È una Sicilia che custodisce la propria memoria, la rende attuale e la trasforma in visione quella delineata da Grégoire Desforges, Presidente di Baglio di Pianetto. Il vino inteso come espressione culturale, capace di aprire lo sguardo e il dialogo con esperti e semplici appassionati.
Un progetto che unisce identità territoriale e linguaggio contemporaneo, valorizzando una proposta enologica capace di parlare anche alle nuove generazioni, sempre più consapevoli e orientate alla qualità.
Per Baglio di Pianetto, il vino non è solo prodotto: è racconto collettivo, dialogo tra territorio e persone, espressione di una cultura che si tramanda e che si arricchisce nel tempo.
Ed è proprio in questo dialogo continuo tra generazioni e identità, che affondano le radici dell’azienda, profondamente legata alla comunità arbëreshë insediata in Sicilia sin dal Quattrocento, tra Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi. A Contrada Pianetto – dove la cantina ha sede – la comunità arbëreshë è una presenza viva, che ha saputo conservare lingua, riti e tradizioni agricole, contribuendo a preservare le specificità uniche del terroir siciliano. La scelta di dare ai propri vini nomi arbëreshë, parole antiche che raccontano il legame di Baglio di Pianetto con la propria terra, è diventata firma distintiva per la cantina. Come per il passito Êra e l’extra brut Fushà anche per il nuovo vino frizzante Shùmè, il nome è parte stessa dell’identità, forte del legame con una delle culture più antiche dell’isola.
Shùmè, che in arbëreshë significa “molto”, ricorda anche la parola in dialetto siciliano “sciuma”, schiuma, restituendo l’immagine della spuma delle onde del mare siciliano e al tempo stesso la ricca vitalità delle bollicine. Un nome che parla di energia e celebra la convivialità: la leggerezza di un brindisi tra amici, la vitalità delle estati siciliane.
Fresco e immediato, Shùmè nasce da una terra di contrasti, dove le alture in cui maturano le uve di Baglio di Pianetto incontrano i profumi intensi che il vento porta dal mare. Un vino contemporaneo e sincero, la cui spontaneità è capace di avvicinare un pubblico trasversale attraverso un’estetica fresca e un linguaggio accessibile, senza rinunciare alla profondità culturale che lo ispira.
Il packaging racconta la filosofia stessa del vino: l’etichetta, ispirata alla spiaggia di Mondello, ne cattura l’atmosfera luminosa e vibrante. Un omaggio non casuale: con i suoi vigneti d’altura, Baglio di Pianetto è una delle cantine più vicina al cuore di Palermo, condividendone la stessa luce, la stessa vitalità e quello spirito autenticamente siciliano che lega la brezza del mare all’essenza della terra. La bottiglia trasparente ne lascia filtrare la luce, rappresentando l’energia di un luogo simbolo dell’estate mediterranea. Il vetro nudo diventa così metafora di un approccio produttivo essenziale, pulito e rispettoso, fondato sulla trasparenza e sulla tutela del territorio.
«Il nostro obiettivo è quello di intercettare un consumatore curioso, attento alla sostenibilità e al significato culturale di ciò che sceglie» commenta Gégoire Desforges. «Vogliamo continuare a costruire il futuro della nostra cantina, senza scendere a compromessi, producendo vini autentici, capaci di esprimere il nostro territorio ed essere apprezzati da tutti. Raccontiamo un vino che non esclude e che mette al centro la convivialità»

