Close

Login

Close

Register

Close

Lost Password

La 58° edizione di Vinitaly targata Cia-Agricoltori Italiani

Allo stand confederale degustazioni con le aziende associate e incontri istituzionali. A partire dalla bilaterale con Hansen

Conto alla rovescia per Cia-Agricoltori Italiani alla 58ª edizione del Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile.

L’appuntamento è al Padiglione 10, Stand C3, dove prenderà vita uno spazio pensato per unire degustazione, racconto e confronto: dall’Area Tasting all’Enoteca, fino al Meeting Center. Un viaggio del gusto attraverso il patrimonio vitivinicolo dei territori Made in Italy, tra produzioni autoctone, biologiche e di qualità certificata, al centro di incontri B2B e momenti di dialogo istituzionale dedicati al settore.

GLI EVENTI FUORI E DENTRO LO STAND CIA – Domenica 12 aprile, alle ore 10.30 al Palaexpo, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, parteciperà all’inaugurazione del Vinitaly 2026. Taglio del nastro anche allo stand Cia con il Cocktail Party di apertura, dalle ore 16.30 alle 18. Lunedì 13 aprile, sempre nello spazio confederale, Foragri incontrerà le imprese vitivinicole alle ore 11.30 per il focus su “Le opportunità della formazione: leva strategica per lo sviluppo delle imprese”. Alle ore 13.30, occhi puntati sullo stand Cia per la bilaterale del presidente Fini con il commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen. Subito dopo, l’intervento al workshop a cura di EBAN e Foragri “Per una formazione di prossimità: costruire sinergie nella bilateralità”, dalle 14 alle 16 allo stand EBAN Padiglione F. Alle 18, invece, il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini, parteciperà all’evento fuori salone “Promuovere l’eccellenza. Dal Pacchetto vino ai nuovi accordi commerciali: una prospettiva europea”, a Villa Brasavola De Massa in piazza Cittadella. Martedì 14 aprile, alle ore 9.30, Cia sarà presente al tavolo della filiera del vino, ospitato dal Masaf.

ITALIA NEL CALICE. LE DEGUSTAZIONI ALLO STAND – Quattro giorni di collettiva con le aziende vitivinicole associate, in arrivo da Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Sardegna, protagoniste di un calendario fitto di degustazioni da Nord a Sud, sotto lo slogan “Italia nel calice” (guarda il programma completo in allegato).

“Anche quest’anno siamo presenti a Vinitaly per dare voce alle nostre imprese e raccontare la forza della viticoltura italiana, fatta di qualità, identità e biodiversità -sottolinea il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Un patrimonio da 44 milioni di ettolitri prodotti da oltre mezzo milione di aziende che generano quasi 14 miliardi di fatturato, ma che oggi affronta sfide decisive: dalla tenuta sui mercati internazionali agli effetti del cambiamento climatico, fino alle incertezze dello scenario geopolitico segnato dai conflitti in corso. È proprio da qui che vogliamo ripartire, sostenendo il settore e accompagnandolo nel futuro”.

Tra le aziende nella collettiva di Cia-Agricoltori Italiani al Vinitaly

AZIENDA AGRICOLA GIOVANNINI | Emilia-Romagna

L’azienda agricola Giovannini produce l’eccellente 8000 Romagna Albana DOCG, un vino “orange” nato dalla fermentazione e lungo affinamento in anfore georgiane (Qvevri). Questo Albana, solitamente in formato Magnum, è caratterizzato da lunga macerazione sulle bucce, senza lieviti industriali, offrendo grande complessità, sapidità e note di frutta essiccata.

Caratteristiche del Progetto “Anfora” Giovannini:

  • Vino 8000: Albana di Romagna vinificato in anfore di terracotta di origine georgiana (Qvevri).
  • Produzione: L’uva fermenta sulle bucce per circa 20 giorni e affina per 8-9 mesi in anfora, garantendo massima espressione del territorio.
  • Tipologia: Si tratta di un “orange wine” strutturato, secco, caratterizzato da note agrumate, floreali, sentori di fichi secchi e spiccata sapidità.
  • Formato: Commercializzato principalmente in bottiglia Magnum (1.5 L).
  • Filosofia: La cantina, situata sulle colline imolesi, punta su vini in purezza senza passaggio in legno per mantenere l’originalità.

Il vino è frutto di una ricerca di tecniche ancestrali, in linea con progetti di recupero della vinificazione in terracotta.

