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Rosso bordó: il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei promuove l’eredità bordolese

Il Consorzio Colli Euganei coinvolge la città di Padova in una celebrazione delle antiche radici della sua DOC
Photo credits: fonte ufficio stampa WELL COM srl

Colli Euganei DOC Rosso e monovitigno a base Merlot, Carménère, Cabernet Sauvignon e Franc: questi i protagonisti, il 29 e 30 ottobre, di Rosso Bordò, evento dedicato alle espressioni territoriali dei vitigni bordolesi negli ancestrali picchi vulcanici dei Colli Euganei.

Il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, organizzatore dell'evento, tutela e promuove dal 1972 la qualità e l'identità dei vini prodotti in un angolo di territorio a sud-ovest di , nel cuore del , in cui la presenza della vite è testimoniata già dall'epoca romana.

Terra dalla forte vocazione vitivinicola, i Colli Euganei possono fregiarsi di essere una delle culle dei bordolesi italiani, grazie alla lungimirante intuizione del conte Corinaldi che nel 1870 mise qui a dimora, tra i primi in Italia, vigneti di Cabernet Franc e di Cabernet Sauvignon destinati alla produzione di vino. Il taglio bordolese del Rosso Colli Euganei DOC rappresenta la storia, la tradizione e oggi una delle punte di diamante della Denominazione, nonché l'espressione più tipica e riconoscibile del territorio, declinato anche nella versione Riserva per il sorprendente potenziale di invecchiamento.

Attraverso Rosso Bordò, il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei vuole celebrare questa eredità con orgoglio e consapevolezza; durante l'ultimo fine settimana di ottobre 30 aziende del Consorzio incontreranno la città di Padova al Centro Culturale Altinate San Gaetano in appuntamenti dedicati alla stampa, agli esperti di settore e alle scuole alberghiere, per un evento che coinvolge anche le enoteche della città in un weekend di degustazioni ed enogastronomia. Ospiti d'onore i produttori del Montello, affini nella volontà di valorizzare la vocazione territoriale per le varietà bordolesi.

L'evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Padova e il Consorzio Vini Montello, con il patrocinio dell'Ogd Terme e Colli e della Strada del Vino Colli Euganei, fa da anteprima alla nona edizione del Novembre Patavino, il festival d'autunno dedicato alla cultura e all'enogastronomia padovana e regionale.

Il programma

sabato 29 ottobre

9:30

  • Lectio magistralis “I Colli Euganei dai vulcani alla tavola” a cura del critico enogastronomico Marco Colognese per gli studenti degli istituti alberghieri all'Auditorium San Gaetano
  • dalle 14:00 alle 19:00
  • Walk around tasting in Agorà aperto al pubblico tra i banchi delle aziende dei Colli Euganei e del Montello.

15:00

  • Appuntamento con gli enotecari e gli osti della città, per raccontare storie, tradizioni e aneddoti che animano la cultura patavina del buon bere.

16:00

  • Masterclass sui bordolesi Euganei del wine critic Aldo Fiordelli, dedicata a stampa e operatori di settore.

Domenica 30 ottobre

dalle 11:00 alle 19:00

  • riapertura porte dell'Agorà per il walk around tasting tra i banchi dei produttori.

11:00

  • “Il mio macellaio ne sa una più del diavolo” , chiaccherata tra i macellai di Sotto il Salone e uno storico produttore di vino euganeo, sulle cotture della carne e sugli abbinamenti con il vino.

16:00

  • Masterclass con il wine blogger Francesco Saverio Russo, rivolta a operatori e winelover.
  • Progetto finanziato con il POC della Regione del Veneto 2014-2020
  • “Se solo potessi mostrarti il secondo Elicona che per te e le Muse ho allestito sui Colli Euganei,
penso proprio che di lì non vorresti mai più andartene” – Francesco Petrarca

I Colli Euganei sono un gruppo di rilievi di origine vulcanica situati a sud-ovest di Padova, nei pressi delle località termali di Abano e Montegrotto Terme. La loro origine risale a 43 milioni di anni fa, quando un susseguirsi di manifestazioni vulcaniche ha generato il centinaio di impavide alture che, quasi come scogli, oggi svettano con un profilo inconfondibile, riconoscibile in lontananza attraverso la Pianura Padana. Per la salvaguardia e la valorizzazione dei 19mila ettari di questo comprensorio naturalistico, dai paesaggi mutevoli e fortemente diversificati e biodiversi, nel 1989 viene istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei.

Il clima temperato, caratterizzato da condizioni climatiche quasi mediterranee, e la particolare composizione del suolo rendono la zona altamente vocata per la coltivazione della vite e la produzione di vini di pregio.
La presenza della vite è testimoniata già dall'epoca romana, su queste alture che i locali chiamano “monti”; da allora questa coltura ha rappresentato il destino delle genti dei colli euganei.

Il Fior d'Arancio Colli Euganei DOCG da uve Moscato Giallo è un unicum a livello mondiale, declinato in tre versioni: secco, spumante e passito. L'altra eccellenza è il Rosso Colli Euganei DOC, punta di diamante della Denominazione, nonché espressione più tipica e riconoscibile del territorio, proposto anche nella versione Riserva per il sorprendente potenziale di invecchiamento. Il Rosso Colli Euganei DOC è un vino di slancio e di spessore, simbiosi perfetta fra Merlot, Cabernet e Carménère e l'areale euganeo, considerabile a pieno titolo fra le culle italiche dei vini bordolesi.

Il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, istituito nel 1972, tutela e promuove la qualità e l'identità dei vini della zona, in particolare i rossi, araldi di un patrimonio naturalistico che è bene culturale e ambientale. I Colli Euganei sono fra le mete turistiche più frequentate del Veneto per la ricchezza di risorse paesaggistiche e storico-artistiche. Attraversare l'intera zona dei Colli Euganei porta a scoprire città murate, eremi e abbazie, ville e giardini storici, orientandosi fra affascinanti itinerari che consentono di poter ammirare una grande varietà di scenari, immersi nella quiete della natura.

