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La filiera del grano italiano, ieri oggi e domani: l’analisi inedita in occasione della Festa del raccolto

All’apertura della Festa che Molini Fagioli dedica alla filiera tutta, proprio questa diventa il fil rouge di un talk che ne ripercorre storia e valori. Un concetto ben radicato nella tradizione della nostra cucina, una realtà che oggi vuole dare garanzia e agevolare il consumatore, e che grazie a istituzioni e aziende tecnologiche vuole crescere migliorandosi. Presenti anche Confagricoltura, ALMA e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
fonte Aromi.Group
Photo credits: fonte Aromi.Group

Artigianalità, esperienza, territorio e qualità: valori questi che contraddistinguono non solo la filosofia del molino agricolo Molini Fagioli, ma che vengono condivisi da tutto un gruppo di attori parte di una stessa famiglia, di una stessa filiera, che ha di recente celebrato la Festa del Raccolto, un momento di unità e di convivialità, nel cuore dell’Umbria, a Città di Castello.

Un’occasione tale ha avuto modo di accendere i riflettori su tutti gli aspetti della produzione artigianale e agricola di Molini Fagioli “OIRZ”, la prima e unica farina in Italia certificata a Residuo Zero. Una produzione, 100% umbra, che ha portato alla creazione di una filiera locale interamente certificata.

Proprio questa filiera è stata al centro della Festa del Raccolto, un’occasione che “raccoglie tante filiere e le unisce – ha spiegato all’inizio della giornata il primo cittadino di Città di Castello Luca Secondi – qui la filiera di Molini Fagioli si allarga e non è più da intendersi solo in verticale, ma anche in Umbria. Un territorio come il nostro – conclude – con una forte vocazione agricola, con questa festa ha occasione di creare e fare cultura”.

Cultura, formazione, consapevolezza: tutti obiettivi fondamentali del talk che ha inaugurato la Festa del Raccolto e che proprio nella filiera ha trovato il suo fil rouge.

Una filiera, quella di Molini Fagioli, compatta, unita, che a sua volta si lega esternamente, ad un territorio, in questo caso l’Con questa terra il nostro gruppo ha inaugurato un nuovo modo di fare impresa, stabile e collaborativo – ha dichiarato Giorgio Agugiaro, presidente di Agugiaro&Figna, realtà a cui Molini Fagioli fa riferimento – OIRZ è creata a quattro mani con l’Umbria, e questo significa rispetto per la terra, per il cibo, per chi lavora in questa filiera e in questa regione”.

Ma cosa rende così centrale e importante una filiera? A spiegarlo è Michele Fino, professore di Diritto all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che parte dalla definizione della Esistono i singoli, poi le associazioni” di singoli lavoratori, settoriali, per così dire “e, infine, le organizzazioni interprofessionali, la forma giuridica della filiera, quella stessa forma che l’UE incentiva e tutela”.

L’importanza dell’organizzazione interprofessionale, come quella a cui ha dato vita Molini Fagioli, sta principalmente in due elementi In primis, attraverso l’organizzazione interprofessionale, i produttori parlano tra loro. Così facendo possono fare strategia insieme. In secondo luogo, organizzazioni professionali come Molini Fagioli non danno garanzia solo sul processo di produzione, ma anche sul prodotto finale. Per dirla in maniera chiara, va bene che un prodotto sia italiano, ma se è a residuo zero e viene da una filiera controllata, io mi fido molto di più”.

La filiera, oltre a fornire garanzia al consumatore finale, può dare lui anche un vantaggio più concreto, come ha spiegato Daniele Paci, agronomo e divulgatore, partendo dal concetto di dialogo fra i diversi attori: Una filiera può risolvere, unita, un problema sempre vivo sul mercato, quello del rapporto qualità-prezzo. Con tutti gli attori della filiera intorno ad un tavolo è possibile garantire la qualità del prodotto togliendo quei costi dall’equazione che nel complesso si rivelerebbero inutili, agevolando così il consumatore finale, che desidera prodotti di valore senza spendere eccessivamente”.

