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TOP 100 di Wine Spectator: il Soave unico veneto

Il Soave è l’unico vino veneto tra i TOP 100 di Wine Spectator Il prestigioso risultato accende i riflettori sull’intera denominazione e testimonia l’importanza del “fattore vulcano” quale elemento distintivo e caratterizzante per la zona di produzione del Soave.
Photo credits: fonte ufficio stampa

È il Soave a portare alta la bandiera del nella classifica TOP 100 by Wine Spectator, i migliori 100 vini al mondo, selezionati dalla “bibbia dell'enologia mondiale”, la testata americana più autorevole e influente per quanto riguarda il settore del vino.

Sono 20 le referenze italiane presenti nella prestigiosa classifica, un vino su 5 è Made in Italy, e l'unico vino veneto che è entrato a far parte dell'olimpo enoico 2022 è il Soave Classico 2020 dell'azienda Suavia, nato sulle colline di origine vulcanica del Soave Classico.

Dal 1988 Wine Spectator, pubblica l'elenco delle 100 etichette che più hanno entusiasmato i suoi critici, impegnati a degustare migliaia di vini provenienti da tutto il mondo. Si tratta della classifica più storica ed influente nel campo vitivinicolo mondiale, ed è anche la più attesa dai professionisti di settore. Questa classifica infatti «dipinge una fotografia annuale del vino, dalle migliori annate prodotte nelle regioni chiave nel mondo fino alle nuove tendenze emergenti». evidenzia Jeffery Lindenmuth, Executive Editor di Wine Spectator.

Attraverso degustazioni alla cieca, eseguite dai redattori di Wine Spectator, queste 100 bottiglie sono state scelte tra oltre 8.800 vini. Le selezioni si basano su quattro criteri: qualità, valore, disponibilità (negli Stati Uniti) e, soprattutto, il “fattore X”, un racconto emozionate e convincete dietro ciascun vino.

Quello raggiunto è un risultato che premia l'intera denominazione, a corollario di un percorso di ricerca e di miglioramento qualitativo che coinvolge la doc in maniera trasversale.

Ad essere premiato infatti è il comprensorio del Soave, inteso come Distretto italiano del vino bianco da suolo vulcanico: non solo quindi una chiave di comunicazione di forte appeal per il consumatore finale ma anche un elemento distintivo, quasi una categoria enologica, che ha fatto breccia tra gli esperti di Wine Spectator.

Da anni infatti il Consorzio del Soave ha fatto del “fattore vulcano” un elemento chiave della sua specifica attività di divulgazione per raccontare anche ai meno esperti, le caratteristiche che rendono il Soave unico, da un punto di vista organolettico e di terroir.

Ultimo in tale direzione, ma non per importanza, il triennale progetto di promozione HEVA, Heroes of European Volcanic Agriculture, che, nell'ambito della misura 1144, promuove il Soave quale eccellenza riconosciuta a livello mondiale, prodotta su suolo vulcanico.

«Essere l'unica denominazione veneta ad essere rientrata tra i top 100 di Wine Spectator ci riempie di soddisfazione – evidenzia Igor Gladich, direttore del Consorzio – e ci dice che stiamo lavorando nella giusta direzione. Queste classifiche infatti hanno l'importante compito di accendere i riflettori non solo sull'azienda che, meritatamente ottiene il riconoscimento, ma anche sull'intera zona di produzione che ha saputo guadagnarsi uno spazio di tutto rispetto tra i grandi del vino mondiale».

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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