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Spermidina: nella dieta mediterranea il segreto della longevità

La spermidina agisce a livello genetico: interagisce con una delle vie della longevità, ovvero mTOR (mammal Target Of Rapamycin). Il risultato è l’attivazione dell’autofagia, un processo molto importante per mantenere i tessuti sani e tenere sotto controllo l’invecchiamento.
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La spermidina si trova naturalmente in ogni cellula del nostro corpo, partecipa alla regolazione della crescita cellulare, del metabolismo e di una serie di altre funzioni. La quantità ottimale di spermidina nel corpo è correlata al mantenimento della vitalità generale ed è spesso associata a un invecchiamento sano. Con l’avanzare dell’età, i meccanismi di rinnovamento e pulizia delle cellule diminuiscono, come nel caso del processo di autofagia. Attraverso l’autofagia, i componenti cellulari danneggiati vengono riciclati e tornano a far parte di cellule sane.

Se questi componenti non vengono adeguatamente rimossi, rimangono nei tessuti provocando stress cellulare, cioè inducendo processi infiammatori indesiderati che accelerano l’invecchiamento. Per questo è importante attivare questo processo, ad esempio con molecole come la spermidina.

Nel 1674 l’inventore del microscopio Antonie van Leeuwenhoek iniziò ad osservare con questo nuovo straordinario strumento tutto ciò che lo circondava e solo nel 1678, 4 anni dopo, iniziando probabilmente a scarseggiare le nuove idee, gli capitò di osservare (1) la presenza di sostanze cristalline nel proprio sperma. Solo nel 1878 la sostanza fuisolata e caratterizzata e le fu dato il nome di spermina, ovviamente in riferimento alla natura del liquido biologico in cui è stata scoperta. Sul finire del XIX secolo, 1898 in particolare, lo scienziato russo von Poehl propose l’uso della spermina nella cura di varie malattie e bisogna arrivare al 1924 per la descrizione esatta della struttura chimica della spermina e, per noi più interessante, del suo precursore chimico, la spermidina. Con le conoscenze attuali il nome appare in realtà poco azzeccato, perché non solo la spermidina è isolabile in tutte le cellule del corpo umano, ma è praticamente ubiquitaria negli eucarioti.

La spermidina sembra giocare un ruolo essenziale nei processi di crescita cellulare, benché i meccanismi biochimici esatti restino ancora in parte da comprendere; a suscitare l’attenzione dei ricercatori sono state tuttavia essenzialmente 4 osservazioni:

1. Sembra essere capace di legarsi alla doppia elica del DNA e di stabilizzarlo.

2. La quantità di spermidina presente nell’organismo aumenta(3) in caso di accelerazione del metabolismo, e si riduce in caso di rallentamento.

3. Forse più interessante ancora è che la concentrazione di spermidina diminuisce con l’invecchiamento.

4. La spermidina sembra favorire l’autofagia (l’autofagia è un processo auto-degradativo che induce i lisosomi a degradare componenti intracellulari invecchiati, danneggiati o disfunzionali. È stato riferito che l’autofagia svolge un ruolo importante nella protezione dalle malattie neurodegenerative e dall’invecchiamento precoce.).

Sembra essere importante per:

• la protezione dallo stress ossidativo;

• l’azione antinfiammatoria;

• la proteostasi (contribuisce a mantenere i normali livelli funzionali delle proteine necessarie allo svolgimento delle funzioni cellulari);

• l’omeostasi cellulare, regolando la crescita, la proliferazione e la morte cellulare;

• la stabilizzazione del DNA e dell’RNA;

• preservare la funzione mitocondriale;

• prevenire la senescenza delle cellule staminali.

• Inoltre, la spermidina esibisce effetti antitumorali, cardioprotettivi e neuroprotettivi, che si riverberano positivamente sulla salute generale dell’organismo.

Uno studio della rivista mensile Nature Cell Biology, che pubblica ricerche in tutti i settori della biologia cellulare, conferma i benefici della spermidina, una molecola di cui sono state rivelate proprietà anti invecchiamento.

Tecnicamente, la spermidina è la poliammina predominante, un composto biologico presente in tutte le cellule umane. È derivata dal suo precursore putrescina o dalla degradazione della spermina. Scoperta nel 1678 nel seme maschile (da cui prende il nome), la spermidina si trova anche in molti alimenti. Dai broccoli al cavolfiore fino a certi formaggi, sono molti i cibi in cui è presente questa sostanza dall’effetto antiage. Prima di scoprire in quali alimenti trovarla, partiamo dal perché questa molecola susciti tanto interesse nella comunità scientifica e anche in chi vorrebbe trovare un alleato della longevità.