La Strada del Vino

La Strada del Vino dei Colli Euganei nasce nel 2002 dalla passione per un territorio da valorizzare e trasformare in unico patrimonio turistico naturale creando una perfetta sinergia tra operatori, enti locali e residenti. L'ente e i suoi soci mirano alla valorizzazione dell'area dei Colli, quale meta perfetta per un turista interessato alla conoscenza del vino e dei prodotti locali, conoscenza da apprendere direttamente dai singoli produttori. Il vino diviene poi trait d'union dell'intero comprensorio e diviene occasione di volta in volta di raccontare anche i luoghi di arte, cultura e natura per una vacanza che diventi esperienza da vivere e da ricordare.

Lungo la Strada del Vino Colli Euganei si è accolti nelle aziende agricole e nelle cantine per piacevoli assaggi di vino accompagnati dagli spuntini tipici e ci si può rilassare negli agriturismo e divertire alle feste paesane. Nei ristoranti e nelle trattorie si può trovare un paradiso gastronomico dove le tradizioni locali si fondono con l'inventiva dei cuochi euganei, i quali sono felici di far gustare le migliori espressioni stagionali dell'orto, del campo e della corte padovana. Infine l'ampia offerta ricettiva, che va dai B&B agli agriturismi agli hotel, tra cui troviamo quelli termali di Abano e Montegrotto, garantisce diverse possibilità di soggiorno, sempre però all'insegna di un'accoglienza calorosa e personalizzata.

Colli Euganei in numeri

  • 1969 nasce la DOC Colli Euganei
1972 viene costituito il Consorzio di tutela Vini Colli Euganei
  • 2002 nasce la Strada del Vino Colli Euganei
  • 19000 ettari, l'estensione totale dell'area collinare
  • 2400 ettari vitati della denominazione Colli Euganei
  • Di cui 292 ettari dedicati al Fior d'Arancio DOCG
  • 15% della superficie a conduzione biologica, in crescita
  • 6 macroaree individuate dalla mappatura pedo-climatica
  • 392 aziende associate al Consorzio (produttori di uva, vinificatori, imbottigliatori e una cantina cooperativa)
  • 15 ettari, media vitata delle singole aziende.
3,3 milioni di bottiglie DOC e DOCG prodotte nel 2021
  • 64.000.000€ fatturato complessivo delle aziende produttrici, di cui 16.000.000€ da DOC e DOCG
  • Progetto finanziato con il POC della Regione del Veneto 2014-2020
  • 25% della produzione destinata all'export, quasi esclusivamente di vino a DOC USA, Cina e Germania i principali mercati esteri
  • 1 DOCG, il Fior d'Arancio Colli Euganei DOCG, declinato nelle tre versione spumante dolce, tranquillo secco e passito, ottenuto dall'autoctono Moscato Giallo
  • 1 DOC, il Colli Euganei DOC, una denominazione storica che rappresenta la grande vocazionalità del territorio euganeo
  • 17 varietà annoverate dalla DOC. Tra tutti riconosciamo gli interpreti principali nei Moscati (bianco oltre che giallo), nei Merlot (l'uva più diffusa) Cabernet franc, Sauvignon e Carménère e nel Serprino (biotipo di glera).

Il territorio e i suoi vini

La geologia e l'unicità del paesaggio

L'origine dei Colli Euganei risale a 43 milioni di anni fa, quando un susseguirsi di manifestazioni vulcaniche ha generato il centinaio di rilievi che oggi svettano nel tranquillo mare della Pianura Padana, estendendosi su una superficie totale di circa 19mila ettari. Figli dell'acqua e del fuoco, gli Euganei appaiono come un'alternanza di rilievi dai coni appuntiti che si alternano a colline più arrotondate, i “laccoliti”.

Si tratta di masse rocciose formate dall'intrusione del magma fra strati di rocce sedimentarie; la forma rotondeggiante ci svela che la lava non è riuscita a fare breccia nelle rocce sottomarine. Queste formazioni si alternano ai netti e inequivocabili coni vulcanici, dove il magma ha lacerato quello che era il fondale dell'antico mare, uscendo in superficie, talvolta attraversando gli strati lungo fessure verticali per poi riversarvisi al di sopra, altre volte divaricando questi strati con masse più voluminose. Gran parte dei rilievi presenta in realtà diversi tipi eruttivi sullo stesso colle, a comporre forme che appaiono diverse da ogni angolatura. L'unicità del panorama euganeo è data proprio da questa alternanza di sagome che li rende riconoscibili da qualunque prospettiva li si guardi, benché mai uguali a sé stessi.

Le sommità vulcaniche poggiano quindi su ampi basamenti costituiti da rocce sedimentarie, che sono a loro volta circondati, a perdita d'occhio, dai depositi alluvionali della pianura, dalla quale i colli emergono oggi proprio come “isole senza mare”, come le chiamò con perfetta intuizione P.B. Shelley.

La roccia sedimentaria più antica, il Rosso ammonitico, formatasi tra i 150 e i 135 milioni di anni fa, nel Giurese superiore, compare solo in pochi punti e con una massima di circa 20m. Sopra di essa troviamo il Biancone, formatosi tra i 135 e i 90 milioni di anni fa, nel Cretaceo inferiore. La Scaglia Rossa è la formazione sedimentaria più diffusa sugli Euganei, risale a 90-55 milioni di anni fa, tra il Cretaceo superiore e l'Eocene inferiore. È un calcare argilloso fittamente stratificato che può contenere fossili come ricci di mare e denti di squalo e definisce in maniera molto caratteristica i suoli delle zone dove affiora.

Nei depositi di scaglia si riscontrano importanti lacune, che precedono la transizione alla formazione successiva: la Marna euganea, formatasi tra i 55 e i 33 milioni di anni fa, dall'Eocene superiore all'Oligocene inferiore, ha carattere prettamente argilloso di colore grigio chiaro.

