Un nuovo vino che è in realtà un potente ed evocativo ritorno alle origini. Un Nebbiolo del Monferrato, proprio come quello che la famiglia Bava ha prodotto storicamente nelle vigne di Tuffo, piccolo borgo di Cocconato, nell’Astigiano, dove risiede dal 1616.
Nel racconto di Piero, il “patriarca” dei Bava, vino, territorio e famiglia si intrecciano:
“Un tempo – ricorda Piero Bava – quasi tutti a Tuffo avevano un pezzetto di terra; una parte veniva coltivata a vite, ed era la parte alta delle colline. Già nel Settecento, la famiglia Bava aveva terreni di proprietà sui bricchi delle Serre, un punto panoramico della frazione da cui si vedono chiaramente l’arco alpino e il Monviso, sul crinale dell’antica Strada delle Serre. A inizio Novecento la famiglia si spostò nel fondovalle, accanto alla ferrovia, dove fu fondata la cantina che ancora oggi, a distanza di un secolo, è sede dell’azienda”.
Dalle finestre dalla cantina si scorge, in piena luce sulla collina di fronte, la storica vigna di fianco alla chiesa del borgo, nella stessa posizione descritta da una rara mappa catastale del 1790 (tra le poche completate durante il regno sabaudo) che reca il medesimo toponimo, Cadodo, indicato già allora come di proprietà della famiglia.
Il riconoscimento della DOC Monferrato a questo Nebbiolo sigilla questa lunga presenza storica e riconosce la vocazione delle colline di Cocconato alla produzione del Nebbiolo, che vede a Cadodo e sui bricchi delle Serre le migliori esposizioni.
Serre di Tuffo Bava esce con l’annata 2020: dieci mesi di invecchiamento in botti di legno che fanno meritare al vino l’appellativo “Superiore”.
Va ad aggiungersi alla produzione della cantina di Cocconato, nota per le sue Barbere – dallo Stradivario, vino signature dei Bava, al Pianoalto Nizza e a Libera – e per il Barolo e i nebbioli della cascina nel cru Scarrone, Castiglione Falletto, in Langa.
Dei tratti del Nebbiolo del Monferrato, in Serre di Tuffo si ritrova il colore rubino brillante, il profilo olfattivo floreale e speziato, il tannino tipico ma rotondo che assicura al vino longevità. Da questa storica vigna, il cui suolo bianco calcareo e ruvido copre le marne affioranti, il vino porta in dote il carattere, l’esaltazione della fragranza e la freschezza, coniugando eleganza e struttura e dimostrando fieramente la tradizionale vocazione di Cocconato per quest’uva.
BAVA: 112 VENDEMMIE TRA MONFERRATO E LANGA
112: tante sono le vendemmie della famiglia Bava da quando Giuseppe Bava inaugurò a Cocconato l’albergo con ristorante, sala da ballo e cantina. L’edificio sorgeva proprio accanto alla linea ferroviaria Asti – Chivasso che stava nascendo tra le colline dell’Astigiano, a pochi passi dalla stazione: di lì a poco, la ferrovia avrebbe permesso trasporti e commerci più agevoli sulla direttrice di Torino, favorendo scambi e incontri.
A capo della cantina oggi c’è il nipote del fondatore, Piero Bava, 91 anni: riconosciuto nel 2016 come uno dei “Patriarchi della Barbera”, Piero porta avanti la tradizione della famiglia con i suoi figli Roberto, Giulio e Paolo e i nipoti, Francesca e Giorgio. Tre diverse generazioni al lavoro fianco a fianco per offrire, su oltre 50 mercati nel mondo, vini che parlano di Piemonte, di autenticità, sostenibilità, rispetto per il territorio, radicati valori familiari e di ospitalità, di passione, di gusto.
In 112 anni si fa la storia: si disegna e si definisce uno stile – in vigna, in cantina – si fa il giro del mondo molte volte tra incontri, degustazioni, brindisi in tutte le lingue.
I vigneti di proprietà della famiglia si sono estesi negli anni dal Monferrato fino alla Langa da Barolo (oggi 50 ettari, alternati a 20 ettari di boschi, noccioleti e prato per preservare la biodiversità). Le tecniche si sono via via rinnovate, le idee non sono mai mancate. La produzione si è ampliata negli anni: le etichette Bava sono adesso 14, e rappresentano uno spaccato enologico significativo di quest’angolo del Piemonte.
Il primo amore resta la Barbera, a partire dall’espressione del vino più identitario, che è lo Stradivario, una preziosa Barbera d’Asti Superiore dai lunghi tempi di affinamento.
Dai vigneti di Agliano nascono poi Libera, una Barbera d’Asti solo acciaio, e il Nizza Docg PianAlto. Viva, Piemonte Doc Barbera, è un vino di tradizione monferrina che unisce il carattere dello stile di produzione dei vini ancestrali rifermentati in bottiglia con la storia enologica del Piemonte.
Nella scenografica Vigna della Pieve a Cocconato, oltre a Stradivario, si producono le uve per Thou Bianc, sorprendente Chardonnay piemontese, il Sauvignon Relais Bianc ed il raro Albarossa.
Dalla cascina di Castiglione Falletto nelle Langhe, in provincia di Cuneo, nel cuore del cru Scarrone, nascono il Barolo Docg Bava e il Langhe Nebbiolo.
Da sempre nella tradizione Bava, gli aromatici del Piemonte: in particolare la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco (Rosetta e Malvasia Rosé), il Moscato d’Asti e il Ruché di Castagnole Monferrato.
ANNO DI FONDAZIONE: 1911
PROPRIETARIO: Famiglia Bava
AGRONOMO: Paolo Bava
ENOLOGO: Giulio Bava
DIREZIONE COMMERCIALE EXPORT: Roberto Bava DIRETTORE VENDITE ITALIA: Nicola Notario DIREZIONE MARKETING Francesca Giulia Bava REGIONE: Piemonte, Monferrato e Langhe
DENOMINAZIONI: Barbera d’Asti Docg, Barbera d’Asti Superiore Doc, Nizza Docg, Barolo Docg, Langhe Doc, Moscato d’Asti Docg, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc, Piemonte Doc, Ruché di Castagnole Monf. Docg
ETTARI DI VIGNETO DI VIGNETO DI PROPRIETÀ: 50
ETTARI DI BOSCO E PRATO DI PROPRIETÀ: 20
CASCINE: Cocconato (Asti), Agliano (Asti), Castiglione Falletto (Cuneo) BOTTIGLIE PRODOTTE ANNUALMENTE: circa 490.000
ETICHETTE PRODOTTE: 14
MERCATI NEL MONDO: 65
ASSOCIAZIONI: Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Consorzio dell’Asti Docg, Associazione Produttori del Nizza, Associazione Produttori del Ruchè, Exclusive Brands Torino.



