In questo articolo analizzeremo sia le differenze fra questi due tipi di mele, sia i principali vantaggi dell’avere delle mele nel nostro campo. Troverete anche una panoramica sui principali accorgimenti per coltivare un piccolo meleto e farne un vero e proprio investimento per la salute!
Caratteristiche delle mele acquistate al supermercato
Le mele del supermercato sono spesso riconoscibili, prima di tutto per il loro aspetto: hanno infatti normalmente una forma regolare, un colore vivo ed uniforme e le imperfezioni sono pressoché nulle. Ma questa apparente assenza di difetti è davvero tutto ciò che dovremmo ricercare in una mela? Per rispondere, andiamo a vedere quali altre caratteristiche accomunano le mele dei supermercati…
Varietà standardizzate
Le varietà di mele presenti nei supermercati (es. Gala, Granny Smith, Fuji, Golden) sono standardizzate non solo per assicurare lato produttori di avere frutti facilmente coltivabili, conservabili e trasportabili, ma anche per garantire ai consumatori un gusto standard, che deve avere un giusto connubio fra dolcezza ed acidità e che possa quindi piacere alla maggioranza dei palati. È per questo motivo che al supermercato difficilmente troverete mele con gusti peculiari.
Raccolta precoce e maturazione in cella frigorifera
Per motivi di conservazione, le mele destinate ai supermercati vengono raccolte quando ancora acerbe, così da avere una maggiore conservabilità e resistere sia al trasporto che allo stoccaggio, essendo più dure e quindi meno ammaccabili. La maturazione avviene poi, in maniera rallentata, in cella frigorifera e questo può rendere i frutti duri e poco dolci se dallo scongelamento alla vendita non intercorre abbastanza tempo.
Trattamenti chimici post-raccolta
Dopo la raccolta, le mele da supermercato vengono spesso sottoposte a trattamento con agenti antimicrobici ed a ceratura, con lo scopo di allungarne la conservazione (ed anche di migliorarne l’aspetto per il consumatore).
Un altro metodo recentemente introdotto per prolungare la vita delle mele è l’imballaggio con un gas che inibisce la maturazione, chiamato “SmartFresh” (che non è altro che la molecola sintetica 1-metilcicloprope), antagonista dell’Etilene, l’ormone vegetale gassoso responsabile della maturazione. È anche curioso evidenziare come, al contrario, si possa usare l’etilene stesso in caso di necessità di accelerare il processo di maturazione, a seconda delle esigenze di vendita.
Conservazione e trasporto lunghi
Spesso l’intero processo che comprende trasporto e conservazione delle mele ha tempistiche molto lunghe (a volte anche diverse settimane) e, proprio per questo, avviene in condizioni che rallentano il processo di maturazione. Si usano infatti camion refrigerati e celle frigorifere (a temperature tra 0 e 4°C), che sono spesso anche ad atmosfera controllata e con immissione di azoto (che va a sostituire l’ossigeno, rallentando così la respirazione dei frutti). L’umidità in questa fase deve invece essere mantenuta alta (85-95%) per prevenire la disidratazione, mantenendole le mele croccanti e succose.
È da tenere presente che più i frutti restano immagazzinati prima di arrivare al consumatore, maggiore è la perdita di sostanze nutritive e vitamina C.
Caratteristiche e vantaggi delle mele del frutteto
Anche nel caso delle mele coltivate nel proprio frutteto, l’aspetto è il fattore che le rende solitamente molto ben distinguibili ad un primo acchito rispetto a quelle che siamo abituati a vedere nei supermercati. Forme, colori e dimensioni sono molto più irregolari, sapore e odore sono inoltre più freschi e naturali.
Maturazione naturale sulla pianta
La raccolta può infatti in questo caso avvenire quando il frutto è perfettamente maturo, ovvero quando ha raggiunto il massimo del suo sapore ed ha una consistenza giusta per essere addentato e gustato. Basterà monitorare con cura la crescita del frutto e coglierlo al momento giusto (quando completamente maturo, ma non ancora caduto a terra).
Assenza di trattamenti chimici
Poiché non c’è la necessità di accelerare o ritardare la maturazione delle mele del frutteto, l’uso di coadiuvanti chimici può essere sostituito da pratiche ecologiche e meno invasive come il compostaggio e l’uso di concimi naturali, che servono semplicemente a nutrire la pianta, e non ad alternarne i normali processi fisiologici.