Proprio durante la fase di formazione di quest'ultima roccia, circa 43 milioni di anni fa, si è verificato un primo ciclo eruttivo: da fratture della crosta marina sono fuoriuscite lave basaltiche fluide, formando rocce (basiche) di colore scuro e tufi piroclastici, risultato di fenomeni effusivi ed esplosivi che hanno caratterizzato questa prima fase di attività vulcanica. Dopo un periodo di quiete di alcuni milioni di anni, nell'Oligocene inferiore, si ebbe una decisa ripresa dell'attività vulcanica. L'emissione di magmi molto viscosi, diversi dai precedenti anche per composizione, portò alla formazione dei caratteristici coni eruttivi euganei costituiti da rocce ricche in silice e per questo particolarmente acide: rioliti, trachiti e latiti (queste ultime presenti in minor misura). Le eruzioni più significative si sono verificate in ambiente sottomarino, ma è verosimile che i coni più elevati siano emersi dalla superficie del mare, determinando la creazione di un piccolo arcipelago di isolotti vulcanici, sulle cui pendici continuarono a depositarsi sedimenti marini ancora per molto tempo.

Arriviamo così al periodo definito come Quaternario (circa due milioni di anni fa), quando si registrò un sollevamento del bacino che, insieme a fenomeni alluvionali di grossa entità, diede origine alla Pianura Padana.

L'emersione dal mare non segna la fine della formazione morfologica di questo territorio che, al contrario, da allora è sottoposto a fenomeni di erosione da parte degli agenti atmosferici, che in milioni di anni arrivano a disegnare i profili che conosciamo oggi, ove risaltano corpi vulcanici conici e snelli in contrapposizione a più grandi moli, comunque adagiati sulle morbide linee degli strati sedimentari, che innalzano queste colline dalla sconfinata pianura che le cinge.

Biodiversi per natura

L'effetto estetico degli Euganei è quello di dolci colline, tutte diverse le une dalle altre, alcune perfettamente tonde (quelle che hanno resistito alla fuoriuscita della lava) altre coniche, altre enormi e di forma più irregolare, come il monte Venda. In tutto si possono contare un centinaio di rilievi in un'area di circa 200 chilometri quadrati, a sud-ovest di Padova.

L'altura centrale nonché la più elevata è proprio il Monte Venda, 604 m.s.l.m., un vero e proprio “spartiacque” climatico e paesaggistico tra la zona nord e quella sud dei Colli; questo, che è l'unico che supera la quota di 600 m è circondato da tutti gli altri rilievi che, seppur più bassi, si fregiano comunque dell'appellativo di Monte seguito spesso da nomi curiosi: Staffolo, Ventolone, Gemola, Lozzo, Piccolo.

Anche il clima di questo territorio è piuttosto caratteristico; generalmente mite, sui versanti meridionali si estremizza, con una flora ricca di essenze mediterranee: ulivi, ginestre, corbezzolo, erica e persino fico d'India nano. Alcuni versanti particolarmente ripidi riescono a dar luogo a una notevole varietà di microclimi. La vegetazione ricca e variegata (si stima che quasi un sesto della flora italiana sia rappresentata nei Colli Euganei) testimonia in maniera molto significativa questa varietà di ambienti.

L'origine geologica dei terreni, la morfologia dei rilievi, responsabile di microclimi e biotopi contrastanti, l'isolamento da altri gruppi montuosi e le alterne vicende climatiche legate ai cicli glaciali, sono i principali artefici della grande diversificazione della flora euganea, che è uno dei componenti chiave del ricco patrimonio naturalistico che ha ispirato l'istituzione di un Parco Regionale.

Nato nel 1989, il Parco Regionale dei Colli Euganei comprende 15 Comuni e si estende per 18.694 ettari. Con la Legge Istitutiva e il Piano Ambientale, approvato alcuni anni dopo, il Parco si è dotato di preziosi strumenti per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, pur mantenendo l'obiettivo dello sviluppo economico e sociale del suo territorio, in una logica di sostenibilità. Il Parco comprende i maggiori rilievi collinari della Pianura Padana; la sua particolare ubicazione e genesi vulcanica, affiancata dai diversi orizzonti climatici e tinta dalla presenza attiva dell'uomo fin dai tempi più remoti, lo rendono unico per le sue ricchezze naturali, paesaggistiche, ambientali, culturali ed artistiche.

In questo territorio vivono a contatto stretto specie termofile (da clima caldo) e specie che prediligono il clima montano. Se immaginiamo di compiere un giro attorno a uno qualsiasi dei numerosi colli del distretto euganeo potremo trovare una vegetazione affine alla classica macchia mediterranea, quasi impenetrabile e costituita da piante a basso fusto per lo più sempreverdi quali leccio, corbezzolo, erica arborea, cisto, terebinto, ginestra ed asparago selvatico. Distribuita a macchia di leopardo, si sviluppa su terreni vulcanici rupestri, esposti a sud, assolati ed aridi. In alcune aree rupestri, presso il Monte Ceva di Battaglia, la Rocca di Monselice e l'Oratorio di S. Antonio abate sul Monte Madonna, troviamo il fico d'india nano (Opuntia humifusa), vero e proprio cactus in miniatura, originario degli altipiani rocciosi dell'America centrale. Proseguendo nel nostro giro, nei versanti rivolti a nord, incontreremo boschi di castagno, tipicamente su terreni silicei e freschi, benché poco profondi. Il sottobosco, è normalmente ricco di humus e relativamente umido, con numerose specie erbacee a fioritura precoce: bucaneve, dente di cane, elleboro, anemoni, aglio orsino, sigillo di Salomone, narciso ed epimedio alpino. Essenze che siamo abituati a ritrovare in un ambiente montano incontaminato, ma che è raro rintracciare su colline così fortemente antropizzate. I versanti con esposizioni intermedie, con terreni asciutti e poco profondi, poveri in nutrienti e a prevalenza calcarea ospitano i boschi xerofili come i querceti di roverella con carpino nero e gli orno-ostrieti. Si tratta di boschi misti dove si alternano roverella, carpino nero e orniello come specie dominanti, che ospitano anche albero di Giuda, bagolaro, biancospino e ciavardello e, tra i cespugli, lo scotano le cui foglie in autunno accendono i colli di vivaci colorazioni. Il sottobosco è caratterizzato da pungitopo, ginepro, ligustro, erica e, nei mesi primaverili, ospita spesso preziose e spettacolari fioriture di orchidee.

