Un lavoro intenso che in soli due anni ha permesso di produrre un caffè con caratteristiche di eccellenza che hanno superato le attente analisi del Consorzio e ottenuto la certificazione di Caffè Speciali Certificati. Ciò ha permesso di riconoscere un giusto compenso al percorso di impegno e di sacrificio delle 80 donne coinvolte nel progetto. Per entrambe le parti tutto ciò rappresenta una grande soddisfazione.
Cura meticolosa, da remoto
Da parte di CSC è stato Graziano Carrara, che per il Consorzio segue i produttori del Centro America, a coordinare le operazioni del progetto doña Lucero, un’opera che si è svolta da remoto a causa delle limitazioni legate al covid. «Si è trattato di un lavoro lungo e molto impegnativo – afferma -: la lavorazione del caffè è una pratica complessa, che richiede tempi e procedure precise. Con l’aiuto di Amka e di un esportatore guatemalteco con cui lavoro da molti anni, abbiamo spiegato alle donne cosa volevamo da loro e come ottenerlo, coordinando i tempi di raccolta, di fermentazione, di asciugatura fino alla consegna del caffè a chi si è occupato della selezione e di ogni passaggio fino alla spedizione. Avevamo contatti pressoché quotidiani anche a causa delle condizioni precarie del mercato e del sistema dei trasporti che ha avuto momenti di vero caos. È stato complesso individuare un prezzo che fosse equo e incentivante: le produttrici hanno ricevuto un premio cospicuo (un incremento di ricavo pari a quasi il 50%, evidenzia Amka), per dimostrare che lo sforzo dato per lavorare bene viene ripagato e conviene, rispetto al lasciare la piantina a se stessa, raccogliendo pochi frutti e vendendoli ai “coyote”, ovvero piccoli intermediari che comprano la materia prima a cifre ridicole. Quando sono arrivati i primi campioni che hanno ottenuto la certificazione CSC sono stato molto contento e la soddisfazione è stata piena quando finalmente ho visto sbarcare il container a Genova. Quest’anno riprenderò i miei viaggi nelle terre d’origine: spero di riuscire a passare anche da Petatán».
Un caffè più interpretazioni
Il caffè verde del progetto doña Lucero è stato suddiviso tra le otto torrefazioni del Consorzio, ognuna delle quali ha realizzato una propria “ricetta”, modulando la tostatura al fine di dare maggiore o minore risalto all’acidità, alla dolcezza, al tostato e anche all’intensità del corpo. Alcuni hanno scelto di proporlo in purezza, altri di unirlo ad a uno o più caffè creando una miscela. Diversi stili che sottolineano la complessità dell’arte della tostatura.
Su tutte le confezioni spicca un’etichetta o un bollino di colore arancio con il disegno di un chicco, e le scritte “amka – doña Lucero – Social Development Project”. Questa è la prima produzione di caffè proveniente dal Petatàn, nella Regione di Huehuetenango in Guatemala, frutto del lavoro di 80 donne indigene unite nella realizzazione di questo progetto”.
Di seguito i primi frutti della personale interpretazione di alcune torrefazioni aderenti a CSC.
Caffè Agust propone il caffè Guatemala – doña Lucero in purezza. In espresso si presenta con una crema fine e compatta; all’olfatto si colgono note di amaretto e cioccolato bianco; al gusto viene ripresa la nota di biscotteria con l’aggiunta di uno spiccato sentore di frutti rossi, in particolare di ribes. Il corpo è setoso. In confezione da 250 gr in grani.
Per Mondicaffè la pregevole qualità di Guatemala – doña Lucero ne esalta la versatilità; la tostatura ha dato risalto alle note di cioccolato fondente unito a bacche rosse e tabacco. È proposto in purezza nella lattina Acquaragia da 375 gr e in busta da 250 gr (entrambe in grani), nonché nella miscela The Bocs – Conde Camillo che propone la classica ricetta dell’espresso italiano, da cui emergono dolcezza, acidità equilibrata in un corpo ampio e setoso.
Nella sua edizione speciale della miscela Espresso di Piantagione, Goppion – che già utilizzava caffè del Guatemala – ha inserito doña Lucero insieme a origini Etiopia e Brasile per gli arabica, e una percentuale fino al 10% di robusta India Parchment. I suoi sentori sono di vaniglia, cacao e pane tostato. In sacchetto da 1 chilo in grani e lattina da 250 gr in grani e macinato.
DiniCaffè propone il caffè Guatemala – doña Lucero in purezza. Esprime note floreali, cioccolato al latte e sentori di miele. In confezioni da 250 in grani e macinato e da 1000 gr in grani.
