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Tenuta Luce, vendemmia 2022. Un esercizio di stile che porta con sé una vendemmia sorprendente

Tenuta Luce ha da poco terminato una di quelle vendemmie che sottolinea l’importanza della cura nel lavoro in vigna durante tutto l’anno
Photo credits: courtesy Tenuta Luce

A Montalcino l’inverno 2022 è stato mite e poco piovoso, permettendo al germogliamento di avvenire regolarmente e in modo omogeneo nella prima metà di aprile; la primavera e l’estate sono invece state strette dalla sete della lunga e preoccupante siccità che ha attraversato l’Europa, facendo registrare, in maggio e giugno, temperature ben al di sopra delle medie.

L’attento lavoro svolto in vigna – nel terreno, con i sovesci per far scendere in profondità le radici, e dove necessario anche con irrigazioni di soccorso – ha permesso ai vigneti di raggiungere la fase di invaiatura con acini di piccole dimensioni ma molto ricchi di antociani e tannini.

Le piogge di metà agosto, unite alla costante dedizione della squadra di lavoro di Tenuta Luce, sono state l’elemento chiave di una vendemmia 2022 che, nonostante i timori, si è rivelata di grande qualità.

«Le piogge avute in agosto hanno ridato vigore alle piante, sono arrivate al momento giusto sulle campagne provate da una lunga siccità. Dunque, dopo mesi di aridità e di timori, ci troviamo con un risultato sorprendente – commenta Lamberto Frescobaldi, Presidente Marchesi Frescobaldi. – Le salutari piogge registrate nella zona di Montalcino ci confortano sul risultato qualitativo finale facendo presupporre una vendemmia 2022 di grande qualità. Da diversi anni lavoriamo i nostri terreni profondamente subito dopo la vendemmia e questo ha fatto sì che in un’annata difficile come questa la terra e le viti abbiano potuto immagazzinare acqua durante l’inverno».

Il Merlot di Luce 2022, vino icona della Tenuta, è già in barrique per la fermentazione malolattica; opulento e morbido, troverà perfetto appoggio al Sangiovese nell’assemblaggio. L’attenta scelta delle date di vendemmia e la grande selezione delle uve hanno permesso di evitare gli stucchevoli aromi di sovra maturazione.

«Il Sangiovese di Luce – conferma Alessandro Marini, enologo di Tenuta Luce – si presenta con tutti i requisiti del Grande Sangiovese, profumi, ed eleganza – il vino dell’attesa.»

I due protagonisti del blend vinificano in lotti separati, in contenitori di cemento a forma di tulipano.

Dopo un affinamento di 24 mesi in barriques di rovere francese, 80% nuove e 20% di secondo passaggio, seguiranno ulteriori 6 mesi in bottiglia.


Tenuta Luce
Si estende a sud-ovest di Montalcino, nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia: un paesaggio rurale sapientemente ridisegnato dall’uomo, in epoca pre-Rinascimentale, all’insegna dell’estetica e dichiarato nel 2004 Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. È in questa terra straordinaria, storicamente nota per il suo vino di grande qualità, che si dispiegano i 249 ettari della Tenuta, fra ampie superfici boschive, uliveti e gli 88 ettari di vigneti; un ambiente intatto, scarsamente popolato e ricco di biodiversità. La luce brillante, l’aria fresca e ventilata dovute alla particolare esposizione, unitamente alla varietà dei suoli e delle altitudini, fanno di Tenuta Luce un luogo d’elezione, dove l’equilibrio di tutti questi elementi viene custodito con profondo rispetto. Un rispetto che continua fino in cantina, dove ogni passaggio viene svolto con la massima cura, per la valorizzazione di quella preziosa armonia raggiunta in vigna. Da questa filosofia e terroir irripetibile nascono i vini di Tenuta Luce: Luce, Lucente, Luce Brunello e Lux Vitis, in un progetto virtuoso iniziato nei primi anni 90 al fine di ottenere la massima espressione di Montalcino in una chiave fortemente distintiva.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Grafico pubblicitario dal 1991, cuoco per passione, innamorato del mangiare e del bere bene da sempre.
a.grazi@fooday.it

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