Molto caratteristici dell'area euganea sono i “vegri”, nome dialettale attribuito ai prati aridi, ove il suolo poverissimo è colonizzato da specie erbacee tolleranti condizioni di siccità. Essi sono più diffusi nella zona meridionale dei Colli, su gran parte delle ondulazioni calcaree dove non emergono le vulcaniti, tra Arquà Petrarca, Valle S. Giorgio e Baone. Si tratta di un ambiente di transizione-evoluzione temporanea dei pascoli abbandonati che vengono progressivamente invasi da specie arbustive e arboree, che li porteranno, se non sfalciati, a diventare boschi. Già ora si trovano, su tutti i margini e a comporre alcune macchie sulla prateria, specie dal carattere rustico e pioniere, come ginestra, rosa canina, ginepro, pruno spinoso, biancospino e, purtroppo, frequentemente specie alloctone come ailanto e robinia. Tra le specie del patrimonio botanico euganeo spicca la Ruta patavina (Haplophyllum patavinum), particolare endemismo che ha preso il nome dell'area. Sono state identificate sui Colli Euganei più di venti specie di orchidee spontanee dalle forme suggestive e bizzarre, tra cui l'orchidea farfalla, la vesparia, la maggiore, la scimmia, il barbone e la manina rosa.

La viticoltura nei Colli Euganei

La presenza dell'uomo e l'attività agricola hanno storicamente segnato l'identità culturale di un territorio che oggi vanta una viticoltura d'eccellenza, in armonia e talvolta ancora in promiscuità con le altre colture tradizionali: ulivi, mandorli, ciliegi, giuggioli, melograni e piccole macchie a seminativo. La multiforme e affascinante realtà euganea è infatti il frutto di lente trasformazioni del paesaggio naturale, da sempre caratterizzato dalla coltivazione della vite, grande protagonista e tratto distintivo dei Colli Euganei fin dall'antichità. La zona, per la maggior parte collinare, consente ai produttori di scegliere per ogni tipologia di vino le esposizioni e gli appezzamenti più idonei a far risaltare le caratteristiche di ogni varietà. I paesaggi agrari sono variegati e spettacolari: sistemi moderni su appezzamenti razionalizzati coesistono insieme a vigneti disposti su ciglioni e gradoni, susseguendosi a boschi e a prati nativi, custodi di essenze che vanno dalla macchia mediterranea alla flora subalpina.

Le principali tappe della viticoltura euganea nel corso dei secoli:
VII-VI secolo a.C. La presenza della vite è testimoniata da reperti archeologici in terracotta,

ciotole e coppe legate al consumo del vino, risalenti alla civiltà preromana.
I secolo d.C. Di epoca romana varie testimonianze di storici e poeti latini come Marziale, che descrive le contrade euganee “con dossi dipinti e trapuntati di viti”.

In età veneziana il paesaggio agrario è un mosaico di coltivazioni, boschi, seminativi e prati. A questo periodo risalgono le prime coltivazioni di Moscato Giallo, vitigno le cui origini non sono completamente svelate. Le analisi del DNA hanno confermano la sua discendenza diretta dal Moscato bianco, ma il suo secondo genitore non è al momento noto. Probabilmente arrivato in Italia lungo le rotte veneziane, le origini risalirebbero alla Siria, portato poi in Italia dalla Grecia in epoca medievale ad opera dei Veneziani, diffuso in particolare modo in Veneto e . Nei Colli Euganei rivela una tipicità ineguagliabile.

Del 1800 altre descrizioni di Barbieri, Foscolo, Percy B. Shelley, Antonio Fogazzaro e Joseph V. Widmann che descrive “lunghe alture dalle forme abbondantemente coperte di viti, alberi da fichi e altre colture”.

1870 i Colli Euganei possono fregiarsi di aver dato i natali ai bordolesi italiani. I Conti Corinaldi furono tra i primi in Italia a mettere a dimora nei propri possedimenti di Lispida, vigneti di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, nella zona Monticelli di Monselice, testandoli in un vigneto comparativo, realizzando quella che è a tutti gli effetti una zonazione ante litteram. Il taglio bordolese si connota ancor più di “euganeità” in anni recenti, dopo la scoperta che parte di quello che veniva chiamato Cabernet Franc in realtà era Carménère, un vitigno raro con una diffusione assai limitata.

13 Agosto 1969 Riconoscimento della DOC Colli Euganei, grazie alla costante azione di qualificazione del prodotto portata avanti dai produttori. Gli ettari iscritti alla denominazione sono ricompresi nell'area collinare del comprensorio euganeo. Le eccellenze sono rappresentate dal Moscato e dal Colli Euganei Rosso. Il disciplinare di produzione individua sette varietà di uva bianca per costituire il blend del primo Bianco a DOC Colli Euganei.

3 febbraio 1972 Nasce il Consorzio Vini Colli Euganei con la firma di 44 soci fondatori, punto di aggregazione per lo studio e la valorizzazione della produzione dell'omonima DOC.

1977 Viene adottato il marchio del Consorzio, omaggio al Gattamelata, il capitano di ventura immortalato nel monumento equestre di Donatello posto sul sagrato della basilica di Sant'Antonio di Padova. L'altero e fiero simbolo della città diviene anche simbolo delle eccellenze vitivinicole euganee.

1983 Vengono aggiunte al disciplinare quattro tipologie di vini in purezza: il Tocai (poi Tai), il Pinot Bianco e i due rossi Merlot e Cabernet, che nella zona potevano vantare una sorta di primogenitura. I vini a DOC vengono quindi portati a sette tipologie, definite “i magnifici sette” dalle riviste specializzate dell'epoca.

