Da Rosh HaShanà a Yom Kippur fino a Sukkot, settembre 2026 concentra alcune delle ricorrenze più importanti del calendario ebraico. Un mese in cui città, mercati e case cambiano ritmo e le tradizioni trovano espressione anche a tavola: dalla challah rotonda allo Tzimmes, dalla torta di miele all’insalata di melograno, quattro ricette per avvicinarsi ai sapori e allo spirito delle feste. Settembre 2026 è un mese particolarmente significativo in Israele. Nell’arco di poche settimane si susseguono Rosh HaShanà, il Capodanno ebraico, Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, e Sukkot, la Festa delle Capanne: tre ricorrenze diverse per significato e consuetudini, capaci di scandire il passaggio al nuovo anno attraverso momenti di riflessione, gesti simbolici, incontri familiari e tradizioni che coinvolgono anche la tavola. Miele, mele, melograni e altri ingredienti assumono significati augurali, mentre ricette familiari e preparazioni tradizionali continuano a passare da una generazione all’altra. Prepararne alcune anche lontano da Israele può diventare un modo semplice e concreto per avvicinarsi allo spirito delle feste, scoprendone simboli, sapori e consuetudini attraverso la tavola. «Le festività di settembre rappresentano un momento particolarmente significativo in Israele, in cui la dimensione spirituale si intreccia con quella familiare e collettiva. Sono giorni in cui tradizioni antiche continuano a vivere con grande naturalezza nella quotidianità, nelle città, nelle case e intorno alla tavola, restituendo un’immagine autentica del Paese, della sua cultura e del valore che qui assumono la condivisione e l’incontro. Le ricette che vi presenteremo e condivideremo con tutti voi, nello specifico quella della torta di miele e quella dello Tzimes sono proprio di una tradizione famigliare a me molto cara: sono infatti le ricette della mia nonna” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo a Milano. |
Rosh HaShanà: un nuovo anno che comincia dalla tavola – Dalla sera dell’11 al 13 settembre Rosh HaShanà, letteralmente “capo dell’anno”, segna l’inizio del nuovo anno ebraico e apre i Dieci Giorni di Teshuvah, periodo di riflessione che culmina con Yom Kippur. Nel 2026 dà inizio all’anno 5787: la festività comincia al tramonto di venerdì 11 settembre e termina la sera di domenica 13. Nei giorni precedenti, l’attesa passa dai mercati, dalle cucine e dalle tavole. A Gerusalemme, tra i vicoli dello Shuk Mahane Yehuda, e a Tel Aviv, lungo le corsie dello Shuk HaCarmel, mele, datteri, melograni, miele e frutta di stagione riempiono i banchi. Al tramonto le famiglie si riuniscono intorno alla tavola, dove trovano posto i simanim, alimenti simbolici legati a specifiche benedizioni. Tra i più conosciuti, la mela intinta nel miele augura un anno buono e dolce, mentre il melograno richiama l’abbondanza di meriti e buone azioni. Anche la challah, il tradizionale pane intrecciato, per Rosh HaShanà assume una forma rotonda, simbolo della continuità e del ciclo dell’anno. Nel 2026 il primo giorno della festività coincide con lo Shabbat: lo Shofar, il corno d’ariete simbolo di Rosh HaShanà, viene quindi suonato domenica 13 settembre. Nello stesso giorno si osserva il Tashlich, rito che porta le persone verso l’acqua per recitare preghiere legate simbolicamente all’abbandono degli errori dell’anno trascorso. A Tel Aviv, è il Mediterraneo a fare da sfondo alla tradizione. |
Tra miele, melograni e challah rotonde, il cibo è parte integrante del linguaggio simbolico di Rosh HaShanà. |
Tre ricette permettono di ritrovarne alcuni sapori anche a casa. Challah dolce rotonda con miele e uvetta Durante il resto dell’anno la challah ha generalmente la caratteristica forma intrecciata e allungata; per Rosh HaShanà viene invece modellata in forma rotonda, richiamo alla ciclicità del tempo e al nuovo anno che comincia. In questa versione festiva l’impasto è arricchito con uvetta e miele. Ingredienti - 500 g di farina forte