Lo studio si incentra sulla capacità della spermidina di favorire la longevità attraverso un meccanismo noto come autofagia cellulare, fondamentale per il benessere dell’organismo. Il motivo sta nel fatto che la spermidina si comporta come una specie di “spazzino” delle cellule, attivando l’autofagia, ossia il processo grazie al quale le cellule sono in grado di liberarsi di componenti che risultano danneggiati. Lo studio del magazine Nature Cell Biology rivela che per aumentare i livelli di spermidina serve il digiuno. Durante l’assenza di ingestione di cibo, infatti, i livelli di spermidina aumentano anche del 50% in soli 4-5 giorni. Un dato eclatante visto che con il passare del tempo le cellule tendono ad accumulare molti componenti danneggiati.

MA NON SOLO: ricerche dimostrano chiaramente che la spermidina aiuta a dormire correttamente regolando i cicli sonno-veglia e – soprattutto – a prevenire allergie alimentari, cancro, diabete e malattie cardiache. Proprio così: secondo uno studio pubblicato su Trends in Food Science & Technology, le poliammine come la spermidina, la putrescina e la spermina svolgono importanti ruoli nel metabolismo cellulare umano e nella sintesi delle proteine.

Uno studio del 2018 pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha voluto studiare la correlazione tra assunzione di spermidina e minor rischio di mortalità. Ha così coinvolto 829 partecipanti di età compresa tra 45 e 84 anni sottoposti a tre diverse diete con diversi livelli di consumo di spermidina. Sono stati somministrati questionari alimentari nel 1995, 2000, 2005 e 2010 con tanto di follow-up medici corrispondenti.

IL RISULTATO? Chi mangia più alimenti contenenti spermidina ha un rischio mortalità uguale a quello di persone di 6 anni più giovani. Un bel risultato!

L’alimento in assoluto più ricco è il germe di grano (350 mg/kg), che va però usato come un integratore, alle dosi di circa 2 cucchiai al giorno.
Seguono gli ortaggi, in particolare quelli verdi: broccoli, piselli, lattuga e peperoni. Questi alimenti sono dei toccasana per l’organismo, quindi consumarli è tanto di guadagnato. Per esempio i broccoli, che contengono 100 mg/kg di spermidina, aiutano a combattere i tumori, proteggono la vista (grazie alla presenza di betacarotene e luteina) e rafforzano le ossa (grazie alle vitamine D e K e al calcio), mentre i piselli (140 mg/kg) contengono i preziosi folati. Ma pure ortaggi come il cavolfiore non sono da disdegnare per la presenza di spermidina, che poi si trova nel tè verde (38,1 mg/kg), un notissimo antiossidante.

Tra le tante proprietà dei cereali integrali c’è anche quella di contenere spermidina, in particolare riso, mais, miglio e amaranto: una buona occasione per scoprire una gustosa varietà di chicchi e farine. I cereali forniscono le proteine complete se associati ai legumi, anch’essi interessanti per la presenza di spermidina, soprattutto fagioli rossi e lenticchie, ma ancor di più la soia (207 mg/kg) e derivati – tofu, tempeh e natto, un prodotto giapponese fermentato.

Possono dare una mano i formaggi stagionati (quelli blu, ma anche parmigiano, grana e pecorino), sempre che siano consumati con moderazione. Per la presenza della molecola si segnalano anche i funghi (11), con dosaggi variabili tra 62,4 e 139,3 mg/kg. Tra i più ricchi ci sono i giapponesi shiitake, che oggi stanno guadagnando molta popolarità. Infine vanno ricordati il pepe verde fresco (90 mg/kg) e, tra la frutta, le pere; contengono per lo più putrescina
pompelmi e arance. Quanto a carne e pesce , questi offrono soprattutto la poliammina spermina, dalla cui degradazione l’organismo ricava la spermidina. Tuttavia, anche senza concentrarsi su specifici alimenti, da questa selezione risulta chiaro che variando i cibi e dando la preferenza a quelli freschi si può dare una mano alla longevità.

IL SEGRETO DEI CENTENARI

Dei ricercatori italiani (6) in uno studio su centenari del 2012, hanno potuto constatare che all’età di 60-70 anni i livelli di spermidina scendono fino ad 1/3 rispetto a quando abbiamo 50 anni. Ciò però non succede a chi vive 90 o 100 anni. In qualche modo queste persone riescono a mantenere stabili i loro livelli. Da una parte c’è una capacità genetica che facilita la produzione interna di questa molecola, dall’altra certi alimenti possono rifornire il corpo della spermidina che ha bisogno. I ricercatori suggeriscono cibi come la soia ed i funghi (11) ma, come vedremo, ce ne sono molti altri.