1994 Salgono a DOC anche il Serprino, il Pinello e il Fior d'Arancio, da uve Moscato Giallo. Fra le modifiche al disciplinare, intuendone il potenziale di evoluzione, viene introdotta la versione Riserva per i rossi.

1997-2001 In questi anni viene effettuata una prima zonazione viticola

2008-2011 Seconda zonazione viticola

22 dicembre 2010 Riconoscimento della DOCG Fior d'Arancio Colli Euganei, grazie al continuo miglioramento e caratterizzazione qualitativa dei vini da Moscato Giallo. Fra le modifiche al disciplinare della DOC, viene introdotto il Carménère vinificato in purezza; è inoltre rivista la composizione del Bianco e del Rosso per renderli interpreti ancora più autentici del loro territorio.

16 maggio 2015 Inaugurazione del MUVI, il Museo del Vino dei Colli Euganei, presso la sede del Consorzio. Un percorso visuale che racconta l'origine dei Colli Euganei, e l'evoluzione della viticoltura, dalla preistoria ai giorni nostri.

7 marzo 2022 Presentazione del progetto “Macro-aree dei Colli Euganei”, studio pedo- climatico che ha portato all'individuazione di sei macroaree vitivinicole con caratteristiche omogenee, lavoro prodromico all'individuazione degli Uga.

Colli Euganei DOC: la grande vocazione del territorio per i vitigni bordolesi

I Colli Euganei possono fregiarsi di essere una delle culle dei bordolesi italiani, grazie alla lungimirante intuizione del conte Corinaldi che nel 1870 mise a dimora, tra i primi in Italia, vigneti di Cabernet Franc e di Cabernet Sauvignon destinati alla produzione di vino, nei suoi possedimenti di Lispida a Monticelli di Monselice. Il taglio bordolese del Rosso Colli Euganei DOC rappresenta la storia, la tradizione e oggi una delle punte di diamante della Denominazione, nonché l'espressione più tipica e riconoscibile del territorio, declinato anche nella versione Riserva per il sorprendente potenziale di invecchiamento. Un vino di slancio e di spessore, dal tannino setoso e con un ricco bouquet che spazia dalla frutta rossa alle spezie, e che si declina in modi differenti rispetto al suolo di produzione, passando dalla struttura imponente derivante dalle matrici marine all'eleganza ampia ed eterea dai suoli prettamente vulcanici.

Il Consorzio è impegnato negli ultimi anni in un progetto quasi maieutico, che mira a connotare sempre di più i vini rossi nel loro legame indissolubile con suolo, morfologia, clima e microclima. Dopo l'individuazione delle macroaree si mira a far sì che il vino sia traduttore quanto più diretto e immediato delle peculiarità delle singole aree. Compito facilitato da un territorio che “parla a voce alta” e da una sempre maggiore sensibilità all'ascolto da parte delle aziende. I vini si fanno araldi di un paesaggio tutelato come bene culturale e ambientale, esprimendo nel calice la grande vocazionalità dei Colli Euganei per i vitigni di origine bordolese.

Oltre ai vitigni a bacca rossa descritti, la Denominazione si fregia di molte altre varietà, riflesso di una grande complessità nella storia, tradizione ed evoluzione di queste terre. Di seguito si riporta un sunto.

La denominazione di origine controllata Colli Euganei è regolamentata dal disciplinare di produzione e riservata alle seguenti tipologie: Bianco, Bianco spumante, Rosso, Rosso Riserva, Garganega, Tai, Sauvignon, Pinot Bianco, Chardonnay, Manzoni Bianco, Pinello Frizzate, Pinello Spumante, Serprino frizzante, Serprino spumante, Merlot (anche nella versione novello), Merlot Riserva, Cabernet, Cabernet Riserva, Cabernet Sauvignon, Cabernet Sauvignon Riserva, Cabernet Franc, Cabernet Franc riserva, Carménère , Carménère riserva, Raboso, Raboso riserva, Moscato, Moscato spumante.

La zona di produzione dei vini Colli Euganei DOC comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Arquà Petrarca, Galzignano Terme, Torreglia ed in parte quello dei comuni di Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme, Due Carrare, Monselice, Baone, Este, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Vò, Rovolon, Cervarese S. Croce, Teolo, Selvazzano Dentro, tutti in provincia di Padova. Al comprensorio così delimitato deve aggiungersi una zona specificata nel disciplinare, in località Montecchia nel comune di Selvazzano Dentro.

Il Colli Euganei Rosso e Rosso Riserva è ottenuto dalle uve, dai mosti e dai vini delle varietà Merlot e/o Cabernet Sauvignon e/o Franc e/o Carménère, con un limite massimo dell'85% per singolo vitigno. Possono concorrere alla produzione le uve, i mosti e i vini delle varietà Raboso Piave e/o Raboso Veronese fino ad un massimo del 10%. Di un rosso rubino più o meno intenso, dall'odore vinoso e caratteristico, si presenta da secco ad abboccato, sapido, morbido, di corpo, vellutato. Per la versione Riserva, sapore secco, sapido, caratteristico. Il titolo alcolometrico volumico minimo: 11,00% e 12,00% vol. nella versione Riserva.

I vini Colli Euganei Garganega, Serprino (sinonimo locale del vitigno Glera), Tai, Sauvignon, Pinot bianco, Chardonnay, Manzoni bianco, Pinello (da uve Pinella), Merlot, Cabernet, (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Carménère), Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Carménère , Raboso (da Raboso veronese e/o Raboso Piave), devono essere ottenuti da uve provenienti dai corrispondenti vitigni per almeno l'85%.

Il Colli Euganei Moscato (da Moscato bianco) deve essere ottenuto da uve provenienti dal corrispondente vitigno per almeno il 90%. Il Colli Euganei Bianco riprende il tradizionale blend del primo disciplinare del 1969 con l'aggiunta recente di una quota di Moscato che tradizionalmente connotava tale tipologia. È ottenuto oggi dalle uve, dai mosti e dai vini delle seguenti varietà: Garganega per almeno il 30%, Tai e/o Sauvignon per almeno il 30%, Moscato bianco e/o Moscato giallo dal 5 al 10%.

