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La Cantina Fratelli Pisoni punta al progetto Reboro: dal Rebo al Reboro, passando per il Teroldego, un nuovo modo di far conoscere il territorio

L’azienda da anni si batte per la valorizzazione del vitigno Rebo e del suo Reboro, rosso da appassimento, con una serie di iniziative a partire dalla vendita En Primeur, fino al Reboro Day.
Photo credits: fonte ufficio stampa

Nuova vita e splendore per il vitigno Rebo, valorizzato e promosso in questi anni grazie al progetto Reboro realizzato grazie all'intuizione di Marco Pisoni, della Cantina Fratelli Pisoni, a Pergolese in provincia di , assieme a un gruppo di viticoltori del territorio. Dalla sua nascita sono passati 70 anni, da quando negli anni Cinquanta l'agronomo e genetista Rebo Rigotti ha creato il vitigno Rebo (incrocio 107-3), da Merlot (vitigno francese, la mamma) e Teroldego (vitigno trentino, il papà).

“Un impegno il nostro, che punta a rendere noto sia il vitigno Rebo, che il Reboro celebrando l'innovazione portata da Rigotti e le straordinarie potenzialità di evoluzione di questo rosso da appassimento, che può oltrepassare tranquillamente i dieci anni in bottiglia” spiega Marco Pisoni, titolare col cugino Stefano della cantina.

Un lavoro costante per i cugini Pisoni, Marco e Stefano, sin dalla loro prima iniziativa “Your Vine, your Wine”, che prevede la valorizzazione di questo straordinario vitigno attraverso l'adozione di una vite di Rebo, con l'entrata di diritto nella community del Wine Club Pisoni. La naturale evoluzione di questa prima fase è stato il Reboro Day, evento che ogni anno a giugno richiama centinaia di persone da tutto il nord Italia, quest'anno arrivato alla sesta edizione.

“Ogni appassionato che adotta una vite di Rebo – prosegue Marco Pisoni – ha l'opportunità di collocare personalmente la targhetta col proprio nome sulla pianta adottata, salendo sulla collina di San Siro, a pochi passi dalla nostra cantina, in un paesaggio d'incanto immerso tra le montagne e i boschi. Questo è il migliore dei modi per gli appassionati non solo di salvare e valorizzare questo vitigno, ma anche per conoscere il nostro territorio unico”.

Non ultimo l'azienda viti-vinicola Fratelli Pisoni lancia per il secondo anno consecutivo il progetto Reboro en Primeur, un'opportunità che garantisce agli appassionati della sua community di accaparrarsi una parte del lotto di questo grande rosso prima ancora che sia imbottigliato. A partire dalla primavera 2024 sarà disponibile il Reboro 2019, con lotti da 6 bottiglie, ma è già possibile prenotare le altre annate, tra cui la 2022, considerata l'annata perfetta, per la combinazione delle condizioni climatiche durante le varie stagioni, che vanta grande struttura, equilibrio e una straordinaria potenzialità di affinamento in cantina.

REBO E TEROLDEGO, PARENTI DIVERSI.

L'azienda Fratelli Pisoni produce anche il Pradi, un Teroldego in purezza, che evolve 12 mesi in barrique, vitigno padre del Rebo, assieme al Merlot. Il Teroldego viene coltivato in tutto il Trentino, e potrebbe essere imparentato con il Lagrein. Un vino rosso brillante, ricco di polifenoli, con il tipico profumo di viola e dal tannino vellutato.

Il Rebo senza appassimento prodotto dalla cantina Fratelli Pisoni, vero e proprio “autoctono culturale” vanta l'eleganza del Teroldego e la del Merlot, ed evolve 24 mesi in barrique. Rubino intenso, si apre su profumi di piccoli frutti rossi come amarena e ribes, ricordi speziati con un tannino fitto ed elegante.

NON SOLO REBORO

L'Azienda Fratelli Pisoni produce 80mila bottiglie su 17 etichette, comprese il Vino Santo Trentino Doc, il Reboro e il Mesum. Producono il Petiz, un Rosato da Sirah, e i bianchi Annada (Nosiola, 12 mesi in tonneau di acacia e 6 mesi in bottiglia), Folada (Nosiola, acciaio), San Siro Bianco (Chardonnay, acciaio), Le Part (Pinot Grigio, acciaio) e il Moscato Dolce.

Tra gli altri grandi rossi si conta un Pinot Nero in purezza, il Sarica Rosso (80% Syrah, 20% Pinot Nero) e il San Siro Rosso (50% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot) con un passaggio di 12 mesi in barrique e 6 mesi in bottiglia.

Dopo anni di ricerche enologiche, inoltre, la famiglia Pisoni è riuscita a realizzare un metodo di vinificazione che non rende necessario l'utilizzo di solfiti aggiunti, tanto da produrre due etichette, il Codecce (70% Sauvignon bianco, 20% Goldtraminer, 10% Nosiola, 12 mesi in acciaio e 6 mesi in bottiglia) e il Gobbo Rosso (Teroldego, 8 mesi in acciaio e 4 mesi in bottiglia).

Pisoni in pillole:

  1. · Il team: Marco Pisoni (agronomo e titolare), Stefano Pisoni (agronomo e titolare), Matteo Zucchet (enologo), Daniele Bressan (hospitality).
  2. · Ettari vitati di proprietà: 16 ettari collocati in parte nella piana vicino al fiume Sarca, con un terreno più sabbioso-limoso, e in parte sulla collina di San Siro ad una altitudine di 450 m.s.l.m. con terreno calcareo.
  3. · 80mila bottiglie su 17 etichette.
  4. · Nuovo progetto: Reboro En Primeur.

Informazioni

https://www.facebook.com/cantinapisoni
https://www.instagram.com/pisonivini/

Sito:

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

Licenza di distribuzione:

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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