La Curcuma Longa (o semplicemente Curcuma) è una pianta erbacea della famiglia della Zingiberacee. Originaria dell’Asia sud-orientale risulta uno degli ingredienti fondamentali della cucina asiatica. Questa spezia, oltre a rendere più appetitosi i piatti, ha anche numerosi effetti sulla salute dell’uomo grazie alle sue proprietà benefiche e curative. Curcuma Longa è utilizzata sia nella medicina ayurvedica (di origine indiana) sia in quella cinese. A riconoscimento di queste proprietà da secoli riconosciute in Oriente viene ad oggi utilizzata anche dalla medicina occidentale, che su questa pianta ha incentrato le sue ricerche negli ultimi anni.
Nonostante siano almeno 20 i componenti della curcuma a possedere un’azione antibatterica i ricercatori si sono concentrati principalmente su uno di questi: la curcumina (diferuloilmetano), la demetoxicurcumina e la bisdemetoxicurcumina. Infatti, a differenza di altri antiossidanti, i curcuminoidi (antiossidanti principali contenuti nella curcumina) sono capaci sia di prevenire la formazione di radicali liberi sia di neutralizzare quelli già esistenti.
Questo elemento dona dunque proprietà antiossidanti ed anti-infiammatorie alla curcuma. Risulta poi capace di proteggere i neuroni (potenzialmente utile quindi anche nella prevenzione di malattie riguardanti il sistema nervoso quali, ad esempio, l’Alzheimer) e funge da anti-coaugulante (rendendo il sangue più fluido e migliorando sia circolazione che ossigenazione). Utile dunque per coloro che soffrono di pressione o colesterolo alto, diminuendo drasticamente le probabilità di infarto o di ictus. Non va ovviamente sostituita ad apposite terapie prescritte da medici specialisti.
Tra le PROPRIETÀ della curcuma risaltano quelle coleretiche (favorendo la secrezione biliare attraverso una stimolazione diretta del fegato), immunostimolanti ed eupeptiche (favorendo quindi la digestione). Risulta poi un efficace antisettico per ferite e scottature. Recenti studi di medicina moderna hanno inoltre rivelato le proprietà antitumorali della curcuma (ad esempio nella linfangiogenesi, comportando un effetto antimetastatico), dovute proprio alla curcumina.
I primi studi su questa pianta furono effettuati da ricercatori indiani che, negli anni ’70, ne dimostrarono l’effetto ipocolesterolemizzante. Ma fu solo alla fine degli anni ’80 che si scoprirono le capacità antitumorali della curcumina. Da allora sono stati condotti centinaia di studi e, ad oggi, la curcumina è considerata d’aiuto in 8 diversi tipi di tumore. Gli studi più importanti attualmente svolti in questo campo sono stati effettuati dalla Dott. Sharon McKenna. Questa ha osservato che la molecola della curcumina inizia ad agire entro 24 ore dalla somministrazione uccidendo alcune cellule cancerogene non affidandosi al processo dell’apoptosi.
Diversi quindi i tipi di cancro nella cui prevenzione risulta utile questa spezia (polmoni, bocca, colon, fegato, rene, melanoma, mammella e leucemia), pur senza sostituire in alcun modo le terapie convenzionali. La curcumina, infatti, agisce limitando la proliferazione delle cellule tumorali (inducendo le stesse ad apoptosi) ed inibendo la trasformazione delle cellule normali in cellule tumorali. Risulta poi capace di aumentare gli anticorpi in circolo e di aiutare l’azione dei chemioterapici normalmente utilizzati. Il trattamento con la curcumina permette di ridurre la dose di cisplatino e radiazioni necessarie per inibire la crescita delle cellule tumorali resistenti al cisplatino stesso. Per cui il corpo sarà meno resistente rispetto alla chemio e alla radioterapia, fungendo così come pretrattamento. La curcuma risulterà, quindi, capace di migliorare la sensibilità chemio/radioterapia delle cellule del tumore attraverso molteplici meccanismi molecolari.
La leucemia infantile, ad esempio, risulta avere un’incidenza minore in Asia rispetto all’Europa. Questo, secondo i ricercatori della Loyola University of Chicago, sarebbe dovuto, almeno in parte, proprio all’utilizzo di curcuma nella cucina asiatica, facendo risultare ottimo il suo utilizzo come prevenzione. Stesso discorso può essere fatto per l’incidenza del tumore alla prostata: secondo la rivista Cancer Research in un articolo dei ricercatori della Rugers University, la curcuma aiuterebbe nella prevenzione e nel trattamento di questo tumore.
Ma la curcuma dimostra la sua vera efficacia contro il tumore al colon avendo un’azione specifica su di una neurotossina strettamente legata alla metastazione del carcinoma. Essa riesce infatti a ridurre i livelli di un enzima chiamato COX-2, responsabile della produzione delle molecole che provocano l’infiammazione al colon e, quindi, il carcinoma. Sulle cavie è stato infatti capace di ridurre del 40% lo sviluppo di polipi a livello del tratto gastrointestinale, impedendo che questi degenerassero in tumori veri e propri.
