Il tema che guida le riflessioni di quest’anno è Siamo ciò che mangiamo? Nutrire il corpo e la mente, un approfondimento sulla relazione tra gli esseri umani e il cibo e sulle modalità con cui, nel tempo, ogni società costruisce e trasforma la propria idea di gusto condiviso.
Cernilli racconterà la storia del vino, da nome utilizzato per descrivere tutte le bevande alcoliche fermentate, a bevanda spirituale citata nel Simposio di Platone, fino ad arrivare al vino moderno, nato a Bordeaux nel Settecento.
Per il suo valore evocativo e simbolico, il vino non è solo alcool, ma espressione di pratiche colturali e culturali, nonché risorsa economica di primaria importanza.
Si rifletterà anche su come i produttori di vino siano veri e propri custodi del territorio in grado di esaltarlo e valorizzarlo. Da ciò scaturisce il vero valore del vino che non serve tanto alla natura quanto piuttosto all’uomo.
Daniele Cernilli, giornalista e critico enologico, è stato tra i fondatori e direttore del Gambero Rosso e curatore della guida Vini d’Italia dal 1987 al 2011. Ha ideato la classificazione dei vini in bicchieri da uno a tre e il premio Tre bicchieri. È socio onorario dell’Associazione Italiana Sommelier e nel 2013 ha ricevuto il titolo di Maestro Assaggiatore Onorario dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vini.
Ha scritto: Memorie di un assaggiatore di vini (2006) e I racconti (e i consigli) di Doctor Wine (2014) per Einaudi; Guida Essenziale ai Vini d’Italia (Mondadori, successivamente pubblicata da DoctorWine). Dall’aprile 2016 è direttore responsabile della rivista trimestrale L’Assaggiatore.



