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SLAFOOD: 60 Chef in campo per la SLA, gli eventi in programma per la primavera/estate 2024

Le parole di Davide Rafanelli, malato di SLA e Presidente fondatore di SLA FOOD Sostenere la ricerca è la nostra migliore ricetta
fonte ufficio stampa Comunicazione 2.0
Photo credits: fonte ufficio stampa Comunicazione 2.0

Mi chiamo Davide Rafanelli, ho 53 anni, sono un marito, un papà di una bimba di 6 anni e da quasi tre anni sono ammalato di SLA. Dal giorno della diagnosi, un giorno difficile da affrontare, la mia vita è stata stravolta, la SLA coinvolge te e tutta la tua famiglia. Purtroppo oggi non ha una cura, è una sentenza.

Da ammalato, mi sono trovato da subito a dover affrontare, oltre che i problemi legati alla patologia, anche diverse difficoltà psicologiche per affrontare con coraggio questa situazione.. È allora che ho voluto subito rendermi utile perché il mio tempo non fosse andato perso ma potesse aiutare chi, come me, soffre di una malattia rara e subdola. La SLA è capace di prendersi il tuo corpo, lasciando intatta la tua mente, in modo che tu possa capire il dramma che stai vivendo.

Nei giorni che seguirono la diagnosi mi sono sentito, a volte, perso e, altre volte, arrabbiato ma il tempo passava e non potevo perderlo dietro a rabbia e rancore, ma utilizzarlo al meglio anche per aiutare la ricerca.

Ho contattato un mio amico fraterno, Chef Roberto Carcangiu Presidente di APCI Chef, l’associazione di riferimento per cuochi e chef italiani. Ho scelto di coinvolgere i miei affetti più cari: mia moglie, mia sorella e i miei amici d’infanzia a garanzia che, una volta che io non ci sarò più, continuino il mio progetto.

È nata SLA FOOD, una associazione OdV che ha come obiettivo il fatto di coinvolgere il mondo del food per organizzare eventi, corsi, progetti, collaborazioni, raccolte fondi, sempre a sostegno della ricerca.

Per aiutare attivamente la ricerca e dare speranza ai tantissimi malati, ho stretto una forte collaborazione con il Centro Clinico NeMO di Milano, dove anch’io sono in cura, per destinare i fondi dell’Associazione al supporto delle famiglie e sostenerle in tutti quei servizi complementari che permettono a un malato di SLA di non sentirsi mai solo.

Gli chef metteranno a disposizione spazi, luoghi, ricette… Noi, con l’aiuto di tutti coloro che desiderano sostenerci, metteremo la nostra passione per supportare un progetto ambizioso che possa, un giorno, cambiare il destino di chi è affetto da questa patologia. Con la speranza che, in futuro, si possa dire: si può guarire dalla SLA.

Noi ci crediamo, unisciti a noi..

(Nella foto: da sx_Felix Lo Basso_Elio Sironi_Stefano Regondi_Christian Benvenuto_Fabio Zanetello_Davide Rafanelli_Stefano Callegaro_Roberto Valbuzzi_Federica Cerri)

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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