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SAUVIGNON ARISTOS di Cantina Valle Isarco conquista la Medaglia d’Argento al Concorso Nazionale di Sauvignon Blanc

Un secondo posto che da un lato riempie d’orgoglio la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige, che da oltre Sessant’anni punta all’eccellenza nella produzione dei suoi vini, che rappresentano la massima espressione del territorio estremo in cui vengono coltivati, e che al contempo conferma il ruolo da protagonista della Valle Isarco nella produzione di vini bianchi di alto livello.
Stefan Donà, enologo Cantina Valle Isarco - fonte ufficio stampa
Photo credits: Stefan Donà, enologo Cantina Valle Isarco – fonte ufficio stampa

Nonostante la Valle Isarco non sia una delle zone dell’Alto Adige storicamente vocate alla produzione di Sauvignon Blanc, la dedizione, il continuo lavoro di ricerca, di cura e selezione delle parcelle che animano sin dalla sua fondazione Cantina Valle Isarco sono sempre più riconosciute. Lo dimostra la Medaglia d’argento conquistata da Sauvignan Aristos 2022 Alto Adige DOC al Concorso Nazionale di Sauvignon Blanc, organizzato dall’Associazione Sauvignon Alto Adige e giunto quest’anno alla sua sesta edizione.

Un secondo posto che da un lato riempie d’orgoglio la più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige, che da oltre Sessant’anni punta all’eccellenza nella produzione dei suoi vini, che rappresentano la massima espressione del territorio estremo in cui vengono coltivati, e che al contempo conferma il ruolo da protagonista della Valle Isarco nella produzione di vini bianchi di alto livello.

SAUVIGNON ARISTOS 2022

I vigneti di Sauvignon vengono coltivati in parcelle comprese fra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, nei territori che circondano Campodazzo, nella zona meridionale della valle Isarco, caratterizzati da suoli profondi di origine alluvionale, dove abbonda il porfido. Il Sauvignon della linea Aristos di Cantina Valle Isarco si annuncia all’occhio con un colore tipicamente paglierino, attraversato da leggere venature che tendono più al verdastro. Tocchi erbacei si presentano al naso per primi, arricchiti poi da sfumature vegetali e floreali e anche da rimandi più fruttati. All’assaggio è di corpo tendente al medio, con un sorso vibrante e asciutto da cui emerge una bella freschezza; il gusto richiama le componenti erbacee già riscontrate durante l’analisi olfattiva, arricchite da una venatura più sapida. Perfetto da abbinare a piatti di pesce, anche crudo, e a selezioni di formaggi freschi.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariella Belloni

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Redazione

Co-founder Fooday.it, dal 1996 creo e gestisco progetti editoriali online.
cecchi@puntoweb.net

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