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Raspini, l’azienda di Scalenghe fondata nel 1946, celebra i suoi primi 80 anni di attività

Dal 1946 al 2026: un traguardo straordinario per il marchio piemontese che ha portato i salumi dell’eccellenza italiana sulle tavole di tutto il mondo. I festeggiamenti a Milano con un evento tenutosi all’Interno d TUTTFOOD, che ha visto protagoniste tre generazioni della famiglia Raspini

L’evento si è svolto nel pomeriggio di martedì 12 maggio presso lo stand Raspini. In apertura dell’incontro Emilia Lisdero, Responsabile Marketing dell’azienda, ha presentato la nuova campagna nazionale di comunicazione “A chi piace Raspini” lanciata il 19 Aprile, che segna il ritorno di Raspini in TV e radio dopo un’assenza di alcuni anni. Dopo la proiezione dello spot TV attorno a cui si sviluppa la campagna – che si allontana dai canoni della classica comunicazione per raccontare il prosciutto cotto, prodotto di punta Raspini – la parola è passata a Umberto Raspini, Presidente Onorario di Raspini Spa (in foto), che ha ripercorso in rapida successione gli eventi salienti dei primi 80 anni dell’azienda.

Da bottega di paese a colosso del gusto: Raspini celebra 80 anni di storia e tradizione

Ottant’anni di storia non sono solo un traguardo temporale; sono il racconto di un’evoluzione che si intreccia con i cambiamenti del costume, del gusto e dell’industria italiana. Quest’anno Raspini Salumi spegne ottanta candeline, celebrando un viaggio straordinario iniziato nel lontano 1946 nel cuore del Piemonte e arrivato, oggi, a consolidare il marchio tra i leader assoluti del settore agroalimentare nazionale. Quella che era nata come una piccola attività artigianale basata su valori semplici ma granitici: la conoscenza profonda della materia prima, il rispetto per le ricette della tradizione piemontese e una dedizione instancabile al lavoro. Radicata nella cultura norcina del territorio, ha saputo trasformarsi decennio dopo decennio. Senza mai tradire le proprie origini, Raspini ha intercettato i bisogni di un consumatore in continua evoluzione, passando dalla dimensione di bottega a quella di grande realtà industriale.

Le radici nel territorio: dove tutto ebbe inizio

La storia di Raspini comincia a Scalenghe, in provincia di Torino. Dalla fondazione, avvenuta nel 1946 ad opera della madre Elsa Raspini, come una semplice bottega di salumeria alle pendici del Monviso, fino alla progressiva industrializzazione, sviluppatasi a partire dal dopoguerra e culminata con la riorganizzazione degli impianti nei primi anni Duemila. L’intervento di Umberto Raspini ha poi toccato alcune delle tappe della storia recente dell’azienda: lo sviluppo degli affettati in vaschetta, l’acquisizione del Prosciuttificio Rosa, storico marchio piemontese della salumeria di qualità, avvenuta nel 2002 e quella del Prosciuttificio San Giacomo di Sala Baganza (PR), che nel 2018 ha permesso all’azienda di acquisire un ruolo di rilievo nella produzione del Prosciutto Crudo di Parma DOP.

Innovazione e Qualità: i pilastri del successo

Se la tradizione è l’anima di Raspini, l’innovazione ne è da sempre il motore.

Se il passato è stato costellato di sfide affrontate con successo, il presente propone questioni aperte rilevanti quali il cambiamento delle abitudini dei consumatori, la globalizzazione, la tutela dell’ambiente. Ne ha fatto cenno Tiziana Raspini, Presidente e AD del Gruppo Raspini, che ha sottolineato la continuità dell’attuale gestione con i valori che hanno caratterizzato la storia di Raspini e ha dipinto il quadro che rappresenta l’azienda nel 2026: “Quella di Raspini è una storia che sento profondamente mia, perché è intrecciata con il mio percorso personale, con quello di tutta la mia famiglia e con ciò che ho imparato crescendo. Oggi il mercato evolve, i consumatori cambiano, e noi cresciamo insieme a loro. Lo facciamo investendo in ricerca, ampliando le nostre linee di prodotto e rafforzando il dialogo con chi, ogni giorno, sceglie i nostri prodotti. Perché il futuro non si costruisce semplicemente continuando una tradizione, ma reinterpretandola con responsabilità e visione. Ed è proprio in questo percorso che il valore delle persone resta centrale. Le donne e gli uomini dell’azienda sono il cuore pulsante di ciò che siamo oggi. È grazie a loro se possiamo guardare avanti con fiducia”.

    

Gli ultimi speaker della giornata rappresentano il futuro di Raspini. I fratelli Luca ed Enrico Mortali, figli di Tiziana Raspini, seppure molto giovani, sono pronti a dare il loro contributo, nel rispetto della tradizione di famiglia. “Rappresentare il domani di Raspini non è qualcosa che diamo per scontato, né qualcosa che consideriamo solo un passaggio naturale. È una scelta che richiede preparazione e impegno, per essere all’altezza di una storia importante, senza mai sentirla come un peso, ma come uno stimolo a fare meglio. Se oggi possiamo guardare avanti, è perché abbiamo radici solide. Il nostro compito è fare in modo che queste radici continuino a sostenere una crescita che sia autentica, concreta e capace di durare nel tempo. Una sfida che accogliamo con entusiasmo”.

1946 – 2026: Uno sguardo al futuro

Arrivare al 2026 con questa solidità significa aver saputo superare le sfide di un mercato globale sempre più competitivo. Oggi Raspini non è solo un brand amatissimo in Italia, ma un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy nel mondo, esportando la cultura del buon cibo e la qualità della vita italiana oltre i confini nazionali. I festeggiamenti per gli 80 anni non rappresentano solo un momento di retrospettiva e orgoglio per la famiglia e per gli oltre cento dipendenti che ogni giorno contribuiscono al successo del gruppo, ma sono soprattutto il trampolino di lancio verso il futuro. Ottant’anni sono un patrimonio di esperienza ma lo sguardo è già rivolto ai prossimi traguardi, con la stessa passione e la stessa fame di qualità del primo giorno.

 

Il debutto della linea “Mangia&Chiudi” a TUTTOFOOD

La novità di prodotto più rilevante è il lancio di una nuova gamma di affettati in vaschetta progettata per ottimizzare il consumo domestico e ridurre gli sprechi.

Durante l’incontro è stata anche presentata la nuova Linea Mangia & Chiudi, sugli scaffali da maggio, che propone alcuni dei salumi di punta Raspini in una confezione richiudibile ad alta visibilità per mantenere al meglio la freschezza del prodotto e venire incontro alle esigenze dei consumatori. La linea comprende quattro grandi classici della salumeria italiana: Prosciutto Cotto Alta Qualità, Prosciutto Crudo, Mortadella Bologna IGP e Salame Milano. Al termine dell’evento, Raspini ha offerto ai presenti una degustazione dei propri prodotti in collaborazione con la Scuola di Cucina IFSE mentre il Maestro di Lama Stefano Paciotti, brand Ambassador Raspini e volto noto dei social, ha eseguito una dimostrazione di taglio al coltello.

Buon compleanno, Raspini: da ottant’anni, una certezza di sapore sulla bocca di tutti.

(photocredits: Federico Ficarra)

 

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