C’è una Liguria verticale, silenziosa, che si nasconde alle spalle delle spiagge affollate e che profuma di terra, pietra e resina. Per scoprirla basta risalire di pochi chilometri la Val Prino, lasciarsi alle spalle Imperia e addentrarsi dove la collina si fa teatro. Benvenuti a Dolcedo, un borgo sospeso in un tempo tutto suo, dove il vento che sale dal mare fa oscillare le fronde degli ulivi creando un’onda d’argento senza fine.

Ma non chiamatelo “museo a cielo aperto”. Sotto le sue volte medievali e lungo i suoi caruggi di pietra nera, Dolcedo pulsa di una linfa nuova. È la linfa dell’oro giallo della Taggiasca, certo, ma anche quella dell’argilla modellata a mano e di una comunità internazionale che qui ha trovato il proprio baricentro.

La Loggia Comunale: Costruita all’inizio del XVII secolo, è un elegante porticato sotto le cui volte si teneva l’antico mercato. Aguzzando la vista, tra le colonne si possono ancora scorgere i contenitori in marmo e le barre di ferro originali che venivano utilizzati nel Seicento come unità di misura ufficiali per l’olio, il vino e le stoffe.
La Chiesa di San Tommaso Apostolo: Domina il borgo con il suo profilo imponente. Se l’esterno colpisce per le sue proporzioni, l’interno lascia a bocca aperta: un tripudio di stucchi barocchi pastello fusi con decorazioni ottocentesche in blu e oro, che custodiscono preziose tele della scuola pittorica genovese.

Un ricamo di pietra e acqua
Il viaggio a Dolcedo comincia sempre con un respiro profondo sul Ponte dei Cavalieri di Malta. Costruito nel 1317, con la sua unica e spettacolare arcata, scavalca il torrente Prino unendo i rioni storici di Piazza e Ripa. Sotto, l’acqua scorre limpida creando specchi in cui si riflettono le case-torre colorate, nate secoli fa per difendersi dai pirati.

Un tempo questo era il capoluogo economico della valle, il luogo in cui, sotto le volte della Loggia dei Diritti, si decideva il prezzo dell’olio per l’intera regione. Oggi quella ricchezza storica si è trasformata in un’eleganza discreta, che attira artisti e creativi da tutta Europa, in particolare dal Nord del continente, stregati dalla luce unica di questo entroterra.
La magia dell’argilla: la via degli atelier
Passeggiando per i vicoli più stretti, il rumore del torrente si fonde con un suono sordo e affascinante: è il fruscio del tornio. Negli ultimi anni Dolcedo è diventata una piccola capitale della ceramica.
Artisti locali e internazionali hanno aperto le porte di vecchie stalle e cantine in pietra, trasformandole in atelier d’arte. Qui la terra locale e l’argilla vengono plasmate per dare vita a sculture, piatti e manufatti che richiamano i colori del territorio: il blu del mar Ligure, il marrone caldo della terra delle fasce e il verde-oro dell’olio. Una “via dell’argilla” che regala al borgo un’atmosfera da vecchia Montmartre ligure, dove l’artigianato non è un souvenir, ma uno stile di vita slow.
Dolcedo è un piccolo tesoro tutto da scoprire situato nel cuore della Val Prino, il luogo ideale se sei in cerca di cose semplici e autentiche.
I custodi dell’Oro Verde: tra storia e futuro
Ma l’anima profonda di Dolcedo resta indissolubilmente legata all’agricoltura eroica dei muretti a secco. Qui la tradizione olivicola si esprime attraverso un perfetto passaggio di testimone tra la storicità del territorio e l’energia delle nuove generazioni.
Viaggio nel cuore tecnologico e umano di un’istituzione della Val Prino:
Il tempio della tradizione: Frantoio Ghiglione. Cent’anni di purezza: l’epopea dell’oro extravergine al Frantoio Ghiglione. Dal 1920 a Dolcedo, la famiglia Ghiglione custodisce il segreto dell’olio “mosto” non filtrato