Km zero e sostenibilità ambientale
Coltivare le proprie mele del frutteto è inoltre un’opzione sostenibile, in quanto non sono necessari tutti i passaggi di trasporto, imballaggio ed adozione di strumenti per la conservazione a lungo termine. Basterà infatti una breve passeggiata nell’orto per raggiungere il nostro ambito frutto! L’amore per l’ambiente è quindi sicuramente uno dei fattori che ci potrebbe indurre ad installare un piccolo meleto.
Più nutrienti e proprietà salutari
Le mele del frutteto, coltivate senza l’uso di sostanze chimiche, contengono solitamente più nutrienti, fibre, vitamine ed antiossidanti, sostanze che ritardano l’invecchiamento cellulare e hanno proprietà sfiammanti.
Il fatto poi di poter scegliere in autonomia quali varietà coltivare, porta ad avere frutti che si adattano meglio al proprio territorio, migliorandone non solo la resa, ma anche la qualità (si può infatti ad esempio optare per varietà di mele con migliori profili nutrizionali).
Bisogna inoltre considerare che coltivare mele richiede allenamento fisico ed un contatto diretto con la natura, fattori che contribuendo al benessere sia fisico che mentale.
Consigli pratici per coltivare le vostre mele
Scelta della varietà
Per scegliere le varietà adatte al nostro orto dobbiamo fare attenzione a molti fattori, come microclima e terreno: ci sono infatti varietà versatili che si adattano a più condizioni, ed altre più difficili da coltivare, ma che spesso hanno sapori particolari e potrebbero quindi incuriosire rispetto alle classiche mele che troviamo al supermercato.
Altro fattore da considerare è quello dello scopo finale delle mele: alcune varietà sono infatti migliori per essere mangiate da fresche, mentre altre sono più adatte per la cottura ed elaborazione di piatti.
Infine, in base alla dimensione del proprio frutteto, si dovrebbero scegliere varietà di mele ad alberi di dimensioni standard, semi-nane o nane.
Come potete vedere, le variabili per decidere quali varietà piantare sono veramente molte; per questo affidarsi ad un esperto nella fase di acquisto, spiegando nel dettaglio le vostre esigenze, potrebbe essere un’ottima soluzione.
Preparazione del terreno
Innanzitutto il terreno deve essere preparato in modo da essere drenato e portato ad un pH ottimale di circa 6,0/6.5. Per fare ciò, ci si può avvalere di calce (calcio carbonato), se serve aumentare il pH, o zolfo, se serve diminuire il pH.
Gli alberi vanno piantati ad una distanza di non meno di 3-4 metri, in modo da garantire che l’aria circoli fra essi in maniera adeguata e che la luce solare raggiunga ogni pianta. Solitamente, si deve piantare in autunno o all’inizio della primavera, per consentire alle radici di crescere prima dell’estate.
Cure e raccolta
Il terreno deve rimanere sempre umido (senza però provocare ristagni d’acqua, per evitare che le radici marciscano): l’ideale sarebbe quindi un’ irrigazione a goccia. Attorno alla base di ciascun albero è bene applicare uno strato di pacciamatura organica come paglia o compost, sia per mantenere l’umidità che per evitare erbe infestanti.
I fertilizzanti da usare devono essere specifici per alberi da frutto ed avere un ricco contenuto di azoto, fosforo, potassio, calcio e magnesio. La fertilizzazione deve avvenire prima della fioritura, in primavera (per favorire la ripresa vegetativa) e va solitamente ripetuta in tarda estate (per favorire l’accumulo delle sostanze di riserva e quindi la crescita dei frutti).
Gli alberi vanno potati regolarmente per consentire la penetrazione di luce ed il ricircolo di aria, eliminando i rami secchi ed i polloni alla base, che tolgono energie alla pianta. Il melo non soffre particolarmente il freddo, per cui può essere potato sempre durante il riposo vegetativo.
Per prevenire i parassiti evitando l’uso di sostanze chimiche, possono essere utilizzate trappole (utili anche per monitorare il tipo e la quantità di animaletti infestanti), olio di neem o sapone di marsiglia diluito in acqua e spruzzato direttamente sulla pianta.
La raccolta deve essere eseguita verso la fine dell’estate. Sarebbe inoltre bene eseguire un diradamento preventivamente, ovvero rimuovere, per ogni infiorescenza, i frutticini in eccesso esterni (lasciando intatto il frutticino centrale). Questo migliora infatti la dimensione e la qualità delle mele finali, perché la pianta viene messa nelle condizioni di dedicare più energie e spazio ai frutti più promettenti.



