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SORPRENDENTE LOIRA. LGCF: +70% di export verso l’Italia nel I° semestre del 2026

Il boom dei vini della Valle della Loira nel nostro Paese è trainato dai CRÈMANT, ma la crescita dei bianchi fermi certifica la produzione di vini di altissimo livello

Un mercato vinicolo tra i più dinamici al mondo. È quello della Valle della Loira, la cui quota export nel 2024 ha raggiunto il suo massimo valore negli ultimi 25 anni, per un totale di 200 milioni di euro e una crescita delle esportazioni di vino che sfiora il +6%.
Sono i dati di InterLoire, l’ente che tutela i vini della Valle della Loira e riunisce oltre 3.000 operatori, tra viticoltori e cooperative, che insieme determinano l’80% del volume di produzione di una regione tra le più diversificate e storiche della Francia.

Una crescita spinta dall’aumento della domanda globale di bottiglie di valore superiore, soprattutto nelle categorie dei vini spumanti e bianchi, come certificato anche da Les Grand Chais de France, che in Italia nel primo semestre del 2026 ha registrato un +70% di vendite di vini provenienti dalla Valle della Loira rispetto al 2025. Un boom dovuto in gran parte al successo dei crémant della Loira, sempre più apprezzati anche nel nostro Paese, e da bianchi fermi di grande qualità.

Romina Romano, Country Manager del Gruppo francese per l’Italia, a Vinitaly ha confermato il positivo trend di un mercato enologico che va sempre più incontro ai gusti del consumatore italiano: “La Valle della Loira è una tra le regioni vitivinicole più dinamiche, la terza in Francia per superficie vitata. Si tratta di un mercato che complessivamente produce ogni anno oltre 250 mila bottiglie e che all’estero riscuote sempre più successo. Se oggi i crémant sono il volto della regione nel Mondo, i vini bianchi fermi rappresentano la quota più considerevole della produzione enologica della Valle della Loira, trainata in particolare dal Chenin Blanc che produce vini di altissimo livello, sorprendenti come ci piace definire i vini di questa regione”.

Al mercato francese è destinato circa l’80% della produzione, mentre il restante 20% viene esportato.Oltre all’Italia, le principali destinazioni dei vini della Valle della Loira sono Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Belgio e Canada: si tratta dei primi cinque mercati, che insieme rappresentano il 70% del valore totale delle esportazioni.
Oggi, le esportazioni sono in crescita anche verso gli Stati Baltici, gli Emirati Arabi Uniti e la Finlandia.

I vini bianchi sono il cuore della produzione, il 45%, trainata da Chenin Blanc, Sauvignon Blanc e Melon de Bourgogne. Il 25% è rappresentato dai rosati, di cui la Loira è la seconda regione produttrice dopo la Provenza. Il 18% della produzione riguarda vini rossi, principalmente a base di Cabernet Franc, mentre il 12% sono bollicine Crémant de Loire, in forte crescita.

Queste evidenze sono emerse anche a Vinitaly, dove LGCF è stata protagonista della Masterclass Sorprendente Loira dedicata ai vini della regione. Sorprendente perché la Valle della Loira è una moltitudine di diversità che non ha eguali, grazie ai vitigni Chenin Blanc, Sauvignon Blanc e Melon de Bourgogne da cui vengono vini bianchi freschi, aromatici e longevi.

LA REGIONE
La Valle della Loira è la terza regione vinicola francese per superficie vitata, dopo Languedoc-Roussillon e Bordeaux, e conta oltre 87 AOC ufficialmente riconosciute, distribuite su 42.000 ettari di vigneti, e divise in quattro grandi zone vinicole: Pays Nantais, Anjou-Saumur, Touraine e Centre-Loire.

La Valle della Loira è un lungo nastro d’acqua che attraversa il cuore della Francia, portando con sé una varietà di stili che ha pochi eguali al mondo. Definita spesso il “Giardino di Francia”, questa zona si estende per oltre mille chilometri, seguendo il corso del fiume dall’Oceano Atlantico fino ai rilievi del Massiccio Centrale. Questa estensione geografica crea un mosaico di microclimi e suoli che permette alla Loira di eccellere in ogni categoria: dai bianchi affilati e salini ai rossi eleganti, dalle bollicine fino ai vini dolci capaci di sfidare il tempo per decenni. Sorprendente.

Pays Nantais
Procedendo da ovest verso est, alla foce del fiume, nel Pays Nantais, domina l’influenza dell’Oceano. Qui il protagonista assoluto è il vitigno Melon de Bourgogne, che dà vita al Muscadet. È un vino che sa di mare, caratterizzato da una freschezza tagliente e spesso affinato “sui lieviti” (sur lie) per acquisire una cremosità che bilancia la sua naturale acidità agrumata. È l’anima atlantica della Loira, essenziale e diretta.
Anjou-SaumurProseguendo verso l’interno si arriva nel l’Anjou-Saumur. Il paesaggio cambia e il terreno si arricchisce di scisti e del celebre tuffeau, la pietra calcarea bianca con cui sono stati costruiti i castelli della Loira. In quest’area domina lo Chenin Blanc, un vitigno camaleontico capace di trasformarsi in base alle intenzioni del produttore: può essere un bianco secco e minerale, uno spumante fine o un vino botrizzato sontuoso e mielato.

Touraine
Addentrandosi ulteriormente nella Touraine, la valle si fa più dolce e i vini riflettono questa amabilità. Qui lo Chenin Blanc trova espressioni leggendarie a Vouvray, mentre il Cabernet Franc raggiunge vette di nobiltà a Chinon e Bourgueil. I rossi di questa zona sono celebri per la loro capacità di essere bevuti giovani e freschi, ma anche per la predisposizione a un invecchiamento che ne leviga i tannini rendendoli aristocratici. È anche la terra del Sauvignon Blanc, che qui inizia a farsi strada con aromi di frutta esotica e bosso.

Centre-Loire
Il viaggio si conclude nell’Alta Loira (Centre-Loire), il regno del Sauvignon Blanc. Nomi come Sancerre e Pouilly-Fumé non hanno bisogno di presentazioni: qui il vitigno sposa i suoli di selce e calcare, producendo vini di una purezza cristallina, con note fumé e una mineralità quasi gessosa che li rende inconfondibili.

CHENIN BLANC
Les Grands Chais de France propone diverse interpretazioni di Chenin Blanc, emblema della diversità dei vini della Valle della Loira, provenienti da due delle più rappresentative e storiche aziende vinicole della regione: Château de Fesles e Marquis de Goulaine

 (photo: fonte ufficio stampa vinoalacarte)

 

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