S’avvicina l’atteso appuntamento annuale col Vinitaly – 56esima edizione del salone internazionale dei vini e dei distillati, a Verona da domenica 14 a mercoledì 17 aprile – «e qui da noi si respira tantissimo entusiasmo», spiega Giulia Sciotti, marketing manager di Fantini Wines, l’azienda vitivinicola fondata dal padre Valentino nel 1994 in Abruzzo e diventata leader tra quelle esportatrici nel Sud Italia, grazie a un’attenta politica votata alla più alta ricerca qualitativa e di marketing.
Si diceva: tanto entusiasmo. Come sempre, quando s’avvicina un evento così atteso; ma più di sempre, questa volta, perché «la platea sarà molto importante, ci saranno molti operatori soprattutto dall’estero», specie quest’anno, perché «un po’ tutti hanno notato invece un’affluenza inferiore alle previsioni» al ProWein di Düsseldorf, l’altra manifestazione di riferimento del settore. E dunque le aspettative per la kermesse in terra scaligera sono persino maggiori del solito.
C’è un altro motivo d’entusiasmo, a casa Fantini. Perché al Vinitaly verranno ovviamente raccontati e degustati i best sellers del gruppo, dunque vini ormai ben noti e apprezzati dagli operatori e dai winelovers di tutto il mondo, parliamo ad esempio di Three Dreamers, di Edizione Cinque Autoctoni o di Calalenta. Ma l’evento sarà l’occasione anche per celebrare come si deve una nuova etichetta di punta, già svelata l’anno scorso ma che ora diventa a sua volta icona della qualità made by Fantini dopo l’immediato e incredibile successo che ha registrato fin dai primi mesi, si tratta del prestigioso Don Camillo. E poi, ci sarà modo di presentare la nuova, bellissima veste di una linea, Cala Rey, che rappresenta l’eccellenza raggiunta dall’azienda vitivinicola abruzzese persino in trasferta internazionale, in Spagna, grazie alla sua consociata castigliana Finca Fella.
Ma vediamo nel dettaglio.
DON CAMILLO
Dietro al Don Camillo Edizione Gold Terre di Chieti Igt di Fantini c’è una storia commovente di dedizione verso il proprio territorio. Il Don Camillo è un tributo a Camillo De Iuliis, uno dei “three dreamers”, i tre sognatori che fondarono Fantini nel 1994. Si tratta di un rosso intenso che vuole ricordare la personalità di De Iuliis, uomo cosmopolita, a lungo residente a Londra ma assai legato alla propria terra, lui che era nativo di Roseto degli Abruzzi. Per questo Don Camillo è un blend di Sangiovese all’85% (ossia di un’uva ampiamente coltivata in Abruzzo) e di Cabernet Sauvignon al 15%, dunque un vitigno internazionale. Dopo una macerazione di 20 giorni, è invecchiato per sei mesi in barrique. La bottiglia che custodisce questo nettare ne valorizza il contenuto: parliamo di “edizione gold” perché è tutta d’oro lucente con etichetta nera a contrasto. Elegantissima ed eccentrica, proprio come il compianto Camillo. Stappatela: scoprirete una beva corposa, con buoni tannini, note speziate di liquirizia, vaniglia e fiori appassiti.
CALA REY
Ci spostiamo in Spagna, dove Fantini Wines è presente con la sua cantina Finca Fella, nella zona di Alpera, a pochi km da Albacete, nella parte meridionale della regione, neanche sei chilometri di distanza dalla Comunidad Valenciana, un’ora e mezza di auto da Murcia, qualcosa meno per raggiungere il mare di Alicante. È un piccolo paradiso per le uve: presenta vigneti vecchissimi con impianti ad alberello di oltre 100 anni che crescono su un altopiano fino a 900 metri sul livello del mare. Vi si producono sia vini rossi che bianchi, con tre etichette di punta: il rosso El Maso, di grande struttura, 100% Garnacha Tintorera; poi la linea Altado, super-caratteristica, che si declina in un rosso Altado Monastrell, 100% Monastrell vivace, corposo con grande acidità e tannini nobili e levigati, e in un bianco Altado Verdejo, 100% da uve Verdejo, rotondo e lungo, con sentori di frutta bianca e un retrogusto di finocchio; e infine con l’altra linea Cala Rey, che è la vera novità del Vinitaly perché si presenterà con bottiglie completamente rinnovate, il restyling delle etichette le ha rese ancor più affascinanti, raffinate e identitarie, «abbiamo voluto creare un feeling speciale, legando maggiormente l’estetica della bottiglia alla realtà spagnola, in continuità con Altado ed El Maso». Per farlo, è stata scelta una tecnica nuova, una doppia colatura d’oro che dà rilievo – anche a livello tattile – alle scritte apposte sull’etichetta monocromatica che va a declinarsi in nuance con la cromia dei vini Cala Rey: si tratta del Cala Rey Tinto, un rosso rubino, intenso e brillante, da uve Tempranillo e Syrah, vino equilibrato e di media persistenza, con un forte carattere fruttato e retrogusto di frutti rossi e liquirizia; del Cala Rey Rosado, un 100% Tempranillo dal colore brillante e pulito, il profumo è delicato, fruttato e con note di ciliegia e lampone, il corpo medio, intenso, equilibrato, morbido e rotondo, molto persistente in bocca; e per concludere del Cala Rey Blanco, da uve Verdejo e Sauvignon Blanc, limpido e brillante, giallo paglierino con riflessi verdognoli, con chiari aromi tropicali come ananas e mango, note di mela verde con retrogusto di anice.
Al Vinitaly si potranno apprezzare queste bottiglie prima con la vista e col tatto, grazie alle nuove etichette; infine con l’olfatto e col gusto, per degustazioni d’eccellenza.



