio come ceci, soia, arachidi

• Bevande alcoliche come vino rosso e spumante

INTOLLERANZA AL GLUTAMMATO

I medici e gli scienziati sono di opinione diversa riguardo all'amplificatore di sapidità glutammato monosodico e ai suoi possibili effetti su alcune persone. Anche se alcune persone in questo caso hanno una risposta specifica all'intolleranza, per altre non è così. Tuttavia, sembra che si stiano accumulando indizi che alcuni soggetti siano sensibili al consumo di glutammato monosodico. Dato che questo esaltatore di sapidità, ad esempio, è molto utilizzato nel cibo asiatico, si parla di sindrome del ristorante cinese.

Le persone interessate riferiscono una reazione pseudo allergica con disturbi quali mal di testa, mal di schiena, vertigini, arrossamento della pelle, battito cardiaco accelerato, irritabilità e simili. Talvolta si parla anche di attacchi d'asma. Il glutammato di per sé è una sostanza presente anche nel corpo, ma legata a diverse proteine. Anche gli alimenti ricchi di proteine, come carne, pesce o formaggio, contengono per natura del glutammato. Il glutammato monosodico usato come amplificatore di aroma non è legato alle proteine. I disturbi descritti sono associati al glutammato libero non legato.

POSSIBILI ALIMENTI PROBLEMATICI:

Da oltre un secolo l'industria alimentare utilizza il glutammato per speziare numerosi prodotti, tra cui miscele di spezie, sughi, patatine, zuppe in barattolo e pizza surgelata. Occorre prestare attenzione quando nella lista degli ingredienti compare il “glutammato monosodico” o un numero E compreso tra 620 e 625 (principalmente E621). Il glutammato può nascondersi anche dietro ingredienti quali “Aromi”, “Spezie”, “Estratto di carne”, “Estratto di lievito” e “Frumento fermentato”.

INTOLLERANZA AL GLUTINE

Quando si parla di glutine, molte persone pensano alla malattia infiammatoria intestinale chiamata celiachia. Oltre alla celiachia, in cui il sistema immunitario dell'organismo attacca il glutine presente nel grano danneggiando la mucosa intestinale, esiste anche la sensibilità e quindi l'intolleranza al glutine e al grano. I confini tra i vari disturbi sono difficili da fissare, perché in tutti i casi, anche in caso di allergia al grano, si manifestano gravi disturbi digestivi con crampi addominali e simili. La sensibilità al glutine è un'intolleranza e quindi non una malattia grave come la celiachia.

La proteina del glutine, difficile da digerire, ha però un antagonista naturale, l'enzima AN-PEP contenuto del fungo degli alimenti Aspergillus niger. Questo enzima scinde le proteine del glutine in piccoli frammenti meglio digeribili, e facilita così la digestione.

POSSIBILI ALIMENTI PROBLEMATICI:

Il glutine è presente in diversi tipi di cereali come frumento, orzo, segale, triticale, avena e i loro prodotti. Viene utilizzato soprattutto nella lavorazione degli impasti per migliorare la viscosità e l'elasticità, ma anche per stabilizzare il prodotto finale. Elevate quantità di glutine si trovano, quindi, non solo in pasticcini e prodotti da forno, ma anche in prodotti finiti, salse e dolci, dove questa proteina viene utilizzata come eccipiente.

PRODOTTI ERBORISTICI PER LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Gli integratori per le intolleranze alimentari sono una risorsa fondamentale per chi soffre di questo tipo di problematiche. Questi integratori aiutano l'organismo a digerire e metabolizzare gli alimenti problematici. Ad esempio, un integratore per l'intolleranza al lattosio fornisce all'organismo l'enzima lattasi, essenziale per spezzare e digerire il lattosio, uno zucchero presente nel latte e nei derivati.

Per chi soffre di intolleranza al lattosio, l'assunzione, prima del pasto, di un integratore può significare poter consumare prodotti lattiero-caseari senza tutte le esperienze di disagio dovute alla sua intolleranza.

In caso di intolleranze, la depurazione del terreno dell'organismo, in particolare dell'intestino e degli organi emuntori apporta un progressivo e significativo miglioramento della problematica.

I prodotti maggiormente efficaci sono i seguenti:

  1. • LAPACHO: per l'eliminazione dei patogeni intestinali e la riduzione dei processi infiammatori.
  2. • DEPURATIVO EPATICO: per la disintossicazione di fegato e reni.
  3. • FERMENTI LATTICI: per il ripristino dell'eubiosi, ovvero di una flora batterica intestinale equilibrata.
  4. • ALOE: per sfiammare la mucosa gastrointestinale e ridurre il tempo di permanenza fecale nell'intestino.
  5. • Intolleranze con sfoghi cutanei: Ribes nigrum, Borragine, Cedrus libani. Uso esterno: Olio di Calendula + Olio essenziale di Camomilla blu.
  6. • Gonfiore da intolleranza alimentare: Enzimi digestivi, Digestivo naturale.
  7. • Diarrea e intolleranze: Enzimi digestivi.
  8. • Cefalea da intolleranza: Tintura madre di Partenio, Magnesio, Enzimi digestivi.
  9. • Colite e meteorismo da intolleranza: Enzimi digestivi, Tintura madre di Finocchio.
  10. • Intolleranza al lattosio e sensibilità al glutine: Enzimi digestivi, Fermenti lattici vivi.

