L’acquisizione della proprietà, analizzata nel gennaio 2025, apre una prospettiva nuova e profondamente coerente con l’identità Boscarelli. I vigneti, già in gestione dalla primavera 2024 e protagonisti della vendemmia dello stesso anno, si trovano in un’area con nante con il corpo centrale dell’azienda: una collina leggermente più alta, dello stesso terroir, capace di esprimere sfumature familiari e al tempo stesso nuove.

Attorno a Villa Fiorelli si raccolgono 14 ettari complessivi, di cui 8,5 vitati e 2 dedicati all’oliveto. Le vigne, in gran parte ripiantate tra i venti e i venticinque anni fa, sono oggi nel pieno della loro maturità produttiva. Il Sangiovese resta il cuore del progetto, af ancato da parcelle che raccontano vocazioni differenti: la Vigna Cervognano, la Vigna Il Giardino, la Vigna Nuova, la Vigna Sperimentale, il Vignone, la Vigna Pozzagnone e una porzione destinata a essere ripensata e reimpiantata nel prossimo futuro.
Tra queste, la Vigna Cervognano si distingue per il suo potenziale identitario. Il suo terreno richiama quello della vigna del Nocio, vino iconico di Boscarelli e uno dei luoghi simbolo dell’azienda, che lascia intravedere la possibilità, in futuro, di dare vita a un’espressione territoriale autonoma, forse una Pieve o un nuovo cru capace di raccontare con precisione questa collina.
Villa Fiorelli non è soltanto vigna. È anche paesaggio, olivi storici, memoria. Intorno alla villa, costruita a metà dell’Ottocento, si estende un parco di antiche origini; gli oliveti, con piante centenarie sopravvissute alle gelate più dure, custodiscono una bellezza silenziosa e resistente. È un luogo che affonda le proprie radici in una storia ancora più remota, legata alla presenza etrusca, e che oggi torna a vivere attraverso un progetto agricolo e umano.

La nuova proprietà avrà anche una vocazione dedicata all’ospitalità. Sono in corso i lavori per trasformare Villa Fiorelli in un luogo di accoglienza, agriturismo ed esperienze private, pensato per offrire un modo diverso di vivere la cantina e il territorio. Al
piano terra dell’edi cio sarà presente una cantina a servizio delle vigne circostanti, mentre le uve continueranno a essere vini cate nella cantina storica dell’azienda e af nate nella cantina interrata della villa, già operativa.
Il progetto guarda alla stagione 2027 come orizzonte di apertura, con l’ambizione di creare un’esperienza intima, autentica e profondamente legata alla terra: non una semplice estensione dell’azienda, ma un luogo dove il vino, l’ospitalità e il paesaggio possano incontrarsi in modo naturale.
Anche la produzione di bianco si prepara a crescere. Con un nuovo ettaro piantato a Viognier e Petit Manseng, Boscarelli consolida un percorso già avviato: l’etichetta attuale resterà l’unica espressione bianca dell’azienda, ma nei prossimi anni, con l’entrata in produzione delle nuove vigne, i volumi potranno raddoppiare rispetto alle circa 5.000 bottiglie previste per l’annata 2025.
Con Villa Fiorelli, Boscarelli non cambia direzione: approfondisce la propria.
Resta fedele al Sangiovese, a Montepulciano, alla lettura dei suoli e al valore del tempo. Ma aggiunge un nuovo spazio dove accogliere, ascoltare, condividere. Un luogo in cui il futuro dell’azienda nasce ancora una volta dalla terra, dalla pazienza e dalla volontà di custodire ciò che conta davvero: l’identità di un territorio e l’emozione di raccontarlo, vendemmia dopo vendemmia.
(photo: fonte ufficio stampa PR Comunicareilvino)


