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Sarà un Vinitaly di novità e di anniversario per la storica azienda di Torgiano

Dai 50 anni del Museo del Vino di Torgiano, che esporrà in fiera una selezione di opere, ai 60 del Rubesco Riserva Vigna Monticchio, vino iconico dell’azienda, fino al restyling della linea Il Pometo, ecco il Vinitaly di Lungarotti.
Photo credits: fonte ufficio stampa Zedcomm

Lungarotti si prepara ad un Vinitaly importante. Quest'anno, infatti, la storica azienda di Torgiano festeggerà alla di ben due anniversari: i 50 anni del Museo del Vino di Torgiano e i 60 anni del Rubesco Riserva Vigna Monticchio, vino che ha reso l'azienda umbra famosa nel mondo. Ma c'è di più: proprio durante il Vinitaly, verrà svelato il restyling della linea Il Pometo, 4 vini monovarietali divertenti e di bella beva.

1974 – 2024. Il Museo del Vino di Torgiano compie 50 anni. Per festeggiare questo anniversario esporrà al Vinitaly, nello spazio riservato al MASAF, 34 opere che raccontano i molteplici usi e significati del vino nel quotidiano e nell'immaginario dalle origini ad oggi. I visitatori avranno così l'opportunità unica di ammirare una collezione di pezzi straordinari, tra reperti archeologici, ceramiche, incisioni e opere contemporanee, con testimonianze che vanno dal III millennio a.C. fino a Picasso, Jean Cocteau, Renato Guttuso e Gio Ponti. I festeggiamenti per i 50 anni proseguiranno nel corso di tutto il 2024 con tante iniziative per celebrare l'arte, la cultura del vino e del buon bere che il MUVIT racconta da mezzo secolo. Inoltre, per l'occasione, Lungarotti ha ideato un'etichetta celebrativa per un'edizione limitata del suo Brut Millesimato che invita a brindare a questa ricorrenza.

Definito dal New York Times come “il migliore museo del vino in Italia” per la qualità delle collezioni, nelle 20 sale dello storico Palazzo Graziani-Baglioni di Torgiano il MUVIT espone reperti archeologici, contenitori vinari in ceramica di età medievale, rinascimentale, barocca e contemporanea, incisioni e disegni dal XV al XX secolo e altre testimonianze che documentano l'importanza del vino nell'immaginario collettivo dei popoli che hanno abitato il bacino del Mediterraneo. E' stato uno dei primi musei in Italia a far dialogare vino e arti decorative raccontando 5000 anni di storia attraverso una preziosa collezione che oggi supera i 3000 manufatti e che non smette di arricchirsi. Un'avventura intrapresa da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti che, già negli anni '70, avevano intuito come la viticoltura potesse generare un indotto legato al turismo specializzato, all'accoglienza e all'ospitalità, rivelandosi così pionieri dell'enoturismo.

1964 – 2024. Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva DOCG) compie 60 anni. Era il 1964 quando Giorgio Lungarotti, pioniere della moderna enologia italiana, produsse per la prima volta quello che in poco tempo sarebbe diventato il vino portabandiera di Lungarotti, considerato dalla critica tra i migliori rossi italiani. Giorgio aveva capito subito che dalla vigna Monticchio, sulle colline di Torgiano, grazie anche ad una perfetta esposizione e ad un suolo unico, si ottenevano delle uve Sangiovese straordinarie. Innovativo per i tempi, questo Cru si fece subito notare per la sua personalità netta e per il delicato equilibrio tra e finezza. Prodotto solo nelle annate che meritano di essere raccontate, il Rubesco Riserva Vigna Monticchio si è evoluto nello stile, sempre nel rispetto della tradizione, e oggi rispecchia la sensibilità dei componenti della famiglia Lungarotti al timone dell'azienda.

“Degustare in sequenza dalla prima annata a quella attualmente in commercio – spiega Chiara Lungarotti – è come sfogliare un libro che racconta come si è evoluta l'espressione del Sangiovese in tutti questi anni, in base anche ai cambiamenti ambientali e climatici. Cambiamenti che hanno dimostrato la capacità straordinaria di questo vitigno di adattarsi se piantato in un territorio altamente vocato come ha dimostrato di essere quello di Torgiano”.

Al Vinitaly verrà celebrato questo compleanno speciale, in occasione del quale è stata realizzata una confezione commemorativa dove sono proprio alcuni dei riconoscimenti ricevuti a raccontarne la storia.

2024 – La linea Il Pometo, composta da vini bianchi di pronta beva come Grechetto ( IGT Grechetto), Trespo (Umbria IGT Bianco), Pinot Grigio (Umbria IGT Pinot Grigio) e un rosso a base di Sangiovese (Umbria IGT Sangiovese), si presenta al Vinitaly con una nuova veste, divertente e spensierata, capace di rispecchiare lo stile fresco e dinamico di questi quattro vini. Croccanti, vibranti, territoriali, nascono da uve raccolte in una zona di Torgiano dove Lungarotti per anni ha condotto sperimentazioni con diversi vitigni. Il nome Il Pometo richiama quello di un casolare, la Fattoria del Pometo, situato all'interno della tenuta, battezzato così perché circondato da un frutteto di antiche varietà di pomi (mele e pere) recuperate da un vivaio di archeologia arborea in Umbria. La nuova etichetta, che riproduce un fantasioso gatto che brinda, riprende un ex libris esposto al Museo del Vino di Torgiano, realizzato dal designer e illustratore polacco Andrzej Kot appositamente per il MUVIT, creando così un ponte tra arte e vino.

Lungarotti sarà presente al Padiglione 7 – Stand B2 del Vinitaly

Lungarotti ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Una storia cominciata con Giorgio Lungarotti, pioniere della moderna viticoltura italiana che, nel secondo dopoguerra, ha trasformato l'azienda agricola di famiglia, a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che continua grazie all'impegno, la passione e la competenza delle 3 generazioni della famiglia Lungarotti che insieme oggi portano avanti le attività innovando, senza rinunciare al carattere inconfondibile di vini iconici come il Rubesco Riserva Vigna Monticchio – Torgiano Rosso Riserva DOCG, considerato tra i migliori rossi italiani, e il Rubesco – Rosso di Torgiano DOC. Lungarotti conta in tutto 250 ettari di vigneti dislocati tra la Tenuta di Torgiano (230 ha, certificata VIVA) e quella di Montefalco (20 ha, certificata biologica), dove si pratica una viticoltura attenta alla sostenibilità e alla biodiversità. Tra i pilastri dell'azienda, anche la valorizzazione dell'enoturismo e la promozione della cultura del vino, dell'olio e del patrimonio artistico attraverso il Museo del Vino (MUVIT) e il Museo dell'Olivo e dell'Olio (MOO) di Torgiano.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
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