C’è un rumore ritmico, quasi ipnotico, che da oltre un secolo accompagna l’autunno e l’inverno di Dolcedo. È il suono delle olive Taggiasche che incontrano l’acciaio e la pietra, il preludio a quel miracolo liquido che qui, in via Ciancergo, chiamano semplicemente “l’Oro Giallo”. Siamo nel cuore del Frantoio Ghiglione, un’azienda che non è soltanto un luogo di produzione, ma una vera e propria mappa della memoria gastronomica del Ponente Ligure.
Fondata nel lontano 1920 dall’intuizione e dal lavoro del capostipite Giuseppe Ghiglione, questa realtà ha attraversato indenne un secolo di storia, guerre e mutamenti di mercato, rimanendo saldamente ancorata a un unico, grande valore: l’autenticità. Oggi, la quarta generazione della famiglia porta avanti il timone con la stessa passione, dimostrando come la tradizione possa diventare il più potente motore di innovazione.

La filosofia del “Mosto”: l’elogio dell’imperfezione perfetta
In un’epoca in cui l’industria alimentare tende a standardizzare e chiarificare ogni prodotto, il Frantoio Ghiglione rivendica con orgoglio la scelta della purezza totale. Il loro prodotto simbolo è l’Olio Extravergine di Oliva “Mosto”.
A differenza degli oli industriali, il Mosto Ghiglione non viene filtrato:
L’aspetto: Si presenta opaco, denso, con un colore giallo oro intenso e riflessi verdi vividi.
L’integrità: Quella leggera velatura che si nota nella bottiglia (e il piccolo sedimento naturale che può formarsi nel tempo) non è un difetto, ma la prova regina che l’olio è stato imbottigliato così come è uscito dal separatore, preservando intatti i polifenoli, le vitamine e i profumi originari della cultivar Taggiasca.
Al palato, il Mosto è un’esperienza sensoriale avvolgente: l’inizio è leggermente fruttato, ma evolve rapidamente in una dolcezza vellutata con quel finale aristocratico di mandorla fresca che ha reso celebre l’olio della Val Prino in tutto il mondo.
L’avanguardia del freddo: dove la tecnologia protegge la storia
Entrare oggi nel frantoio della famiglia Ghiglione significa assistere a un perfetto balletto tecnologico. Se le radici affondano nel 1920, la testa guarda al futuro. L’impianto a ciclo continuo di ultima generazione permette una lavorazione termocontrollata in ogni singolo millimetro della filiera.
Il processo è una corsa contro il tempo per battere l’ossidazione. Le olive, raccolte sulle impervie terrazze liguri sostenute dai muretti a secco (patrimonio UNESCO), arrivano al frantoio in ceste aerate e vengono lavorate nel giro di pochissime ore. Dopo il lavaggio e la defogliazione, le drupe vengono frante; la pasta d’olio passa poi alle gramole, dove viene rimescolata lentamente a temperature che non superano mai i 27°C. È questa la vera “spremitura a freddo”, l’unico modo per garantire un’acidità vicina allo zero e un livello altissimo di antiossidanti naturali.
“La tecnologia non deve cambiare il sapore dell’olio”, amano ripetere in frantoio, “deve solo aiutarci a proteggere quello che la natura e i nostri alberi secolari hanno creato in un anno di lavoro”.
Oltre la bottiglia: La Bottega del gusto e la Cosmesi bio
La lungimiranza della famiglia Ghiglione si riflette anche nella capacità di aver saputo diversificare la produzione senza mai perdere il focus sul territorio. La sede di Dolcedo è diventata una meta di pellegrinaggio per i gourmand di tutta Europa.
Accanto alle diverse selezioni di extravergine (tra cui spicca la linea Biologica e la prestigiosa DOP Riviera Ligure), il frantoio ha sviluppato una gamma straordinaria di specialità artigianali: dalle immancabili olive taggiasche in salamoia al paté, fino al pesto ligure (proposto anche in varianti bio e senza aglio) e alle verdure dell’orto conservate sott’olio.
La frontiera più recente è invece legata al benessere della persona: una linea completa di cosmetici naturali e saponi all’olio di oliva. Sfruttando le proprietà idratanti, emollienti ed elasticizzanti dell’extravergine, i Ghiglione hanno dimostrato che l’oro giallo della Val Prino fa bene alla tavola, ma anche alla pelle.
Un secolo e oltre
Il Frantoio Ghiglione taglia il traguardo degli oltre cento anni di attività non come un traguardo d’arrivo, ma come una solida base di partenza. In un mercato globale spesso confuso da etichette ambigue, la trasparenza di questa famiglia e il legame viscerale con la terra di Dolcedo sono la risposta più chiara: la vera eccellenza non ha bisogno di trucchi, ha solo bisogno di tempo, passione e della purezza di un’oliva Taggiasca.
Il Frantoio Ghiglione è il perfetto connubio tra la memoria storica della Val Prino e la qualità agroalimentare del moderno Made in Italy.

