Il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano ha fatto da suggestiva cornice alla quinta tappa del format regionale “Praesentia – Gusto di Campania. Divina”, un progetto culturale e multisensoriale che, tappa dopo tappa, intreccia storia, paesaggio e identità gastronomica, riscoprendo l’anima profonda di una terra ricca di biodiversità, sapienza contadina e visione.
Un Connubio di Gusto, Arte e Storia
Il successo dell’iniziativa risiede nella sua capacità di offrire un’immersione completa nell’anima dell’Irpinia. Dietro questo trionfo c’è la sinergia, di diversi attori di talento, che ha reso possibile la realizzazione di questo grande evento. I partecipanti hanno avuto l’opportunità non solo di assaporare i pregiati nettari locali, ma anche di esplorare le profonde radici culturali che li generano. Attraverso percorsi degustativi guidati da esperti, affiancati da installazioni artistiche e testimonianze evocative, ogni calice si è fatto portavoce di una storia millenaria.
Un palcoscenico di storie e vigne secolari
Il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano, silenzioso custode di antiche memorie, ha accolto il respiro profondo dell’Irpinia. In quella giornata di luglio le sue pietre hanno vibrato al ritmo di un racconto che si snodava tra colline ornate da vigne antiche e l’eredità millenaria di un territorio. La quinta tappa di “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”, promossa dalla Regione Campania e coordinata dall’Agenzia Campania Turismo, ha trasformato questo luogo in un crocevia di esperienze sensoriali e culturali, dove il vino e l’olio sono emersi come colonne portanti di una civiltà che si rifiuta di perdere la propria identità.
Radici profonde e uno sguardo verso l’avvenire
Con una narrazione avvincente e densa di significato, Elisabetta Moro, antropologa e docente di Storia della gastronomia mediterranea, ha tracciato un filo invisibile che lega il passato al presente, mostrando come il cibo diventi linguaggio e memoria di un popolo. Felice Casucci, assessore al Turismo della Regione Campania, ha sottolineato con passione: «In Irpinia il vino non solo conserva il sapore del passato, ma accende la scintilla di un futuro possibile. È un patrimonio che preserviamo con attenzione e raccontiamo affinché le nuove generazioni e chi giunge da lontano ne percepiscano la forza». Al suo fianco, Rosanna Romano, direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, commissario dell’Agenzia Campania Turismo; padre Riccardo Luca Guariglia, 106° Abate Ordinario di Montevergine, e Vittorio D’Alessio, Sindaco di Mercogliano, hanno intrecciato le loro parole in un tessuto narrativo ricco di speranza e impegno.
Il talk con l’esperto: il vino come parola d’arte e simbolo d’identità
Al centro della serata, “Il Nettare di Bacco. L’Irpinia di Campania Divina” ha spalancato uno scrigno di storie racchiuse nelle bottiglie dei grandi vini irpini. Luigi Moio, luminare dell’enologia ed ex presidente dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), fondata nel 1924 e oggi composta da 50 Stati membri in tutto il mondo, ha incantato con il racconto e la maestria di chi conosce il vino come un codice universale, capace di raccontare uomini e terre.
Daniela Mastroberardino, special guest e presidente nazionale delle “Donne del Vino”, ha narrato le vicende delle pioniere che hanno spezzato catene invisibili, dando nuova linfa a un mondo capace di rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici. Ha raccontato le diverse anime dell’Associazione, nata nel 1988 e oggi composta da oltre 1000 donne provenienti da tutta Italia.
Formazione e turismo: le radici della rinascita
A tessere il disegno di un futuro possibile, Carmelina D’Amore, direttrice di Sistema Irpinia, e Ciro Romano, rettore dell’Università Popolare Cattolica “Eustachio Montemurro-Teresa D’Ippolito”, hanno messo in luce il ruolo strategico della formazione e del turismo come leve imprescindibili per un riscatto che parte dal profondo, rigenerando il territorio e la sua gente.
Un invito a un rito collettivo di partecipazione
Il momento conclusivo ha visto Bernard Bédarida, giornalista francese nato a Napoli e attuale segretario del Consiglio Direttivo dell’Associazione Stampa Estera in Italia, trasformare lo showcooking in una sinfonia di creatività e tradizione agricola. Con una consolidata esperienza nel raccontare l’enogastronomia italiana sui principali media francesi, Bédarida intreccia durante gli showcooking storie di chef e produttori, dando vita a un racconto vivo e autentico. Dal 2020, è anche una voce autorevole all’interno dell’Associazione, dove ha guidato il Premio del Gruppo del Gusto.