Una filiera ha più possibilità di un singolo. Sia a livello burocratico e gestionale, sia per l’impatto economico nei confronti di un mercato sempre più esigente. Ma spesso, per riuscire nei propri obiettivi, ha bisogno del sostegno di realtà regionali e nazionali.

Nel caso di Molini Fagioli, ad esempio, c’è stato il supporto di ConfAgricoltura Umbria, una realtà che, come ha spiegato il suo presidente Fabio Rossi, nasce per dare supporto, “il nostro scopo è questo. Invitiamo le singole realtà all’unione, alla collaborazione, cerchiamo di legare domanda e offerta, diamo il nostro reale contributo fornendo strumenti “nazionali” a livello locale, cosicché realtà che credono possano crescere, migliorarsi, promuoversi e arrivare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, la cooperativa agricola ProAgri, che attraverso le parole del suo presidente Domenico Brugnoni Noi abbiamo creduto già 20 anni fa ai nuovi progetti di Molini Fagioli, che sono riusciti ad anticipare spesso normative che solo anni dopo sono state emanate in Europa. Per questi progetti abbiamo fatto la nostra parte, dato il nostro supporto investendo in risorse umane, in primis”.

Come le associazioni, a contribuire alla riuscita degli obiettivi più pratici delle filiere, ci sono anche realtà come XFarm, che forniscono quegli strumenti atti ad affrontare le sfide Cambiamenti climatici, richiesta di prodotti più sostenibili, pressione economica – spiega Raffaele Stupazzini – per andare incontro a queste necessità innovazione e digitalizzazione hanno un ruolo fondamentale. Piattaforme, droni, satelliti, sensori IoT aiutano le aziende a fare scelte più consapevoli, migliorare l’efficienza e garantire al consumatore la tracciabilità delle proprie produzioni”.

A chiudere questa importante ed inedita analisi sul concetto di filiera è Alberto Figna, presidente di Alma, la Scuola di alta formazione in cucina. Sebbene infatti la filiera sia un concetto recente, degli ultimi 60 anni, la sua valenza affonda le radici nella nostra La nostra cucina italiana non è unica, è il risultato di tante cucine regionali. Proprio queste sono di per loro frutto di filiere virtuose. Senza un legame con il territorio infatti non si mangiava, la nostra filiera è stata per decenni frutto di necessità, un concetto da sempre vivo nella tradizione gastro-culturale italiana”.

Ecco così che si delinea perfettamente il quadro della filiera di ieri, di oggi e di domani. Una filiera che trova le sue origini nella nostra tradizione, che punta sulla qualità, lavorando unita, insieme ad altre realtà del settore, per dare garanzia al consumatore finale, una filiera che grazie alle tecnologie odierne si prepara a migliorare la propria produzione anno dopo anno.

Questa filiera è Molini Fagioli, che durante la Festa del Raccolto fa rivivere le tradizioni di un tempo, propone prodotti di altissima qualità trasformati da grandi professionisti dell’arte bianca e continua a proporre nuovi prodotti guardando al domani, come la farina OIRZ Unica, l’ultima referenza di Molini Fagioli dedicata stavolta al B2C, al consumatore finale, perché possa riprodurre a casa propria prodotti di alta qualità come li trova dai moltissimi brand ambassador Molini Fagioli in Italia.

Questi brand ambassador hanno un nome: sono gli Zero d’Avanguardia: pizzaioli, panificatori e pasticceri che desiderano ritornare all’ingrediente di campagna, che utilizzano farine di filiera 100% italiana a Residuo Zero e materie prime di assoluta qualità. In occasione della Festa del Raccolto, sono state annunciate diverse new entry nel gruppo, a testimonianza di un sempre maggior riconoscimento di alta qualità al progetto Molini Fagioli.

(Nella foto: Un talk dedicato alla filiera del grano italiano in apertura alla Festa del Raccolto)

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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