L’Oro Giallo-Verde Asplanato: l’ eccellenza in Valprino
Un viaggio immerso tra profumi, colori e sapori, nel cuore del Ponente Ligure, precisamente a Dolcedo.

La linfa giovane: Agriturismo Casa Asplanato
Spostandosi nella suggestiva frazione di Lecchiore, in via Acquasanta, il futuro ha invece il volto di una giovane coppia. Anna e Nicola, insieme a un team affiatato composto da Florian (l’anima della campagna) e Anastasia (regista di imbottigliamento e logistica), hanno preso in mano le redini di un antico spazio di famiglia. Il loro Olio Asplanato è un monocultivar Taggiasca 100% biologico. Qui l’olivicoltura si sposa con l’ospitalità rurale di charme e l’oleoturismo, offrendo ai viaggiatori percorsi di degustazione guidata per imparare a leggere l’olio come se fosse un grande vino.
“Coltivare in modo biologico su queste pendenze significa fare un patto con il territorio: noi proteggiamo il paesaggio, la terra ci restituisce l’eccellenza”, è il manifesto silenzioso che si respira tra i loro ulivi.
I giovani proprietari aprono le porte dell’azienda ai visitatori con un programma di degustazioni tecniche guidate. In pochi minuti, gli ospiti imparano a scaldare il bicchiere nel palmo della mano, a scovare i profumi erbacei e a riconoscere i veri pregi di un extravergine di alta fascia, proprio come si farebbe in una cantina vinicola con un grande cru.
“Non vendiamo solo una bottiglia d’olio”, spiegano Anna e Nicola, “condividiamo un pezzo della nostra vita e la cultura di un territorio verticale che richiede fatica, ma che sa regalare una qualità senza paragoni”.
Una logistica verde che accorcia le distanze
Il futuro di Casa Asplanato passa anche da una visione commerciale moderna. Consapevoli del fatto che l’olio extravergine è un prodotto vivo e delicato, che teme la luce e l’ossigeno, l’azienda utilizza esclusivamente bottiglie scure e protettive.
Grazie alla gestione snella e precisa di Anastasia, l’olio viene spedito direttamente dal magazzino di Dolcedo alle tavole dei clienti in tutta Italia e in Europa, garantendo che il profumo dell’oliva appena franta arrivi intatto a destinazione, senza lunghi e dannosi stoccaggi nei canali della grande distribuzione.
Con la sua formula che unisce il rispetto per la terra, l’accoglienza calorosa e l’entusiasmo di una squadra giovane, Casa Asplanato dimostra che l’entroterra ligure ha trovato la sua nuova strada. Una strada verde, biologica e dal sapore inconfondibile.
L’Agriturismo Casa Asplanato (situato a Dolcedo, in provincia di Imperia) è una splendida realtà a conduzione familiare radicata nel cuore della Riviera dei Fiori. L’azienda unisce l’ospitalità rurale alla produzione di una delle eccellenze più celebrate della Liguria: l’olio extravergine di oliva da cultivar Taggiasca.
La struttura, una realtà storica e familiare, molto attiva nella produzione di olio extravergine di oliva taggiasca e nell’accoglienza turistica sorge nella Val Prino, un territorio caratterizzato da una fitta rete di muretti a secco e uliveti secolari disposti sulle tipiche terrazze liguri (le fasce). Si trova in una posizione strategica e di grande fascino: immersa nel silenzio e nella quiete della natura dell’entroterra, ma a pochissimi chilometri dalle spiagge e dal mare della Riviera dei Fiori (Imperia Porto Maurizio dista circa 15-20 minuti d’auto). La frazione di Lecchiore è celebre anche per i suoi laghetti d’acqua dolce immersi nei boschi, mete molto amate dagli escursionisti.
La Produzione dell’Olio Extravergine d’Oliva
L’azienda produce un olio EVO di altissima qualità seguendo metodi tradizionali, ma con un occhio attento alla sostenibilità e alle tecniche moderne di estrazione a freddo. Tra i loro prodotti più apprezzati troverai:
Il fulcro dell’attività agricola è la coltivazione dell’oliva Taggiasca, una varietà unica che in questo microclima (influenzato sia dalle brezze marine che dalla protezione delle montagne) esprime al meglio le sue qualità.
Filosofia Biologica: L’azienda segue metodi di coltivazione biologici e rigorosi, rifiutando l’uso di pesticidi chimici per preservare la biodiversità del terreno.
Il Frantoio e la Frangitura: Le olive vengono raccolte al giusto grado di maturazione e frante in tempi brevissimi per evitare l’ossidazione. Il risultato è un olio a bassissima acidità e ricco di polifenoli (antiossidanti naturali).
I Prodotti di punta
Oltre all’olio extravergine d’oliva classico, l’azienda propone spesso selezioni speciali (come il monocultivar Taggiasca non filtrato o edizioni limitate tratte dalle zone più vocate della proprietà) e altri prodotti tipici legati alla tradizione ligure, come le olive taggiasche in salamoia o denocciolate sott’olio e il pesto.
