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Riso: il test svela il miglior Carnaroli (e anche uno non conforme)

Abbiamo analizzato 15 risi Carnaroli venduti in supermercati, iper e discount per scoprire qual è davvero il migliore. Il test rivela differenze importanti tra marchi, varietà non autentiche e qualità altalenanti. Ecco cosa abbiamo scoperto e come scegliere il miglior riso Carnaroli per un risotto perfetto.
fonte Altroconsumo

È il re dei risotti, il simbolo della tradizione gastronomica italiana. Ma non tutti i risi Carnaroli in vendita sugli scaffali sono davvero ciò che dichiarano. Nel nostro nuovo test sul riso Carnaroli, uno dei prodotti più costosi analizzati (riso Principe Carnaroli) si è rivelato non propriamente un Carnaroli: sotto l’etichetta altisonante si nascondeva un riso a grani medi, privo delle caratteristiche tipiche della varietà tanto amata dagli chef. Un risultato che fa riflettere – perché chi compra ha il diritto di sapere cosa porta nel piatto.

Il nostro test comparativo ha preso in esame 15 marche di riso Carnaroli vendute in supermercati, iper e discount, per verificare la qualità reale, la trasparenza dell’etichetta, la presenza di micotossine, residui di pesticidi e metalli pesanti. Essenziale poi è stata la prova di assaggio per valutare la qualità al palato.

Il Carnaroli ha chicchi grandi che restano al dente e assorbono bene i condimenti. Il Basmati, coltivato in India e Pakistan, ha chicchi lunghi e sottili con aroma delicato. Scopri i risi migliori con il nostro comparatore.

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Difetti e qualità: non basta guardare il prezzo

Nel confronto fra i 15 prodotti, la qualità del chicco si gioca anche sui dettagli. In laboratorio abbiamo verificato tutti i requisiti previsti dal D.Lgs. 131, analizzando la percentuale di grani rotti, immaturi o appartenenti ad altre varietà. Ogni difetto, anche minimo, incide sulla cottura, la cremosità e la resa del risotto: non è solo una questione estetica, ma di qualità reale nel piatto.

Ed è proprio qui che alcuni marchi del riso italiano hanno mostrato le maggiori criticità. Curtiriso, Selex, Riso Scotti e Riso Principe non rispettano uno o più limiti fissati dalla normativa, ottenendo un giudizio pessimo e scivolando in fondo alla nostra classifica.

Il risultato conferma un principio chiave: per trovare il miglior riso per risotti, non basta affidarsi al prezzo o al nome del marchio.

 

Metalli pesanti nel riso: i risultati del test

Nel nostro test sul riso Carnaroli, arrivano buone notizie sul fronte della sicurezza alimentare. Dopo le preoccupazioni emerse in passato per la presenza di metalli pesanti, questa volta le analisi restituiscono un quadro più rassicurante.

I nostri laboratori hanno esaminato i livelli di cadmio e arsenico, sostanze che il riso tende naturalmente ad accumulare durante la crescita. I risultati mostrano valori generalmente bassi e nessuna violazione dei limiti di legge: in metà dei campioni il cadmio non è stato nemmeno rilevato, mentre l’arsenico è sempre rimasto sotto le soglie di sicurezza.

Un miglioramento importante. Tuttavia, la prudenza resta d’obbligo: il riso cresce a contatto con il terreno e l’acqua, che possono diventare una via di contaminazione.

Per questo, nei nostri test continuiamo a monitorare costantemente i livelli di metalli pesanti, garantendo ai consumatori informazioni chiare e aggiornate su quale riso comprare in sicurezza.

 

Micotossine e pesticidi: il riso Carnaroli supera la prova sicurezza

Nel nostro test sul riso Carnaroli, il fronte più delicato è quello delle micotossine e dei pesticidi, nemici silenziosi della qualità e della sicurezza alimentare. Questa volta, però, il riso Carnaroli se la cava bene: le analisi non hanno rilevato tracce di aflatossine, sostanze tossiche che possono svilupparsi in condizioni di umidità e calore.

Unica eccezione, in due campioni – Delizie dal Sole (Eurospin) e Riso Principe – è stata rilevata la presenza di DON (deossinivalenolo), una micotossina in quantità non allarmanti (e che non compromettono l’edibilità del riso), ma comunque da tenere sotto controllo. Anche piccole esposizioni ripetute, infatti, potrebbero contribuire all’accumulo di queste sostanze nell’organismo, soprattutto nei bambini e nei consumatori più vulnerabili.

Sul fronte pesticidi, il quadro è altrettanto positivo: la maggior parte dei risi testati è risultata priva di residui rilevabili, e dove presenti si tratta di sostanze non prolematiche e in tracce minime, ben al di sotto dei limiti di legge.

