“We define zero”. Con questo slogan l’azienda J. Hofstätter – Dr. Fischer, pioniera nella produzione di vini dealcolati, partecipa alla prossima edizione di Vinitaly, che per la prima volta ospita un padiglione interamente dedicato alla categoria NoLo (no e low alcohol).

(Weingut J. Hofstätter – Photo ©Mattia Mionetto)
Una menzione geografica aggiuntiva per i dealcolati
Mentre anche Vinitaly si allinea alle principali fiere internazionali – da Parigi a Düsseldorf – dedicando uno spazio alla categoria, il pioniere italiano chiede una regolamentazione chiara dei prodotti: «I vini dealcolati nascono dal vino e dal lavoro dei viticoltori. Per questo riteniamo importante che possano essere valorizzati anche attraverso un riferimento all’origine geografica, dando così un concreto valore aggiunto e rendendo i prodotti inconfondibili e riconducibili alla loro origine», afferma Martin Foradori Hofstätter.
Secondo il produttore altoatesino, una menzione geografica aggiuntiva permetterebbe al consumatore di distinguere i vini dealcolati dalle bevande a base di mosto arricchite con aromi o altri ingredienti. «È necessario guidare chi acquista nel capire la differenza tra prodotti molto diversi tra loro», afferma Foradori Hofstätter. Il messaggio è un appello diretto alla politica: «Dietro a un vino dealcolato c’è tutto il saper fare del comparto vitivinicolo ed è proprio per questo che è necessario distinguere in modo netto i vini dealcolati da altri prodotti senza alcol».
La miopia degli addetti ai lavori
Il produttore altoatesino si definisce «deluso» dalle resistenze del settore nei confronti di questa categoria di prodotti. «Sembra che per ogni soluzione il settore vinicolo senta il bisogno di inventarsi un problema – osserva –. I consumi di vino stanno diminuendo e stiamo registrando un generale cambiamento nell’approccio: i giovani, ad esempio, hanno un rapporto diverso con il vino. Eppure il nostro comparto, invece di interrogarsi davvero su queste trasformazioni, reagisce con un atteggiamento quasi autolesionista. I dealcolati, ad esempio, potrebbero rappresentare una risposta concreta: contribuire a evitare l’estirpo di vigneti e offrire nuove opportunità alla filiera, anche per l’Horeca, con prodotti ripensati e più al passo con i tempi. Invece le critiche maggiori arrivano ancora dall’interno della filiera, quando a decidere dovrebbero essere i consumatori e il mercato che registra numeri in costante crescita».
I numeri
Secondo il viticoltore altoatesino, il mercato del dealcolato si sta espandendo rapidamente anche in Italia. La sua azienda, grazie anche a un dealcolato di alta gamma ottenuto dalla dealcolazione di vino Riesling, è passata in pochi anni da 15.000 a 200.000 bottiglie, l’80% delle quali vendute in Italia. «Si tratta di una categoria che intercetta nuove abitudini e nuove occasioni di consumo, senza sostituire il vino tradizionale ma ampliando l’offerta del settore».
La cantina sarà presente nel NoLo Vinitaly Experience con uno stand nel Padiglione Palaexpo – 2° piano, Stand 1, dove verranno presentati i vini dealcolati della linea Steinbock Zero e Dr. Fischer Zero Riesling.
Tenuta J. Hofstätter sarà come di consueto nel Padiglione 6 – Stand D3.