Olio Extra Vergine “Taggiasca300”: Un blend ottenuto da olive raccolte a circa 300 metri sul livello del mare.
Specialità liguri: Olive in salamoia, olive denocciolate sott’olio, pesto genovese, salse di verdure e marmellate.
Vino e Artigianato: Producono anche vino nostrano e oggettistica realizzata a mano in legno di ulivo.
Esperienze ed enotursimo (Oleoturismo)
Casa Asplanato non è solo un luogo dove dormire o acquistare prodotti, ma un centro di diffusione della cultura dell’olio. Organizzano:
Visite guidate al frantoio e passeggiate negli uliveti per spiegare la raccolta “eroica” sulle tipiche terrazze liguri (le fasce). Molto amate dagli escursionisti.
I Giovani proprietari e il team: chi c’è dietro il progetto
La bellezza e il successo di Casa Asplanato risiedono proprio nel passaggio generazionale e nell’energia di una giovane coppia che ha deciso di investire sul territorio, unendo tradizione e visione moderna.
I volti e le menti dietro l’attività sono:
Anna e Nicola: Sono i giovani pilastri dell’azienda. Con passione, tenacia e una forte unione personale e professionale, hanno preso in mano l’attività e dato nuova vita a un vecchio spazio storico di famiglia, trasformandolo nel fulcro nevralgico della produzione e dell’ospitalità rurale. Rappresentano la nuova generazione di “agricoltori eroici” della Liguria, capaci di mantenere intatte le radici storiche della coltivazione della Taggiasca, portando però un approccio fresco, sostenibile e attento al marketing e all’oleoturismo.
Il supporto del team (Florian e Anastasia): Nel lavoro quotidiano sono affiancati da una squadra affiatata in cui ognuno ha compiti ben precisi per garantire la massima qualità. Florian è la figura che si dedica anima e corpo alla terra, prendendosi cura delle piante di ulivo e della campagna durante tutte le stagioni dell’anno. Anastasia si occupa invece della parte finale e logistica della filiera: con estrema precisione gestisce l’imbottigliamento dell’olio, il confezionamento, le spedizioni e il rapporto diretto con i clienti nel punto vendita e online.
Questa sinergia tra la freschezza dei giovani proprietari e il legame profondo con la terra rende l’Agriturismo Casa Asplanato un esempio virtuoso di come l’agricoltura tradizionale ligure possa guardare al futuro con successo.
L’Agriturismo “Casa Asplanato”
Immerso tra gli uliveti secolari, l’agriturismo offre un’esperienza di relax autentica:
Alloggi: Dispone di appartamenti ricavati in strutture rustiche tipiche, completi di ogni comfort.
Il Giardino: Un ampio spazio verde di 1.000 m² ideale per rilassarsi dopo una passeggiata ai famosi laghetti di Lecchiore, raggiungibili a piedi dall’azienda.
Indirizzo: Via Acquasanta, 27, 18020 Lecchiore (Dolcedo), IM
Orari del negozio: Aperto dal lunedì al venerdì (solitamente 10:00–18:00, con chiusura anticipata alle 16:00 il venerdì). Chiuso il sabato e la domenica.
Esperienze: È possibile prenotare visite al frantoio con degustazioni guidate gratuite di circa 15 minuti per imparare a distinguere le qualità dell’olio.
L’Agriturismo: Ospitalità tra gli ulivi
L’agriturismo offre un’esperienza di totale immersione nella natura ligure. Gli alloggi (spesso ricavati da antiche case in pietra ristrutturate nel rispetto dell’architettura locale) sono circondati da uliveti secolari e muretti a secco. È la meta ideale per il turismo sostenibile, il relax e per chi desidera scoprire l’entroterra di Imperia, a poca distanza dal mare.
Dove la storia si fa accoglienza: la Casa del Cavaliere
Soggiorno di charme: Casa del Cavaliere, Via Mameli. Un’immersione nella Dolcedo medievale a pochi passi dal torrente
Per vivere appieno l’atmosfera del borgo, l’ideale è fermarsi a dormire tra le sue mura storiche di Dolcedo, una splendida località nell’entroterra di Imperia. Proprio nel cuore pulsante del centro storico pedonale, affacciata sul celebre Ponte dei Cavalieri di Malta (il monumento simbolo del paese) e sulla monumentale e bellissima chiesa barocca di San Tommaso, si trova la Casa del Cavaliere. Questa antica dimora padronale, oggi convertita in un suggestivo agriturismo e casa vacanze biologica, conserva intatto il fascino dei secoli passati. Gli appartamenti, finemente curati nei minimi dettagli, arredati con mobili d’epoca e vecchie credenze in legno, offrono un rifugio di quiete assoluta. È il punto di partenza perfetto per gli amanti del turismo attivo, che da qui possono partire a piedi o in mountain bike alla scoperta dei sentieri della Val Prino.