- 1 bustina di lievito di birra secco
- 2 uova, più 1 per spennellare
- 60 ml di olio di semi
- 4 cucchiai di miele millefiori
- 150 ml di acqua tiepida
- un pizzico di sale
- 80 g di uvetta sultanina ammollata
- semi di sesamo o di papavero
Preparazione Sciogliere il lievito e un cucchiaio di miele nell’acqua tiepida. In una ciotola capiente unire la farina, le uova, l’olio, il miele rimanente e il composto di acqua e lievito, aggiungendo il sale alla fine. Lavorare l’impasto fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica, quindi incorporare delicatamente l’uvetta precedentemente ammollata, strizzata e asciugata. Lasciare lievitare in un luogo caldo per circa due ore, fino al raddoppio del volume. Dividere l’impasto in tre cordoni, intrecciarli e avvolgere la treccia su se stessa formando una ghirlanda rotonda. Lasciare lievitare sulla teglia per altri 45 minuti. Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto, completare con i semi di sesamo o di papavero e cuocere in forno a 180 °C per circa 30-35 minuti, fino a doratura. Servire la challah tiepida accompagnata da miele. |
Tzimmes – carote dolci Lo Tzimmes è una preparazione tradizionale della cucina ebraica ashkenazita che conosce numerose varianti. In questa versione carote, miele e zucchero di canna si uniscono ad albicocche e prugne secche, componendo un piatto in cui la dolcezza ben si accorda con il significato augurale di Rosh HaShanà. Porzioni: 6 Ingredienti - 400 g di carote baby oppure carote normali tagliate a pezzi grandi
- ¼ di tazza di zucchero di canna
- 4 cucchiai di miele
- 100 g di albicocche secche tagliate in quarti
- 100 g di prugne secche snocciolate e divise a metà
- ½ tazza d’acqua
- scorza di limone grattugiata
- succo di limone
Preparazione Riunire tutti gli ingredienti in una pentola e portare a ebollizione. Abbassare quindi la fiamma e proseguire la cottura a fuoco lento per circa un’ora. Qualora il liquido dovesse evaporare eccessivamente durante la cottura, aggiungere poca acqua. |
Torta di miele Il miele, simbolo dell’augurio di un anno dolce, trova naturalmente spazio anche nei dessert di Rosh HaShanà. In questa torta si accompagna al caffè, alla cannella, ai chiodi di garofano e alle noci. Ingredienti - 5 uova
- ½ tazza di miele
- 1 tazza di zucchero
- ½ tazza di olio
- Caffè: equivalente di due espressi
- ½ cucchiaino di chiodi di garofano
- ½ cucchiaino di cannella
- 2 tazze di farina lievitante per dolci
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- 50 g di noci tritate
Preparazione Separare i tuorli dagli albumi. Montare gli albumi a neve ferma con ½ tazza di zucchero e, in un’altra ciotola, lavorare i tuorli con la restante ½ tazza. Aggiungere lentamente al composto di tuorli il miele, l’olio, il caffè, i chiodi di garofano, la cannella, il bicarbonato e le noci. Incorporare delicatamente gli albumi montati, con movimenti dall’alto verso il basso, e infine la farina setacciata, continuando a mescolare delicatamente. Distribuire l’impasto in due stampi rettangolari da plumcake oppure in uno stampo rotondo da 26 cm e cuocere a 175 °C per circa 40-45 minuti. |
Yom Kippur: il giorno del raccoglimento – Dal 20 al 21 settembre Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, è il momento più solenne del calendario ebraico, dedicato alla preghiera, al perdono e alla riconciliazione. Nel 2026 inizia prima del tramonto di domenica 20 settembre e termina la sera di lunedì 21, dopo circa venticinque ore di digiuno. In Israele la ricorrenza cambia profondamente l’aspetto delle città. Con l’avvicinarsi del tramonto, il traffico scompare quasi completamente, i trasporti pubblici e i treni si fermano, l’aeroporto Ben Gurion sospende i voli e le trasmissioni radiofoniche e televisive si interrompono. A Tel Aviv, Rothschild Boulevard, le grandi arterie urbane e le strade vicine al lungomare si riempiono di persone a piedi, mentre bambini e ragazzi