La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Disciplinare di Produzione Colli Euganei DOC

Colli Euganei Fior d'Arancio DOCG

Terra da sempre deputata alla coltivazione di uve moscato, i Colli Euganei vantano una produzione di eccellenza che costituisce un unicum a livello mondiale: il Fior d'Arancio ottenuto da Moscato Giallo, che dal dicembre 2010 puo fregiarsi della DOCG. Fragrante, leggiadro e mediterraneo come il nome che porta, e immediatamente riconoscibile dai tipici aromi agrumati e viene proposto in tre versioni: secco, spumante e passito.

Il clima temperato e le escursioni termiche fra giorno e notte che contraddistinguono la zona determinano, infatti, la produzione di significative quantità di precursori aromatici che esaltano le caratteristiche organolettiche e i sentori varietali del Moscato Giallo. A seconda del tipo di suolo e delle esposizioni, vengono enfatizzate le note floreali (tiglio, glicine, rosa, zagara) o quelle fruttate (agrumi, pesca, banana, ananas) del ricco bouquet di profumi.

La zona di produzione della DOCG comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di Arquà Petrarca, Galzignano Terme, Torreglia ed in parte quello dei comuni di Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme, Due Carrare, Monselice, Baone, Este, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Vò, Rovolon, Cervarese S. Croce, Teolo, Selvazzano Dentro, tutti in provincia di Padova. Sono da considerarsi atti alla produzione della DOCG i vigneti posti in zona collinare e pedo-collinare, con esposizione idonea e siti in terreni sia vulcanici sia organici rimescolati, con esclusione dei terreni umidi di piano e in particolare di quelli torbosi e vallivi.

I vini a denominazione di origine controllata e garantita “Colli Euganei Fior d'Arancio” o “Fior d'Arancio Colli Euganei” devono essere ottenuti dalle uve della varietà Moscato Giallo per almeno il 95%; possono concorrere, fino a un massimo del 5%, le uve di altri vitigni di varietà aromatiche, di colore analogo, presenti nei vigneti in ambito aziendale idonei alla coltivazione, nella provincia di Padova. La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 65% per tutti i vini.

Da vigneti su rocce sedimentarie (scaglia e marna) si ottengono Fior d'Arancio dalle produzioni quantitativamente contenute, con uve dalle elevate gradazioni zuccherine e buoni equilibri acidi che danno vini dal profilo sensoriale equilibrato e gradevole. Le zone alluvionali presentano una buona fertilità che consente di ottenere produzioni più generose in termini quantitativi, con conseguenti minori livelli di gradazioni zuccherine ed elevati tenori acidi.

La storia del Moscato va di pari passo con il dominio dei mercanti Veneziani sulle terre euganee: tra i vari prodotti importati nei territori di conquista c'erano infatti anche tralci di vite, in particolare di uve aromatiche e dolci, poiché servivano come profumazione naturale per le nobildonne veneziane. Risale a questo periodo la diffusione del Moscato Bianco e Giallo nei luoghi dove sorgevano le ville patrizie dei Colli Euganei. Dalla pratica di conservare i grappoli migliori appesi o su graticci per l'appassimento sarebbero nati i vini passiti; anche i vini spumanti vantano in zona una lunghissima tradizione.

Caratteristiche al consumo delle tre tipologie:

  • Colli Euganei Fior d'arancio o Fior d'Arancio Colli Euganei: dal colore giallo paglierino più o meno intenso, profumo aromatico e caratteristico con intense note balsamiche, è estremamente versatile negli abbinamenti enogastronomici, viene declinato da secco a dolce. Nella versione dolce il residuo zuccherino non deve essere inferiore a 50 g/l e il titolo alcolometrico svolto minimo del 4,50% vol. Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.
  • Colli Euganei Fior d'arancio o Fior d'Arancio Colli Euganei spumante: un nettare unico, dolce e mai stucchevole, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, presenta una spuma più o meno persistente, un profumo aromatico e caratteristico e un sapore dolce, intenso. Il residuo zuccherino non deve essere inferiore a 50,0 g/l e il titolo alcolometrico svolto minimo del 6,00% vol. Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.
  • Colli Euganei Fior d'arancio o Fior d'Arancio Colli Euganei passito: intrigante compagno di meditazione, passa dal giallo paglierino al dorato talvolta ambrato, all'olfatto è complesso, intenso e caratteristico. Il sapore è dolce, aromatico e persistente, con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di almeno 15,5% vol. Non può essere immesso al consumo prima di un periodo di maturazione e affinamento di almeno un anno a decorrere dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve.

Disciplinare di produzione Fior d'Arancio Colli Euganei DOCG

L'enoturismo sostenibile

I Colli Euganei sono una delle mete turistiche più frequentate del Veneto per la ricchezza di risorse paesaggistiche, naturali e storico-artistiche che offrono. La particolare conformazione dei rilievi ha attirato le popolazioni fin dal Neolitico; accanto ai siti archeologici, nel corso del tempo sono sorte diverse città murate, luoghi religiosi isolati, come eremi e abbazie, e dimore signorili immerse nella quiete della natura, con giardini storici di rilevanza nazionale.

La zona è rinomata in Italia e all'estero sia per la viticoltura di qualità, valorizzata anche dalla Strada del vino dei Colli Euganei, sia per le Terme di Abano e di Montegrotto, la più grande e antica stazione termale d'Europa. Le acque minerali salso-bromo-iodiche, dalle riconosciute proprietà curative, scaturiscono da sorgenti fra Abano, Montegrotto Terme, Battaglia e Galzignano. Frequentate già dai Romani, dopo 2000 anni questi luoghi sono ancora la meta ideale per ritrovare l'armonia, circondati dalla verde cornice delle colline.

