C’è un vino rosso toscano, che ha una storia da raccontare. Una storia, fatta di passione, tradizione e innovazione, racchiusa, come in uno scrigno, in una botte di rovere, che dopo un lungo affinamento,si esprime al meglio in un color rosso rubino intenso. E’ il risultato di un blend che nasce da un vitigno autoctono (Sangiovese) ma che trova la sua massima espressione abbinato a un vitigno internazionale (Merlot). In bottiglia si riflette nell’etichetta con semplicità, in un packaging elegante che si fa notare. Il risultato finale che ne viene fuori, è senza dubbio un’esaltazione dell’olfatto e del gusto che si assapora degustandolo nel classico ballon di cristallo. Ma è anche una storia di qualità, che trae linfa vitale da un territorio d’eccellenza, come quello della Val d’Orcia. Non è casuale il un nome importante che gli è stato affidato: Prezioso 2020 IGT.
E’ prodotto dalle Cantine Ravazzi, una piccola azienda vitivinicola di San Casciano dei Bagni, a sud della provincia di Siena, al confine con l’Umbria e il Lazio, a gestione familiare, che dal 1956, di padre in figlio si tramanda la passione di produrre vini di qualità riconosciuta in Italia e all’estero.
Una storia, quella di “Prezioso IGT”, che nel corso di questi ultimi anni, è fatta di riconoscimenti e segnalazioni di importanti e riconosciuti panel di valutazione sensoriale. La più recente, è di poche settimane fa. L’evento “I Migliori Vini Italiani 2025” secondo Luca Maroni, che si è svolto a Roma Eur, lo ha classificato come miglior vino rosso in assoluto, con il punteggio massimo di 99.
Il metodo di valutazione è tra i più autorevoli. Maroni è un’analista sensoriale, tra i più grandi esperti di vino, seguiti al mondo. Autore della guida Annuario dei Migliori Vini Italiani e della voce “degustazione del vino” sull’Enciclopedia Italiana Treccani, Sul vino “Prezioso 2020 IGT” si espresso testualmente con questa motivazione di analisi sensoriale:
”Gran polpa, morbidezza favolosa, un campione di standard organolettico complessivo densamente archetipico. Non traspare all’occhio ciò, mentre all’olfatto, per quanto profondamente inalato, sempre denso risponde, prodigo di note di frutto rosso in confettura. Il suo punto di forza, oltre alla concentrazione dei succhi che rende il suo tatto così viscoso, come lattoso, è la souplesse del gusto: di tannino in circolo ve ne è tanto, ma ancor più disponibile è la morbidezza. In deglutizione infatti non penetra chinoso ma resta avvolgentemente arioso, poi subito si libera il suo aroma moroso e mentoso, e la sua dolcezza invasiva si libera balsamica, soffice, così persistendo nel lungo dopo bocca. Fase la più suadentemente persistente all’assaggio. Di perfetta caratura tecnica l’enologia d’esecuzione, non altrimenti così turgida e netta, inossidata la sua polpante ciliegia nera. Un gran vino, stabilmente fra i migliori rossi in assoluto, di fruttosità speziosamente, glicerinosamente impressica. Chapeau!”
“Chapeu!” alla famiglia Ravazzi per essere riuscita nel corso degli anni, nel produrre vini pluripremiati. Oltre a “Prezioso”, troviamo i vari “Iroso”, “Borioso – Chianti Riserva DOCG” oppure le linee “Ciaccioni” o “Collezione Privata Alberto Ravazzi” che si completano con i vini tradizionali Chianti o Chianti Riserva. Non meno importanti i recenti vini supertuscan P64 (Sangiovese e Cabernet Sauvignon) che stanno ritagliandosi i consensi dei wine lovers nei mercati internazionali dove la cantina sancascianese è presente (Svizzera, Germania, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Thailandia).
Tramontato il sogno americano, per un presente e un futuro incerto e nebuloso, si guarda oggi, all’Europa.
Dopo aver presenziato Wine Paris, le Cantine Ravazzi come di consueto saranno presenti al Vinitaly dal 6 al 9 aprile (Padiglione 8 Stand i5) per far conoscere e degustare una selezione dei propri vini.
Ma il mercato più importante è sicuramente quello diretto, nella cantina di Palazzone a San Casciano dei Bagni, dove su prenotazione si può partecipare a “degustazioni guidate” con abbinamento di prodotti tipici locali. Un’occasione unica da vivere, anche per il contesto del paesaggio e del territorio, che propone un’offerta fatta di storia (sito di reperti archeologici etruschi e romani), di benessere per le acque termali e la bellezza di un borgo antico, che è stato nominato dall’organismo del turismo delle Nazioni Unite “the best tourism Village 2024”.
G.B.



