Immersa in un panorama incontaminato, a Pontassieve, un piccolo borgo a pochi chilometri da Firenze, in un luogo in cui storia e bellezza naturale si intrecciano armoniosamente. E’ dominata dall’Appennino Tosco-Romagnolo, sorge sulla riva destra del fiume Aro, in confluenza col fiume Seve, da cui trae il nome. Qui sulle dolci colline, tra le più alte del Chianti, sorge la splendida Tenuta secolare, risalente all’età del Bronzo, un’eccellenza vitivinicola che affonda le sue radici in epoche antiche quando era di proprietà di Caterina de’ Medici, da lei stessa donata alla facoltosa famiglia di Marchesi Gondi, si estende oggi per 600 ettari, di cui 50 ettari di vigneti, 200 ettari di uliveti, 100 ettari di seminativi e 250 ettari di boschi comprendendo 47 poderi, ognuno dei quali caratterizzato da una propria connotazione storica e architettonica, concentrati sulla coltivazione.
Acquisita nel 1972 dalla Famiglia Inghirami, è specializzata nella produzione del Chianti Rufina e da sempre pone attenzione alla salvaguardia dell’ambiente ed alla qualità dei vini che produce. E’ una testimonianza del profondo legame di Grignano con il patrimonio storico ed energico della Toscana e amplia ulteriormente i vigneti e le capacità produttive della tenuta che ha permesso un’ulteriore espansione. Dal 2018, la tenuta ha effettuato importanti investimenti nel vigneto, nelle cantine e nel frantoio, producendo vini biologici che riflettono il particolare terroir della Valdisieve. Grignano rappresenta oggi la tradizione, la cultura, legate al territorio, sapientemente unite alla tecnologia più avanzata, per ricoprire un ruolo da protagonista nel vastissimo mondo del Food&Wine.
La Cantina Pievecchia, acquisita dalla tenuta nel 1999, è un’antica parrocchia risalente al XVI secolo. È una testimonianza del profondo legame di Grignano con il patrimonio storico ed enologico della Toscana e amplia ulteriormente i vigneti e le capacità produttive della tenuta. La combinazione unica di tradizione, sostenibilità e innovazione continua a definire la Tenuta di Grignano come leader nella regione vinicola del Chianti Rufina, offrendo vini che bilanciano eleganza, carattere e longevità.
Punto di partenza, la convinzione che questa sottozona custodisca una grande potenzialità ancora inespressa, che può essere incanalata proponendo, oltre ai classici della tradizione (di cui Chianti Docg Riserva Poggio Gualtieri è un chiaro esempio) anche vini diversi, basati su rivisitazioni del Sangiovese in chiave più contemporanea. Un modo per rivolgersi anche a target di pubblico diversi, più orientati verso vini più semplici, immediati e meno sontuosi rispetto a quelli tipici della tradizione toscana.
Dalla nobile eredità medicea alla moderna gestione biologica nel cuore della Toscana
La visione della famiglia Inghirami, che combina l’eredità storica con le moderne tecniche di vinificazione, sta aprendo la strada al successo futuro della tenuta, con una forte enfasi sulla sostenibilità e sulla qualità. I nuovi vini biologici prodotti a Grignano mirano a stabilire un punto di riferimento nell’area della Valdisieve, mostrando l’impegno dell’azienda a preservare il patrimonio della terra e ad abbracciare l’innovazione.
La Fattoria di Grignano rappresenta un crocevia di storia e innovazione. Il giovane e talentuoso Tommaso Inghirami (in foto), appartenente alla terza generazione, che vanta precedenti esperienze internazionali tra le quali un’occupazione come manager alla Ferrero, guida la sperimentazione di vini unici, rendendo omaggio alla ricchezza del Chianti Rufina. Tommaso, sin da subito s’è circondato da un team di collaboratori esperti e, a guidare la parte enologica s’è affidato a Stefano Chioccioli.
La tenuta si concentra sulla coltivazione di uve di alta qualità come il Sangiovese, il Colorino e il Canaiolo Nero, oltre a Cabernet Sauvignon e Merlot, e di varietà bianche come il Trebbiano Toscano, la Malvasia del Chianti e lo Chardonnay. I loro vini sono biologici e la tenuta è certificata dal 2008.
La filosofia enologica di Grignano ruota attorno alla sostenibilità, garantendo che i suoi vini riflettano il ricco terroir del Chianti Rufina. Il microclima, l’esposizione a sud e i terreni ricchi di calcare e galestro contribuiscono al carattere elegante dei loro vini, in particolare del Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri, tra i più importanti dell’azienda a base di Sangiovese. Conosciuto per il suo lungo potenziale di affinamento, questo vino evidenzia la dedizione dell’azienda alla qualità e alla tradizione. Sono caratterizzati dal giusto tenore zuccherino e alcolico e da buona acidità fissa, la quale contribuisce ad esaltarne i profumi e a mantenerli nel tempo.