Barbera ha realizzato un’edizione limitata della sua Miscela Pregiata composta per l’80% di caffè arabica – Guatemala – doña Lucero e Colombia – e per il restante 20% di robusta proveniente dall’India. Nell’espresso si colgono note di mandorla, miele e citrus fruit. In lattina da 250 gr in grani e macinato.
Il mondo CSC
Le torrefazioni che aderiscono a CSC sono Barbera 1870 – Messina; Blaser Café – Berna (CH); Caffè Agust – Brescia; Caffè Moreno – Casoria (NA); DiniCaffè – Firenze; Goppion Caffè – Preganziol (TV); Le Piantagioni del Caffè – Livorno; Mondicaffè C.T.&M. – Roma.
I torrefattori che vogliono avere la certezza di approvvigionarsi di un prodotto di qualità superiore, possono associarsi a CSC, che non acquista direttamente, ma organizza ed effettua i controlli necessari per garantire i migliori caffè, mettendoli a disposizione degli associati. Quando ne viene acquistata una partita, i suoi assaggiatori la confrontano con il campione testato in precedenza: se le sue caratteristiche sono in linea con il prodotto di riferimento, può ricevere la certificazione di caffè speciale certificato, dunque il bollino. È la garanzia che in quelle confezioni ci sono prodotti con una storia: un importante strumento di vendita per il barista e un piacere in più per il cliente.
caffespeciali.it
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Amka e le donne di Petatán
protagoniste del proprio empowerment
Nata a Roma, nel 2001, Amka è un’organizzazione umanitaria impegnata in progetti di sviluppo a vantaggio di comunità povere e vulnerabili nel Sud del Mondo. I benefici del suo impegno sono permanenti poiché si basano sull’approccio partecipativo che rende i beneficiari parte integrante del processo di sviluppo e non solo i destinatari ultimi di strategie imposte dall’alto: sono loro gli attori chiave del proprio processo di cambiamento.
Dal 2008 Amka è presente in Guatemala con un programma di riforestazione e sovranità alimentare di cui beneficiano numerose comunità rurali della regione del Petén; dal 2020 grazie alla collaborazione con CSC – Caffè Speciali Certificati – è stato avviato un programma di empowerment femminile e sviluppo comunitario che coinvolge 80 donne piccole produttrici di caffè, residenti nella regione di Huehuetenango, famosa nel mondo per la qualità del suo caffè.
Il contesto
Petatán è una provincia incastonata tra le montagne, nella zona Ovest del Guatemala, a una cinquantina di chilometri dal confine con il Messico. Raggiungibile unicamente da una strada sterrata, si trova a 1.500 metri di altitudine ed è interessata da piogge copiose per tre quarti dell’anno. Sulle pendici dei monti si estendono per chilometri i campi coltivati a caffè, che qui incontra un clima favorevole e un suolo fertile per la sua crescita.
Tramandate di generazione in generazione, la coltivazione, la lavorazione e la vendita del caffè rappresentano la principale fonte di occupazione e sussistenza degli abitanti della zona. Un grande impegno a cui fa fronte perlopiù un compenso molto basso; a causa di ciò, Petatán è una delle tante città del Paese interessate da un intenso flusso migratorio in direzione degli Stati Uniti: dei 10mila abitanti registrati solo 7mila vi risiedono.
Il ciclo di coltivazione e lavorazione del caffè scandisce il ritmo e lo stile di vita dell’intera comunità. I tetti delle case sono piatti per accogliere i chicchi di caffè nel periodo della seccatura. I cortili ospitano stalle di fortuna per asini e cavalli che, soprattutto nel periodo della raccolta, accompagnano gli abitanti ai rispettivi campi di caffè, che spesso distano più di un’ora di camminata su strade che non possono essere percorse in macchina. All’interno di ogni casa c’è un angolo adibito a piccolo laboratorio, dove vengono stoccati fertilizzanti e strumenti utili alla lavorazione dei chicchi. All’esterno, invece, troneggiano stivali di gomma di tutte le taglie e ancora sporchi di terra, pronti per una nuova giornata nei campi.
Il caffè qui si vede, si legge, si sente. È nelle conversazioni delle donne agli angoli delle strade, è nelle chiacchiere dei bambini che già iniziano ad aiutare la produzione di famiglia, è nelle insegne dipinte a mano dei piccoli negozi di alimentari, è in ogni piccolo fazzoletto di terra che spunta tra le case.
La popolazione è per la maggioranza di etnia e lingua Popti. L’abbigliamento tradizionale, dai tessuti colorati e lavorati rigorosamente a mano è ancora quello più diffuso. I lunghi capelli scuri delle donne sono perlopiù intrecciati e avvolti attorno al viso in cinte dalle mille fantasie diverse. I neonati avvolti in tessuti larghi di lana morbida e caricati a tracolla sulla schiena. La cultura e la spiritualità indigene si respirano ancora molto forti rispetto a tante altre zone del paese.
