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Olio, formazione al centro per promuovere qualità e filiera

Concluso a Perugia il 6° Corso internazionale di assaggio dell’olio extravergine di oliva promosso da Farchioni

Ben 40 buyer provenienti dall’estero – soprattutto dall’Europa (Danimarca, Svezia, Norvegia, Romania, Polonia, Olanda, Inghilterra, Scozia, Croazia, Lituania, Malta), ma anche dall’Asia (Corea del Sud e Giappone) e dagli Stati Uniti d’America – hanno partecipato a novembre al 6° Corso internazionale di assaggio dell’olio extravergine di oliva promosso da Farchioni Olii, l’azienda con sede a Gualdo Cattaneo, in provincia di Perugia.

Per tre giorni i professionisti esteri sono stati ospiti del frantoio Farchioni, immersi nel mondo dell’olio evo, impegnati non solo nelle attività di assaggio e degustazione ma anche nelle attività pratiche della lavorazione a partire dalla raccolta delle olive, ai processi di frantoio, fino all’imbottigliamento e, infine, alla degustazione. Una formazione che ha permesso di sperimentare di persona il controllo di tutta la filiera. Le lezioni sono state tenute da Michela Gasparrini, responsabile del Laboratorio Farchioni Olii, e da Maurizio Servili, ordinario di Scienze e tecnologie alimentari dell’Università di Perugia.

Qualità

«C’è una ricetta alla base della promozione dell’olio extra vergine di oliva: imparare a riconoscere la qualità. Ovviamente l’etichettatura – che permette a chi acquista di individuare l’origine delle olive da cui è stato ricavato l’olio e l’origine di tutta la filiera – è importante, ma anche e soprattutto è importante l’affidamento ai propri sensi “educati”: olfatto e gusto. Acquisire informazioni e conoscenze tramite la formazione spingerà poi ad acquistare solo olii di qualità. È una progressione inevitabile che vale sia per i consumatori che per i buyer: appena impari a riconoscere un olio di qualità non riesci più a consumare e a proporre un olio degradato», a parlare è Giampaolo Farchioni, owner e manager dell’azienda, che motiva così il senso di questo corso unico nel suo genere.

Prezzo

«Il prezzo è importante – continua Farchioni – ma ormai sappiamo bene che l’acquirente non acquista più solo in base al parametro economico: chi è preparato sa che gli oli che costano poco valgono poco in termini organolettici e nutrizionali». Ciò vale particolarmente nel confronto con i buyer internazionali. «L’olio extra vergine è un alimento basilare della dieta mediterranea e come tale è apprezzato e desiderato all’estero. Spesso però non è adeguatamente conosciuto, motivo per cui può mancare la disponibilità a sostenerne il prezzo», spiega Farchioni.

Che ricorda: «Da sempre la nostra azienda agraria punta al concetto di “qualità al giusto prezzo”, proprio con l’intento che l’olio buono non è necessariamente inaccessibile: abbiamo oli di qualità anche a prezzi accessibili. E attraverso questo corso abbiamo potuto sondare con i nostri interlocutori nuove opportunità di mercato».

 

Filiera

Il corso riservato ai buyer internazionali è stato anche l’occasione per entrare nel vivo della filiera dell’olio evo. «Per valorizzare la filiera serve diffondere maggiore cultura e consapevolezza tra i consumatori e tra gli addetti al settore, spiegando come si distingue un olio di alta qualità. La formazione dei nostri interlocutori commerciali aiuta pertanto a sostenere le fatiche dell’imprenditore che ha voglia di investire sulla qualità del prodotto e sulla ricchezza della filiera».

Oleoturismo

Il 6° Corso internazionale di assaggio dell’olio extravergine di oliva promosso da Farchioni Olii Spa, concluso con una visita della città di Perugia, capoluogo dell’Umbria, è stata anche l’occasione per immergersi nella bellezza di questa regione, cuore verde d’Italia e punto di riferimento per la cultura olivicola italiana.

«Le giornate di formazione hanno permesso ai partecipanti provenienti da Europa, Asia e America di vivere per la prima volta gli aspetti tipici della ruralità della nostra regione che sta alla base della produzione della bottiglia. Per la nostra famiglia è sempre un motivo di orgoglio tenere alto il nome dell’Umbria in tutto il mondo», spiega Giampaolo Farchioni.

«Durante le attività – conclude – abbiamo fatto rivivere, con una cena e un picnic tra gli oliveti, il vecchio casolare della nostra famiglia da cui ha preso spunto la nostra etichetta di punta: si tratta del Casolare di Costacilia che dà il nome a Il Casolare, uno dei prodotti più celebri e diffusi di Farchioni nell’ambito della Gdo. In questo modo vogliamo anche promuovere il territorio, valorizzando il crescente fenomeno dell’oleoturismo che è destinato a imporsi sempre di più nel futuro».

 

 

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