Shùmè s/a

Grégoire Desforges – Presidente
Ma è con le nuove proposte Etna che l’identità produttiva d’altura di Baglio di Pianetto si fa ancora più definita: dopo cinque anni di sperimentazione e studio del territorio, la cantina inaugura una nuova fase della propria presenza sul vulcano siciliano.
Espressione del versante nord dell’Etna – territorio dalle straordinarie potenzialità viticole – la nuova proposta di Baglio di Pianetto prende forma tra Contrada Arcurìa e Contrada Santo Spirito, situate tra 650 e 850 metri di altitudine, affermando con decisione la propria identità di vino di montagna.
Per lo sviluppo di questo progetto, Baglio di Pianetto ha scelto di consolidare la partnership con Cantine Valenti: un’affinità di visione tra le due realtà vitivinicole che ha dato vita a un percorso di evoluzione condivisa. Grazie a un dialogo costante e costruttivo, la cantina etnea ha intrapreso un processo di aggiornamento delle tecnologie di vinificazione e di ottimizzazione degli spazi di affinamento, accogliendo con apertura alcune proposte emerse durante la collaborazione. Un passaggio che ha permesso di valorizzare pienamente il potenziale dei sei ettari vitati a Castiglione di Sicilia, nella frazione di Passopisciaro.
Tre le nuove interpretazioni dei vitigni – Carricante in Contrada Arcurìa, Nerello Mascalese rosso e rosato in Contrada Santo Spirito – che amplificano il racconto del territorio attraverso freschezza, equilibrio e una ricerca costante di armonia e longevità.
«L’approccio enologico di Baglio di Pianetto privilegia anche in queste nuove proposte eleganza e purezza espressiva: vinificazione in acciaio, nove mesi di affinamento sulle fecce nobili, seguiti da ulteriori nove mesi in bottiglia» commenta Graziana Grassini, a capo del team di enologi della cantina. «Una scelta pensata per esaltare i caratteri primari delle uve e restituire la verticalità del Carricante e la finezza del Nerello Mascalese in una chiave contemporanea, nitida e vibrante».
Al centro della filosofia produttiva c’è un lavoro enologico di estrema precisione, orientato alla qualità e alla pulizia espressiva: livelli di solforosa ridotti, minimo intervento in vigna per rispettare i tempi di maturazione e preservare le caratteristiche varietali delle uve. Scelte che nascono da un lungo lavoro del team enologico e che si traducono in vini autentici e coerenti.
Anche l’identità visiva riflette il legame con il territorio: l’etichetta, essenziale ed elegante, presenta un triangolo che richiama la verticalità dell’Etna e allo stesso tempo rimanda alle caratteristiche piramidi di pietra lavica che caratterizzano il paesaggio del versante nord, simboli silenziosi del paesaggio agricolo di Castiglione di Sicilia.
I nuovi vini – Etna Rosso Contrada Santo Spirito, Etna Bianco Contrada Arcurìa – vanno ad aggiungersi alla proposta della cantina con l’annata 2024; l’Etna Rosato Santo Spirito, invece, con l’annata 2025.
L’Etna Bianco Contrada Arcurìa si presenta paglierino con riflessi verde-dorati e apre il bouquet con profumi di mandorla, susina sanacore, legno di cedro, agrumi e fiori delicati, completati da cenni balsamici ed erbe mediterranee. Fresco e salino al palato, ha un’acidità che crea una trama gustativa croccante e permette un finale lungo, sapido e persistente.
L’Etna Rosso Contrada Santo Spirito, rubino luminoso che ricorda il colore della lava incandescente, sprigiona note di rosa, melagrana, mirtillo, erbe aromatiche e accenti agrumati di arancia tarocco. Un sorso marino e minerale, con progressione armonica e uno sviluppo gustativo ben bilanciato.
Completa la trilogia l’Etna Rosato Contrada Santo Spirito, interpretazione fragrante e armoniosa di questo nuovo percorso produttivo sul vulcano siciliano. Un vino elegante, sostenuto da un’acidità vivace e da una chiara impronta minerale. Note di pesca, mandorla fresca, ciliegia, ribes rosso e richiami agrumati si intrecciano a sfumature di rosa canina, accenti speziati e richiami mediterranei di fiore di rosmarino, spinetta dell’Etna e cappero.
Due espressioni d’altura diverse, ma con un unico obiettivo: creare cultura e parlare al presente con radici ben salde nella memoria e nel territorio. Un’evoluzione che non è solo enologica, ma che sintetizza la volontà della cantina di scrivere un codice contemporaneo del mondo del vino.

Etna Bianco Contrada Arcurìa 2024

Etna Rosato Contrada Santo Spirito 2025

Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2024
(photo: fonte uff.st.Studio Tiss)