L’intera gamma dei vini di Grignano manifesta da subito un’ottima bevibilità conservando al tempo stesso un grande potenziale di affinamento nel tempo, che ne assicura grande longevità, con particolare riferimento alla riserva “Poggio Gualtieri”.
Forte di una tradizione radicata nel territorio, Fattoria di Grignano si impegna costantemente nel presentare al pubblico nazionale ed internazionale i frutti del suo lavoro: un vino elegante dalla personalità decisa, giustamente tannico, con profumi che rimandano a complessi bouquet di frutti di bosco e spezie.
Il Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri raccontati direttamente dal giovane titolare dell’azienda Tommaso Inghirami
Presso il Ristorante Il Liberty di Viale Monte Grappa 6 a Milano, si è svolta una degustazione verticale di Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri (6 annate: 2000, 2001, 2011, 2013, 2015, 2019), di un Vinsanto del 1980 e del Toscana IGT Rosso Fedra 2019 di Grignano raccontate direttamente dal titolare dell’azienda Tommaso Inghirami. Vini di grande intensità aromatica e soprattutto grandissimo potenziale di invecchiamento.
Vinsanto annata 1980 otre il tempo
Una perla rara, di colore giallo ambrato carico con sfumature dorate, al naso molto complesso, si presenta al palato fruttato con note di albicocca appassita, e frutta secca, miele di castagno. Di grande struttura, dolce ma per nulla stucchevole e di estrema piacevolezza al sorso. Anche dopo 44 anni, è elegante e raffinato, un eclettico vino da meditazione, perfetto non solo da abbinare ai dolci ma come aperitivo o servito con formaggi stagionati.
Le 6 sfumature del Chianti Rufina
Degustazione verticale Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri annate: 2000, 2001, 2011, 2013, 2015, 2019
Andamento annate Rufina
2000
Le uve, di ottima qualità, hanno avuto una maturazione leggermente anticipata rispetto alla media (di 7/10 giorni). Gli acini raccolti in ottime condizioni, sono ricchi di zuccheri e polifenoli, grazie all’andamento climatico che ha visto una primavera a tratti piovosa e poi soleggiata e un inizio di estate temperato con alcune precipitazioni sparse che hanno scongiurato la siccità e lo stress idrico delle piante. Infine, il caldo della seconda metà di agosto ha favorito la concentrazione zuccherina. Per questo il Sangiovese appare intenso e fruttato, con una gradazione fra i 12° e i 13°. L’inizio anticipato della vendemmia ha consentito di effettuare la raccolta con pianificazione e tempi maggiormente dilazionati.
Splendido rubino intenso che svela lentamente sentori delicati di lampone, ribes e ciliegia, impreziositi da un’elegante e leggera speziatura. Coerente al gusto, morbido ed elegante, con tutte le componenti ben integrate fra loro, adeguatamente sorrette dall’aggraziato tannino.
2001
La stagione 2000-2001 è stata caratterizzata da un buon andamento meteorologico, senza episodi particolarmente rilevanti, a parte la gelata del 17 aprile. Tuttavia, il ritardo nel ciclo di vegetazione del Sangiovese, ha preservato i vigneti. Non si sono verificati attacchi di malattie come l’oidio e la peronospora, e l’uva si presenta perfettamente sana. Nei mesi di giugno, luglio e agosto le temperature sono state ottimali, e si sono verificate delle salutari piogge che hanno preservato la vite da problemi si stress idrico. Infine, il diradamento dei grappoli non è stato particolarmente pesante quest’anno, perché non si sono verificati grandi eccessi quantitativi di uva. Insomma, l’annata 2001 si è presentata regolare e favorevole.
Esordisce nel calice con un rosso granato luminoso, si apre lentamente con suggestioni di scorza di arancia candita, susina rossa, pepe rosa e cannella, refoli balsamici e ardesia. Nel naso domina la frutta surmatura a cui seguono fiori tra cu la rosa leggermente appassiti. All’assaggio, una struttura pronunciata, tannini cesellati si armonizzano con acidità e alcol regalando una meravigliosa bevibilità.
2011
Un’annata atipica, contraddistinta da un grande caldo in Italia, che ha favorito zone più fresche, come il Chianti Rufina e le zone più alte del Chianti Classico. Non è certo l’annata favorevole ai vitigni precoci come il Merlot, ma il Sangiovese prometteva molto bene. Sarà una vendemmia di “cesello” bisognerà cioè lavorare con molta attenzione nella fase di raccolta per portare in cantina i grappoli migliori. Grappoli che il caldo ha molto concentrato o, nella peggiore delle ipotesi ha appassito, e per questo si è registrato un calo nelle rese di circa il 15% sul 2010. Una vendemmia abbastanza povera ma dagli esiti qualitativi interessanti.