La tavola: un poema di sapori e tradizione
Dove il vento sa di Ravece: viaggio tra i sapori e i vini dell’Irpinia. Tra piatti creativi e ricette antiche, l’Irpinia si racconta attraverso il talento degli chef, i vini nobili e i prodotti di una terra fiera e generosa. A fare da preludio, l’Olio Extravergine d’Oliva Irpinia Colline dell’Ufita DOP dell’Oleificio Fam, ottenuto da monocultivar Ravece e presentato dal frantoiano e sindaco di Taurasi Antonio Tranfaglia. Un olio dal carattere deciso, amaro e piccante in equilibrio, espressione viva di una cultura contadina che custodisce il tempo, la pietra e il gesto.
In cucina si è riconosciuta la firma della chef stellata Michelina Fischetti, del ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (Avellino) – insignita di una Stella Michelin e della Stella Verde, conferita ai ristoranti particolarmente impegnati in una cucina sostenibile – in un raffinato raviolo di ricotta con salsa di noci e aglio bruciato, dove la delicatezza della farcia si univa alla ricchezza aromatica della salsa. In parallelo, Sabino Alvino ha proposto un intenso mezzo pacchero avellinese del Pastificio Graziano, arricchito da variazioni di pomodori irpini, basilico fresco e Pecorino bagnolese, un vero omaggio ai sapori autentici dell’Irpinia. Entrambe le portate, accompagnate dai grandi bianchi – Fiano di Avellino DOCG e Greco di Tufo DOCG – e dall’olio EVO Irpinia Colline dell’Ufita DOP, presentato da Antonio Tranfaglia, frantoiano e sindaco di Taurasi, hanno completato il racconto di un terroir che parla con gusto e profumi inconfondibili.
Finale in dolcezza e rinascita
Un dolce nato dall’incontro tra tradizione e impegno sociale ha preso vita grazie alla creatività dello chef Arcangelo Gargano, mente e cuore del rinomato ristorante Voria, nel suggestivo Borgo Biologico di Cairano, in provincia di Avellino. Per l’evento “Praesentia, Gusto di Campania Divina”, Gargano ha ideato un dessert straordinario, fondato su una crema al caffè realizzata con le preziose miscele de Le Lazzarelle, la Cooperativa delle Donne della Casa Circondariale di Pozzuoli (Napoli), insignite del Premio Massimo Solidale. Ogni cucchiaio porta con sé la forza e la determinazione di chi, attraverso il lavoro, ha trovato riscatto e dignità, trasformando un progetto di cucina in un simbolo di speranza per tutto il territorio campano.
L’Irpinia, terra di antiche tradizioni e paesaggi mozzafiato, si conferma ancora una volta protagonista indiscussa nel panorama enologico e culturale con il grande successo dell’iniziativa “Il Nettare di Bacco. L’Irpinia di Campania Divina”. Il quinto appuntamento di “Praesentia” ha riscosso un’eccezionale partecipazione di pubblico e addetti ai lavori, affermandosi come appuntamento di riferimento per la promozione delle eccellenze irpine. Ciò che ha reso “Il Nettare di Bacco” particolarmente apprezzato è stata la sua capacità di andare oltre la semplice degustazione. Il vino si è trasformato in un vero e proprio “racconto”, intessuto con testimonianze d’arte, performance evocative che hanno trasportato i visitatori in un viaggio affascinante attraverso il tempo e i luoghi dell’Irpinia. Mostre fotografiche, installazioni artistiche e momenti di musica dal vivo e dalla posteggia napoletana di Aurora Giglio, voce, chitarra e mandolino, un vero spettacolo capace di generare splendide emozioni.
- Le Cantine e i Viticoltori Irpini: veri custodi del “nettare di Bacco” irpino, un patrimonio enologico inestimabile, hanno offerto i frutti del loro instancabile lavoro e della loro passione. I loro pregiati vini (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi, ecc…) sono il cuore pulsante dell’evento.
- Il Pubblico: la loro entusiastica partecipazione ha coronato il successo dell’iniziativa, dimostrando un crescente apprezzamento per la cultura enogastronomica irpina.
L’Irpinia, dunque, continua a brindare al suo successo, dimostrando che il vino è molto più di una bevanda: è un veicolo di identità, un’espressione di arte e un ponte verso la memoria di un territorio straordinario.
Tra saperi e sapori il racconto continua
Dopo la tappa del 28 luglio al Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano (AV) con “Il nettare di Bacco”, il progetto “Praesentia, gusto di Campania. Divina” prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio e cultura gastronomica. L’8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterà “I cibi dell’anima”, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne. Il 27 ottobre a Sant’Agata de’ Goti si terrà “Il pomo della concordia”, celebrazione dell’agricoltura campana e del valore culturale dei suoi frutti. Gran finale il 7 dicembre a Napoli con “Maestri e margherite”, omaggio all’arte del pizzaiolo napoletano, riconosciuta dall’UNESCO nel 2017 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale www.praesentiacampania.it
INFORMAZIONI
Agenzia Campania Turismo
Tel. 081 4107211 | cerimoniale@agenziacampaniaturismo.it
www.regione.campania.it | www.agenziacampaniaturismo.it