La condizione della donna in questo contesto è ancora molto fragile. Si inserisce all’interno di una società patriarcale e machista, che in molti casi sfrutta la sua forza lavoro senza riconoscerle nulla. La violenza economica è, infatti, ancora molto diffusa e nonostante la maggior parte delle donne, oltre a occuparsi della gestione della casa e della famiglia, contribuisca al lavoro di produzione del caffè tanto quanto gli uomini, i ricavi vengono gestiti solo da questi ultimi, a cui le donne devono poi rivolgersi per affrontare qualsiasi tipo di spesa. Anche la libertà decisionale delle donne è molto limitata, trovandosi spesso obbligate a dover chiedere il permesso per poter uscire, partecipare a un’attività, o anche solo incontrarsi.
L’intervento
Il progetto di collaborazione tra Amka e CSC in Petatán è stato avviato nel settembre 2020, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle capacità produttive e commerciali di 80 donne piccole produttrici di caffè in condizioni di particolare vulnerabilità socioeconomica, alle quali sono state proposte varie attività: la formazione sui temi della produzione del caffè e della promozione del ruolo della donna, la distribuzione di materiali e di prodotti agricoli, assistenza tecnica specializzata per il miglioramento delle tecniche di coltivazione delle piantagioni e raccolta del caffè.
Grazie al supporto ricevuto da CSC, il progetto ha ottenuto risultati straordinari in soli 18 mesi (settembre 2020 – marzo 2022): il rafforzamento del gruppo femminile in termini di capacità tecniche, di consapevolezza del proprio ruolo, di conoscenza dei temi di generazione di reddito e uso delle risorse; la produzione di un caffè di qualità e soprattutto la vendita del caffè a un prezzo giusto. A gennaio 2022 è stata avviata la raccolta di caffè, e lo scorso agosto, dal Guatemala sono stati spediti 257 sacchi da 69 chili per un totale di 17.733 chili di caffè, giunti in Italia alla metà di settembre.
Il compenso per ciascuna beneficiaria è stato molto significativo. Ciascuna donna ha ricavato, per la vendita di una media di 281 chili di caffè, 1406 dollari. Sul mercato locale, il prezzo di acquisto sarebbe stato 955 dollari. Pertanto ciascuna donna ha avuto un incremento di ricavo pari a quasi il 50%.
L’impatto socioeconomico
Il sostegno di Amka e CSC alle caficultrici petenere ha, innanzitutto, garantito un prezzo più giusto al grandissimo lavoro svolto dalle donne, riconoscendone l’impegno, la fatica e il valore. Grazie a ciò e al supporto in fertilizzanti gratuiti, le donne coinvolte nel progetto si sono sentite, per la prima volta, ascoltate, riconosciute e valorizzate.
Inoltre, all’interno di un contesto in cui i diritti delle donne ancora non sono considerati e rispettati, il progetto sta gettando le basi per alcuni importanti cambiamenti. Uno su tutti è l’indipendenza economica: il pagamento del caffè viene infatti versato solo ed esclusivamente alle donne, con l’obiettivo di sottolineare che sono loro a dovere beneficiare e gestire i guadagni ottenuti grazie al proprio lavoro.
La nuova esperienza inoltre ha offerto incontri mensili di formazione e confronto realizzati e facilitati dallo staff locale di Amka. Questi appuntamenti all’interno di uno spazio comune, sicuro e protetto hanno rafforzato il legame tra le donne, stimolato la partecipazione e il senso di appartenenza a un gruppo, favorendo processi di autodeterminazione, organizzazione comunitaria ed empowerment.
Ad oggi, il gruppo ha scelto di eleggere una “giunta”, composta da una presidentessa, Dona Juanita, e altre 4 donne. Si tratta del primo passo di un sogno più grande: costituirsi come collettivo o associazione. Forse l’impatto più importante e significativo del progetto è proprio questo: avere stimolato il desiderio di auto organizzarsi, di alzare la voce e lottare per i propri diritti e per la propria indipendenza.
Nei primi giorni di febbraio, mentre in Italia si svolge la presentazione ufficiale del caffè doña Lucero, le 80 donne sono già al lavoro per la produzione del 2023. Sta iniziando la faticosa fase della raccolta manuale delle ciliegie di caffè, fondamentale per preparare il passaggio successivo della lavorazione. L’attenzione è massima, al fine di garantire il migliore risultato economico – dunque sociale – nonché in tazza.