L’aspetto positivo e rassicurante dello studio sui topi, è che gli animali godevano dell’integrazione anche quando questa era somministrata ad individui anziani, sottolineando ancora una volta come non sia mai troppo tardi per iniziare. Effetti positivi sono stati indotti nel cuore, nei reni (7), nel fegato e nel cervello (8) aumentando l’autofagia interna.

“La spermidina si colloca attualmente tra i nutraceutici più studiati al mondo – spiega Eugenio Luigi Iorio, presidente dell’Osservatorio Internazionale dello stress ossidativo – Oggi, finalmente, sulla base dei risultati di studi sperimentali e clinici, appare evidente che, attraverso una serie di azioni, è realmente utile nel mantenimento della normale funzione cellulare. Si tratta di una sostanza naturale che costituisce uno straordinario supporto per guidarci verso un invecchiamento in salute (4,5). Alla luce dei risultati delle più recenti ricerche nell’ambito delle geroscienze, l’invecchiamento patologico può essere considerato, in larga misura, come l’effetto dell’accumulo di rifiuti molecolari potenzialmente tossici. Purtroppo, con il passare degli anni, il livello di spermidina nel nostro organismo tende a ridursi e con esso anche l’efficienza dell’autofagia diminuisce. E tutto questo capita proprio quando l’organismo ne avrebbe più bisogno per proseguire il cammino verso un invecchiamento di successo. Grazie alla sua capacità di attivare il rinnovamento cellulare la spermidina migliora la respirazione cellulare, aiuta a bruciare i grassi, svolge un’azione epato-protettrice e sembra essere molto importante per le prestazioni del sistema immunitario. E ancora, può sostenere le prestazioni del sistema muscolo-scheletrico, della pelle e degli annessi cutanei”.

L’assunzione quotidiana raccomandata di spermidina è stata stimata in 30 mg per gli uomini e 25 mg per le donne. Trattandosi di stime basate su consumi alimentari a loro volta stimati e generalizzati, queste raccomandazioni devono essere prese, come si suol dire, con le pinze. Usandole come base di partenza per un ragionamento sul tema, la possibilità che al momento tu non ne stia assumendo abbastanza sembra concreta. Infatti i dati a disposizione suggeriscono che gli europei assumano in media 13 mg di spermidina al giorno.

Nel caso specifico di noi abitanti dell’Italia, stiamo più o meno nella media, con un’assunzione di 12 mg di spermidina al giorno. Probabilmente saremmo messi decisamente meglio se oltre a decantare i benefici della “nostra” Dieta Mediterranea ci impegnassimo anche a seguirla davvero. Infatti il contenuto di spermidina dello stile alimentare tipico della Dieta Mediterranea è significativamente più elevato rispetto a quello della media dei regimi alimentari seguiti nell’area del sud dell’Europa. I numeri sopra citati ci dicono, però, che ci sono ampi margini per migliorare l’assunzione di questa molecola anche in quella che si considera la patria di questo stile di vita.

Fonti:

  1. • https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/13/cose-la-spermidina-la-molecola-che-allunga-la-vita-previene-tumori-cardiopatie-e-malattie-metaboliche-e-neurodegenerative-ecco-in-quali-alimenti-si-trova/7727209/
  2. • https://healthy.thewom.it/integratori/spermidina/
  3. • https://www.elle.com/it/salute/benessere/a22957939/spermidina-integratore-proprieta/

BIBLIOGRAFIA

  1. 1. La storia iniziale della ricerca sulle poliammine (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0981942810000331?via%3Dihub)
  2. 2. La spermidina è essenziale per l’autofagia mediata dal digiuno e la longevità (https://www.nature.com/articles/s41556-024-01468-x)
  3. 3. https://it.wikipedia.org/wiki/Spermidina
  4. 4. Spermidina nella salute e nella malattia (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29371440/)
  5. 5. Poliammine nell’invecchiamento e nelle malattie (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21869457/)
  6. 6. Spermidina e spermina sono arricchite nel sangue intero di nonni/centenari (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22950434/)
  7. 7. Cardioprotezione e prolungamento della durata della vita grazie alla poliammina naturale spermidina (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27841876/)
  8. 8. Il trattamento a lungo termine con spermidina aumenta la durata della salute dei ratti maschi Sprague-Dawley di mezza età (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32285289/)
  9. 9. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6287690/#CIT0008
  10. 10. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3044119
  11. 11. Ricerca sulle ammine biologicamente attive in alcuni funghi commestibili selezionati (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0889157519310014)

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Gentilin Maria Cristina

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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