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Torna EmiliaFoodFest: Carpi, cuore pulsante della Food Valley, diventa palcoscenico del gusto

Dal 26 al 28 settembre 2025, il centro storico di Carpi (Modena) si trasformerà ancora una volta nella capitale del gusto emiliano-romagnolo in occasione della quarta edizione dell’EmiliaFoodFest. In scena i sapori della via Emilia

Carpi si prepara a riaccendere i riflettori sui sapori autentici dell’Emilia Romagna. Nella prestigiosa cornice della Sala Consiliare del Municipio è stata presentatala la manifestazione, divenuta un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona tavola, che celebra le eccellenze enogastronomiche della Via Emilia, offrendo un programma ricco e interamente gratuito.

“L’EmiliaFoodFest – ha commentato il sindaco Riccardo Righi – è un appuntamento che cresce e si rafforza ogni anno, diventando sempre più un punto di riferimento per chi ama il buon cibo e le tradizioni autentiche. In questi tre giorni, Carpi si trasforma in una grande vetrina del gusto: la bontà e la qualità dei prodotti trovano nella bellezza della nostra Piazza Martiri e del centro storico lo scenario ideale, capace di esaltarne il valore. Non si tratta solo di un festival enogastronomico, ma di un modo per raccontare insieme cultura, identità e ospitalità”.

A sottolineare il valore della kermesse anche Paola Poletti, Assessora al Commercio, Promozione della Città, Eventi e Turismo del Comune di Carpi: “È una vetrina sempre più importante per scoprire le tradizioni enogastronomiche e le eccellenze della cucina carpigiana. I produttori locali, veri artisti, sanno valorizzare i nostri prodotti e le tradizioni che ci distinguono. Quest’anno il festival si arricchisce con nuove De.Co.: protagoniste stria carpigiana e il cappelletto di Carpi, due tipicità che raccontano la nostra identità e che avranno momenti dedicati per farsi conoscere e apprezzare”

“Per la Camera di Commercio di Modena – ha aggiunto il presidente Giuseppe Molinari Presidente della Camera di Commercio di Modena – è un onore partecipare e sostenere questo evento. La Camera di Commercio dispone di un paniere di prodotti locali e tradizionali attraverso cui abbiamo la possibilità di realizzare un pranzo completo. Il patrimonio di una provincia, di un territorio, risiede proprio nella capacità di vivere e promuovere le proprie eccellenze enogastronomiche”.

“Siamo arrivati alla quarta edizione di un’iniziativa che unisce cultura e enogastronomia, due pilastri del nostro territorio – ha sottolineato Lorenzo Boni, Presidente dell’Unione Agroalimentare di CNA Modena – Da carpigiano, mi fa poi particolarmente piacere che questa iniziativa si svolga nella nostra bellissima Piazza dei Martiri. Vorrei sottolineare anche il rapporto proficuo che si è instaurato con Sgp Grandi Eventi, un partner la cui collaborazione sta portando all’organizzazione di eventi di eccellenza, a Carpi come a Modena”.

“É motivo di orgoglio essere qui anche quest’anno per un evento che ormai fa parte del calendario delle iniziative organizzate nel centro storico di Carpi. Una tre giorni -commenta Cesare Galavotti, presidente della CNA Modenese – che metterà in primo piano le eccellenze del territorio, parte integrante della nostra identità e della nostra immagine del territorio. Credo che ciò che vedremo in Piazza Martiri sia la rappresentazione più efficace del saper fare artigiano di cui le nostre imprese sono un’espressione concreta”.

“Al di là delle ricadute positive sul territorio che queste manifestazioni hanno sul territorio e al di là dell’impegno di CNA nel promuovere questo tipo di iniziativa – osserva il presidente CNA Carpi Roberto Zani – quello che più mi piace del programma di quest’anno è l’apertura alle imprese e alle scuole anche di altri territori. Nel programma è prevista l’ospitalità di una regione, la Lombardia, di un territorio della Romagna; quindi, c’è un confronto e c’è dietro anche una sperimentazione. Inoltre, questa apertura aumenta l’attrattività da territori circostanti, superando così quel modello campanilistico, che è un modo diverso di definire nazionalismo, che sta diventando un concetto imperante nei registi della politica mondiale e forse anche di questo nostro governo”.

Anche Sinergas, fornitrice di gas naturale ed energia elettrica e sponsor della manifestazione, ha voluto esprimere il proprio sostegno: “Il cibo è cultura, ed eventi come Emilia Food Festival ce lo ricordano, ma il cibo è anche energia e quindi Sinergas a pieno titolo si inserisce come sponsor della manifestazione, che siamo certi quest’anno accrescerà ulteriormente i numeri delle precedenti edizioni, raccogliendo il successo che merita”. – ha commentato la Presidente del gruppo AIMAG Paola Ruggiero.

