Nel pomeriggio del 24 febbraio 2025, l’aula magna dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura “A. Mazzei” di Giarre ha fatto da cornice alla presentazione di un’opera davvero significativa: “Le patate di Giarre” dell’autore Mario C. Cavallaro. L’evento ha visto la partecipazione di numerose personalità di spicco del territorio, creando un’atmosfera di grande interesse e partecipazione.
Il parterre degli ospiti era composto dal primo cittadino di Giarre, Leo CANTARELLA, accompagnato dall’onorevole Santo PRIMAVERA, rappresentante regionale. La dirigente scolastica Tiziana D’ANNA ha fatto gli onori di casa, mentre la professoressa Anna CASTIGLIONE, in qualità di Vice Presidente della società giarrese di storia patria e cultura, ha portato il suo prezioso contributo storico. Dal mondo accademico sono intervenuti i professori Gaetano PANDINO e Claudia FORMENTI, entrambi del Dipartimento Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, portando la loro esperienza scientifica. A moderare l’incontro c’era Alfio Natale Scavo, Responsabile della sede “Mazzei” dell’IISS “Leonardo” di Giarre.
Durante la presentazione, i relatori hanno dipinto un affresco avvincente dell’impatto che la coltivazione delle patate ha avuto sulla zona pedemontana dell’Etna. Quest’area, che si estende da Taormina fino ad Acireale, ha vissuto nel corso del XX secolo una vera e propria rivoluzione agricola grazie a questo tubero. Non si è trattato semplicemente di un’attività agricola, ma di un vero e proprio motore economico che ha trasformato l’hinterland di Giarre e Riposto in un centro di produzione di primaria importanza.
È stato particolarmente interessante scoprire come questa coltura abbia creato una rete economica complessa e interconnessa. Da un lato, c’erano i protagonisti diretti: gli instancabili agricoltori che lavoravano la terra con dedizione, gli operai che contribuivano con il loro lavoro quotidiano, i proprietari terrieri che gestivano le coltivazioni, i commercianti che distribuivano il prodotto e i mediatori che facilitavano gli scambi commerciali. Dall’altro lato, si è sviluppato un indotto ricchissimo che ha coinvolto numerose altre figure professionali, creando un circolo virtuoso di prosperità che ha beneficiato l’intera comunità.
Il sindaco Leo Cantarella, visibilmente coinvolto, ha espresso parole di sincero apprezzamento per il meticoloso lavoro di ricerca condotto dall’autore. Ha sottolineato come questo volume non sia solo un documento storico, ma rappresenti un ponte tra il passato glorioso e il presente della città di Giarre, dove la coltivazione delle patate continua a essere motivo di orgoglio e prestigio per la comunità, anche se oggi quella coltivazione si sia notevolmente ridotta.
L’autore Cavallaro, con la passione di chi ha dedicato anni alla ricerca, ha guidato i presenti in un viaggio nel tempo, descrivendo con dovizia di particolari non solo le tecniche di coltivazione dell’epoca, ma anche l’intero ecosistema sociale ed economico che si era creato intorno a questa produzione. Ha raccontato come le patate di Giarre fossero diventate il fulcro di un sistema economico che si estendeva ben oltre i confini cittadini, influenzando positivamente l’economia di tutti i centri abitati circostanti e creando una rete di relazioni commerciali con il nord Italia e con l’estero che ha caratterizzato un’intera epoca.