Ancora in sperimentazione è invece il suo utilizzo nella lotta al cancro al seno. I test sono stati condotti fino ad ora soltanto su cavie. Su queste la curcuma ha effettivamente dimostrato la sua capacità ritardante su eventuali insorgenze del tumore. Si è inoltre notata una diminuzione dell’incidenza e l’inibizione di una molecola chiamata Vegf. Quest’ultima gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo dei tumori e nel rischio di anormalità morfologiche alle ghiandole mammarie. L’utilizzo viene inoltre consigliato alle donne in menopausa o sottoposte a terapia ormonale sostitutiva nel tumore al seno. A consigliarlo sono i ricercatori dell’University of Missouri sulla rivista dellaNorth American Menopause Society.
Si è infine dimostrata efficiente contro il cancro al fegato, ai polmoni, all’esofago e contro il melanomama, fino ad ora, solo su cellule tumorali in vitro. Risultano quindi ancora incerti gli effetti positivi rispetto a questi ultimi e ulteriori studi sono necessari.
La curcuma presenta anche delle qualità antiossidanti, capaci di trasformare i radicali liberi in sostanze innocue per l’organismo, ritardando in tal modo l’invecchiamento cellulare. Qui di seguito sono brevemente descritte le sue principali proprietà:
1. PROPRIETA’ EPATOPROTETTIVE: i professionisti ayurvedici a volte usano la curcuma per il supporto alla funzione epatica (1). Negli animali, la curcumina riduce le lesioni al fegato indotte da alcol, tioacetamide, sovradosaggio di ferro, colestasi e tetracloruro di carbonio (2). Si ipotizza inoltre che la curcumina riduca le lesioni da farmaci come il paracetamolo (3), la clorochina (4), il metotrexato, l’eritromicina estolato, l’isoniazide, la rifampicina e la pirazinamide (5). Studi clinici suggeriscono che la curcumina può ridurre i marker di danno epatico (abbassamento delle transaminasi) e l’accumulo di grasso nel fegato di persone con malattia del fegato grasso (steatosi epatica non alcolica).
2. PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE (6, 8): questa capacità è stata oggetto di innumerevoli studi, in particolare da parte del Dr. Randy J. Horwitz, direttore medico dell’Arizona Center for Integrative Medicine. Questi descrive la curcuma come uno dei più potenti anti-infiammatori naturali presenti al mondo. È risultata d’aiuto, ad esempio, nella cura dell’artrite reumatoide (7). Essa è infatti una malattia di natura infiammatoria e gli attuali farmaci per l’artrite sono tutti degli anti-infiammatori (con non pochi effetti collaterali). Per gli stessi motivi sono in corso ricerche sulla sua eventuale efficacia nella malattia di Crohn. Questa risulta infine utile nel trattamento di alcuni disturbi intestinali quali: il meteorismo, il colon irritabile e la dispepsia intestinale.
3. PROPRIETÀ ANTIDOLORIFICHE: a suggerire questa spezia come antidolorifico naturale è la nutrizionista di Los Angeles Natalie Kling, che la consiglia prevalentemente contro i dolori articolari. Raccomanda inoltre di utilizzarla il più possibile a crudo sulle pietanze. La sua azione risulta mirata ad alleviare i dolori osteo-articolari e muscolari, simile a quella del Voltaren.
4. PROPRIETÀ ANTIOSSIDANTI: l’università del Maryland Medical Center presenta la curcumina come un potente antiossidante capace di contrastare l’azione dei radicali liberi. Quest’ultimi sono responsabili dell’invecchiamento precoce e del danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. Questo antiossidante sarebbe quindi capace sia di ridurre che di prevenire i danni provocati dall’azione dei radicali liberi. In tal modo è capace quindi di rallentare l’azione neurodegenerativa e, per questo motivo, è utilizzato in oriente per combattere il Morbo di Alzheimer (sempre senza sostituirsi ad eventuali terapie convenzionali). Va infine a migliorare il sistema immunitario favorendo lo sviluppo della proteina CAMP (che favorisce tantissimi processi cellulari).
5. PROPRIETÀ CICATRIZZANTI: l’applicazione dei rizomi di curcuma su ferite, scottature, punture d’insetto e dermatiti dona sollievo immediato e velocizza il processo di guarigione delle stesse.
6. PROPRIETA’ ANTICANCRO: Numerosi studi indicano che la curcumina può ridurre la crescita delle cellule cancerose in laboratorio e inibire la crescita dei tumori negli animali. In uno studio di 30 giorni su 44 uomini con lesioni al colon che a volte diventano cancerose, 4 grammi di curcumina al giorno hanno ridotto il numero di lesioni del 40% (9). Mancano tuttavia studi su larga scala. Pertanto, tali effetti non devono destare pericolose interpretazioni errate; si tratta infatti di dati puramente sperimentali, che ancora non trovano conferma quando si passa a valutare il reale effetto antitumorale sull’uomo.
