Un percorso poetico tra ricordi d’infanzia e nuove emozioni di gusto. Lo chef campano, ma romano d’adozione, celebra luoghi e territori con un linguaggio diretto, chiaro e pulito per raccontare la cultura gastronomica che li attraversa.
Gli ospiti possono scegliere tra due percorsi di degustazione: “Il Grande Mediterraneo” da sei portate a 120€ e “Il Piccolo Mediterraneo” una versione più leggera da quattro piatti a scelta a 90€. Entrambe le proposte possono essere abbinate a percorsi di degustazione enologica: sei calici selezionati (70€) o quattro (50€), curati dal sommelier Marco Fantilli per accompagnare ogni passaggio.
“Il Grande Mediterraneo” si apre con Carciofo, topinambur e liquirizia una combinazione che gioca su note dolci, terrose e balsamiche per aprire il palato con delicatezza. Segue la terrina di pesce con panbrioche, rabarbaro e finocchietto, dove la dolcezza della brioche e l’acidità della frutta stagionale esaltano la morbidezza del mare. Il Risone di Gragnano con basilico, ostriche alla brace e Parmigiano è una sorpresa di equilibrio, dove mare e terra si incontrano in un boccone deciso e contemporaneo. Con il Tagliolino in brodo di pomodoro e guanciale, D’Auria trasforma il comfort food romano in un gesto elegante, quasi etereo, dove l’umami del pomodoro si fonde con la grassezza del guanciale in una dimensione liquida e raffinata. La portata di pesce, una triglia con finocchio e salsa alla cacciatora, sovverte le regole della tradizione, portando in mare una delle salse più iconiche del patrimonio contadino. Il dessert è un piccolo colpo di teatro: fave, pecorino e miele, un piatto che si muove tra dolcezza e salinità, giocando con l’idea del formaggio come ponte tra il salato e il fine pasto.
Chi preferisce comporre liberamente il proprio percorso, potrà scegliere tra i piatti della nuova carta primaverile, che conserva lo spirito del menù degustazione ma si arricchisce di ulteriori suggestioni.
Tra gli antipasti spiccano un piatto immancabile nella proposta di D’Auria, la sfogliatella ripiena di agnello e mousse di Provolone del Monaco, il suo signature, che accoglie contemporaneamente eccellenze campane e laziali; poi la Capasanta, piselli, peperone crusco e provola affumicata, elegante nella sua semplicità; e l’anatra con agretti, nespole e Cesanese, che racconta la primavera con toni più strutturati. I primi spaziano dalla leggerezza mediterranea del raviolo caprese con ricotta di mandorla e pomodoro del Piennolo, alla vera Carbonara, un inno alla tradizione romana trattata con rispetto e precisione. Tra i secondi, il baccalà al pil pil con pomodoro e origano dei Monti Lattari è un viaggio ideale verso la costa campana, mentre il manzo in crosta di sale alla cannella con salsa al caffè e asparagi sorprende per eleganza e intensità.
I dolci, infine, parlano una lingua semplice e sincera: Pastiera, caffè e anice, ricotta e pere, o il già citato dessert di fave e pecorino chiudono il cerchio di un menù che è prima di tutto un atto d’amore verso il gusto, la memoria e la bellezza mediterranea.
Accolgono gli ospiti in sala Francesco Minotti Restaurant Manager e Mario Garofalo, dirige l’orchestra assieme allo chef, Sergio Frasca Food&Beverage Manager della struttura.
Per informazioni e prenotazioni
follie@melia.com – 06.92590830
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