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Maison Anselmet presenta Fumin élevé en fût de chêne 2021

A metà dicembre la release della nuova annata
Photo credits: fonte ufficio stampa WELL COM srl

Da tre generazioni la famiglia Anselmet produce grandi vini in , a Villeneuve, dove lavora su poco più di 10 ettari suddivisi in 64 parcelle di piccole e piccolissime dimensioni, su di una lingua di terra di circa 35 chilometri, tra Avise e Chambave.

Cuore della produzione sono gli appezzamenti a Villeneuve e Saint Pierre, posti sulla sinistra orografica della Dora Baltea, dove i filari crescono su terreni poveri di sostanza organica, che costringono la vite ad andare in profondità e a dare il massimo per raggiungere la piena maturazione degli acini.

Accanto alla coltivazione e vinificazione di vitigni internazionali come Pinot Nero, Merlot, Chardonnay, Gamay e Pinot Grigio, a cui si imprime un carattere “valdostano” attraverso una scrupolosa scelta dei luoghi d’impianto e una vinificazione su misura, gli Anselmet si dedicano al recupero di vitigni autoctoni e dimenticati quali il Petit Rouge, il Cornalin, il Fumin, il Mayolet e il Muscat.

Per Maison Anselmet, il lavoro in vigna è baricentro dell’attività produttiva. Come afferma Giorgio Anselmet, oggi alla guida della cantina

«La vigna ha per me un carattere monumentale e la viticoltura è per noi una delicata questione di strategia sperimentale, capace di adattarsi e migliorarsi in base alle condizioni esterne, per porre ciascuno vitigno nelle condizioni di raggiungere la massima espressività».

Un’etichetta simbolo di questa filosofia produttiva e del desiderio di tutelare, valorizzare e, ancor prima, riscoprire vitigni autoctoni è sicuramente il Fumin Vallée d’Aoste Élevé en Fût de Chêne 2021, prodotto da uve 100% Fumin provenienti dai suoli sabbiosi delle due parcelle nei comuni di Saint Pierre e Villeneuve, tra i 700 e gli 800 m s.l.m.

Dopo la vinificazione, per il Fumin 2021 di Maison Anselmet è previsto un periodo di affinamento di 18 mesi in tonneaux, durante i quali acquista intensità e complessità. Al calice si presenta di un rubino-porpora di ottima fittezza e definizione. Al naso presenta intriganti profumi di brace, di chine, di frutti di bosco. Il palato è denso e strutturato quanto sottile e ricco di sfumature. Il tannino è compatto, l’allungo pieno di sapore, il finale sa di erbe mediterranee e officinali.

Se dunque la vigna è baricentro dell’attività produttiva, per la famiglia Anselmet il lavoro in cantina non è meno importante: essa è il luogo in cui interpretare ed esaltare il mutevole spirito dei vini di montagna, nonché valorizzare il rispetto della tradizione vitivinicola della regione valdostana, intesa come desiderio di dare continuità alla storia.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Grafico pubblicitario dal 1991, cuoco per passione, innamorato del mangiare e del bere bene da sempre.
a.grazi@fooday.it

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