FATTORIE ISOLA | SARDEGNA

FATTORIE ISOLA nasce da un progetto condiviso dall’agronomo Luigi Cuccaru e dell’enologo Renzo Panetto. L’idea alla sua base era produrre una linea di VINI BIOLOGICI, ottenuti con uve coltivate in SARDEGNA e prodotte in territori con una forte identità legata alla millenaria coltivazione della vite nell’ISOLA SARDA. Il desiderio di produrre nel pieno rispetto della terra, dell’agricoltore e del consumatore, guardando alla sostenibilità e alle future generazioni: sono queste le ragioni che hanno spinto due amici da sempre operanti nel settore del vino ad intraprendere la sfida del biologico.

LA POLENZA | LIGURIA

  • La Polenza (Vernazza, SP): Nel cuore verticale delle Cinque Terre, questa cantina pratica una viticoltura acrobatica su terrazzamenti a picco sul mare. Il loro pezzo pregiato è lo Sciacchetrà, il “passito dei re”, prodotto da uve che assorbono la salsedine marina durante l’appassimento: un sorso di rara densità che racconta la sfida estrema dell’uomo alla pendenza.

 PIETRO SELVA | LOMBARDIA

  • Pietro Selva (Castione Andevenno, SO): Specialista del Nebbiolo di montagna, coltiva la “Chiavennasca” tra i muretti a secco delle Alpi Retiche. Il suo Dosso del Cuculo è l’emblema di un vino “roccioso”: le radici scavano letteralmente nella pietra valtellinese per restituire un rosso verticale e freschissimo, figlio di una fatica interamente manuale.

SELVAGROSSA | LOMBARDIA

Azienda Agricola Selvagrossa (Pesaro Urbino, PU): I fratelli Taddei hanno trasformato questa tenuta bio in un laboratorio creativo che scuote l’enologia marchigiana. Si passa con disinvoltura dal Vermouth “Gioacchino” al Trebbiano macerato “Cuchen”, dimostrando come un’azienda agricola moderna possa essere eclettica, rock e profondamente legata alla biodiversità del territorio.

CASE COLLINA | MARCHE

Case Collina (Spinetoli, AP): Cantina biologica del Piceno che punta sulla longevità dei vitigni di confine tra Marche e Abruzzo. Sorprende la loro scelta di presentare oggi un Rosso Piceno Superiore del 2017, una mossa che sfida il pregiudizio sui vini bio “da bere subito” e ne rivendica una capacità di evoluzione e una nobiltà nel tempo davvero rare.

CANTINE POLITI | MARCHE

Cantine Politi (Arcevia, AN): Focalizzata sui cru di Verdicchio dei Castelli di Jesi, l’azienda valorizza il carattere minerale dei suoli di Arcevia. Il loro Loretello è un bianco di carattere che per struttura e temperamento sembra quasi un rosso: una bottiglia ideale per raccontare la capacità di invecchiamento e la complessità dei grandi bianchi dell’Appennino.

FRATELLI SERIO & BATTISTA BORGOGNO | PIEMONTE (Langhe & Roero)

Fratelli Serio & Battista Borgogno (Barolo, CN): Storica dinastia con le vigne nel cuore di Cannubi, la collina più prestigiosa delle Langhe. La loro produzione è una lezione di stile purista: Barolo che non inseguono la potenza ma l’eleganza assoluta, offrendo l’opportunità di assaggiare la storia racchiusa nel vigneto più fotografato al mondo.

RAINERI | PIEMONTE

Azienda Agricola Raineri Gianmatteo (Farigliano, CN): Realtà dinamica che ha scelto di nobilitare il Dogliani DOCG, trattandolo con la stessa cura e ambizione riservata al Barolo. È la dimostrazione che il Dolcetto, se lavorato con competenza e visione, può trasformarsi in un grande rosso da invecchiamento capace di stare al passo con i mostri sacri del territorio.

PRESSENDA

Diego Pressenda (Monforte d’Alba, CN): In una terra dove il Nebbiolo è legge, Pressenda osa una “Langa alternativa” di grande successo. Accanto ai Barolo di Monforte, brillano il Riesling e l’Alta Langa, offrendo una gamma cosmopolita e fresca che intercetta i nuovi gusti internazionali senza perdere l’identità contadina della tenuta.