“Dopo il grande successo dello scorso anno, in termini di pubblico, vendite, qualità delle aziende presenti, EmiliaFoodFest torna con ancora più entusiasmo – ha esordito Stefano Pelliciardi, amministratore SGP Grandi Eventi –. Una scommessa vinta, che conferma il valore di una regione ricca di prodotti DOP e IGP, con una cucina amata in tutto il mondo e ben 42 musei del gusto. La manifestazione si svolge in una città baricentrica, facilmente raggiungibile dalle località vicine, in una provincia che è la vera culla della Food Valley, rinomata per il buon cibo e la qualità della vita. La regione ospite di quest’anno è la Lombardia e il prossimo anno – annuncia infine Pelliciardi – sarà il PiemoUn viaggio sensoriale tra sapori e tradizioni

Piazza dei Martiri, una delle piazze più grandi d’Italia, farà da scenario a un vero e proprio mercato dei sapori, dove produttori da tutte le province dell’Emilia-Romagna esporranno e metteranno in degustazione le loro specialità. I visitatori avranno l’opportunità di assaggiare e acquistare i prodotti che rendono la “Food Valley” un’eccellenza mondiale, dai formaggi ai salumi, passando per l’Aceto Balsamico Tradizionale e la pasta fresca.

Un programma ricco di eventi per tutti

Il festival non si limita alla semplice esposizione. Il programma prevede una vasta gamma di attività pensate per coinvolgere un pubblico eterogeneo:

Showcooking e Degustazioni guidate: nella tensostruttura PalaPio, allestita in Piazza Martiri, si svolgeranno esibizioni culinarie, con chef che sveleranno i segreti della cucina emiliana. Non mancheranno degustazioni guidate per approfondire la conoscenza di prodotti specifici.

Disfide gastronomiche: appuntamenti imperdibili come “La Disfida del Cappelletto Carpigiano” e “La Disfida degli Agriturismi Emiliani”, che quest’anno vedrà i partecipanti sfidarsi sul “bensone”, dolce iconico della tradizione locale.

Laboratori “mani in pasta”: attività dedicate a grandi e piccini per imparare a preparare la pasta fresca, uno dei simboli della cucina regionale. La mascotte ufficiale, Rina la Rezdorina, animerà le giornate dei più piccoli.

Premi e riconoscimenti: durante il festival verranno assegnati premi come “Emilia Excellence 2025” e il “Premio Bontà 2025”, che valorizzano rispettivamente le eccellenze del territorio e le realtà sociali che si distinguono per il loro impegno.

Menu speciali nei ristoranti: per l’intera durata del festival, i ristoranti e le attività locali aderenti proporranno menu speciali a tema, permettendo ai visitatori di prolungare l’esperienza gastronomica anche fuori dall’area espositiva.

Cultura e sostenibilità

Oltre al cibo, l’EmiliaFoodFest offre l’occasione per scoprire il patrimonio storico e artistico di Carpi, con visite guidate che faranno luce sui monumenti, la storia e le leggende della città. L’evento, promosso da CNA Modena con il contributo di Camera di Commercio, il contibuto e il patrocinio del Comune di Carpi , patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e organizzato da SGP Grandi Eventi, Vettore Ufficiale Trenitalia Tper, in collaborazione con Il Convitto Nazionale Rinaldo Corso di Correggio, si conferma un’occasione per celebrare non solo il cibo, ma anche la cultura e le tradizioni che rendono unica questa terra.

L’appuntamento è a Carpi, dal 26 al 28 settembre, dalle 9:00 alle 20:00, tre giorni per scoprire le eccellenze enogastronomiche regionali Un evento da non perdere per immergersi completamente nel cuore della Food Valley.

 

Oltre il Festival: alla scoperta dei tesori nascosti. I locali

L’eccellenza culinaria di Carpi non si esaurisce con i giorni del festival. La città vive e respira di una tradizione che si esprime tutto l’anno nei suoi ristoranti e trattorie. Locali come Tèra Cucina e Cultura rappresentano l’anima di questa scena gastronomica: un luogo che bilancia perfettamente la tradizione con la creatività.

“La terra ci insegna che per ogni sapore autentico serve pazienza, amore e rispetto. È da qui che nasce Tèra.”

Tèra nasce da una passione autentica: quella per l’ospitalità, per la cucina vera e per i sapori genuini della terra.

Tèra non è solo un ristorante: è un concetto, una passione che si è fatta progetto, uno stile di vita maturato attraverso una crescita personale e professionale. Vogliamo farvi riscoprire quei gusti autentici, spesso dimenticati, capaci di riportarvi alle cucine di una volta, dove i profumi di pane caldo, di sughi lenti e di erbe aromatiche riempivano le stanze e il cuore. È la nostra visione di cosa significa davvero “sentirsi a casa”.

Dai colli bolognesi, dove hanno gestito per anni l’agriturismo La Torretta, alla corte dei Pio e, per la precisione, in via Mazzali n°2, per aprire un nuovo ristorante, Tèra – Cucina e Cultura all’insegna di una cucina tradizionale ma con alcune rivisitazioni, che valorizza i sapori intensi delle materie prime che offre la nostra terra. Un esempio perfetto di come i ristoranti di Carpi riescano a onorare il passato guardando al futuro.