La posizione strategica
Alloggiando alla Casa del Cavaliere ti troverai in un’area pedonale silenziosa, ma con tutto a portata di mano: Un negozio di alimentari, un bar e un ristorante si trovano a meno di 50 metri. La fermata dell’autobus è a 50 metri. Il mare e il centro di Imperia Porto Maurizio distano solo circa 7-8 km (circa 10/15 minuti in auto).
Come prenotare: tramite portali online. Puoi cercarla facilmente su Booking.com o siti simili sotto il nome di “Apartment Casa del Cavaliere by Interhome” per verificare direttamente la disponibilità in tempo reale inserendo le tue date.
Contatto diretto (Agriturismo): Essendo registrato anche come agriturismo tradizionale della rete Agriligurianet, è possibile fare riferimento alla proprietà (gestione Lupi Angela Maria) situata in Via Mameli a Dolcedo.
La Filosofia produttiva: L’agricoltura eroica e biologica
La produzione dell’olio presso La Casa del Cavaliere (guidata da Angela Maria Lupi) segue i dettami rigidi dell’agricoltura biologica certificata. Gli uliveti di proprietà sono situati sulle impervie colline che circondano il borgo di Dolcedo, disposti sulle tipiche terrazze liguri (le fasce) sorrette da muretti a secco. In questo contesto di “agricoltura eroica”, ogni fase della coltivazione rifiuta l’uso di pesticidi e concimi chimici di sintesi, puntando tutto sulla salute naturale del terreno e sulla biodiversità della Val Prino.
Il Frantoio e il processo di estrazione
Per garantire un prodotto di altissima fascia, l’azienda cura con attenzione maniacale i tempi e i metodi di lavorazione delle olive:
La raccolta: avviene rigorosamente a mano e per “brucatura” o con l’ausilio di agevolatori meccanici leggeri, nel momento perfetto di maturazione della fioritura (l’invaiatura, quando l’oliva passa dal verde al violaceo).
I tempi: le olive raccolte vengono riposte in cassette forate e aerate e trasportate immediatamente alla frangitura. Il tempo che intercorre tra la raccolta e la spremitura è ridotto al minimo (poche ore) per evitare l’innesco di processi di fermentazione e ossidazione che aumenterebbero l’acidità dell’olio.
L’estrazione a freddo: la lavorazione della pasta d’olio avviene in un impianto a ciclo continuo a temperature rigorosamente controllate, costantemente al di sotto dei 27°C. Questo processo preserva intatte le vitamine, i profumi volatili e soprattutto i polifenoli, i preziosi antiossidanti naturali che fanno dell’olio un vero elisir di lunga vita.
Caratteristiche organolettiche dell’Olio Extravergine
Il risultato di questo processo è un olio extravergine monocultivar Taggiasca in purezza, tutelato dalla prestigiosa denominazione DOP Riviera Ligure – Riviera dei Fiori.
Alla vista: si presenta con un colore giallo dorato intenso, limpido, con sottili e brillanti sfumature verdi. Al naso: il profumo è fine e armonico, con un fruttato leggero-medio che richiama le note fresche dell’erba di campo appena tagliata, del carciofo e della mandorla verde. Al palato: è l’emblema dell’olio ligure: straordinariamente dolce, rotondo e vellutato. L’ingresso in bocca è morbido, privo di spigolosità amare o piccanti aggressive. Il finale è pulito, persistente e aristocratico, dominato da note delicate di mandorla dolce e pinolo.
Grazie alla sua innata delicatezza, l’Olio extravergne d’oliva de La Casa del Cavaliere non copre i sapori ma li eleva. È il condimento ideale che arricchisce ogni piatto.
Un’esperienza per l’anima
Prima di lasciare il borgo, vale la pena risalire ancora un pò i sentieri verso il Santuario dell’Acquasanta, nei boschi di Lecchiore da Dolcedo, nella macchia mediterranea, dove il torrente si ferma in laghetti d’acqua dolce cristallina, meta molto amata dagli escursionisti e ideale per godere di un panorama caratteristico e scenografico con aperitivo e souvenir.