MARENCO

Luca Marenco Viticoltore (Barolo, CN): Giovane talento della zona del Barolo, Marenco si è distinto per il salvataggio della Nas-cëtta di Novello. Questo bianco autoctono, un tempo quasi estinto, nelle sue mani diventa un “Riesling di Langa” dai profumi ipnotici, una vera chicca archeologica per chi cerca rarità nel panorama piemontese.

FRATELLI SEGHESIO

Fratelli Seghesio (Monforte d’Alba, CN): Fedeli alla tradizione di Castelletto, i Seghesio producono Barolo che rifiutano ogni moda passeggera. Il segno distintivo è una trama tannica importante e solida, pensata per i collezionisti che cercano un Nebbiolo d’altri tempi, capace di raccontare con forza e onestà il carattere “duro” e fiero di Monforte.

LA MORRA

Ellena Giuseppe (La Morra, CN): Questa azienda di La Morra interpreta il Re dei vini puntando tutto sulla setosità e sul profumo floreale. Il punto di forza è la piacevolezza immediata del loro Barolo: un vino che rompe il mito dell’improponibilità giovanile, offrendo un’eleganza gentile e una bevibilità sorprendente già a pochi anni dalla vendemmia.

ABRIGO

Abrigo Fratelli (Diano d’Alba, CN): Specialisti delle lunghe attese, gli Abrigo portano al Vinitaly l’eccellenza delle bollicine piemontesi. Il loro Alta Langa Riserva riposa 60 mesi sui lieviti: cinque anni di pazienza in cantina per ottenere un Metodo Classico di struttura superiore che non teme il confronto con i grandi champagne francesi.

BARBERO

Giacomo Barbero (Canale, CN): Nel Roero, Barbero estrae sapidità da terreni che milioni di anni fa erano fondali marini. Il suo Arneis è un vino “di sabbia”, caratterizzato da una mineralità salina quasi salmastra che lo rende incredibilmente moderno, gastronomico e perfetto per raccontare il lato bianco e fresco delle colline piemontesi.

CANTINA DEI 5 SOGNI

Cantina dei 5 Sogni (Monforte d’Alba, CN): Una boutique winery che trasforma ogni bottiglia in un pezzo unico di design e qualità. È la storia di un sogno familiare che punta sulla produzione sartoriale: piccole quantità curate in ogni dettaglio, dal vigneto al packaging, per un Barolo che si posiziona come una vera “edizione limitata” per intenditori.

MANZONE

Manzone Giovanni (Monforte d’Alba, CN): In regime di agricoltura sostenibile, Manzone lavora su vigne vecchie nei cru Gramolere e Castelletto. Il segreto è la resa bassissima per pianta, che genera Barolo di una concentrazione e potenza strutturale imponenti: bottiglie destinate a diventare capsule del tempo, nate per evolvere per decenni.

PLANI ARCHE | UMBRIA

  • Plani Arche (Spello, PG): Pionieri della biodinamica in Umbria, hanno intercettato il trend dei vini naturali con il loro Grechetto Orange macerato. Un vino ancestrale, non filtrato e color ambra, che rappresenta la frontiera più pura e artigianale del territorio, capace di conquistare i wine bar più sofisticati di tutto il mondo.

 FATTORIE ISOLA SARDEGNA

Fattorie Isola Sardegna (Sassari, SS): Questa azienda agisce come un custode della biodiversità sarda, puntando sulla rarità del Semidano. Vinificato in purezza, questo vitigno storico quasi scomparso è una vera “reliquia” enologica che offre ai giornalisti un racconto inedito e prezioso fuori dai soliti circuiti turistici.

LA COLOMBINA | TOSCANA

La Colombina (Montalcino, SI): Situata vicino all’Abbazia di Sant’Antimo, gode di un microclima unico che regala Brunelli di grande potenza e avvolgenza. Essendo una piccola realtà d’élite, garantisce una cura manuale impossibile per i grandi gruppi, offrendo un Brunello di Montalcino “di nicchia” ricercatissimo dai collezionisti internazionali.

BELVEDERE | VENETO

Prosecco Belvedere (Oderzo, TV): In un mercato dominato dall’industria, Belvedere rivendica l’identità di “vignaioli del Prosecco”. Il loro valore aggiunto è la tracciabilità totale della filiera corta: portano in bottiglia solo le uve dei propri vigneti, restituendo un carattere artigianale e una trasparenza rari nella grande spumantistica veneta.

(photo: fonte Pomilio Blumm ufficio stampa)

 

 

Condividi

Ti piace?

0

Potrebbe interessarti anche...

Redazione

Giornalista

RUBRICHE

Pubblica con noi