Un segnale importante, che dimostra come una coltivazione più pulita e controllata del riso Carnaroli sia possibile — per portare in tavola un risotto non solo buono, ma anche più sicuro e trasparente.

 

Test riso Basmati: trovate aflatossine oltre i limiti

Nel nostro test su otto risi Basmati in vendita in Italia abbiamo trovato tracce di pesticidi e troppe micotossine. In un caso le aflatossine superano i limiti di legge. Nessuno dei prodotti raggiunge la qualità accettabile.

Profumato, leggero, simbolo di cucina sana e internazionale. Ma dietro il fascino esotico del riso Basmati si nasconde un retrogusto amaro. Il nostro test su otto prodotti in vendita nei supermercati italiani rivela un quadro preoccupante: nessuno dei prodotti ha raggiunto una qualità accettabile. In cinque campioni sono state trovate aflatossine e in un caso superano i limiti di legge.

Contestualmente, abbiamo testato anche diverse marche di riso Carnaroli: è emerso che uno dei prodotti più costosi analizzati si è rivelato non propriamente un Carnaroli.

 

Contaminazioni da micotossine: l’altra faccia del riso profumato

Il Basmati, originario di India e Pakistan, è sinonimo di eleganza e aroma. Tuttavia, il nostro test dimostra che la purezza promessa non sempre è reale. Le analisi hanno evidenziato residui di pesticidi (alcuni non ammessi nell’Unione Europea) e aflatossine, micotossine prodotte da muffe che si sviluppano in condizioni di umidità e calore.

Nel campione di riso Basmati Curtiriso, le quantità di aflatossina B1 superano i limiti di legge (pari a 2 μg/kg);  inoltre abbiamo rilevato anche la presenza di altre aflatossine (B2, G1 e G2): per questo per noi è meglio evitare di comprarlo. Ma anche gli altri campioni non sono esenti da criticità: in quattro prodotti su otto le aflatossine, pur restando sotto i limiti, restano non trascurabili per la salute, soprattutto in caso di consumo abituale.

Pesticidi nel riso: limiti rispettati ma non basta

Oltre alle micotossine, le analisi di laboratorio hanno individuato pesticidi in quasi la metà dei risi analizzati. Tutti rispettano i limiti di legge, ma in diversi casi si tratta di principi attivi vietati in Europa e tuttora utilizzati nei paesi di origine. Alcuni dei pesticidi rilevati sono classificati come interferenti endocrini dall’Anses (Agenzia francese per la sicurezza alimentare) o come sostanze CMR (cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) dall’Unione Europea. Anche se le quantità sono ridotte, la loro presenza solleva dubbi sulla sicurezza reale del prodotto.

 

Allerta europea: un problema nel riso che cresce

Nei primi sei mesi del 2025 il Sistema di Allerta Rapido Europeo (RASFF) ha segnalato 66 casi di contaminazione di riso basmati importato, in gran parte proveniente da India e Pakistan

Le cause più frequenti? Pesticidi vietati e aflatossine oltre soglia. In media, una partita di basmati viene bloccata o ritirata ogni tre giorni ai confini europei. Un ritmo che fotografa un problema ormai strutturale e che l’Ente Nazionale Risi in una nota stampa definisce “intollerabile”, chiedendo regole reciproche più severe per chi esporta in Europa.

 

Come scegliere il riso (e cosa evitare)

Alla luce di questi risultati, il consiglio è chiaro: attenzione alle etichette e alla provenienza.

Meglio limitare il consumo di basmati e alternarlo con varietà italiane aromatiche come Apollo, Fragrance o Iarim, simili per profumo e consistenza ma coltivate in modo più controllato. Apollo per esempio è una varietà italiana a chicco lungo, affusolato e aromatico, coltivata soprattutto in Piemonte e Sardegna: caratterizzato da ottima tenuta di cottura, ricorda per profumo e consistenza i risi asiatici come il Basmati. Fragrance è una varietà italiana dal chicco lungo, molto affusolato: è uno dei primi risi aromatici italiani, la cui fragranza, simile al sandalo, richiama i risi asiatici come il Basmati. Ideale per contorni, piatti freddi e insalate di riso. Iarim è una varietà italiana a chicco lungo, affusolato e intensamente aromatico: si distingue per il profumo di fiori bianchi e la consistenza sgranata, ideale per insalate di riso, contorni, piatti internazionali e cotture pilaf.

Anche la conservazione domestica conta: evita ambienti caldi e umidi e conserva il riso in un luogo asciutto, lontano da fonti di calore.

Eden Lorenzetti – Alimentarista: “Dietro l’aroma del Basmati si nasconde un mondo di scarsi controlli e contaminazioni. Prezzo e marchio non bastano: serve più trasparenza, sicurezza e tracciabilità. Altroconsumo continuerà a vigilare, per portare in tavola un riso davvero buono, sicuro e senza sorprese”.

 

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