«Tempo fa ho attraversato a vela l’Atlantico. Ho raggiunto a Tenerife un amico già arrivato lì con la sua barca, abbiamo fatto una tappa tecnica a Capo Verde e poi ci siamo diretti a Ovest. Le Americhe ci hanno accolto a Marie-Galante, isoletta delle Antille francesi. Mi sono trattenuto qualche giorno a Guadalupa, la più grande fra le isole francofone. È stato straniante trovarvi in un supermercato, accanto ai vari fuit de la passion, goyave, corossol, confezioni di burro di Normandia. Ma ancora più stupefacente è stato scoprirvi un bancale di panettoni. Che cosa ci facevano tutti quei panettoni a Guadalupa?».
È una storia vera. Me l’ha raccontata uno dei giurati della nuova edizione del Premio Le pagine di Re Panettone®. Lo stupore è legittimo, visto che i Caraibi sono un’ambientazione piuttosto inattesa per il dolce milanese. La realtà è che il panettone si produce anche in Francia da anni, sia nella versione industriale, sia in quella artigianale, e Guadalupa, Marie-Galante e Martinica sono suolo francese a tutti gli effetti. C’è da aggiungere, però, che il panettone è uso ai viaggi da almeno un secolo e mezzo, come testimoniano gli annunci che pubblicizzano spedizioni di panettoni nelle Americhe su quotidiani milanesi degli ultimi decenni dell’Ottocento. Non stupirà, perciò, il tema scelto per la prossima edizione del Premio Le pagine di Re Panettone®: Il panettone e il viaggio.
Il bando è sul sito repanettone.it. Il racconto, in italiano o in milanese, dovrà essere compreso fra le 4.000 e le 8.000 battute. L’ultima data utile per la consegna online è il 30 settembre 2026. Che vinca il migliore!
(photo: fonte ufficio stampa)