percorrono in bicicletta, sui pattini e sui monopattini strade per un giorno quasi completamente libere dalle automobili. Molte persone indossano il bianco, colore associato alla purezza, e le sinagoghe diventano il centro della celebrazione. Dal Kol Nidrei, che apre Yom Kippur la sera precedente, fino alla Ne’ilah, la preghiera conclusiva recitata verso il tramonto, la giornata è scandita dal raccoglimento. Al termine della Ne’ilah, un unico suono dello Shofar segna la conclusione di Yom Kippur e del digiuno. Le città tornano gradualmente alla quotidianità e le famiglie si ritrovano intorno alla tavola per il primo pasto. |
Sukkot: la Festa delle Capanne e dell’ospitalità – Dal 25 settembre al 2 ottobre Pochi giorni dopo Yom Kippur arriva Sukkot, antica festa del raccolto che ricorda anche i quarant’anni trascorsi dagli Israeliti nel deserto dopo l’Esodo dall’Egitto, quando vivevano in dimore temporanee. Nel 2026 inizia al tramonto di venerdì 25 settembre e termina la sera di venerdì 2 ottobre. Già nei giorni precedenti, sui balconi di Tel Aviv, nei cortili in pietra dei quartieri storici di Gerusalemme come Yemin Moshe e Nachlaot, nei giardini e negli spazi all’aperto compaiono le sukkot, le capanne temporanee che danno il nome alla festa. Il tetto, il sechach, viene realizzato con elementi vegetali come frasche, canne e rami di palma, lasciando intravedere, secondo la tradizione, anche uno scorcio del cielo. Nei mercati fanno la loro comparsa anche le quattro specie legate alla festività: il lulav, ramo di palma, l’etrog, il cedro, insieme a mirto e salice. Durante Sukkot, una parte della vita familiare si trasferisce all’aperto: le capanne vengono decorate con luci, frutti, foglie e ornamenti e diventano il luogo in cui mangiare e accogliere parenti e amici. Al calare della sera, le sukkot illuminate punteggiano balconi, cortili e terrazze, trasformandosi in piccole stanze a cielo aperto dove condividere la cena. L’ospitalità è infatti uno dei temi centrali della festa. Alla consuetudine di invitare familiari e amici si affianca quella degli Ushpizin, gli “ospiti” biblici simbolicamente accolti nella sukkah. E poiché anche a Sukkot la condivisione passa dalla tavola, una ricetta fresca a base di melograno ed erbe aromatiche ne richiama i sapori di stagione. Insalata di melograno ed erbe fresche Melograno, prezzemolo e menta sono alla base di un’insalata fresca e leggera, adatta ai pasti conviviali consumati nella sukkah e arricchibile con cetriolo e bulgur o couscous. Porzioni: 4 Ingredienti - 1 melograno grande, utilizzandone solo i chicchi
- 1 mazzetto di prezzemolo fresco
- 1 mazzetto di menta fresca
- ½ cipolla rossa affettata finemente
- succo di 1 limone
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale e pepe q.b.
- facoltativi: 1 cetriolo a cubetti e 2 cucchiai di bulgur o couscous fine
Preparazione Lavare e tritare finemente le erbe fresche. Raccogliere i chicchi del melograno in una ciotola capiente e unirli alla cipolla affettata e alle erbe tritate. Per una consistenza maggiore, aggiungere il cetriolo a cubetti e il bulgur precedentemente cotto oppure il couscous. Condire con succo di limone, olio extravergine di oliva, sale e pepe nero. Mescolare con cura e lasciare riposare per qualche minuto prima di servire come antipasto o contorno. Tra il nuovo inizio di Rosh HaShanà, il raccoglimento di Yom Kippur e la dimensione conviviale di Sukkot, settembre racconta Israele attraverso ricorrenze che continuano a essere profondamente presenti nella vita contemporanea. Mercati, strade, case e tavole diventano parte di questo racconto e, quando il cibo torna protagonista, preparare una ricetta della tradizione offre anche a distanza un modo per avvicinarsi ai gesti, ai simboli e ai sapori delle feste. |
#VisitIsrael #StandwithIsrael #israeletiaspetta (photo copertina: Tavola di festa e preghiera – Credits IMOT) |
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