La Natura ci ha donato anche i FUNGHI MEDICINALI che sono un efficace soluzione per contrastare le intolleranze alimentari: Shiitake e Maitake agiscono in questo caso in sintonia, sia sul sintomo che sulla causa.

MAITAKE combatte l'infiammazione intestinale grazie al suo contenuto di sostanze antinfiammatorie. Inoltre, apporta un quantitativo di enzimi simili a quelli prodotti dal pancreas: lipasi, amilasi e tripsina, potenziando le capacità digestive dell'organismo. Maitake si dimostra essere un ottimo rimedio nei casi di intolleranze alimentari.

SHIITAKE invece è insuperabile nel nutrire la flora batterica intestinale. La flora batterica nell'intolleranza alimentare è alterata a causa della presenza di batteri dannosi come i batteri fermentatori che causano gonfiore ed i batteri putrefattori, che sono invece produttori di tossine. Lo Shiitake è ricco di trealosio, il nutrimento preferito dei fermenti lattici intestinali “buoni” ed in questo modo li rafforza, favorendone la crescita; elimina i microrganismi patogeni – tra cui Escherichia coli, Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis e Candida albicans (Bae, 1997; Kuznetsov, 2004; Mizuno, 2009) risanando la flora intestinale. Lo Shiitake è inoltre ricco di beta-glucani, potenti immunostimolanti, i quali eliminano i batteri intestinali ostili. Ecco perché lo Shiitake protegge in maniera eccellente l'intestino. Infatti, in Oriente dove la popolazione si alimenta correttamente e utilizza quotidianamente Shiitake e Maitake, le intolleranze alimentari sono pressoché sconosciute.

HERICIUM: viene utilizzato quando i problemi intestinali sono legati ad una digestione lenta e difficile, un alvo alterno dovuto allo stress psico-fisico poiché i suoi principi attivi (l'erinacine ed gli ericenoni) riescono a passare la barriera emato-encefalica e lavorano a livello celebrale.

PLEOROTUS: svolge un'azione dissuasiva e frenante di un importante processo di ossidazione che i radicabili liberi esercitano sul Colesterolo LDL (quello cosiddetto “cattivo”) proprio perché ossidato, e dunque dannoso per l'organismo. Le sue proprietà medicinali sono numerose ed interessanti. Quella principale è dovuta al suo contenuto di Lovastatina, sostanza attiva che combatte il colesterolo alto; poi contiene betaglucani, glicoproteine, ostreolisina, lecitine, acido palmitico e linoleico, vitamine e sali minerali, acido folico e fibre. Sono state dimostrate anche proprietà antinfiammatorie e una potente azione antiossidante.

IL REISHI ha un elevatissimo potere antinfiammatorio ed antiossidante e modula il sistema immunitario riducendo quando è necessario la risposta infiammatoria. Viene utilizzato sia nelle fasi di prevenzione che in associazione ad uno dei funghi precedenti nei casi più gravi.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTACI:

ERBORISTERIA ARCOBALENO

Tel. 3200469843 / 0445-524576

info@erboristeriarcobaleno.com

Vedi anche la pagina specifica sul sito: https://www.erboristeriarcobaleno.it/enzimi/

FONTE: https://www.issalute.it/

Bibliografia:

  1. • Gray J., Chan W. Food intolerance Types: food aversion in Encyclopedia of Food Sciences and Nutrition (Second Edition). Academic Press; 2003
  2. • International Society of DAO deficiency. Food histamine (Inglese)
  3. • Conti L. Intolleranze e allergie alimentari. Giunti editore: , ; 2011
  4. • Ministero della Salute. Allergie alimentari: atto di indirizzo
  5. • Position Statement su Allergie, intolleranze alimentari e terapia nutrizionale dell'obesità e delle malattie metaboliche
  6. • Ministero della Salute: intolleranze e allergie alimentari.Pagina del sito del ministero della Salute dedicata a intolleranze e allergie alimentari
  7. • Istituto di ricerca per gli alimenti e la nutrizione-Pagina del sito dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) dedicata ad allergie e intolleranze alimentari.
  8. • American Academy of Allergy Asthma and Immunology- Pagina del sito dell'Accadema americana di allergologia e immunologia dedicata alle allergie alimentari. European Academy of Allergology and Clinical Immunology Sito dell'Accademia europea di allergologie e immunologia clinica.
  9. • Food allergy: an overview Pubblicazioni dello statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases sulle allergie alimentari.
  10. • British Nutrition Foundation Pagine del sito della British Nutrition Foundation dedicate alle reazioni avverse al cibo, con informazioni sulle allergie e intolleranze alimentari, sull'intolleranza al lattosio, sull'allergia alle arachidi, sull'itolleranza al grano e sulla celiachia.
  11. • Stefania Cazzavillan (2011) – FUNGHI MEDICINALI, dalla tradizione alla scienza – NUOVA IPSA EDITORE
  12. • Ivo Bianchi (2008) – MICOTERAPIA – NUOVA IPSA EDITOREGeorges M. Halpern
  13. • I FUNGHI CHE GUARISCONO – EDIZIONI IL PUNTO D'INCONTROIvo Bianchi (2013)
  14. • Il Fungo dell'Immortalità – MOS MAIORUM EDIZIONIValentina Bianchi (2009)
  15. • I funghi medicinali, Per vivere a lungo in perfetta salute – Edizioni L'Età dell'Acquario

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Gentilin Maria Cristina

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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