Tèra è un locale accogliente e informale che punta sulla tradizione emiliana con piatti di pasta fresca, con particolare apprezzamento per i cappelletti in brodo con particolare apprezzamento per i cappelletti in brodo e il maialino con miele e senape. Il menù cambia ogni tre mesi, seguendo la stagionalità degli ingredienti, con grande attenzione alle verdure e ai prodotti freschi preparati con ciò che offre il territorio, sempre nel rispetto del ritmo naturale delle stagioni I dessert includono opzioni come il latte di mandorla con pesca bianca e basilico. Il servizio è cortese e professionale.

“Tèra non è solo un ristorante: è una passione, un’idea, uno stile di vita. Qui, siete a casa”.

Il ristorante Tèra Cucina si trova in Via Guido Mazzali, 2, a Carpi, in provincia di Modena. Info e prenotazioni: 059 472 5879

 

Dalla Botte alla Tavola: Acetaia Andreoli, una storia di profumi e amore

Pazienza, legno e sapere.

Le batterie di botti custodiscono l’anima dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Ogni botte, un passaggio. Ogni travaso, un’evoluzione. Ogni goccia, un capolavoro

La storia dell’acetaia Andreoli, oggi curata da Romano e sua figlia Lella, nasce ai primi del ‘900 a Carpi. Una storia di amore, speranza e sacrificio che è stata tramandata negli anni, botticella dopo botticella, come segno di “vita”, con tutti i suoi rituali e le sue tradizioni. EmiliaFoodFest vuole omaggiare la famiglia Andreoli con un simbolico riconoscimento per la sensibilità e la perseveranza nel conservare questa eredità che parla della nostra terra e dei nostri valori.

Un’occasione unica di scoprire tutti i segreti dell’oro nero locale.

Acetaia Famiglia Andreoli – via Wagner 1, angolo via Mozart 2 – Carpi (Modena)

 

Il Ristorante “Il Carducci” di Carpi (Modena) è noto per la sua cucina tradizionale emiliana e, in particolare, per la pasta fresca fatta in casa. La famiglia Cavaletti gestisce il locale, che si trova in una posizione centrale, a due passi da Piazza Martiri.

Ambiente: elegante e curato, ma al tempo stesso accogliente e informale. Durante la bella stagione è disponibile anche un’area esterna.

Cucina Tradizionale: Il menù propone piatti tipici della cucina modenese e dell’Emilia, con un’attenzione speciale alla pasta fatta a mano.

Pasta Fresca: La pasta è un vero “marchio di fabbrica” del ristorante, evidenziato dall’eccellente qualità di piatti come i tortelli verdi o di zucca, i maccheroncini al torchio e, in modo specifico, i cappelletti in brodo.

Ristorante Il Carducci – va Giosuè Carducci, 16 Carpi (Modena) – 059 622 9518 – www.ristoranteilcarducci.com

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I Cappelletti

I cappelletti sono un tipo di pasta ripiena tipica dell’Emilia-Romagna, e in particolare della Romagna e di alcune province emiliane come Reggio Emilia e Modena. La loro forma ricorda un piccolo cappello, da cui prendono il nome.

Aspetti principali dei cappelletti

Origine: Hanno origini antiche, con le prime testimonianze scritte che risalgono al XV secolo. Sono considerati un piatto tradizionale per le feste, specialmente a Natale.

Ripieno: La ricetta del ripieno varia a seconda della tradizione familiare e della zona. Generalmente si compone di un mix di carni (come maiale, manzo, tacchino), formaggi (Parmigiano Reggiano, ricotta o altri formaggi morbidi) e spezie (in particolare la noce moscata).

Servizio tradizionale: Il modo più classico per gustare i cappelletti è “in brodo”, ovvero serviti in un brodo di carne (spesso di cappone o gallina). Questa preparazione esalta il sapore del ripieno e crea un piatto confortante, specialmente nei mesi più freddi.

Tradizione familiare: La preparazione dei cappelletti è spesso un rito familiare, che si tramanda di generazione in generazione e che rappresenta un momento di convivialità e conservazione delle tradizioni culinarie.

Come fare i Cappelletti Carpigiani

Carne di maiale, prosciutto crudo e mortadella, parmigiano reggiano, noce moscata e pangrattato. Insieme alla modalità di preparazione, che richiede la cottura della carne, sono questi gli ingredienti imprescindibili che fanno di un cappelletto il vero cappelletto carpigiano doc. Approvato il disciplinare a cui conformarsi per ottenere la Denominazione comunale d’origine. Dopo De Caroli anche il forno Borelli ottiene la De.C.O. per la storia.

I cappelletti di Carpi, con la loro forma peculiare, non chiusi intorno al dito come i tortellini ma con i lembi sigillati con una leggera pressione a formare, appunto, un piccolo cappello, e il caratteristico ripieno incarnano l’essenza del territorio. Anche se non si può parlare di ricette centenarie, l’attuale modalità di preparazione e servizio, prevalentemente in brodo, derivano dall’evoluzione di ricette rintracciabili negli archivi carpigiani fin dal Medioevo. Prepararli è, dunque, anche un gesto di memoria e passione che racconta una storia di gusto e cultura.

 

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