7. MALATTIE NEURODEGENERATIVE: è stato dimostrato che la curcumina attraversa la barriera emato-encefalica (10). Potrebbe inoltre aumentare i livelli cerebrali di BDNF, il fattore neurotrofico derivato dal cervello, che stimola la crescita delle cellule cerebrali (11). In questo modo, la curcumina potrebbe essere efficace nel ritardare o addirittura invertire le malattie neurodegenerative e prevenire il declino cognitivo legato all’età. Molti esperimenti sugli animali sembrano confermare questa ipotesi. Tuttavia, in un piccolo studio, la somministrazione di 1-4 g/die di curcumina per 6 mesi non ha avuto effetti sullo stato mentale e cognitivo nei pazienti con malattia di Alzheimer.
8. PROPRIETA’ IPOGLICEMIZZANTI: la curcuma e la curcumina possono migliorare il metabolismo degli zuccheri nel sangue e ridurre gli effetti del diabete sul corpo. Nei topi diabetici, la curcumina riduce la glicemia, migliora la sensibilità all’insulina e riduce il glucosio nelle urine. L’integrazione di curcumina (750 mg due volte al giorno per 9 mesi) ha ridotto significativamente l’evoluzione del prediabete in diabete di tipo II, migliorando potenzialmente la funzione generale delle cellule pancreatiche.
La quantità di curcuma da consumare ogni giorno è di circa 2 cucchiaini da caffè. Per assumere questa quantità di curcuma è utile cercare di integrarla nell’alimentazione quotidiana, distribuendola sulle giuste pietanza ma anche su salse o yogurt. Risulta infine utile mischiarlo ad un olio, come quello d’oliva, di modo da utilizzarlo come normale condimento ed essere al contempo sicuri di non eccedere con le quantità.
Quando si sceglie un integratore di curcuma, è importante acquistare una formula che sia stata clinicamente testata e abbia dimostrato di essere ben assorbita. Negli integratori, la curcuma si trova prevalentemente sottoforma di polvere in capsule da 500 mg da assumere più volte al giorno; sono preferibili estratti titolati in curcumina, quindi con un contenuto ben definito di curcumina.
Data la scarsa biodisponibilità, è preferibile optare per integratori contenenti:
• curcumina e piperina: la combinazione della piperina del pepe nero con la curcumina della curcuma migliora l’assorbimento della curcumina fino al 2.000%.
• curcumina liposomiale (o fitosomiale): la curcumina si trova inglobata all’interno di un guscio fosfolipidico, in modo da migliorarne l’assorbimento a livello intestinale e la conseguente biodisponibilità;
• nanocurcumina o curcumina microincapsulata: la formulazione di nanoemulsioni a base di nanoglobuli di curcumina o l’incapsulamento della curcumina nelle nanoparticelle di idrogel ne aumentano significativamente la solubilità e l’assorbimento;
• oppure curcumina incapsulata in ciclodestrine.
EFFETTI COLLATERALI
Gli effetti collaterali si manifestano solo se vengono superate le dosi raccomandate. Disturbi frequenti, in questi casi, sono: diarrea, gastralgia, nausea e potenziamento della terapia anticoagulante. Effetti più gravi possono esserci se il paziente fa già uso di sostanze anticoagulanti.
Si deve poi consultare un medico prima dell’utilizzo di questa spezie in casi come: gravidanza, allattamento o stretto regime farmacologico. Sconsigliata infine a coloro che hanno problemi renali o soffrono di ostruzioni del condotto biliare poiché ritarda la coagulazione sanguigna.
FONTE: https://www.zenstore.it/
BIBLIOGRAFIA:
1. La curcuma, la spezia dorata (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK92752/)
2. Azioni farmacologiche della curcumina nelle malattie o nei danni al fegato (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19811613/)
3. Attività epatoprotettiva di picroliv, curcumina e acido ellagico rispetto alla silimarina sulla tossicità epatica indotta dal paracetamolo nei topi (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1472-8206.2009.00722.x)
4. Effetto migliorativo della curcumina sull’epatotossicità indotta dal fosfato di clorochina (https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1382668910000840?via%3Dihub)
5. Effetti di quattro erbe medicinali indiane sul danno epatico e sull’immunosoppressione indotti da isoniazide, rifampicina e pirazinamide nelle cavie (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17589898/)
6. Effetti antiossidanti e antinfiammatori della combinazione curcuminoide-piperina in soggetti con sindrome metabolica: uno studio randomizzato controllato e una meta-analisi aggiornata (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25618800/)
7. Uno studio pilota randomizzato per valutare l’efficacia e la sicurezza della curcumina nei pazienti con artrite reumatoide attiva (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22407780/)
8. Registro di valutazione del prodotto Meriva®, un complesso curcumina-fosfatidilcolina, per la gestione complementare dell’osteoartrite (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20657536/)
9. Studio clinico di fase IIa sulla curcumina per la prevenzione della neoplasia colorettale (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21372035/)
10. L’effetto della curcumina (curcuma) sulla malattia di Alzheimer: una panoramica (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2781139/)
11. Fattore neurotrofico derivato dal cervello (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2504526/)