A Luvigliano, frazione di Torreglia, si trova la Villa dei Vescovi, oggi bene del FAI, la più antica residenza di campagna del padovano. Il suggestivo borgo medievale di Arquà Petrarca custodisce tra le sue case in pietra la residenza del Poeta. A ridosso del borgo nel laghetto della Costa, inserito in un ciclo Unesco, si trovano i resti di un villaggio palafitticolo dell'età del bronzo. Il viaggio alla scoperta dei Colli Euganei tocca ville e castelli, come la romantica reggia del Catajo, che nelle sue 350 stanze custodisce uno dei cicli pittorici più estesi d'Italia. Este, antico municipio romano, conserva nel castello eretto dai Carraresi il Museo Nazionale Atestino, con la più vasta raccolta di materiale preistorico del Veneto. Monselice, la romana Mons Silicis, conserva la Torre Civica del 1244 e parte delle mura che giungono alla Rocca. Dal centro del paese si può salire verso Villa Duodo, percorrendo una strada pedonale lungo la quale si trovano le sette chiesette che precedono il santuario.

A Valsanzibio, nel monumentale giardino storico di Villa Barbarigo, si può percorrere la Via fra innumerevoli alberi e arbusti, su più di 10 ettari di superficie.

Fra i luoghi di culto, l'Abbazia di Praglia, che nel corso dei secoli assieme ad altri ordini monastici ha contribuito alla divulgazione e all'evoluzione della coltura della vite.

Dalle pendenze più dolci a quelle più irte, i Colli Euganei sono attraversati da una fitta rete di sentieri, da percorrere a piedi o in bici, recentemente geo-referenziati in modo preciso dall'ente Parco. Le tracce, i principali punti di interesse, le aree di sosta e i tabelloni informativi sono accessibili tramite mappe e menù di navigazione. Il viaggio nei Colli non può prescindere dalla scoperta dell'interessante cucina locale, tradizionalmente a base di carne, con piatti come i caratteristici bigoli con il sugo d'anatra, la gallina “alla canevera”, una lenta cottura con brodo e vino, il coniglio arrosto e il bollito alla padovana. Per concludere, le crostate con la frutta dei Colli, come le ciliegie e le amarene, i dolcetti con lo zabaione aromatizzato al Moscato e gli “zaeti”, biscotti con farina di mais e uvetta.

Le attività del Consorzio

La ricerca: dalla zonazione all'individuazione delle macroaree pedo-climatiche

Il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei è impegnato a promuovere e valorizzare il territorio della Denominazione, fornendo dati concreti e verificabili dal punto di vista tecnico e scientifico, per arrivare alla connotazione di identità territoriali specifiche. La Denominazione Colli Euganei rappresenta una sorta di continente nel panorama vitivinicolo mondiale, con una diversificazione territoriale tra le più eterogenee a livello nazionale. Le molteplici peculiarità dei Colli Euganei sono divenute oggetto di studio da parte del Consorzio dal 1997, anno in cui ha preso l'avvio un lavoro di zonazione terminato nel 2001.

Il progetto mirava a verificare la risposta dei differenti vitigni ai diversi ambienti. Propedeutica al lavoro è stata l'analisi dei suoli che ha dato conto dei parametri fondamentali quali la % di scheletro, sabbia, argilla, limo, i micronutrienti, la composizione dei vari strati, la profondità della falda freatica. Successivamente si sono scelti i vitigni oggetto di studio e si sono selezionati un certo numero di vigneti guida, dislocati in maniera adeguata sui vari terreni precedentemente identificati. Per tre anni sono stati monitorati i vigneti campione, osservando tutte le fasi vegetative, fino alla vendemmia. Le micro-vinificazioni eseguite secondo un processo standard, che permette di eliminare eventuali variabili non riconducibili al terreno, hanno permesso di concludere il lavoro. A un panel di professionisti è stato poi affidato il lavoro di degustazione organolettica per enucleare il legame univoco tra vitigno e terroir di provenienza.

Questo primo lavoro è stato seguito da una verifica tra il 2008 e il 2011 che ha confermato le risultanze raccolte; è stato poi ripreso nel 2019 con l'obiettivo di individuare dapprima macroareali con caratteristiche omogenee, per giungere poi attraverso gli step adeguati alle Unità Geografiche Aggiuntive.

Le macrozone, tra suoli e caratteristiche dei vini

“Sei volte Colli Euganei: dividere il comprensorio viticolo in sei macroaree, scendere nel dettaglio per fare emergere il valore e accrescere la comprensione del territorio nella sua interezza” – Marco Calaon, Presidente del Consorzio

Il focus degli studi ha riguardato principalmente la parte climatica. Dalle ricerche emerge infatti che in un'area di appena 2400 ettari vitati sui 19 mila totali la variante su base annua può arrivare anche a 2°C. Ne consegue che dal punto di vista botanico si riscontra la presenza dei castagni a nord e di piante di capperi al sud! L'uva Merlot ha una variabilità fenologica sul germogliamento anche di 18 giorni tra le due parti opposte dell'area, con variazioni importanti anche sulle epoche vendemmiali monitorate sulla stessa uva a partire dal 2007: si arriva a ben 26 giorni di anticipo nell'area sud. Questi e altri dati testimoniano, secondo gli agronomi, l'importanza prevalente delle determinanti climatiche su quelle pedologiche, e per questo sarà sempre più decisivo il monitoraggio del clima anche nelle zone poco estese.

Le sei macroaree e le relative caratteristiche dei vini a DOC Colli Euganei, prevalentemente rossi:

Area Nord dal clima pedemontano caratterizzato da un buon quantitativo di piogge e vegetazione rigogliosa. Altimetria massima intorno ai 250 metri, presenza di castagneti. Nei vini emergono immediatamente gli aromi di frutti rossi e note vegetali e balsamiche, accompagnate da un tannino grintoso e da buona acidità.

