L’Osservatorio Incrementoo, che analizza il mercato hospitality e i comportamenti dei consumatori, a un mese esatto dal Natale diffonde i risultati della propria indagine annuale sulle prenotazioni dei cenoni di Natale e Capodanno. L’analisi – condotta tra il 18 novembre e il 5 dicembre su un campione di 300 ristoratori in tutta Italia – evidenzia un rallentamento mai registrato negli ultimi dieci anni: le prenotazioni risultano in media inferiori del 32% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Una pianificazione spostata avanti di 4–5 settimane
Normalmente l’interesse per le festività inizia a crescere tra fine ottobre e i primi giorni di novembre. Nel 2025, invece, la finestra decisionale si è spostata in avanti di circa 32 giorni. Il 68% dei ristoratori segnala un ritardo “significativo” nell’arrivo delle richieste. Solo il 22% dichiara di aver già ricevuto almeno metà delle prenotazioni abituali per questo periodo dell’anno (contro il 54% del 2023).
Secondo Incrementoo, la causa principale è il clima fino a qualche giorno fa insolitamente mite: il 71% degli intervistati ritiene che il “non-autunno” fino a metà novembre abbia inciso sulla capacità delle persone di “entrare mentalmente” nel periodo delle festività.
Halloween e Black Friday fagocitano il budget delle famiglie
L’indagine mostra anche un cambio di priorità economica: il 59% delle famiglie, secondo le dichiarazioni raccolte dagli operatori, ha speso più del previsto durante Black Friday, un dato in crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2024. Il risultato: budget più contenuti per dicembre e maggiore resistenza psicologica nel prenotare con anticipo. Il 63% dei ristoratori afferma infatti che, nelle conversazioni con i clienti, emerge un chiaro messaggio: “Vediamo più avanti, adesso stiamo gestendo altre spese”.

Capodanno soffre di più del Natale: prezzi percepiti come troppo alti
Capodanno è la data più colpita dal rallentamento: il 74% dei ristoratori registra meno richieste rispetto allo scorso anno. E il 58% degli intervistati ritiene che la causa principale sia la percezione di prezzi gonfiati da parte dei consumatori. Questa percezione ha generato un circolo vizioso: i clienti non chiedono informazioni perché temono prezzi esagerati, e i ristoratori – privi di un benchmark di domanda – rimandano la pubblicazione dei menù.
Secondo il sondaggio, il 41% dei locali non ha ancora definito il menù di Capodanno e il 35% sta valutando formule alternative al classico menù fisso (tasting ridotti, drink list speciali, format più accessibili).
Il ruolo del marketing: i ristoranti con una strategia strutturata soffrono meno il calo delle prenotazioni
Dall’analisi dell’Osservatorio Incrementoo emerge un elemento trasversale: i locali che registrano un impatto minore sul calo delle prenotazioni sono quelli che negli ultimi anni hanno investito in una strategia di marketing continuativa e strutturata. Il fattore determinante è la capacità di comunicare in modo diretto e personalizzato con la propria clientela, grazie alla costruzione di database profilati e aggiornati.
Le realtà più solide sotto questo aspetto hanno sviluppato attività di lead generation, implementato sistemi di prenotazione online e attivato flussi di comunicazione differenziati in base ai comportamenti dei clienti. Questo approccio permette di mantenere il rapporto con gli abituali, attivare segmenti di pubblico meno frequente e creare offerte mirate che dialogano con bisogni e sensibilità diverse.
“In questo scenario – sottolinea Stefano Visconti, CEO di Incrementoo – abbiamo creato offerte dedicate a cluster distinti di clientela: gli ospiti abituali ricevono proposte costruite sulle loro preferenze e frequenza, mentre altri segmenti vengono coinvolti attraverso formule specifiche. Una strategia che, nei dati raccolti, si traduce in tassi di prenotazione più stabili anche in stagioni complesse come quella attuale”.
Previsioni
“Se il trend si confermerà fino al 10 dicembre, prevediamo un picco di prenotazioni tra il 15 e il 27 dicembre, con una compressione della finestra di vendita e dinamiche di pricing più volatili, con possibili oscillazioni dell’ultimo minuto verso l’alto o verso il basso – spiega Stefano Visconti, CEO di Incrementoo -. Gli indicatori sono chiari: il mercato non è in contrazione strutturale, ma in ritardo percettivo ed economico. Il clima, la spesa anticipata di novembre e l’incertezza sui prezzi hanno semplicemente rallentato una decisione che verrà presa più avanti e in modo molto più repentino”.
About Incrementoo
Fondata nel 2020, Incrementoo è la prima agenzia in Italia specializzata unicamente nel marketing per la ristorazione. Nata dall’esperienza diretta di ristoratori, affianca oltre 300 locali tra Italia, Francia e Regno Unito, generando in media il 30% del loro fatturato. Il suo approccio unisce visione imprenditoriale e strategie operative testate nei 5 ristoranti di proprietà. Offre un sistema completo di servizi, dalla costruzione dell’identità del brand fino all’automazione delle strategie di marketing, Incrementoo rappresenta oggi un modello replicabile e scalabile per il successo nel food. Nel 2024 ha ottenuto la certificazione “Great Place to Work” e il premio “100 Eccellenze Italiane”.
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