Come spiega la rivista, nel campione analizzato di farina prodotta dalla famiglia Farchioni – Farina di grano tenero 0 – “il glifosato è stato rilevato solo in tracce, al di sotto cioè della quantificazione analitica (0,01 mg/kg)”. Detto in altri termini, ciò significa che la quantità è talmente minuscola da non rappresentare alcun rischio per la salute delle persone. Stesso discorso vale per gli altri pesticidi che nelle analisi di laboratorio non hanno superato la soglia analitica (0,01 mg/kg), esibendo pertanto valori talmente bassi di presenza di contenuti cancerogeni da risultare praticamente assenti.
Inoltre, siamo lieti di ricordare che l’indicazione di origine che attesta l’uso di grano 100% italiano, pur non essendo obbligatoria e non avendo influito sul giudizio finale dell’indagine, viene specificata solo da Farchioni e da un altro brand, mentre gli altri non danno notizie circa la provenienza della materia prima usata nella molitura. Per il Gruppo Farchioni è l’ulteriore riprova dell’ottimo lavoro svolto nella prospettiva della filiera corta o cortissima: la nostra famiglia è al centro di un vero e proprio ecosistema composto dalle proprie imprese e dagli stakeholder di riferimento principali fondato sul controllo completo delle fasi produttive dal campo alla realizzazione dei prodotti finiti e sull’influenza positiva sulle restanti fasi del processo.
Tutto ciò concorre alla garanzia di qualità e di sicurezza del prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori.
In conclusione, siamo grati nei confronti della redazione de Il Salvagente per l’opera di informazione svolta a vantaggio dei cittadini: un lavoro meritorio che permette anche alla nostra azienda di mostrare il cammino