Area Est gode dell'insolazione nelle ore del mattino, ha una vegetazione abbastanza rigogliosa, piovosità leggermente inferiore dell'area precedente, clima più eterogeneo in gradiente da pedemontano a clima più caldo. Altimetria massima sui 200 metri. Nel calice armonia ed equilibrio, con il frutto sempre in primo piano, buona la sapidità, quasi del tutto assente la nota vegetale.

Area Ovest caratterizzata da irraggiamento fino al tramonto, temperature più calde, piovosità non eccessiva. La vegetazione si avvicina alla macchia mediterranea ma che non esclude il bosco, l'altitudine massima è di 270 metri. Manca una cifra stilistica uniforme fra i vari assaggi che si presentano abbastanza eterogenei fra loro, forse per l'alto numero delle aziende presenti.

Area Centrale zona fortemente caratterizzata dalla presenza del Monte Venda, la cima più alta dei Colli Euganei – 601 metri – che fa da barriera fisica alle correnti d'aria che arrivano da nord, creando una divisione netta tra la parte settentrionale e meridionale dell'intera zona; le temperature sono più basse, mentre abbastanza alto è l'indice pluviometrico. Altitudine massima superiore ai 270 metri. Al centro troviamo soprattutto una viticoltura a bacca bianca, non ancora esplorata dal panel di degustatori. La ristretta batteria di vini rossi assaggiati ha però manifestato una buona integrità fruttata e un sorso sapido e dinamico.

Area Sud irraggiata durante tutto l'arco del giorno, dal clima più caldo con caratteristiche mediterranee, cosi come la vegetazione che presenta leccio, ginestra e quercia. La piovosità è molto contenuta, l'altezza massima è di 270 metri. I vini prodotti nell'areale sud sono fedeli interpreti del territorio, si contraddistinguono per generosità del frutto al naso e in bocca risultano più ricchi e sostenuti da una trama tannica fitta e ben levigata.

Area delle Valli circonda ad anello le altre cinque e non risente particolarmente dell'influenza della collina. Qui è riscontrabile una certa omogeneità climatica, i vini presentano toni grintosi e sono ricchi di succosità.

La promozione

I progetti del Consorzio puntano da un lato a diffondere la conoscenza dei vini dei Colli Euganei e del territorio stesso, portando avanti il lavoro sulle sei macroaree con l'obiettivo

di arrivare alle UGA, dall'altro a valorizzare in particolar modo l'identità dei vini rossi, con un focus sui bordolesi che qui vantano una primogenitura.

Per questo, ad anni alterni ci si concentrerà sui vini da vitigni bordolesi (a partire da ottobre 2022), e su un altro tema (a partire da maggio 2023) dedicato ai vini da suoli vulcanici, assieme ai consorzi italiani aderenti a Volcanic Wines.

Il Consorzio lavora in sinergia con il Biodistretto dei Colli Euganei, vedendo nel biologico l'unica strada possibile per il futuro. L'attenzione a un'agricoltura sostenibile e rispettosa dell'ambiente naturale viene sentita da un numero sempre crescente di produttori; la superficie coltivata a biologico è oggi del 15%, in crescita, avvantaggiata dal territorio stesso che può vantare una viticoltura in perfetto equilibrio con l'ambiente circostante, in cui viti e ulivi si alternano a boschi e a prati nativi.

L'azione di Promozione del Consorzio inizia negli anni Settanta, con La Mostra dei Vini di Luvigliano e Le giornate del vino dei Colli Euganei, ospitate all'Abbazia di Praglia dal 1979 al 1981. Nel 1982 parte dal locale La Bulesca un gemellaggio tra cucina padovana e vino dei Colli, che toccherà i più importanti ristoranti di Padova e provincia. Le prime partecipazioni al Vinitaly risalgono alla prima metà degli anni ottanta. Il Consorzio è presente al ProWein dall'edizione 2015. Diverse missioni hanno toccato le principali città italiane ed estere dei Paesi focus (Vienna, Monaco, Copenaghen, Norimberga, New York). A livello locale, varie sono le manifestazioni dedicate ai vini euganei: la Festa dell'uva di Vo' iniziata nel 1950, la manifestazione Calici di Stelle, il Serprino Week-end organizzata dal 2020 al 2022 e Vulcanei, la rassegna dei vini euganei e italiani da suolo vulcanico, in scena dal 2016 al 2019.

I vini dei Colli Euganei sono commercializzati principalmente in Italia, il 25% è esportato in diversi Paesi europei ed extraeuropei, dall'America all'Asia, dove nuovi mercati scoprono le peculiarità della Denominazione, e un valore commerciale inteso come qualità elevata ad un ottimo rapporto qualità/prezzo. Ben figurano inoltre sulle principali guide nazionali tra le quali Vini d'Italia del Gambero Rosso, Slow Wine di Slow , I vini d'Italia de L'Espresso, Vitae di Associazione Italiana , Il Golosario di Massobrio, Guida essenziale ai Vini d'Italia, I vini di Veronelli, l'Annuario dei migliori vini di Luca Maroni e molti altri che riservano sempre maggior spazio ai vini dei Colli Euganei. Anche nei concorsi nazionali e internazionali ( del Vinitaly, Concours Mondial de Bruxelles, Muscats du Monde, Japan Wine Challenge, India Wine Challenge, Los Angeles County Fair ecc.) i vini dei Colli Euganei si sono distinti e continuano a ottenere numerosi riconoscimenti.

Contatti

CONSORZIO TUTELA VINI COLLI EUGANEI
Piazzetta Martiri 10, 35030 Vo' (PD) Tel: +39 049 5212107 www.collieuganeiDOC.com promozione@collieuganeiDOC.com

COME RAGGIUNGERE I COLLI EUGANEI

  • In treno: stazione Terme Euganee
  • In autostrada: A13 uscita Terme Euganee
A4 uscita Padova Ovest, direzione Terme Euganee
  • L'area è situata a sud-ovest della provincia di Padova, dista 60 km da Venezia, 25 km da Vicenza, 100 da e 250 da

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Grafico pubblicitario dal 1991, cuoco per passione, innamorato del mangiare e del bere bene da sempre.

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