Profumo di Basilico e Oro liquido: il rito sacro di Pesto e Focaccia a Dolcedo
Se i monumentali muretti a secco e i ponti medievali rappresentano l’ossatura storica di Dolcedo, il pesto e la focaccia ne sono senza dubbio l’anima più golosa e conviviale. Risalendo la Val Prino, l’aria stessa sembra cambiare: l’odore salmastro della costa cede il passo al profumo del pane appena sfornato e a quello pungente del basilico fresco.
A Dolcedo la gastronomia non è un artificio per turisti, ma un rito quotidiano che celebra l’incontro perfetto tra l’agricoltura eroica del territorio e l’arte bianca ligure.

Se l’oro verde dei frantoi è il motore economico di Dolcedo, il pesto e la focaccia ne rappresentano la tavolozza emotiva. Non si può dire di aver conosciuto davvero questo borgo senza essersi concessi una sosta nei suoi piccoli forni artigianali o nei dehors affacciati sul torrente Prino, dove il profumo del basilico fresco si fonde con quello del pane appena sfornato.
La Focaccia: il letto dell’Oro liquido
A Dolcedo la focaccia (la fugassa) è una cosa seria. Dorata, con i classici “occhi” (i caratteristici buchi) profondi e colmi di una miscela di acqua, sale e, ovviamente, l’ingrediente segreto del posto: l’olio extravergine di oliva taggiasca dei frantoi locali.
La differenza rispetto alle versioni industriali la fa proprio la materia prima della Val Prino. L’utilizzo di un olio così dolce e mandorlato nell’impasto e sulla superficie regala alla focaccia una morbidezza interna e una croccantezza esterna uniche, senza mai risultare pesante o unta. Che sia la versione classica classica, quella con le cipolle dolci o la tipica piscialandrea (la focaccia ligure con pomodoro, acciughe, olive taggiasche e aglio), ogni morso racconta la storia dei forni a legna del borgo.
Il Pesto: l’Oro verde incontra l’oro giallo
Se vi spingete tra i caruggi, sentirete spesso il battito ritmico del pestello di legno nel mortaio di marmo. Il pesto a Dolcedo beneficia di un microclima pazzesco: il basilico cresce baciato dal sole della Riviera ma accarezzato dall’aria fresca dell’entroterra, sviluppando foglie piccole e prive di quel fastidioso sentore di menta.
Quando questo basilico incontra i pinoli, il parmigiano, il pecorino sardo e, a fare da legante aristocratico, l’olio mosto non filtrato di Dolcedo (come quello del Frantoio Ghiglione o il bio di Casa Asplanato), succede la magia. L’olio taggiasco, con la sua innata dolcezza, avvolge la spigolosità dell’aglio e l’intensità dei formaggi, creando una crema di un verde brillante, profumatissima e incredibilmente equilibrata.
(photo by Dario Raimondi)


