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Tenuta Cavalier Pepe, tra le Top 100 del World’s Best Vineyards, al Vinitaly 2024: vini più armonici e tutela della biodiversità dei vigneti storici attraverso la selezione massale

Tenuta Cavalier Pepe, azienda irpina, si conferma tra le Top 100 del World’s Best Vineyards, posizionandosi tra le migliori destinazioni mondiali dell’enoturismo e le 100 cantine più belle e accoglienti al mondo, grazie all’eccellenza dei suoi vini, apprezzati in Italia e all’estero.
fonte ufficio stampa
Photo credits: fonte ufficio stampa

Anche quest’anno partecipa al Vinitaly 2024, dal 14 al 17 aprile, al Padiglione B Regione Campania, Area Irpinia, Stand 63-64-96-97, per proporre agli addetti ai lavori la sua gamma di vini a vocazione irpina. Particolare attenzione è dedicata a Taurasi Opera Mia Taurasi DOCG, La Loggia del Cavaliere Taurasi Riserva DOCG, tra i più premiati, e Appio Campi Taurasini DOCG, affinato in anfora. Sono questi i vini che, per la loro importante struttura e complessità, riflettono maggiormente l’incessante impegno in cantina e in vigna.

Infatti, l’azienda da sempre impiega pratiche e protocolli sostenibili mirati a salvaguardare la variabilità genetica intra-varietale e a conservare la “memoria” del territorio, preservando le “vigne storiche” di famiglia. In particolare, la selezione massale, adottata per l’impianto dei nuovi vigneti, è una pratica che testimonia l’impegno della Tenuta Cavalier Pepe nel tutelare la biodiversità e la qualità delle uve. L’azienda si avvale di esperti del settore come i “Vivai Moroni” che selezionano ed isolano le migliori piante di Aglianico, Coda di Volpe, Fiano e Falanghina, scegliendo le marze per le barbatelle o per innestarle, direttamente in campo, su portainnesto, con la consulenza di Marc Birebent di Worldwide Vineyards. Inoltre, la propagazione tramite l’innesto a gemma permette alle piante di vivere più a lungo ed in modo più sano.

A tal proposito, Milena Pepe, produttrice di Tenuta Cavalier Pepe, commenta: “Sono più di 10 anni che utilizziamo la selezione massale per salvaguardare il patrimonio genetico delle nostre vigne storiche; queste vigne hanno un valore inestimabile, perché completamente adattate al terroir. Rappresentano l’identità del luogo, conservando la tipicità delle varietà. Con questa pratica, si ottengono piante con diverse caratteristiche fisiologiche e produttive, trasferendo alle vigne giovani il potenziale genetico di adattamento al territorio e le caratteristiche della varietà. L’obiettivo è garantire la longevità delle piante, consentendo lo sviluppo di un ampio e profondo apparato radicale che ne migliora l’equilibrio e che si traduce in un vino più armonico con maggiore profondità.”

Inoltre, la Tenuta, con i suoi 70 ettari di vigneti e 12 ettari di oliveti, si impegna a limitare l’utilizzo di fitofarmaci e diserbanti, utilizzando pratiche naturali, come il sovescio, per la concimazione del terreno e rinunciando all’uso di insetticidi. Massima è la cura in cantina, dove gli interventi sono minimi, osservando l’andamento naturale che porta l’uva a diventare vino e impattando il meno possibile sul prodotto finale. Per il suo impegno, l’azienda è stata tra le prime aziende in Campania ad ottenere la Certificazione di Sostenibilità secondo lo Standard Equalitas, rilasciata da Agroqualità SpA, che affronta il tema secondo i tre pilastri: ambientale, sociale ed economico.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
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