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Terra: Il nuovo calice istituzionale del Consorzio Alta Langa disegnato da Italdesign e realizzato dai maestri dell’arte vetraria di Collevilca

Esclusività, eleganza, iconicità: si chiama “Terra” il nuovo calice istituzionale del Consorzio Alta Langa, progettato da Italdesign e realizzato dai maestri dell’arte vetraria di Collevilca. Un oggetto Made in Italy al 100% dalle caratteristiche uniche, con una forma fuori dal comune pensata per esprimere gli straordinari valori ed esaltare le caratteristiche delle alte bollicine piemontesi
Photo credits: Photo fonte ufficio stampa

“A dieci anni esatti di distanza dalla presentazione del calice “Grande”, il primo bicchiere del Consorzio Alta Langa ideato da Giorgetto Giugiaro nel 2012, abbiamo rinnovato la nostra collaborazione con Italdesign per lo studio di un calice che potesse rappresentare al meglio le qualità dei nostri vini oggi” ha detto Giulio Bava del Consorzio. “Il risultato è una sintesi di estetica e funzionalità che intreccia l’eccellenza dell’Alta Langa con quella di Italdesign in un prodotto che parla il linguaggio del vino, del design, del savoir faire piemontese. La curiosità? Oltre a integrare tutte le caratteristiche di un bicchiere da degustazione, questo particolare calice non consente il movimento di roteazione del vino, che spesso si fa sovrappensiero, anche quando – come nel caso del nostro metodo classico – non è proprio necessario”.

IL DESIGN: “Quello che noi facciamo – spiegano Nicola Guelfo e Riccardo , di Italdesign – è raccontare tramite la forma, è vestire una storia. È l’essenza del design: far parlare la funzione dell’oggetto. Con questo calice abbiamo voluto raccontare il prestigio dei vini Alta Langa Docg e per farlo siamo andati a indagare diversi ambiti d’interesse: l’arte, l’architettura e tutto ciò che c’è dietro questo vino. Abbiamo studiato soprattutto gli ambienti naturali da cui proviene; ci ha ispirati quel tessuto straordinario e composito di vigne arrampicate in alta collina e boschi, di noccioleti e pascoli. Abbiamo osservato le forme della vite e dei grappoli, le foglie, i tralci, ma anche l’atmosfera solenne e monumentale delle cantine storiche, dove i vini affinano sulle pupitres”.

Ecco allora questo calice in cui le forme trilobate sono protagoniste, dal piede al bevante, con la loro essenzialità e raffinatezza. Una forma che rappresenta anche un’evoluzione del progetto del precedente calice del Consorzio, studiato 10 anni fa negli stessi spazi di Italdesign.

“La ricerca di una coerenza con il precedente design ci ha spinto a tornare su progetti e analisi del calice “Grande”: ne abbiamo ripensato le proporzioni e lo stile in un’evoluzione che traghetta questo calice verso un vero e proprio oggetto d’arte, che non si può produrre in serie ma richiede un processo di realizzazione del tutto particolare, rendendo ogni singolo esemplare unico”.

LA REALIZZAZIONE: Giampiero Brogi, maestro del cristallo di Collevilca, descrive così il processo di realizzazione dei nuovi calici: “La particolarità del design di questi calici sta soprattutto nella forma triangolare del bevante. Questa forma rende necessario soffiarli in un apposito stampo in ghisa che abbiamo lavorato per renderlo identico al disegno originale. Dal nostro forno pieno di cristallo fuso, rigorosamente senza piombo, il maestro vetraio, con una canna di acciaio lunga circa un metro e mezzo, preleva la giusta quantità di materiale, ruotando la canna come si fa con lo zucchero filato, poi passa questo materiale a un altro vetraio che prepara la massa, soffiandola, dandole un abbozzo di forma per farla entrare nello stampo. Nello stampo il materiale incandescente viene soffiato a fermo, con leggerezza. Nello stesso momento, altri due mastri vetrai stanno stampando il gambo e il piede del calice. Un quinto si occupa di iniettare attraverso lo stampo del gambo e del piede il cristallo per il congiungimento: cinque persone lavorano contemporaneamente per realizzare un calice.

Appena il calice è leggermente raffreddato viene staccato dalla canna e messo in forno, dove passa dai 480 gradi della lavorazione alla temperatura ambiente nel giro di 5 o 6 ore. Una volta uscito dalla tempra, il calice va rifinito, a partire dal taglio della calotta superiore; va quindi molata la giunzione, poi il bicchiere deve essere levigato con nastri sottilissimi, quindi viene lucidato. Segue la fase della selezione (tra i diversi passaggi si arriva a una percentuale di scarto pari al 30%), l’apposizione del logo.

Prima del confezionamento, il lavoro su ognuno di questi calici richiede – escluse le lavorazioni a freddo – almeno 12 minuti. Cinque persone al lavoro contemporaneamente su ogni calice; se ne realizzano non più di 20 ogni ora”.

IL NOME: “Terra”, nel nome sintetizza i concetti chiave di semplicità e perfezione.

Esprime il saldo legame con il territorio che il Consorzio orgogliosamente difende; richiama il “Patto con la Terra” idealmente siglato nel 2018, a esprimere un modello di condotta e un criterio di scelta per il Consorzio Alta Langa, nel rispetto delle terre alte di Langa.

Contiene l’avverbio numerale latino “Ter” che rimanda alla triplicità, “tre volte”: tre sono le province piemontesi in cui si produce Alta Langa Docg – , e -, tre i cerchi del logo del Consorzio, al cui interno sono raffigurate le alte colline delle Langhe con il complesso montuoso del Monviso sullo sfondo.

LE CARATTERISTICHE:
Altezza: 225 mm
Diametro bevante: 65 mm
Capacità: 300 ml
Progettazione: Nicola Guelfo (Head of Industrial Design) e Riccardo Matera (Industrial Designer) – Italdesign
Realizzazione: Collevilca

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

Licenza di distribuzione:

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