Colore rubino luminoso con sfumatura granato. Esibisce un pot-pourri di pepe verde, cannella, fiori rossi, tabacco seguiti da frutta rossa matura. L’ingresso in bocca è pieno, i tannini sono ottimamente integrati nella struttura. Epilogo appagante con aromi di arancia ed essenze balsamiche.
2013
Vendemmia lunga, difficile ma di grande soddisfazione. A fine settembre il sangiovese aveva ancora bisogno di tempo per esprimere al meglio le sue qualità di morbidezza e tannicità. Nel momento in cui ci si stava apprestando alla vendemmia, le previsioni meteo sono variate improvvisamente con una fortissima perturbazione. Passata la perturbazione sono arrivati dei giorni di sole bellissimo che ha asciugato e permesso anche al sangiovese di essere pronto. La qualità si attesta essere molto alta, con una spinta acida che porta il vino a durare nel tempo e una eleganza rara.
Il colore è tra il granato e il rubino. Poi il naso è complesso di spezie tra cui pepe verde, tabacco, cannella, segue la frutta rossa matura, un tocco di arancia rossa, poi è balsamico. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da freschezza, eleganza, intensità, persistenza e un retrogusto mentolato e di arancia rossa
2015
Un inverno piuttosto mite e piovoso, con temperature rigide solo nella seconda metà del mese di febbraio il che ha consentito di rallentare il risveglio vegetativo della vite, che è stato comunque anticipato, e un’estate calda e soleggiata on temperature a tratti molto alte, ma con notti molto fresche che hanno consentito una maturazione delle uve lenta, costante e ottimale. Le piogge della prima settimana di agosto hanno riportato alla regolarità il ritmo della stagione, la raccolta è iniziata nella prima decade di settembre. La posizione geografica della Rufina, con la costante ventilazione dell’Appennino, l’altitudine e l’esposizione a sud hanno garantito vini perfettamente maturi, ma freschi, eleganti e di prevedibile grande longevità. I vini del 2015 si caratterizzano per freschezza, eleganza e grande potenziale di invecchiamento, con un’annata che esalta la capacità del Chianti Rufina di coniugare struttura e armoni
Si presenta con un bel colore tra il granato e il rubino. Poi il naso è complesso di spezie tra cui il chiodo di garofano oltre al pepe nero, segue la frutta rossa in confettura, poi ha un tocco agrumato, con a chiudere note balsamiche. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da una decisa freschezza, è elegante, decisamente persistente, con un finale balsamico.
2019
Dopo un inverno abbastanza freddo con neve e diverse notti sottozero, la ripresa vegetativa delle piante è stata regolare a fine Aprile. Un ritorno di freddo, con neve sugli Appennini, nei primi giorni di maggio ha costretto alcune aziende ad accendere fuochi nella notte, come nel 2017, a protezione dei giovani germogli nei vigneti. Primavera piovosa e con crescita della vegetazione rapida, con gestione del verde piuttosto complessa. L’estate è stata secca ma con grandi escursioni termiche notte/giorno e con temperature mai troppo alte. Le piogge di fine agosto hanno rinfrescato e allungato il periodo di maturazione. La raccolta è cominciata a partire dalla terza/quarta settimana di settembre e condotta senza troppi problemi grazie ad un clima asciutto. Si aspettano vini freschi di ottima acidità, con gradazioni più contenute rispetto alle vendemmie recenti, con tannini maturi e abbondanti. L’annata ricorda le 2006-2009S
Profondo nel colore rosso porpora, intenso e limpido. Al naso molto fine con sentori di frutti neri, di frutta rossa matura, aromi speziati, note di tabacco ed una contenuta presenza di rovere. In bocca pieno e vellutato, dal tessuto denso con la componente tannica ben integrata, lungo nel finale.
Il Chianti Rufina, con le sue altitudini elevate e l’influenza mitigante dell’Appennino Tosco-Romagnolo, ha sempre offerto annate capaci di raccontare l’unicità di un territorio vocato alla qualità. Ogni vendemmia riflette le sfide e le opportunità di un clima particolare, traducendosi in vini che parlano di un legame profondo con la terra.
La degustazione di alcune delle etichette più rappresentative ha permesso di cogliere le diverse anime dell’azienda e le infinite sfumature dell’incredibile territorio del Chianti Rufina ancora così poco conosciuto. Perfetto l’accostamento ai piatti sopraffini con l’utilizzo di materie prime di qualità elevata, studiati dallo Chef/patron Andrea Provenzani del ristorante Il Liberty di Milano per esaltare al meglio questi grandi vini.
Per informazioni:
Fattoria di Grignano è in Via di Grignano, 22 – 50065 Pontassieve (FI)
Telefono: +39 055 8398490
Email: info@fattoriadigrignano.com
Web site: www.grignanowinwey.com



